L’effetto dell’ufficializzazione del Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori non ha tardato a farsi sentire.

Già nei primissimi giorni il numero delle persone che si sottopongono alla prima dose del vaccino è considerevolmente aumentato.

Una chiara risposta alla norma che è appena stata introdotta dal Governo Draghi proprio per prevenire la nuova diffusione del Covid 19 e per tutelare la salute degli italiani.

Una decisione che comunque lascia ancora parecchi dubbi e recriminazioni, sopratutto nelle file dei no vax e no Green pass che continuano a farsi sentire, anche se in modo al momento non preoccupante.

In questo video di VareseNews vediamo brevemente a chi è stato esteso il green pass obbligatorio: Coronavirus, green pass obbligatorio al lavoro dal 15 ottobre.

 

Il Governo non fa più alcuna distinzione tra Pubblico e Privato

Il confronto del nostro Presidente del Consiglio, Mario Draghi, è stato serrato e intenso con tutte le parti politiche e con i Sindacati.

Ma sostanzialmente la decisione da cui si era partiti, ovvero l’estensione del green pass obbligatorio per tutti i lavoratori, non è stata cambiata: a partire dalla metà del mese di ottobre il certificato verde Covid 19 sarà una condizione essenziale per poter accedere al luogo di lavoro.

Dopo gli operatori sanitari e il personale scolastico ecco che quindi la stessa sorte viene estesa a tutti, senza fare alcuna distinzione tra i lavoratori della Pubblica Amministrazione e quelli del settore privato.

Il Governo ha per il momento messo da parte alcune delle richieste avanzate in particolare modo dai Sindacati, come ad esempio il passaggio dall’obbligo del Green pass all’obbligo vaccinale.

Tuttavia questa strada non sembra essere stata messa del tutto da parte.

Nel caso in cui infatti la percentuale di vaccinati auspicata, ovvero il 90% della popolazione vaccinabile, dovesse tardare, il passaggio dal green pass obbligatorio all’obbligo vaccinale potrebbe diventare realtà.

Una decisione che arriva contemporaneamente alla trasformazione in legge del decreto legge in cui si stabilisce l’estensione dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021 e all’obbligatorietà del Green pass dal primo settembre non solo per tutto il personale scolastico ma anche per tutti coloro che intendano effettuare viaggi a lunga percorrenza su mezzi di trasporto pubblici.

Ecco quindi che dal 15 ottobre prossimo tutti i lavoratori saranno chiamati, ogni giorno, ad esibire il proprio Green pass per poter accedere al luogo di lavoro.

Nessuna distinzione: dagli addetti in fabbrica ai cancellieri in tribunale, dalla Pubblica Amministrazione ai dipendenti e proprietari di ristoranti e bar, tutti dovranno avere obbligatoriamente il Certificato Verde Covid 19 per poter svolgere il proprio lavoro.

Dal 15 ottobre quindi Green pass per tutti!

A partire dalla metà del prossimo mese quindi nessun lavoratore potrà più accedere al posto di lavoro senza presentare all’ingresso il proprio Green pass.

Un certificato che diventa obbligatorio quindi non più solo per il personale sanitario, la prima categoria che ha visto imporsi l’obbligo vaccinale, e per il personale scolastico, che già dal 1 settembre ha visto l’entrata in vigore della nuova normativa.

Pubblica amministrazione, fabbriche, uffici privati: tutte le categorie di lavoratori dal mese di ottobre vedranno il Green pass obbligatorio.

La bozza del nuovo decreto legge è in fase di lavorazione, ma ormai tutti i dubbi principali sono stati fugati.

Non rimane che attendere qualche delucidazione su aspetti prettamente tecnici, come ad esempio le modalità di verifica quotidiana del certificato verde covid 19.

Ma la decisione è stata presa ed è ufficiale.

Il mese di ottobre porta novità per tutti i lavoratori

Approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre 2021, il Decreto Legge che prende il nome di “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza lo svolgimento del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito appellativo della certificazione verde COVID 19 e il rafforzamento del sistema di screening” ha indicato nel 15 ottobre la data di entrata in vigore del Green pass obbligatorio per tutte le categorie lavorative.

Subito dopo l’estensione dell’obbligo vaccinale al comparte dei lavoratori all’interno delle RSA, che è valido dal 10 ottobre, ecco che tutti gli altri settori lavorativi, senza alcuna distinzione di data e di trattamento vedranno l’estensione dell’obbligo per poter andare a lavorare.

Una data che è stata fissata per poter consentire sia alle aziende che ai lavoratori di adeguarsi alla nuova normativa.

Ed infatti i primi risultati non hanno tardato a farsi presenti: già negli ultimi giorni, dal momento in cui è stato emanato il Decreto legge, il numero di vaccini somministrati è sensibilmente aumentato.

Accelerare sulla campagna vaccinale è diventata quindi la priorità del Governo.

Per salvaguardare la salute di tutti gli italiani, anche in previsione dell’arrivo della stagione invernale, le forme di tutela che sono state messe in campo sono sembrate anche particolarmente forti ma il Governo continua a sottolineare la loro necessità.

L’ «immunità sociale», è non più “di gregge”, si avrà , in base anche a quanto dichiarato dal commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, il generale Figliuolo, nel momento in cui ad essere vaccinati saranno 44 milioni di italiani, quindi il 90% della popolazione che può essere sottoposta al vaccino.

Ad oggi i vaccinati che hanno ricevuto la seconda dose sono circa 39 milioni di cittadini; non rimane che attende l’aumento tanto auspicato entro la fine del mese di settembre.

Il Ministro Brunetta spinge per la Pubblica amministrazione

Uno dei principali fautori dell’estensione del Green pass obbligatorio per tutti gli addetti al settore della Pubblica amministrazione, è stato Renato Brunetta, ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta.

Già nel momento in cui ha preso il comando del dicastero, infatti, uno dei punti cardini del suo programma è stato il voler riportare in presenza tutti i servizi essenziali per i cittadini, riducendo lo smart working al 15%.

E la scelta di estendere l’obbligo della certificazione verde covi 19 sembra andare proprio in questa direzione.

Tra le categorie di coloro che fino ad ora hanno “evitato” di vaccinarsi, ma che ora ne saranno costretti, rientrano infatti:

  • la presidenza del Consiglio e i vari Ministeri;
  • le Agenzie del Demanio;
  • l’agenzia delle Entrate, delle Dogane e dei Monopoli;
  • le Autorità indipendenti, come Anac, Agcom e il Garante per i dati personali.

Tutti i lavoratori degli enti pubblici, quindi, da quelli che offrono servizi indispensabili al cittadino alle strutture culturali e le Federazioni sportive, saranno chiamati ad esibire quotidianamente il proprio Green pass.

Un capitolo che aveva fatto particolarmente discutere e su cui ci cercava la migliore soluzione possibile era il settore dell’amministrazione della giustizia e, quindi, i Tribunali.

Anche in questo caso la soluzione è arrivata: tutti gli addetti ai lavori, magistrati, cancellieri e impiegati all’interno uffici giudiziari dovranno possedere ed esibire il Green pass.

Al contrario, per ora, rimangono esentati da quest’obbligo gli avvocati, i testimoni e tutte le parti “esterne” che prendono parte al processo, tra cui anche gli imputati.

Anche nei luoghi pubblici gli addetti ai lavori devono avere il Green pass

Come già anticipato, il medesimo trattamento sarà rivolto anche ai lavoratori del settore privato e, primi tra tutti, per coloro che si trovano a diretto contatto con il pubblico.

Ecco quindi che il Green pass obbligatorio sarà richiesto sia per titolari che per dipendenti di:

  • bar e ristoranti;
  • palestre e piscine;
  • cinema, teatri e musei;
  • sale giochi.

Chiaramente, dal momento che l’obbligo è esteso a tappeto a tutti, non rimangono esentati neanche tutti quegli uffici che offrono servi al pubblico, ma anche le industrie e i negozi di ogni tipo, oltre che gli addetti (autisti e controllori) dei mezzi di trasporto, come ad esempio bus urbani, metropolitane e taxi.

In caso di assenza del Green pass le sanzioni sono salate

Il fronte del Governo e dei sindacati è stato comune sulla volontà di non prevedere il licenziamento nel caso in cui il lavoratore non dovesse presentare il Green pass.

Ma le sanzioni comunque sono piuttosto stringenti.

Nel momento in cui, al controllo giornaliero, il lavoratore non dovesse avere il Green pass obbligatorio, questo verrà immediatamente allontanato dal luogo di lavoro.

E sopo cinque giorni di assenza che verrà considerata ingiustificata,

il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti retribuzione e altri compensi o emolumenti.

Stessa sorte per tutti, la medesima che era già toccata sia agli operatori sanitari che ai docenti e a tutto il personale scolastico.

Quindi: in caso di assenza del Green pass il lavoratore si vedrà sospeso lo stipendio.

Questo almeno fino a quando non dovesse presentare regolare certificazione.

In questo caso infatti vi sarà immediatamente la re-immissione sul luogo di lavoro.

Diverso invece il caso in cui il lavoratore dovesse “sfuggire” ai controlli e iniziasse a lavorare pur non avendo un green pass valido.

Questo caso infatti è prevista, oltre che l’allontanamento dal luogo di lavoro, anche il pagamento di una sanzione pecuniaria, che può andare dal 600 ai 1.500 euro.

Una violazione, quindi, che comporta una sanzione anche per il datore di lavoro che non ha correttamente effettuato i controlli e che potrà ricevere una multa da 400 ai 1.000 euro.

Al momento però per i lavoratori che non abbiano il Green pass non sono presenti, come richiesto soprattutto dai sindacati, possibilità di conseguenze disciplinari.

Nel caso in cui quindi un lavoratore non dovesse avere il Certificato Verde Covid 19, semplicemente verrà allontanato dal lavoro ma conserverà il suo posto fino a che non avrà regolarizzato la sua situazione sanitaria.