Da ottobre cambia tutto: il Senato, con ben 189 voti favorevoli, 32 contrari e due astenuti, ha votato la fiducia al Decreto-legge n. 105/2021 sul Green pass

Si è svolta ieri pomeriggio, alle 16:55, la conferenza stampa del Consiglio dei Ministri n. 36 (al seguente link il video). Dopo molti giorni di tensioni, dubbi e scontri politici, il Decreto-legge sul Green pass è stato approvato: introdotte misure per svolgere, sia il lavoro pubblico che privato, in sicurezza.

Le novità, quindi, sono tantissime, soprattutto per i lavoratori. Il Green pass sarà, infatti, obbligatorio dal 15 ottobre fino alla fine dello Stato di emergenza, ovvero fino al 31 dicembre 2021: chi sarà sprovvisto di Certificazione verde non potrà andare a lavorare!

Nel pubblico sarà approvato un regime simile a quello della scuola: è prevista la sospensione sia dal posto di lavoro che dallo stipendio, dopo cinque giornate di assenza “ingiustificata” per mancata esibizione del Green pass. Nel privato, invece, la sospensione partirà sin dal primo giorno di assenza.

Inoltre, a rafforzamento delle misure anti-covid e per lo svolgimento del lavoro in sicurezza è stato rafforzato anche il sistema di screening.

Le novità sono davvero tante: scopriamole tutte!

Green pass: approvato il Decreto. Ecco tutte le novità!

Chiamato fin da subito “Super Decreto Green pass”, cambierà totalmente la vita dei lavoratori ancora sprovvisti della Certificazione verde. Sicuramente, l'arrivo delle nuove regole era nell’aria e la normativa prevista per i lavoratori della scuola, era prevedibile che si sarebbe estesa a macchia di leopardo.

Il Decreto sul Green pass entrerà in vigore a partire dal prossimo 15 ottobre 2021 e fino alla fine dello Stato di emergenza, previsto per la fine di quest’anno. Il Decreto sul Green pass, dopo molte tensioni, discussioni e avversioni è passato al Senato, mercoledì pomeriggio, con 189 voti favorevoli.

Si ricorda che il Decreto Green pass era quello annunciato dal governo lo scorso 22 luglio che prevedeva, a partire dal 6 agosto, l’utilizzo della Certificazione verde per accedere ad una serie di attività al chiuso e anche in molti altri luoghi. Obbligo che era stato poi esteso ai trasporti a lunga percorrenza, alle scuole e alle residenze sanitarie per anziani.

Una prima novità risiede nell’estensione della validità del Green pass: tutte le Certificazioni verdi, sia vecchie che nuove, avranno una durata di dodici mesi, anziché i nove previsti in precedenza. Sul sito altalex.com si legge che sono compresi nell’estensione non solo i certificati ottenuti dopo la vaccinazione, ma:

“[…] finanche quelli rilasciati ai soggetti guariti dal Covid e che si sono sottoposti (come previsto dall’attuale disciplina) ad una sola inoculazione. Rimane di sei mesi la durata del green pass per i guariti dal Covid i quali non si sono immunizzati”.

Green pass: obbligo per i lavoratori pubblici e privati

La nota più dolente riguarda soprattutto l’obbligatorietà del Green pass per i lavoratori pubblici e privati. Si tratta sicuramente del provvedimento che più è arrivato come una doccia fredda per tutti coloro ancora sprovvisti di Green pass, ma anche per chi ne è in possesso, ma rimane comunque contrario al suo utilizzo. Si legge, infatti, sul sito tg24.sky.it che:

“[…] 13,9 milioni di lavoratori ha già il Green pass, 4,1 milioni ancora non lo ha: l'obbligo riguarderebbe in totale, quindi, circa 18 milioni di persone”.

I dubbi sono stati espressi anche il 15 settembre nel programma serale “Otto e Mezzo”, condotto da Lilli Gruber, dal filosofo Massimo Cacciari, il quale asserisce che, così come si legge sul sito la7.it:

“Rimangono serissimi dubbi costituzionali, l'obbligo comporta la vaccinazione. Devono fare una legge e assumersi tutte le responsabilità sulle conseguenze.”

I sindacati, naturalmente, hanno espresso forti dubbi in proposito, immaginando che la via più giusta da percorrere sia quella di introdurre l’obbligo vaccinale e, inoltre, il tampone gratuito. A tal proposito, sul sito informativo ilgiorno.it è riportata la dichiarazione del leader della Cgil, Maurizio Landini, il quale ha sottolineato che:

“Le persone non devono pagare per lavorare. Abbiamo chiesto che il governo valuti la possibilità che nel provvedimento ci sia una gratuità che possa anche avere una temporaneità”.

Tuttavia, i tamponi gratuiti non sembrano rientrare nell’agenda del governo, in quanto essi andrebbero in direzione contraria alla ratio non solo del nuovo Decreto, ma soprattutto del Green pass. Anche perché il Premier Mario Draghi punta tutto sul fattore tempo: all’inverno mancano pochi mesi e cercare di rendere il processo più graduale sarebbe controproducente.

Analizziamo dettagliatamente quali sono le novità e le regole da seguire, prima per i dipendenti pubblici e poi per i privati.

Regole per i lavoratori pubblici

Tutto il personale assunto presso le Amministrazioni pubbliche è tenuto all’esibizione della Certificazione verde. Si legge sul comunicato stampa del Consiglio dei Ministri che sono obbligati al possesso del Green pass anche:

“[…] il personale di Autorità indipendenti, Consob, Covip, Banca d’Italia, enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale. Il vincolo vale anche per i titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice”.

Oltre a questi, deve esibirlo anche il personale esterno che svolge la propria attività presso le Amministrazioni pubbliche.

Ma chi deve effettuare i controlli? Ovviamente l’onere sarà assunto dai datori di lavoro, prima che il dipendente acceda presso il luogo di lavoro. I controlli, inoltre, potranno essere effettuati anche a campione.

Naturalmente, trattandosi di una legge, chi dovesse trasgredire le regole sarà pesantemente sanzionato. Si applica, sostanzialmente, il modello già previsto per la scuola. Il lavoratore sprovvisto della Certificazione verde sarà considerato come assente ingiustificato dal lavoro. Le assenze massime consentite sono cinque, dopo le quali scatterà la sospensione dal lavoro.

Ma non solo: sin dal primo giorno di assenza verrà sospeso anche lo stipendio. Oltre a ciò, sono previste anche sanzioni: per chi sarà sprovvisto del Green pass dal lavoro, sono previste multe dai 600 ai 1500 euro.

In ogni caso, la sospensione dal posto di lavoro non potrà eccedere il 31 dicembre 2021, giorno in cui non solo cesserà - almeno per il momento - l’obbligo di esibizione del Green pass, ma anche lo stato di emergenza.

Anche per l’accesso ai tribunali, per tutto il personale è obbligatorio il possesso del Green pass, ad eccezione di avvocati, consulenti e testimoni, affinché si possano svolgere i vari procedimenti.

Pertanto, per il momento sono esonerati dall’obbligo di possesso del Green pass soltanto le casalinghe, i pensionati, i disoccupati e gli studenti delle scuole (per gli studenti universitari, invece, si ricorda che è obbligatorio il possesso della Certificazione verde).

Si ricorda, inoltre, che il Green pass sarà obbligatorio anche per chi svolge attività di volontariato.

Infine, bisogna ribadire che non ci saranno conseguenze estreme come il licenziamento: si mantiene, infatti, il diritto alla conservazione del lavoro.

Lavoro privato: quali sono le regole?

Come per i lavoratori del pubblico impiego, sono tenuti all’esibizione del Green pass anche i lavoratori del settore privato per poter accedere al proprio posto di lavoro.

Anche in questo caso, saranno i datori di lavoro a controllare il possesso del Green pass. Per i lavoratori entrati a lavoro senza il possesso della Certificazione verde, sono previste sanzioni che vanno dai 600 ai 1500 euro

Le multe ovviamente saranno previste anche per i datori di lavoro che non attueranno i controlli previsti all'entrata per la verifica del possesso del Green pass.

Così come per i dipendenti pubblici, anche in questo caso il mancato possesso della Certificazione verde è considerato come assenza ingiustificata e, pertanto, al lavoratore non gli verrà corrisposto lo stipendio.

Sul comunicato stampa si legge che:

“Per le aziende con meno di 15 dipendenti, è prevista una disciplina volta a consentire al datore di lavoro a sostituire temporaneamente il lavoratore privo di Certificato Verde”.

L’obbligo del Green pass, naturalmente, è esteso anche, così come si legge sul sito money.it, ai lavoratori:

“[…] autonomi e professionisti con Partita IVA”.

Tamponi: non gratuiti, ma a prezzi calmierati

Sulla questione tamponi, non ci sono dubbi. Non saranno gratuiti così come avrebbero voluto i sindacati, ma il governo verrà incontro ai cittadini abbassando i prezzi sui tamponi acquistabili in farmacia. Il prezzo sarà di 15 euro, anziché 22 euro per gli adulti e di 8 euro, anziché 18 per i minorenni.

Il suddetto obbligo è valido per le farmacie in possesso dei requisiti prescritti.

Inoltre, i test salivari verranno equiparati ai tamponi molecolari.

C’è, inoltre, una novità. Per tutti coloro che non possono sottoporsi alla vaccinazione per motivi di salute debitamente certificati, i tamponi saranno gratuiti.

I prezzi calmierati dei tamponi sono, quindi, confermati fino al 31 dicembre 2021, data in cui cesserà lo stato di emergenza.

Green pass: qual è la direzione che si vuole prendere?

In vista dell’imminente stagione invernale, i principali obiettivi previsti sono la limitazione del contagio, in primis, per evitare ogni possibile risalita eccessiva e ridurre la circolazione del virus, ma anche dare una spinta ad un incremento alla campagna di vaccinazione.

Infatti, secondo i dati, sono circa 4.000.000 i lavoratori italiani non vaccinati.

Si tratta di un provvedimento molto importante che fa salire l’Italia in testa, in quanto si tratta del primo Paese Europeo a prevedere l’obbligatorietà del Green pass per i lavoratori, sia del settore privato che del settore pubblico.

Ricordiamo che ad oggi, sono 40.631.363 gli italiani che hanno completato il ciclo di vaccinazione. Per consultare i dati aggiornati, si consiglia di visitare sil sito https://www.governo.it/.

Quello che è stato subito definito dalla stampa come “Super Green pass” inciderà su più di 20.000.000 di lavoratori italiani, di cui più della metà impiegati nel settore privato.