Il venerdì appena trascorso (15 ottobre, ndr) non è stato poi così nero come le previsioni negative si aspettavano. Ci sono stati rallentamenti al porto di Trieste, alcune corse di autobus saltate, un incremento dei certificati di malattia. Ma alla fine l'Italia, quella che ha capito l'importanza del green pass, non si è fermata. E le piccole frange, sia esse violente che pacifiste, che non sono d'accordo con il green pass non hanno creato problemi. 

Le aziende si sono dimostrate lige ai loro obblighi, respingendo i lavoratori che non erano in grado di dimostrare il possesso del green pass. La stessa Confindustria ritiene il green pass necessario per uscire definitivamente dalla pandemia. 

Per sapere di più sui controlli in azienda ho approfondito il tema nell'articolo Green Pass 15 ottobre: Draghi cambia i controlli. Ecco come

Da venerdì però si è anche assistito ad un aumento delle somministrazioni della prima dose di vaccino di 350.000 unità. Segno che anche i ritardatari della campagna vaccinale ora sono più propensi al vaccino stesso. Del resto ormai i vaccini ammessi nel mondo, quelli riconosciuti da EMA e (AIFA in Italia) hanno mostrato livelli di sicurezza ed efficacia molto alti. 

Proprio in questo contesto di luce in fondo al tunnel è arrivata la proposta del presidente della regione Friuli Venezia Giulia, nonchè della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, di abolire il green pass al raggiungimento del 90% dei vaccinabili, ricordando che i minori di anni 12 non possono vaccinarsi.

Con una campagna vaccinale che è ripartita, passare dall'attuale 85% dei vaccinati al 90% richiederà dalle 7 alle 8 settimane. Dunque si potrebbe ipotizzare che il green pass per Natale potrebbe essere tolto.

Green Pass: addio a Natale?

La proposta arriva dal presidente della regione Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. Togliere il green pass al raggiungimento del 90% dei vaccinati over 12 anni. Lo ha detto al Corriere della Sera

Se la campagna vaccinale raggiunge il 90 per cento (siamo all’85) penso che vi siano le possibilità di eliminare il green pass. Credo possa succedere entro la fine dell’anno.

Dati alla mano, in realtà l'obbligo del grenn pass potrebbe cadere per Natale. Nell'ultima settimana si è assistito ad un aumento delle somministrazioni della prima dose di vaccino di 350.000 unità. Considerando che ad oggi mancano all'appello 2.5 milioni di italiani over 12 senza vaccinazione anti-Covid, se il tasso di inoculazione rimanesse come quello dell'ultima settimana, in 7-8 settimane si potrebbe completare il ciclo vaccinale di questi ulteriori 2.5 milino di italiani. Quindi un paio di mesi, che ci porta dritti a Natale. 

Questo significa che la luce in fondo al tunnel si vede, ma gli scienziati restano ancora cauti.

A mostrare una certa apertura anche il consigliere del Ministro della Salute, Roberto Speranza, il Dott. Walter Ricciardi, ordinario di Igiene alla Cattolica. 

Arrivare al 90 per cento di copertura vaccinale ci porrà in una condizione di maggiore serenità ma non sarà sufficiente a eradicare il Covid perché i bambini non sono ancora coinvolti nella campagna», ha spiegato a Repubblica.

Green Pass: cosa dice il CTS

Se la politica spinge per eliminare il Green Pass con la condizione del 90% dei vaccinati, la scienza ancora si mostra cauta per diversi motivi. 

Il primo è che non solo l'Italia deve uscire dalla pandemia, ma tutto il mondo. Le interconnessioni tra gli Stati fa si che il virus potrebbe continuare a circolare se le misure di sicurezza come mascherine e distanziamento vengono eliminate, e soprattutto non si richiede il Green Pass per le attività al chiuso. Certo, c'è qualche controsenso quando si permette ad autotrasportatori esteri di entrare in Italia senza il Green Pass, anche se sono obbligati a non scendere dal camion (cosa improbabile per un autotrasportatore). 

Il secondo motivo è legato all'inizio della stagione invernale in cui circolano anche i virus dell'influenza e si è visto che indossare le mascherine, lavare frequentemente le mani, mantenere la distanza ha evitato l'anno scorso il diffondersi del ceppo influenzale. Abbassare questi misure significa esporre la popolazione sia ai virus stagionali che al Covid-19 che ricordiamo non è stato ancora eradicato.

In una nota al Messaggero, Fabio Ciciliano, componente del CTS spiega che 

Potremo ragionare sull’eliminazione del Green pass quando l’epidemia sarà definitivamente controllata. Per tirare le somme credo che serva attendere la fine dell’inverno. Quest’anno affronteremo le prossime festività in modo assai diverso. Tuttavia resterei prudente.

Green Pass: quali obblighi fino a Natale

Al momento valgono gli obblighi introdotti dal DPCM di martedì 12 ottobre.

Per il settore pubblico e privato, per accedere al posto di lavoro si deve essere in possesso del Green Pass, o certificazione verde. Anche i professionisti che si recano nelle abitazioni private per svolgere lavori, come idraulici o elettricisti, ma anche le badanti e colf, devono avere il green pass.

L'obbligo del possesso è esteso fino al 31 dicembre 2021, quando dovrebbe finire l'emergenza sanitaria dovuta al Covid. Ma se dovesse passare l'idea di abolire il Green Pass al raggiungimento del 90% di vaccinati, si potrebbe pensare ad un Natale senza Green Pass, almeno in Italia

Nulla sono valse le proteste di sabato 9 ottobre, che sono sfociate in atti vandalici e di violenza, fino alla devastazione della sede nazionale della CGIL di Roma. E nulla sono valse le proteste in diverse città d'Italia. Il Governo è andato dritto per la sua strada e forse potremmo dire per la prima volta non ha dato ascolto alla politica, o a parte della politica che chiedeva una retromarcia.

Rimane però ancora il nodo dei tamponi per quei lavoratori che, non essendo vaccinati, per accedere al posto di lavoro devono dimostrare di non aver contratto il virus nelle ultime 48 ore. Su questo punto il Governo non ha arretrato, ma si sta valutando la possibilità di fare i test direttamente in azienda, oltre che di abbassare ancora il prezzo dei tamponi che ad oggi è fissato a 15 euro per gli adulti e 8 euro per i minorenni. Resta gratis per i soggetti fragili e per gli alunni qualora disposto dalle AUSL locali.

Green Pass: ecco come si ottiene

Il certificato verde è un'attestazione rilasciata dal Ministero della Salute sul fatto che il soggetto titolare del documento può muoversi in sicurezza anche nei luoghi chiusi. Ma non è solo il vaccino a consentire di ottenere il Green Pass. Ci sono altre strade. Scorriamo tutti i modi in cui ottenerlo.

Il green pass è concesso a tutti coloro che hanno fatto il vaccino anti-Covid. Sia a chi ha fatto il vaccino monodose che a due dosi. L'importante è che la vaccinazione sia stata fatta con i vaccini autorizzati da EMA ed AIFA e che in Italia sono Pfizer, Astrazeneca, Moderna e Jhonsson. Il green pass è rilasciato dopo 15 giorni dall'inoculazione (sia prima che seconda, o unica dose). La validità del green pass per chi ha completato il ciclo vaccinale è di 12 mesi. 

Per gli italiani che hanno fatto il vaccino sperimentale Reithera, c'è invece l'esenzione dal Green Pass fino a fine anno. Per chi invece, come i cittadini di San Marino, hanno fatto il vaccino Sputnik, potranno essere equiparati ai titolari di Green Pass, ma solo fino al 31 dicembre 2021.

Per chi non è vaccinato gli altri modi per avere il green pass sono il tampone o aver contratto il virus da non più di sei mesi.

I tamponi che danno "diritto" al Green Pass sono sia quello molecolare, più attendibile, per intenderci il naso-faringeo, che quello rapido. Il primo ha una validità estesa di 72 ore, mentre il secondo resta a 48 ore. Questa condizione permette quindi ai lavoratori di fare un tampone ogni 2/3 giorni e quindi di potersi recare al lavoro, seppure continui tamponi possono dare effetti avversi sulla salute oltre che sul portafoglio.

Chi invece ha contratto il virus ed è guarito da non più di sei mesi, può avere il green pass. Per gli altri si dovrà fare il vaccino, anche una dose, oppure i tamponi.

Green Pass: le sanzioni al lavoro

Dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, nel settore della pubblica amministrazione, incluso Parlamento, enti locali, personale di Banca d'Italia e Consob, e nel settore privato, senza esclusione, c'è l'obbligo del green pass per accedere al posto di lavoro. 

Il DPCM del 12 ottobre detta le linee guida per i controlli da effettuare, in capo ai datori di lavoro, per verificare la presenza del green pass sui lavoratori presenti sul luogo di lavoro. Il decreto suggerisce di verificarne l'esistenza prima dell'ingresso in azienda, ma cade il vincolo di verificarlo 48 ore prima. Ma l'unico obbligo è quello di assicurare che ogni giorno almeno il 20% dei lavoratori presenti sia stato verificato. 

Per i lavoratori che non si presentano a lavoro perchè privi di green pass, il datore di lavoro sospende il pagamento della retribuzione per tutti i giorni di assenza ingiustificata. Per le aziende con meno 15 dipendenti, il datore di lavoro dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, può ricorrere a delle sostituzioni per non più di 10 giorni.

Per i lavoratori che invece, dopo i controlli, risultano presenti in azienda ma senza green pass, scatta la sanzione amministrativa che può arrivare fino a 1.500 euro oltre alla decurtazione della busta paga. 

Per il datore di lavoro che non effettua i controlli, scattano sanzioni più pesanti di 3.000 euro

Tuttavia si è notato proprio venerdì 15 ottobre un aumento dei certificati di malattia, rispetto al venerdì precedente, circa il 23% ed un'impennata di richiesta di fruizione dei permessi della legge 104/1992 che sono ritornati a 12 giorni fino a fine anno.

Per approfondire le novità della Legge 104 si suggerisce la lettura dell'articolo Novità Legge 104: aumenta la pensione d'invalidità per tutti