L’editoria libraia è il settore dell’economia che tramite la commercializzazione del libro pone l’autore in contatto con i lettori, e che consente dunque di remunerare la creatività attraverso il diritto d’autore. 

Un lavoro che prevede innumerevoli figure, diverse opportunità: dal correttore di bozze al redattore, passando per l’immancabile editor e il creativo grafico. Cerchiamo di delineare i punti salienti dell’universo editoria, un lavoro dal sapore di artigianato, artigianato della parola, ma anche dei segni e dei conti. 

Editoria, tradizione e modernità

Occorre innanzitutto liberare la mente, eludere ogni fraintendimento: allorché si faccia riferimento all’editoria, non si dovrà tener conto solo dei libri, ma di qualunque prodotto sia progettato, realizzato e pubblicato al fine di raggiungere un pubblico più o meno specifico.

Ne deriva in maniera piuttosto ovvia che il lavoro e l’operato di una casa editrice (che aspiri quantomeno alla sopravvivenza) non potrà che essere eterogeneo: sarà necessario orientarsi non solo su libri, riviste e giornali, ma scommettere anche su siti web e supporti multimediali in grado di accaparrarsi le grazie di fruitori potenzialmente più giovani.

Quando si pensa all’editoria si deve immaginare un mondo caotico e fremente, un mondo che si pone a metà strada tra il fascino della tradizione e il dovere di non perdere il passo di fronte a una modernità che avanza sempre più celermente. 

Nel dettaglio, cosa significa oggi lavorare nell’editoria? Chi sono i suoi protagonisti? Chi bazzica all’interno di una casa editrice?

Come annotava Roberto Calasso

La casa editrice come forma è una somma di oggetti che messi insieme possono anche essere considerati come un unico libro. 

Editoria, un mondo caotico e un movimento sinergico

L’editoria è in grado di coniugare in un solo luogo (la casa editrice) e in un solo oggetto (il libro o chi per esso) diversi aspetti: culturale ed economico, artistico e aziendale, creativo e lavorativo. In poche parole, l’editoria può essere definita come un’attività culturale volta a consegnare al lettore/fruitore un prodotto curato dall’idea/contenuto fin alla sua veste grafica e conseguente promozione

L’editore brama di ricevere sulla sua scrivania il manoscritto per antonomasia, il potenziale best seller dell’anno, la linfa vitale di un’intera azienda. L’editoria, però, è quanto mai con i piedi per terra, fa i conti con la realtà ogni giorno. Pubblicare libri, riviste e giornali che abbiano una minima possibilità di essere acquistati e finanche letti, prevede e, soprattutto, pretende lo sforzo di un team compatto, una squadra (o una famiglia, del resto si parla di “casa”) coesa.

La sinergia è tutto, i diversi professionisti hanno l’obbligo di muoversi armonicamente. Lo so, sembrerebbe un paradosso: l’editoria è un movimento caotico e frenetico che alla base ha bisogno di un movimento incredibilmente sinergico. 

Tempismo, dinamicità, concretezze, scadenze, celerità, apprendimento, rapido, spirito di sacrificio, apprendimento e sopportazione: se dovessi indicare le armi alle quali affidarsi per sopravvivere nel mondo dell’editoria, sarebbero senz’altro queste. L’editoria è impresa, risponde a obiettivi economici, è merce, industria, è competizione e sopravvivenza. Persino il più romantico dei redattori è in grado di percepirlo, sin dal suo primo incarico. 

A muoversi nei meandri dell’editoria figure tradizionali e innovative

Il redattore e il technical writer

Colui che vive nella cosiddetta “camera delle revisioni”, il redattore, colui che si occupa in grosso modo di uniformazione e revisione. Il redattore prepara il testo per l’impaginazione, in base alla gabbia e alle specifiche di collana scelte per quel volume. Procede poi all’uniformazione, con l’obiettivo di dare al testo il massimo ordine possibile, preservando tutte le sfumature necessarie ai fini della sua comprensione: pagine sì belle, ma anche comunicative e di facile lettura.

Il redattore tecnico scrive e si interessa di tematiche ben definite. Spetta a lui interpellare i massimi esperti del settore, prestandosi a raccogliere tutto quanto occorra alla stesura dei testi da pubblicare per un pubblico selezionato. Non è tutto qui: allorché il lavoro sia stato portato avanti con cura, la comprensibilità e il rigore di cui darà prova nel suo lavoro garantiranno anche ai “non addetti ai lavori” di approcciarsi al manuale da lui redatto. E di afferrarne (più o meno agevolmente) il senso e i contenuti.

Questo lavoro ha un solo importante vincolo, ossia il rispetto delle norme redazionali e delle norme editoriali:

ogni editore sceglie come scrivere le abbreviazioni, le note, le citazioni bibliografiche, i livelli di titolazione, gli indici. Non solo, è ancora lui a scegliere il progetto grafico, delineandone i vari aspetti quali, i corpi del testo, il posizionamento delle note, i colori, i caratteri di copertina, insomma il progetto grafico.

Al redattore spetta anche il copyediting: Umberto Eco definiva questa arte come la

capacità di controllare o ricontrollare un testo in modo che non contenga, o contenga entro limiti sopportabili, errori di contenuto, di trascrizione grafica o di traduzione, là dove neppure l’autore se n’era accorto.

Il redattore ha dunque il compito di segnalare incongruenze e discontinuità, errori nella grafia dei nomi e dei luoghi, l’inesattezza delle date e degli avvenimenti, ripetizioni, cacofonìe, passaggi poco chiari, terminologie improprie, snodi involuti, punteggiatura, ridondanze, verbi, avverbi.

Il correttore di bozze

Notte dopo notte […] lavoro finché mi duole il cervello. Per arrivare all’esattezza perfetta. Per correggere il più infimo refuso in un testo che forse nessuno leggerà mai o che verrà mandato al macero il giorno dopo. L’esattezza. La santità dell’esattezza […] correggere bozze. (George Steiner, 1992)

Nell’editoria c’è chi definisce questa figura come un artista quasi invisibile, colui che deve correggere, uniformare, mettere a norma. 

Questi alcuni dei suoi compiti:

  • Eliminare lapsus e refusi
  • Verificare spazi, margini, grafia dei nomi, errori di ortografia, scorrettezze morfologiche e sintattiche; 
  • Mettere a norma e uniformare
  • Controllare impaginazione
  • Segnalare righini, vedove, orfane; orfane; 
  • Continuità numeri di pagina, correttezza testatine; 
  • Controllare la corrispondenza tra note a piè di pagine e i relativi rimandi nel testo; 
  • Verificare la conformità dei titoli di capitolo e di paragrafo e dei numeri di pagina riportati nell’indice con quelli del corpo del volume.

Il Traduttore

La traduzione è un atto di interpretazione, un gesto creativo che presume una considerevole capacità di scrittura, per arrivare a un testo che sia fedele all’originale e alla ricchezza dei suoi significati, ma che si presenti parimenti scorrevole.

Dietro a questo importantissimo mestiere dell’editoria si cela un duplice pericolo: da un lato si potrebbe cadere in una smisurata fedeltà all’originale, per salvaguardare le particolarità stilistiche e le idiosincrasie dell’autore: il rischio è di riecheggiare la struttura della lingua di partenza (con tutti i pregi e i limiti di una traduzione «letterale»); dall’altro, la preoccupazione della per la leggibilità del testo (traduzione libera o a senso) potrebbe condurre verso una lingua standardizzata e impersonale

Web content manager e web content editor

Il primo è operativo nel contesto dell’editoria digitale, suo compito è quello di prendersi cura dei contenuti di un sito web o di un prodotto editoriale che preveda la pubblicazione online. Il secondo prende di mira un target ben preciso: a lui il compito di caricare personalmente i contenuti sulla piattaforma digitale. 

Ilenia Zodiaco, invece, sul suo canale YouTube racconta di altri aspetti fondamentali del mondo editoria: librerie indipendenti, Amazon ed e-commerce.

Il direttore editoriale e l'Editor

Un figura indispensabile, il curatore editoriale di cui nessuna casa editrice può dispensare. A lui l’onore e l’onere di leggere e selezionare i testi degli scrittori, limandoli e rendendoli affini alla linea editoriale dell’azienda, cercando, ovviamente, di non sviandone il senso e rispettandone l’impostazione originaria impressa dall’autore. 

Ha una funzione propositiva. Avvalendosi della sua precisione, sensibilità, della sua cultura generale e di un pizzico di buon senso, suggerisce all’autore interventi che possano migliorare il testo sia nella sua struttura e nella sua trama, sia nella sua scrittura e nel suo stile. L’obiettivo? La coerenza e l’efficacia comunicativa del testo

Nel caso della saggistica, l’editor lavora su di un doppio binario: si curano gli aspetti formali, linguistici e stilistici del testo; si verifica l’attendibilità del testo stesso, segnalando eventuali imprecisioni che un’opera di carattere espressamente divulgativo non può certamente permettersi. Occorre verificare la corrispondenza delle note, l’organicità della struttura, l’esattezza delle eventuali didascalie, l’assenza di ripetizioni concettuali (ove non siano volute). Alle volte, prima di dare avvio all’editing, le case editrici si affidano a consulenti esperti nel settore di riferimento.

È il tramite e mediatore tra casa editrice e autore. La condizione imprescindibile è quella di non urtare la sensibilità degli autori. Un editor non conta solo su competenze tecniche, ma deve avvalersi anche di spigliate doti relazionali. È l’artigiano della negoziazione

Il Grafico

Osserviamo un lettore in libreria: prende in mano un libro, lo sfoglia – e, per qualche istante, è del tutto separato dal mondo. Ascolta qualcuno che parla, e che gli altri non sentono. Accumula casuali frammenti di frasi. Richiude il libro, guarda la copertina. Poi, spesso, si sofferma sul rivolto, da cui si aspetta un aiuto. In quel momento sta aprendo – senza saperlo – una busta: quelle poche righe, esterne al testo del libro, sono di fatto una lettera: la lettera a uno sconosciuto. (Roberto Calasso, 2003)

La mente creativa che, all’interno della casa editrice, ha il compito di badare alla veste grafica dei testi da pubblicare. Collabora all’unisono con l’impaginatore col quale si impegna a rendere il libro (o il prodotto editoriale, in generale) quanto più piacevole e originale possibile. L’appetibilità e la spendibilità di un testo, non passa solo dai contenuti e dalla loro qualità, ma anche e soprattutto dal progetto grafico e dalla sua confezione, dalla sua copertina. Talento dell’autore, ma anche talento del grafico. 

È come se ci fossero due esche: la prima che attiri il potenziale lettore che si trova dall’altro lato del negozio verso il libro; e poi, quando lo raggiunge, una seconda che sappia in qualche modo, visivo o verbale, incuriosire. Sarà in quel momento che il lettore allungherà il braccio e prenderà il libro.

Il triangolo dell’Editoria: Editore, Scrittore, Lettore

L’editore è il padrone della festa. Come annotava Giuseppe Laterza «L’editore deve guadagnare sempre, l’editore che non guadagna è un fesso», del resto ha una casa (editrice) sulle spalle e da portare avanti. Il libro è per un editore un’operazione economica che tiene conto di una serie di fattori:

tendenze del mercato editoriale; preferenze dei lettori intorno a temi e generi letterari; dibattito culturale e politico; indicazioni provenienti dal mercato internazionale; tradizione e mission della casa editrice, budget; obiettivi.

Va a profilarsi così un matrimonio d’amore e di interesse, intimo e piuttosto intenso, tra editore e autore. 

L’autore è solo, ma non troppo. Scrivere è un arte solitaria, un’occasione di crescita personale e culturale, una tappa della propria formazione identitaria. Ma l’autore non è solo in questo cammino.

Pubblicare è un’impresa collettiva. Attraverso il lavoro dell’editore, dell’editor, dei redattori, dell’ufficio tecnico, dell’ufficio stampa, del marketing, dell’ufficio diritti, del grafico, del tipografo, del libraio, etc., abbiamo visto come l’atto creativo dello scrittore sia in grado di azionare un indotto significativo.

Dalla solitudine alla socievolezza è un attimo. 

L’oggetto dei desideri dell’intero mondo dell’editoria è uno e uno solo, il lettore. L’autore sogna di entrare nel suo cuore, l’editore confida in lui per far quadrare i conti, il marketing lo sceglie come bersaglio, il libraio spera di conoscerne tanti. A tenere in piedi tutto il circo, quindi, è l’atto d’amore dell’ultimo anello di questa lunga catena. 

L’editoria è una galassia di attori.

Un mestiere, un lavoro, uno dei più difficili da descrivere a chi sta fuori. Anche perché si fa di tutto, dopo esservi entrati non sapendo niente. È incredibile il numero di operazioni che stanno prima di un libro e dopo un libro.