L’INPS premia il lavoro delle casalinghe riconoscendo un trattamento economico previdenziale, se sono impiegate quotidianamente nella cura domestica e familiare. Nel 1997 è stata istituito il Fondo di previdenza per le casalinghe/i, per tutelare le donne che lavorano in casa, impegnate pienamente nei lavori domestici, facendosi pieno carico della responsabilità familiare, senza il riconoscimento di alcuna forma di paga. 

L’INPS attraverso il messaggio n. 2378/2022, ha introdotto nuove norme sulla modalità d'iscrizione al Fondo, nonché sulla procedura di pagamento online. 

Ad oggi, le donne sono tutelate su molti aspetti, grazie al Fondo di previdenza, una struttura che permette di ricevere una rendita mensile per la contribuzione versata. Non incide fortemente nel bilancio familiare, si collima perfettamente nella spesa quotidiana. I diritti delle donne o uomini casalinghi vengono salvaguardati grazie alla copertura contributiva, elemento indispensabile per il rilascio di una pensione subito a partire dall’età di 57 anni. 

Quanti anni di contributi servono per la pensione casalinghe? Non molti appena 60 mesi di contribuzione, ovvero 5 anni di anzianità. Tuttavia, il trattamento economico previdenziale viene calcolato con il metodo contributivo, per cui rientra nella liquidazione della pensione solo la contribuzione effettivamente versata.  

L’iscrizione al Fondo casalinghe permette di ricevere una pensione, ma non permette d'integrare il trattamento al minimo. 

INPS: premia il lavoro delle casalinghe con un assegno mensile, sbrigati a fare la domanda

D’altra parte, non sfugge che questa tipologia di pensionamento dovrebbe permettere alla casalinga di poter vivere con un reddito almeno decoroso, per cui i versamenti devono risultare molto più corposi. La normativa per la pensione casalinghe prevede un versamento minimo contributivo di 25,82 euro. Se non raggiungi un dignitoso montante contributivo non potrai aspirare a una pensione soddisfacente. 

Oltre tutto va detto che, non è ammesso il meccanismo di totalizzazione, cumulo e ricongiunzione. 

Occorre, sottolineare, che la decisione di versare una contribuzione nel Fondo casalinghe rappresenta una strategia adottabile quando non si può ricorrere alla previdenza complementare.

I requisiti per l’iscrizione al Fondo casalinghe, ecco come l’INPS premia le donne/uomini 

Il Fondo è aperto a tutte le donne e uomini che rientrano nei requisiti disposti dalla normativa vigente, tra cui:

  • primo requisito da rispettare è l’età anagrafica, per il Fondo casalinghe occorre rientrare in un’età tra i 16 e 65 anni;
  • secondo punto, lavorare in casa, occupandosi con dedizione allo svolgimento dei lavori domestici e facendosi pieno carico della responsabilità familiare;
  • terzo punto, non risultare intestatari e, quindi, titolari di un trattamento economico previdenziale eccezion fatta per la reversibilità;
  • quarto e ultimo punto, non risultare registrato come lavoratore dipendente. Non sono ammessi neanche i lavorati autonomi. La normativa come forma di lavoro collima l’aspetto di casalinga con l’attività part time, se è presente un numero di settimane più basse di quelle effettive.

Pensione casalinghe, si può avere con il Fondo se paghi i versamenti, ecco come

L’aspetto confortevole del fondo casalinghe è legato alla non obbligatorietà dei versamenti. In altre parole, le casalinghe che presentano la richiesta per l’adesione al Fondo non sono vincolate al pagamento dei contributi.

Anche, perché, per un mese di contributi bisogna versare una somma di denaro minima corrispondente a 25,82 euro, per cui tale importo rapportato su dodici mesi corrisponde al valore di circa 310 euro annui. Ricordiamo, che l’INPS calcola la pensione casalinghe con il metodo contributivo, ovvero in base all’accantonamento versato nel Fondo.

È possibile versare anche una somma contributiva più alta del valore complessivo annuo di circa 310 euro. In questo caso, la parte superiore non viene canalizzata per la copertura degli anni successivi, ma bensì, viene utilizzata per ottenere un assegno pensione molto più alto. 

Come, quando e con quale importo vanno in pensione le casalinghe iscritte al Fondo casalinghe/i? 

Le casalinghe possono andare in pensione molto prima dell’età pensionabile, anzi non si avvicinano neanche a 60 anni di età. 

Secondo quanto disposto nell’articolo 3, comma 1 del Decreto legislativo n. 565/1996, il Fondo casalinghe distribuisce diverse tipologie di trattamenti economici previdenziali, tra cui: pensione di vecchiaia e pensione di inabilità. 

Le donne e gli uomini possono andare in pensione con la formula della pensione di vecchiaia, se hanno raggiunto i 57 anni di età e hanno perfezionato una contribuzione di almeno 60 mesi, ovvero maturati i cinque anni di anzianità. L’importo dell’assegno pensione non deve scendere sotto 1,2 volte il trattamento minimo vitale che per il 2022 corrisponde al valore dell’assegno sociale pari a 468,11 euro maggiorato del 20%.

In altre parole, la pensione casalinghe è più alta del valore di 561,73 euro mensili fino al raggiungimento dei 65 anni di età, successivamente cade il vincolo sull’importo dell’assegno, se sono presenti cinque anni di versamenti contributivi. 

Ricevono la pensione d'inabilità le casalinghe che hanno maturato cinque anni di versamenti contributivi e possiedono inabilità in forma assoluta o permanente tale da rendere impossibile lo svolgimento di un lavoro. 

Ricordiamo, infine, che potranno richiedere, il beneficio economico spettante la casalinghe/i che hanno perfezionato i requisiti disposti dalla normativa vigente.