Avere un giusto trattamento previdenziale, soprattutto per le nuove generazioni che si affacciano, almeno una volta, al precario mercato del lavoro è diventato sempre più una chimera irraggiungibile, tanto che ormai sta per sparire definitivamente come obiettivo, anche solo come concezione. 

Mancando la stabilità lavorativa, come si fa a sostenere il costo dei contributi? Per troppo tempo l'evasione fiscale è stata sinonimo di guadagno maggiore, aprendo la strada all'illegalità.

Crisi economiche e pandemia da coronavirus, dai risvolti rispettivamente rovinosi e imprevedibili, hanno peggiorato il fenomeno, specie per sopravvivere alle chiusure sempre più in vista delle attività commerciali. Solo la digitalizzazione e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sembrano, almeno per il momento, aver posto un argine imposto tramite la tracciabilità di pagamento.

Il contesto della gestione separata Inps ad alto livello di guardia

Come il cinema locale è stato progressivamente surclassato da quello multisala e poi dalla visione in straming online, così anche l'economia commerciale sembrerebbe aver subito la stessa sorte, con i piccoli negozi prima superati dai supermercati e dai centri commerciali e poi dal commercio online, la cui crescita esponenziale è dovuta anche all'isolamento anti-contagio.

Si ricorda che la contribuzione costituisce una forma di assicurazione e di tutela verso il lavoratore, contro fattori come l'avanzamento dell'età, o eventi e condizioni di salute che potrebbero, a breve, o a lungo termine, minare fortemente la propria prestazione lavorativa, come potrebbero essere una malattia, la maternità, la disoccupazione o principalmente verrebbero versati per la futura pensione, in parte dal lavore, in parte dall'azienda presso cui lo stesso svolge il proprio mestiere. 

Ma le difficoltà dovute al costante livello di guardia da matenere alto, unita alla conseguente instabilità economica spingono il sistema previenziale verso altre soluzioni come i fondi individuali di pensionamento complementare indipendenti dall'INPS.

In questa fase di delicato passaggio dal sistema ancora in vigore, alla suddetta nuova forma di concezione previdenziale, per aiutare molte imprese e attività si trovano in questa grave situazione di instabilità economica e finanziaria, l'attuale Governo Draghi sta propendendo per una graduale ma massiccia operazione di esonero, almeno parziale, dai contributi previdenziali e assistenziali.

Tra i requisiti per la decontribuzione c'è la gestione separata Inps

Tale procedimento è previsto dalla Legge di Bilancio 2021, in particolare, per i lavoratori autonomi e dai liberi professionisti iscritti alle gestioni INPS e alle casse previdenziali professionali autonome:

infatti, secondo la Circolare numero 124 del 6 Agosto 2021, la suddetta consisterebbe, su iniziativa del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, in un fondo o iniziale dotazione finanziaria complessiva a copertura dei versamenti contributivi, non più a carico del singolo lavoratore autonomo e professionista, per un totale di 2.500 milioni di euro per il 2021, ma solamente nel rispetto di determinati requisiti:

in sintesi essi sarebbero costituiti dal calo di fatturato, pari almeno al 33% nel 2020 rispetto al 2019; da un reddito annuale non superiore ai €50.000, un DURC o Documento Unico di Regolarità Contributiva, idoneo, il non superamnto del limite degli aiuti di Stato concessi;e il non aver presentato domanda di esonero ad altri enti previdenziali, mentre l'importo massimo di esonero previsto ammonterebbe di €3.000 annui.

Essi sarebbero visualizzabili più dettagliatamente nel messaggio 3974 del 15 novembre 2021 da parte dell'INPS, perchè l'attività economca dei suddetti possa ricominciare, o almeno anche solo aspirare, ad un concreto, anche se arduo, cammino di ripresa, tra contributi a fondo perduto e quelli previdenziali non più richiesti, soprattutto ai possessori di una Partita Iva aperta nel 2018 e una propria attività nel 2019. 

Come iscriversi alla gestione separata Inps e cosa significa

Questo nel rispetto dei limiti indicati dall'Agenzia Delle Entrate per i primi e dall'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale per i secondi. Avendo cioè presenti i loro siti come punti di riferimento.  

La differenza di base è costituita dal fatto che che mentre la domanda per i primi è da presentare in via telematica, la seconda è visualizzabile monitorando il cassetto previdenziale relativo alla propria situazione economica, anagrafica, dei versamenti effettuati o ancora da realizzare, in particolare per i liberi professionisti appartenenti alla Gestione Separata:

essa costituirebbe un fondo assicurativo appositamente creato per loro, oltre che per aziende agricole, agricoltori autonomi, artigiani, commercianti ed infine aziende autonome. Per accedervi, basterebbe andare sul sito dell'INPS, entrare con Spid nella sezione Prestazioni e Servizi e poi, appunto, su "Cassetto Previdenziale", cliccando sulla categoria di lavoratore a cui si appartiene.

I tempi della gestione separata Inps e il diritto alla decontribuzione

Una volta fatto, per maggiori informazioni, ad esempio il suo funzionamento nel dettaglio, si deve cliccare sulla voce azzurra del menù tendina al centro della pagina web che si ha davanti. Sempre secondo il messaggio 3974 l’importo dell'esonero effettivamente concesso è consultabile già dal 29 novembre scorso, tuttavia gli eventuali contributi da versare in eccedenza dovranno essere versati entro il 31 dicembre 2021.

Per avere diritto all'esonero contributivo, dunque, bisogna essere iscritti a casse di previdenza di categoria entro un mese dall'inizio della propria attività e sarà l'INPS stesso a verificare la validità della domanda presentata dal lavoratore o dall'azienda relativamente all'attività autonoma e a coprire le rate per le quali sia il lavoratore che l'azienda ne risulterebbero esonerati.

Dal 1° Gennaio la possima legge di bilancio del 2022 inoltre estenderà l’attuale sgravio contributivo INPS al 100%, arrivando cioè fino ad un massimo di €6.000 ogni dodici mesi a durata triennale, quadriennale per il Sud Italia, e darà destinato ai datori di lavoro che effettuino assunzioni stabili di giovani fino a 36 anni per gli anni 2021-2022, e quelle a tempo indeterminato di lavoratori di qulsiasi età ma appartenenti ad imprese in grave stato di crisi aperta.

L'esonero contributivo varrà anche per tutti i datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo. Ma per raggiungere per l'effettiva applicazione di quest'ultimo vantaggio contributivo, bisognerà attendere il rinnovo dell'autorizzazioneeuropea riguardante l'impiego delle relative risorse finanziarie. Quella attuale, infatti, sarà valida solo fino alla fine dell'anno.

Tutto ciò si attua per ridurre i contributi che per l'azienda rappresenterebbero dei costi aggiuntivi riferiti al lavoratore: l'INPS tramite l'esonero, non diventerebbe più un creditore della stessa, ma debitore di se stesso rendendo, almeno in teoria, più conveniente la prospettiva di un'assunzione stabile perché non è più un onere di competenza del lavoratore o dell'azienda.

La gestione separata Inps tra decontribuzione e convenienza

Su scala più ridotta per far capire meglio, è come se l'INPS promuovesse una sorta di maxi-sconto, in questo caso non sul prezzo di vendita di una merce, ma sull'offerta di piano di assunzione e pensionamento professionale, diminuendo la pressione fiscale da una parte, e trasformando l'azienda e il lavoratore da debitori a potenziali clienti creditori dell'INPS e quindi dello Stato:

per la prima volta, in questo modo, il livello di convenienza da valutare si sposterebbe sul piano di assunzione e pensionistico migliore, in qualità di "prodotto finito" da collocare sul mercato delle più diverse imprese e attività autonome per essere potenzialmente "acquistato" dai lavoratori clienti. Un ruolo più attivo, quindi, da parte dell'INPS, che non si limiterebbe alla pura riscossione, ma diventerebbe imprenditore di se stesso, per rendersi più attraente agli occhi dei lavoratori e delle loro attività.

La gestione separata INPS, da un lato dovrebbe garantire una maggior tutela per le prestazioni e collaborazioni autonome occasionali da parte del suddetto, con la possibilità di richiedere il riesame della procedura, eventualmente respinta di esonero contributivo, tramite apposita funzionalità del Cassetto Previdenziale nel messaggio 4184 del 26 novembre 2021, allegando la documentazione idonea e attestante i motivi di tale richiesta; 

Con la gestione separata l'Inps può investire sul lavoratore

dall'altro, la relazione tra la suddetta e una concretizzabile stabilizzazione lavorativa rischierebbe di risultare meno chiara, se non considerasse, più in generale, il rischio d'impresa, applicandola alla libera professione. Risponde cioè l'INPS stesso della tassazione dovuta dal lavoratore e dall'azienda, decidendo di investire strategicamente e finanziariamente:

più un'assunzione pofessionale potrà essere o trasformarsi a tempo indeterminato, con la creazione di un piano di finalizzato all'assunzione e poi pensionistico maggiormente a vantaggio del lavoratore e del suo futuro, più si potrebbe, ad esempio, stabilire un certo margine di profitto per l'Inps:

sarebbe il giusto prezzo del piano stesso frutto di eventuai interessi proporzionati e dovuti ai costi sostenuti senza le previste entrate contributive a carico del governo, ma maturabili solo tramite comprovata efficacia per il lavoratore delle strategie previdenziali dette sopra. 

Questo all'inizio potrebbe venire percepito come un azzardo, ma poi non così tanto, visti i tempi attuali, i bonus più svariati e gli imparagonabili danni che ha prodotto l'instabilità del lavoro precario. Una sovvenzione governativa mirata alla suddetta operazione, ovvero maggiormente integrata, per esempio, al fondo TFR, isitituito dalle aziende e, inoltre, aggiunta alle casse di gestione separata ordinaria e speciale INPS.

Essi  seriamente significare ulteriori introiti per l'Inps versati dal governo nel tempo, al posto di prestiti o indebitamenti a scadenza, e somme irrisorie di un pensionamento diventato ormai sempre più solo il miraggio di un vago desiderio di meritato riposo, del quale si teme persino il pensiero, data la premessa di un ingresso nel mondo del lavoro assai arduo da ottenere o, nel megliore sei casi, spostato troppo in avanti nel tempo e mai definitivo.