Mentre scatta da oggi l’obbligo di green pass base per accedere ai centri estetici, per andare dal barbiere o dal parrucchiere, il governo Draghi si prepara a muovere un ulteriore passo verso l’estensione della certificazione verde, anche nella sua forma base, ad altri settori. 

Il nuovo Dpcm dovrebbe essere firmato a breve dal Premier e dovrebbe introdurre nuove disposizioni atte al contenimento dei contagi che hanno subito un innalzamento proprio durante le feste di Natale, complice anche la nuova variante Omicron

Rimarranno davvero poche le attività aperte a coloro che non sono in possesso del green pass, almeno nella sua forma base, lasciando libere per lo più quelle attività primarie come i supermercati o le farmacie. La lista, ancora da definire, sembra aver lasciato fuori i tabaccai, benché considerate attività essenziali a inizio pandemia.

Il green pass base, cioè quello ottenuto con tampone negativo, dovrà essere utilizzato anche per accedere agli uffici pubblici, inclusi gli uffici postali, bancari e finanziari. 

Unica eccezione sembra sarà riservata a coloro che ritirano fisicamente la pensione alle Poste. Nella prospettiva di assistere, anche al mese di febbraio, allo scaglionamento dei pensionati in base al cognome, la certificazione verde non rappresenterà comunque un ostacolo. 

D’altra parte, il governo ha da poco introdotto la norma sull’obbligo vaccinale per gli over 50. 

Green pass base negli uffici pubblici: nuovo Dpcm in arrivo

È in dirittura d’arrivo il nuovo Dpcm che porterà nuove disposizioni per il contenimento dei contagi da Covid-19 ed estenderà l’obbligo di green pass, almeno nella sua versione base, a molte attività. 

Come sappiamo, infatti, il green pass ha subito uno sdoppiamento: 

green pass base: rilasciato in seguito a esito negativo di tampone antigenico o tampone molecolare; green pass rafforzato: anche detto super green pass, rilasciato in seguito a guarigione o vaccinazione. 

È dal 20 gennaio che il green pass base, la cui validità cambia a seconda del colore delle diverse zone, viene esteso anche ad altre attività commerciali, inclusi i centri estetici, il barbiere o il parrucchiere. Tali disposizioni dovrebbero avere validità fino al 31 marzo 2022 quando, salvo ulteriori proroghe, dovrebbe decadere lo stato di emergenza.

Ma il nuovo Dpcm in arrivo estenderà l’obbligo della certificazione verde anche a molte altre attività considerate non essenziali. 

Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal 1° febbraio 2022 e riguarderanno molte altre attività. In particolare, le nuove norme stabiliranno l’obbligo di possesso della certificazione per accedere agli uffici pubblici, come le Poste o anche l’INPS, e agli uffici bancari e finanziari. 

Green pass base: lista delle attività per le quali non sarà necessaria la certificazione

Il governo, allo stesso tempo, sta definendo anche la lista di quelle che saranno le attività alle quali sarà possibile accedere anche senza green pass base. In ogni caso, le prime indiscrezioni lasciano intendere che si tratterà di poche attività, principalmente quelle essenziali, tra cui: 

farmacie, supermercati, ottici, ma anche negozi che vendono prodotti necessari per il riscaldamento (per esempio stufe a pellet o legna), negozi per animali, per accedere ai mercati all’aperto o per acquistare dalle edicole all’aperto.

Sempre secondo le prime informazioni, il green pass base potrebbe invece essere richiesto per recarsi dal tabaccaio. Ciò significa che, con il nuovo Dpcm, i tabaccai, considerati durante il lock down tra le attività essenziali per la persona, non potranno accogliere clienti che non sono in possesso di green pass. 

Bisognerà mostrare la certificazione per comprare le sigarette, ma anche per usufruire di altri servizi offerti da alcune tabaccherie, per esempio quelle che ospitano slot machine. 

Green pass alle Poste: unica eccezione per il ritiro della pensione presso gli uffici postali

Anche per quanto riguarda le pensioni di febbraio 2022, come per gli scorsi mesi e tenendo conto dello stato di emergenza ancora vigente, i pensionati che sono soliti ritirare la pensione recandosi fisicamente presso gli uffici postali potranno continuare a farlo e senza obbligo di mostrare il green pass, né nella sua versione base, né in quella rafforzata. 

Ancora una volta pensioni anticipate, quindi, seguendo le disposizioni messe in atto sin dai primi tempi di pandemia per preservare sia i titolari di trattamento pensionistico che i dipendenti degli uffici postali ed evitare assembramenti. 

A ottenere in anticipo la pensione, rispetto a coloro che ricevono l’accredito sul conto corrente, saranno tutti i titolari di trattamento pensionistico in possesso di: 

conto BancoPosta, libretto di risparmio, Postepay, ma anche carta Postamat e Postepay Evolution che hanno la possibilità di ritirare i contanti dagli ATM posti fuori fli uffici postali e sparsi su tutto il territorio nazionale. 

Niente green pass per ritiro della pensione alle Poste: il calendario di febbraio 2022

Con l’obiettivo di evitare il rischio di assembramenti e ridurre le possibilità di contagio da Covid-19, anche per febbraio i pensionati potranno recarsi alle Poste seguendo il consueto calendario, ordinato in base alla prima lettera del cognome del titolare di trattamento pensionistico. 

In linea di massima, il calendario dei pagamenti delle pensioni dovrebbe essere così organizzato: 

ritiro il 25 gennaio per i cognomi dalla A alla B; 26 gennaio per cognomi dalla C alla D; 27 gennaio per i cognomi dalla E alla K; 28 gennaio per cognomi dalla L alla O; 29 gennaio dalla P alla R; 31 gennaio dalla S alla Z. 

Rimarrà, inoltre, possibile usufruire della delega ai Carabinieri per i titolari di trattamento pensionistico con età pari o superiore ai 75 anni. Questa possibilità, però, sarà aperta solo a coloro che non hanno delegato altri soggetti al ritiro, non vivano con i familiari, né abbiano familiari che vivano nelle vicinanze e che non siano in possesso di un libretto o un conto postale.

Coloro che aspettano l’accredito della pensione su conto corrente dovranno invece aspettare il primo giorno bancabile del mese, ovvero il 1° febbraio. 

Green pass e obbligo vaccinale per gli over 50, cosa si rischia e quando 

Con il decreto in vigore dall’8 gennaio, il governo ha dato il via all’obbligo vaccinale per gli over 50 nell’ottica di dare un’accelerata alla campagna vaccinale e tentare di “convincere” coloro che esprimono ancora dubbi sugli effetti del vaccino anti Covid-19. In effetti, i primi dati lasciano pensare che l'obbligo abbia dato i suoi effetti.

Le disposizioni dovrebbero rimanere in vigore fino al 15 giugno 2022, sempre che durante questi mesi non subentrino ulteriori disposizioni che vadano a prorogare la scadenza delle nuove norme. 

Anche la data del 1° febbraio va segnata, in quanto è da quel momento che scatteranno le sanzioni per coloro che si sono opposti, ma anche per chi si sarà sottoposto solo alla prima vaccinazione senza concludere il ciclo vaccinale nei tempi previsti o tenendo conto della scadenza della validità del green pass. 

Si parla di una sanzione del valore di 100 euro che verrà notificata dall’Agenzia delle Entrate e applicata dal Ministero della Salute. Dal momento in cui il procedimento verrà inviato, si avranno a disposizione due strade: 

pagare la multa; presentare, entro 10 giorni, le motivazioni oggettive e documentate per le quali non ci si è sottoposti alla vaccinazione (per esempio, qualora non ci fosse stata disponibilità, da parte dell’hub vaccinale, di somministrare la dose).