Il 20 settembre 2021 la scuola è ufficialmente iniziata in tutta Italia e tra le tante novità, l’obbligo del Green Pass per tutto il personale scolastico è senza dubbio quello che ha smosso più gli animi degli addetti ai lavori.

Una decisione che il Governo ha preso per incentivare la somministrazione dei vaccini ma che ha trovato non poche resistenze.

Tant’è che dopo molta insistenza i Sindacati sono riusciti a vincere una battaglia molto importante per la categoria: per ottenere il Green pass sarà sufficiente l’esito negativo dei tamponi salivari.

Una misura che era stata a lungo esclusa dal Governo, a causa della scarsa sicurezza dei risultati, rispetto ai più validi tamponi molecolari e antigienici. Ma la rapidità nell’ottenere i risultati e il costo più basso per gli utenti hanno fatto sì che l’esecutivo chiudesse un occhio.

Ma la speranza è sempre che la maggior parte dei lavoratori scelgano di sottoporsi a vaccino.

Vediamo in questo video di Sos Città quali sono i vari metodi per ricevere il Green pass necessario per docenti e personale ATA per accedere al luogo di lavoro: Come richiedere il Green Pass in 5 minuti (Tutorial).

 

Non solo vaccino ma anche tampone salivare per il Green pass

L’introduzione dell’obbligo del Green pass non solo per il personale scolastico ma per tutti i lavoratori è stata una mossa studiata dal Governo per incentivare le vaccinazioni.

E nell’arco di poco tempo sembra che i primi risultati stiano già arrivando.

Stando infatti alle indicazioni del commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, i dati aggiornati in queste ore riportano un incremento delle vaccinazioni di circa 80 mila nuove somministrazioni.

In particolare, nel comparto scolastico tra docenti e personale ATA sono state somministrati 1.482.676 vaccini, di cui 1.315.907 somministrazioni della prima dose di vaccino.

Una percentuale in crescita, quindi, che supera ad oggi il 92% del personale scolastico e che si avvicina alla percentuale indicata dal Governo, ovvero il 95%, per ottenere maggiore sicurezza a scuola già entro la fine del mese di settembre.

Ma le resistenze del personale scolastico sembrano in parte continuare, tant’è che i Sindacati hanno continuato a spingere, fino ad ottenere, la validità dei test salivari, oltre ai tamponi antigenici e a quelli molecolari, per ottenere il Green pass.

Proprio in queste ore infatti è stato approvato dalla Commissione Affari sociali della Camera un emendamento al decreto sul certificato verde che si muove in tal senso.

Non rimane quindi che attendere l’ufficializzazione dopo l’approvazione non solo alla Camera ma anche al Senato e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

L’obbligo del Green pass ormai vale per tutti i lavoratori

Le voci che si sono susseguite per tanto tempo avevano fatto pensare (e temere) che anche per il personale scolastico, come per gli addetti nel settore sanitario, si parlasse di obbligo vaccinale.

In realtà non è così: a partire dal 1 settembre 2021, come indicato nel decreto legge del 23 luglio 2021, infatti docenti e personale ATA sono stati chiamati ad esibire quotidianamente il proprio Green pass.

E al medesimo obbligo verranno chiamati tutti gli altri lavori, del settore sia pubblico che privato, a partire dal 15 ottobre prossimo.

Le strade per poter ottenere il Green pass sono le medesime utilizzate fino ad ora dallo scorso marzo.

Si può ricevere la certificazione del Green pass obbligatorio per lavorare in tre modi:

  • Ricevendo il vaccino contro il Covid 19; in particolare il possesso del Green pass è effettivo già a partire dal quindicesimo giorno successivo alla ricezione della prima dose del vaccino o già il giorno dopo la ricezione della seconda dose;
  • Dopo la guarigione dal COVID-19, il giorno successivo alla dimissione dall’ospedale o alla dichiarazione, da parte del medico competente, dell’effettiva remissione dall’infezione;
  • Ricevendo esito negativo del tampone.

Proprio questa rappresenta l’ultima importante novità in attesa di ufficializzazione.

Se infatti fino ad oggi gli unici test che potevano essere ammessi erano il tampone molecolare o il tampone rapido antigenico, in base anche a quanto contenuto nell’elenco comune europeo, stando all’emendamento proposto presto potrebbero diventare validi anche i test salivari.

Come sottolinea Angela Ianaro, una delle Deputate che ha avanzato gli emendamenti, 

“Sono stati pubblicati diversi studi in questi mesi che hanno dimostrato l’affidabilità dei test salivari molecolari”.

Lo stesso Ministero della Salute a specificare, tempo fa, aveva infatti sottolineato che il campione salivare può rappresentare una valida alternativa per rilevare la presenza dell’infezione da SARS CoV-2 nel caso in cui non sia possibile effettuare tamponi oro-faringei.

La proposta è stata avanzata sia per abbassare i prezzi dei test a cui i lavoratori sono obbligati a sottoporsi ogni 48 ore (questa infatti è la validità del Green pass così ottenuto) sia per velocizzare la ricezione del Certificato verde Covid 19.

Sin da subito infatti si è notato che il tempo che trascorre tra quando il lavoratore effettua il tampone e quando si riceve la certificazione è spesso troppo lungo, provocando rallentamenti anche significativi.

Per questo si era anche pensato di consentire l’ingresso sul luogo di lavoro anche solo con con l’attestazione di negatività del tampone antigienico o molecolare; ma ad oggi questa proposta sembra non essere possibile.

Il Green pass è verificato ogni giorno

Il possesso del Green pass obbligatorio è verificato quotidianamente dal personale addetto a tutti gli addetti al settore scolastico: dai docenti ai collaboratori scolastici, dai segretari al  personale tecnico e amministrativo.

Per semplificare il lavoro il Ministero ha preposto una piattaforma che, dal 13 settembre, consente controlli automatizzati.

Tramite la Piattaforma nazionale digital green certificate (Pndgc), realizzata da Sogei, il personale addetto infanti può verificare la validità e il possesso del Green pass del personale scolastico, incrociando con semplicità i dati contenuti nel sistema SIDI del Ministero dell’istruzione e idati sanitari legati alla Piattaforma.

Ma cosa succede nel caso in cui non si possieda il Green pass?

Quotidianamente la segreteria scolastica è chiamata quindi a verificare, per tutto il personale, l’effettiva presenza e validità del Green pass.

Nel caso in cui però questo non risulti essere valido o, ancora peggio, il lavoratore non possieda proprio il Certificato verde, l’ingresso a scuola sarà impedito e da quel giorno il docente o il collaboratore verrà considerato assente non giustificato.

Il Dirigente Scolastico o un suo preposto provvederà quindi ad allontanare il lavoratore dalla struttura scolastica, con una sospensione dal lavoro di quattro giorni.

Nel caso in cui, nel quinto giorno, il lavoratore non dovesse presentare la documentazione richiesta, si procederà con la sospensione dal lavoro e la conseguente sospensione dello stipendio.

Questo almeno fino al momento in cui non verrà presentato un Green pass valido.

In quel modo vi sarà l’immediato reintegro sul luogo di lavoro.

Stando alla normativa vigente, infatti, in caso di mancato possesso del certificato verde non è prevista la perdita del posto e il licenziamento.

Ma anche questa soluzione, sebbene sia ormai ufficiale e definitiva, non solo per il personale scolastico ma in generale per tutti i lavoratori da metà ottobre, non è stata ben accolta da tutti.

Come sottolineato dalla sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia, infatti, è stato considerato eccessivo sospendere i docenti e il personale Ata, impedendo loro di ricevere lo stipendio solo perché non presentano il Green pass.

Una soluzione che è stata avanzata è stata quella di spostare chi non ha il certificato verde in mansioni in cui non vi siano contatti con il pubblico e, più nello specifico, con i ragazzi. 

Il Green pass obbligatorio rientra in un pacchetto più ampio 

Il Governo, in accordo con il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della Ricerca e con il Ministero della Salute, ha messo in atto un piano più ampio per tutelare la salute di tutti e in primis degli studenti.

In previsione dell’inizio del nuovo anno infatti il medesimo decreto in cui è contenuto il Green pass obbligatorio per il personale scolastico ha previsto anche l’attuazione di misure stringenti e di salvaguardia della dei cittadini.

Ad esempio, nelle università il Green pass è stato introdotto come obbligatorio non solo per i docenti e per il personale che vi lavora, ma anche per tutti gli studenti che intendono frequentare in presenza i corsi.

In caso contrario, infatti, non sarà possibile né accedere alle lezioni né poter sostenere gli esami che, fino a cambi ulteriori, saranno tutti in presenza.

Tutti gli studenti al di sopra dei sei anni, inoltre, sono tenuti ad indossare sempre la mascherina in classe e nei luoghi comuni, fatto accezione che per il momento in cui si pratica attività fisica.

Sono in ogni caso esentati, come avvenuto anche lo scorso anno scolastico, tutti gli studenti che, a causa di problemi di saluti disabilità gravi sono impossibilitati ad indossarla.

Una dichiarazione del Ministro dell’Istruzione Maurizio Bianchi a tal proposito aveva fatto molto scalpore. Il ministro, infatti, probabilmente in un eccesso di entusiasmo, aveva affermato che nel momento in cui tutta una classe, alunni compresi, fosse risultata completamente vaccinata, sarebbe stato possibile seguire le lezioni senza mascherina.

Infatti allo stato attuale è difficile pensare che, per preservare la salute di tutti, sia possibile convivere in aree ristrette, come le aule scolastiche, senza utilizzare le precauzioni che tutti noi siamo chiamati ad osservare.