Food delivery: cos'è, come funziona e come lavorare

Ormai sempre più persone sono entrate in contatto con il mondo del food delivery. Complice la pandemia, la consegna a domicilio ha preso sempre più piede. Sappiamo veramente tutto in tal proposito? E come si lavora in questo settore?

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Negli ultimi anni abbiamo assistito a un'ascesa inarrestabile del food delivery.

Complice anche la pandemia, e la volontà di non privarsi di una cena differente da quelle fatte in casa, il settore è in costante crescita.

Se nei grandi poli cittadini è una realtà ben consolidata e conosciuta ormai da anni, nei piccoli paesi di provincia è una realtà non ancora esplorata del tutto.

Andiamo a scoprire assieme cosa significa, come funziona e come lavorare nel food delivery, e che modifiche ha apportato alla società questo particolare servizio.

Food delivery: cosa significa e che cos'è

Il termine delivery è traducibile in italiano con consegna. Viene associato oggigiorno alle consegne a domicilio di un prodotto, in base a chi eroga il servizio cambia il bene che possiamo ordinare.

Da questi presupposti non è difficile capire cosa significhi food delivery. Questi è semplicemente, in italiano, la consegna a domicilio che rientra nel mondo della ristorazione.

Nonostante anche nel Bel Paese questo sistema sia utilizzato ormai da anni, soprattutto da pizzerie e paninoteche, è solo recentemente che può godere della massima espansione.

Grazie ad applicazioni innovative come Just Eat, Glovo, Deliveroo e via dicendo, il sistema del food delivery si è affinato e praticizzato.

Ormai sono poche le realtà cittadine che non sono raggiunte da questi servizi, grazie alla ramificazione sempre più completa delle aziende che lo erogano.

È facile intuire i motivi della crescita recente, soprattutto nell'era Covid

I ristoratori, spesso chiusi a causa della pandemia, grazie al food delivery hanno potuto continuare a lavorare erogando un servizio comodo al cliente.

Questo, oltre a garantire un'entrata, è funzionale anche alla fidelizzazione.

Non possiamo poi esimerci dal mettere in luce un altro punto importantissimo: un mercato nuovo e diverso per i ristoratori.

Il food delivery permette di raggiungere un pubblico di clientela che ha esigenze diverse.

A qualcuno semplicemente non va di uscire, qualcuno non sa cucinare, qualcuno non ha il tempo materiale per fare né una né l'altra cosa.

Ecco che la comodità di poter ricevere all'ora prestabilita, una cena già preparata, diventa un'alternativa molto interessante, spesso irrinunciabile.

Non dimentichiamo inoltre, che non tutti posseggono gli strumenti e le competenze necessari per preparare una pizza, sushi o cibo etnico.

Secondo l'analisi effettuata da Coldiretti/Censis, circa il 37% degli italiani hanno ordinato tramite app o sito internet del cibo, utilizzando i servizi di food delivery.

Come possiamo vedere il bacino d'utenza del servizio è grande, e in costante crescita.

In questo video di Mattia D'avolio scopriamo una possibile evoluzione del food delivery, le dark kitchen.

Food delivery: quando nasce

Nonostante sia ormai conosciuto dai più, forse non tutti sanno dove è nato il food delivery.

Siamo sicuri che ognuno di voi si sarà fatto la sua idea, e che con il cenno storico che stiamo per darvi, questa molto probabilmente verrà spazzata via.

Il primo esempio di food delivery infatti non nasce in Europa, né tanto meno in America.

Nasce in India a Mumbai, nel lontano 1890. Il fattorino prendeva il nome di "dabbawala", che letteralmente significa "colui che porta una scatola".

La rivoluzione dei pranzi al sacco che, il "dabbawala" consegnava di casa in casa ritirando poi le scatole vuote, è destinata a cambiare le regole della ristorazione.

Il primo esempio di food delivery occidentale lo troviamo poi negli Stati Uniti con World Wide Waiter.

Quest'ultimo, nel 1995, creò un sistema di ordinazione pasti online, rivoluzionando ulteriormente il mercato ristorativo.

Food delivery: come funziona

In questa parte dell'articolo vogliamo parlarvi di come funziona il food delivery. Partiamo dal presupposto che ci sono due modalità:

  • tramite servizi di consegna;
  • tramite i ristoranti.

Nel primo caso il cliente effettua l'ordine, il servizio di consegna mette in moto il rider che arriva in ristorante a ritirare il piatto e, infine, quest'ultimo lo consegna a domicilio.

Nel secondo caso invece, il cliente ordina online il piatto attraverso una piattaforma, ad esempio Just Eat. Il ristorante prepara il piatto e manda un suo fattorino dipendente a consegnarlo.

Ricordiamo che entrambe le modalità sono valide, i servizi di consegna servono appunto per garantire un servizio ai ristoratori che, per un motivo o per un altro, non possono attuare il food delivery in autonomia.

Le grandi applicazioni inoltre, dispongono di un assistenza post ordine, così non dovrai preoccuparti di non essere soddisfatto.

Come lavorare nel food delivery

Dato l'incessante aumento di richiesta e ordinazioni, le grandi compagnie di food delivery hanno ampliato la loro rete di consegna.

Per farlo hanno dovuto aumentare il loro personale, soprattutto quello pratico. Per questo, negli ultimi anni, c'è stato un boom d'assunzioni di rider, ovvero di fattorini che consegnano il cibo a domicilio.

I Rider comunicano con il loro datore di lavoro utilizzando un'apposita app, secondo il modello Gig economy.

Per anni, in Italia, i fattorini del food delivery sono stati considerati come lavoratori autonomi.

Grazie alle lotte sindacali e a un'indagine svolta dalla Procura di Milano, ora possono godere di un contratto di assunzione, secondo quanto previsto dal CCNL della logistica e del trasporto.

Il lavoro del rider è particolarmente ambito dagli studenti e da chi necessita di un lavoro flessibile.

Ai tempi del Coronavirus è stato un importante impiego per molte persone, che hanno potuto continuare ad avere un introito.

Detto questo, come si diventa Rider? Ci sono particolari requisiti per svolgere questo lavoro nell'ambito del food delivery?

Il metodo di assunzione è abbastanza semplice. Al richiedente basta presentare domanda di assunzione attraverso i canali preposti dall'azienda, solitamente attraverso una candidatura attraverso l'applicazione o dal sito.

Solitamente i requisiti richiesti sono:

  • un mezzo, dunque un'automobile, motorino, bicicletta o monopattino elettrico;
  • la maggiore età;
  • un dispositivo tramite cui comunicare, dunque un cellulare;
  • nel caso in cui il mezzo utilizzato scelto fosse la macchina, viene richiesta la patente di guida.

Solitamente al Rider viene consegnato un kit contenente un box per effettuare le consegne e abbigliamento adatto, solitamente catarifrangente e contenente il logo dell'azienda.

Nonostante la candidatura e i requisiti siano semplici, i fattorini del food delivery devono essere consapevoli che non è un lavoro per tutti.

La puntualità ovviamente deve essere parte integrante del carattere del rider, così come la conoscenza delle strade della propria città.

Anche lo stress non è un elemento da sottovalutare, così come la gestione autonoma del proprio tempo e del lavoro.

App più famose di food delivery

Che tu sia un aspirante Rider o che semplicemente voglia sapere dove acquistare il tuo cibo, andiamo a farti conoscere le più famose app di food delivery.

La prima che vi presentiamo è Just Eat. Nata in Danimarca ora ha sede in Inghilterra, serve in 13 diversi paesi in 4 continenti diversi.

Sicuramente una delle più conosciute e rinomate, anche in Italia.

La seconda che vi presentiamo è Glovo, una startup spagnola di Barcellona, fondata nel 2015. La sua capillarità è enorme, è infatti presente in 26 paesi per un totale di 200 città nel mondo.

La terza è Deliveroo, una compagnia con sede a Londra nata nel 2013.

Anch'essa è molto espansa e agisce in più di 500 città.

L'ultima che proponiamo è SocialFood, una società fondata a Palermo nel 2013 che rappresenta una delle più importati realtà di food delivery del Sud Italia.

Food delivery: i vantaggi dei servizi di consegna per i ristoratori

I vantaggi per i clienti oramai li abbiamo capiti, varietà, comodità e risparmio di tempi.

Perché un ristoratore invece dovrebbe avvalersi di un servizio di consegna per il suo food delivery?

Partiamo con il dire che non a tutti i ristoratori conviene usufruire di un intervento di terzi.

Alcuni locali sono perfettamente in grado di gestire la consegna a domicilio dall'ordine al post consegna.

Se non fai parte di questa categoria, allora potresti trovare giovamento dai servizi di consegna.

Quest'ultimi snelliscono il tutto occupandosi di tutto ciò sopracitato. Al ristoratore non resta che occuparsi di preparare i piatti e garantire una percentuale all'azienda a cui si appoggia.

Far parte di un portale inoltre, indubbiamente regala visibilità, soprattutto se il cliente è soddisfatto e regala recensioni positive.

Insomma, offrire un servizio di food delivery nel 2021 garantisce un ventaglio di vantaggi, sia che sia effettuato in autonomia sia che sia erogato tramite un servizio di consegna.

Food delivery: "Pranzo a Mille"

Infine, vogliamo chiudere l'articolo con una ventata di positività, raccontandovi un'iniziativa benefica messa in atto attraverso il food delivery in un periodo di crisi come questo.

28 locali di Torino, tra i quali numerosi stellati, hanno preparato e offerto il pranzo a 250 famiglie che vivono in condizione di difficoltà.

L'iniziativa è stata coordinata dal Banco Alimentare del Piemonte.

I box regalo contenevano tre portate e regali abbinati, una bottiglia di vino, un libro di editori locali, un prodotto a base di cioccolato, una confezione di caffè, una piantina e una tovaglietta.

Sicuramente un'iniziativa importante che dimostra come anche la solidarietà, al giorno d'oggi, deve sapersi reinventare, per raggiungere i destinatari nonostante le avversità.

Facciamo i complimenti a chiunque abbia aderito, sperando che il gesto sia emulato e ripetuto in futuro.