Green pass si, Green pass no. Da un paio di giorni a questa parte su internet circola una fake news che mette in allerta gli italiani: la certificazione verde cesserà di esistere dal 20 ottobre 2021. Una notizia ovviamente da prendere con le pinze considerata la fonte di provenienza. 

L’indiscrezione sarebbe trapelata da un segretario di partito e servita su un piatto d’argento alla redazione Facta, tramite nota vocale Whatsapp.

La ragione che spedirebbe a casa il Green Pass sarebbe legata ai vaccini anti-Covid 19, o meglio alla loro scadenza prevista per il 20 ottobre 2021. Questi verrebbero sostituiti da nuove terapie capaci di guarire l’infezione da Coronavirus in sole 48 ore

Un’assurdità, lo precisiamo! Si tratta di una fake news articolata ad hoc per confondere ancora più le acque in una situazione già delicata di suo.

La verità, per il momento, è un’altra. Il Green pass diventerà obbligatorio per tutti i lavoratori italiani allo scoccare della mezzanotte del 15 ottobre 2021 e rimarrà tale almeno fino alla fine dell’anno in corso. 

Queste sono le disposizioni ufficiali varate dal Governo con decreto approvato lo scorso settembre.

Nei paragrafi a seguire passeremo sotto la lente di ingrandimento la fake news sull’abolizione del Green pass al 20 ottobre per capire se ha un minimo di fondamento

Per maggiori informazioni sul Green pass si consiglia la visione del video YouTube di HDblog.

Faremo, poi, il punto sulle notizie ufficiali riguardanti la certificazione verde, da quando sarà obbligatoria, come gli altri Paesi membri dell’Unione Europea si stanno muovendo al riguardo, senza tralasciare il funzionamento del referendum sul Green pass.

Green pass sì, Green pass no: cosa c’è da sapere?

Le voci di corridoio sul Green pass sono sempre all’ordine del giorno, ma non a tutte bisogna dare credito. Negli ultimi giorni impazza sul web un’indiscrezione fasulla secondo la quale la certificazione verde verrebbe rispedita a casa fra poco meno di 10 giorni, il 20 ottobre 2021.

Una balla colossale. La smentita arriva proprio da fonti governative. Con il comunicato stampa del 16 settembre scorso il Governo comunica l’obbligatorietà di Green pass per tutti i lavoratori a partire dal 15 ottobre 2021.

L’annotazione è abbastanza chiara. Tramite decreto-legge, il Consiglio dei Ministri vara una serie di nuove disposizioni a carattere di urgenza per garantire in tutta sicurezza l’esercizio dell’attività lavorativa, senza alcuna distinzione tra pubblica o privata, stabilendo l’estensione della Green pass e il potenziamento dello screening.

Il Green pass non solo non viene abolito, ma se ne estende l’obbligo a tutti i lavoratori pubblici e privati a partire dal 15 ottobre 2021

Professionisti, titolari di Partita IVAlavoratori pubblici, privati tutti dovranno adempiere all’obbligo di possedere e presentare la certificazione verde, senza alcuna eccezione. Tanto basta a smentire la bufala circolata sulla rete.

Ma esaminiamo nei dettagli la fake news per meglio capire cosa sta succedendo.

Green pass, stop dal 20 ottobre: la fake news dilaga sul web

Quella recente è solo la prima delle tante bufale riguardanti il Green Pass. La notizia ha iniziato a circolare online già dal mese di luglio, ben tre mesi fa, nello specifico il 26 luglio 2021.

Alla redazione Facta era stato inviato un messaggio vocale su Whatsapp da un mittente anonimo che si presentava come il segretario di un partito nazionale, nulla di più.

È la stessa Facta a confermare come il mittente in questione non abbia fornito le sue generalità personali, nome e cognome, tanto meno quelle del partito di cui si spacciava segretario. Insomma, tutti indizi che lasciavano intravedere l’ipotesi di una bella bufala.

La persona si era lasciata andare ad una serie di dichiarazioni, per certi versi anche fantasiose, che si sono rivelate senza fondamento sin dal principio.

Nello specifico, rivelava che dal 20 ottobre 2021 l’Italia non avrebbe più fatto ricorso ai vaccini poiché da questa data sarebbero arrivate ben 5 terapie nuove di zecca su cui si era avuto il parere favorevole dell’Unione Europea.

Cinque cure, insomma, in grado si guarire dall’infezione Sars-Cov-2 in un flash: nel giro di 24 al massimo 48 ore. Meglio di una pozione magica…verrebbe da dire!

Da questa data in avanti, quindi, essendo i vaccini sostituiti da queste ipotetiche terapie, il Green pass cessava la sua esistenza. 

Insomma, una menzogna che fa acqua da tutte le partiil Green pass non tornerà a casa ma si estenderà a macchia d’olio a tutti i lavoratori, nessuno escluso, a partire dal 15 ottobre 2021. Questo è il vero stato delle cose.

Green pass a casa: dov’è la verità?

Esaminiamo minuziosamente il messaggio Whatsapp inviato dal mittente anonimo alla redazione Facta. Partiamo dalla scadenza dei vaccini al 20 ottobre 2021

vaccini anti-Covid 19, al pari di tutti gli altri vaccini e come qualsiasi farmaco, sono soggetti a scadenza. Su ogni fiala imbottigliata di vaccino, dunque, è riportata una data superata la quale non si potrà procedere all’inoculazione.

È vero, quindi, che i vaccini hanno una scadenza. Così come molti vaccini sono stati inviati in Italia a data di scadenza superata (naturalmente non sono stati inoculati). 

È assolutamente impossibile, però, che i vaccini scadano tutti lo stesso giorno, nel caso in questione il 20 ottobre 2021.

Spostando l’attenzione sulle terapie anti-Covid 19non esistono cure che permettono di sconfiggere l’infezione da Coronavirus nel giro di due o tre giorni.

È vero che in Italia si contano 5 terapie anti-Covid 19 (una di un immunodepressore e quattro da anticorpo monoclonali), ma tutte devono ancora superare la fase sperimentale e per questo non se ne può fare ricorso.

Attualmente, l’unica arma capace di mettere in un angolo il coronavirus è il vaccino. Terapie e altre cure sono comunque in fase di studio.

Pertanto, le vaccinazioni non si arrestanoil Green pass resta in vigore e la sua presentazione rimane obbligatoria per l’accesso in specifici luoghi pubblici. 

Lo ricordiamo nuovamente: dal 15 ottobre 2021 la certificazione verde diventerà obbligatoria anche sul posto di lavoro.

Green pass obbligatorio: dove si deve utilizzare?

In realtà, il Green pass è diventato parte integrante del nostro vivere quotidiano. Dalla sua introduzione in Italia, il 6 agosto 2021, se n’è esteso l’utilizzo a svariati luoghi pubblici e privati dove si intrattengono relazioni sociali che possono creare occasioni di contagio.

Il Green pass è obbligatorio per andare ai concerti, al cinema, ai musei e al teatro. E ancora: per partecipare a fierecongressisagremanifestazioni ed eventi pubblici, così come per ristorantibar e agriturismi.

L’obbligo di certificazione verde è stabilito anche per l’accesso alle piscine copertestrutture termali, palestre e anche per le Università.

Discorso diverso per le scuole dove il Green pass è obbligatorio solo per maestriinsegnantipersonale Ata, assistenti tecnici e amministrativi. Anche i genitori che vogliono varcare i cancelli degli istituti devono esibire la certificazione.

Con riguardo ai mezzi di trasporto, invece, non si potrà salire a bordo di navi, aerei e traghetti (l’unica eccezione è per lo Stretto di Messina) sprovvisti del Green pass. Stessa cosa per i treni a lunga percorrenzaalta velocità (Italo e Freccia) e Intercity.

Diversamente, possiamo tranquillamente lasciare a casa il Green pass se dobbiamo salire su un tram, in metropolitana, sugli autobus urbani e i treni regionali.

Dal 15 ottobre, non dimentichiamolo, il Green pass diventa obbligatorio anche nei luoghi di lavoro, senza alcuna eccezione.

Non hai il Green pass? Ecco cosa rischi!

Chi dal 15 ottobre si presenterà a lavoro sprovvisto di Green pass corre il rischio dei essere allontano dal posto fin quando non disporrà della certificazione verde.

Attenzione! Si tratta di una sospensione e non di un licenziamento. Il lavoratore viene, dunque, privato dello stipendio e dovrà pagare una sanzione variabile dai 600 ai 1500 euro.

Anche il datore, nel caso in cui non esegua i controlli del caso, sarà esposto al rischio di dover pagare una sanzione minima di 400 euromassima di 1000 euro.

Green pass e referendum: come funziona

Mentre l’abolizione del Green pass è una fake news, sono vere invece le voci circolate sul referendum. Anche per il Green pass si cerca di bissare il successo che ha portato al referendum sulla cannabis: raccogliere almeno 500.000 firme per richiedere l’abolizione della certificazione verde.

Per chi non lo sapesse, per indire un referendum utile ad abrogare una legge, o parte di questa, servono almeno 500 mila firme o una proposta presentata da 5 Consigli regionali.

Chiunque voglia depositare la propria firma a favore della cancellazione può farlo dal sito internet dedicato al referendum sul Green pass o, in alternativa, può recarsi in uno dei gazebi a sostegno dell’iniziativa collocati nelle principali piazze italiane e firmare di persona.

Con la firma si dichiara di essere favorevoli all’abrogazione di 4 decreti-legge sul Green pass: quello del 22 aprile del 2021, del 26 luglio scorso, del 6 agosto e il più recente decreto del 6 settembre scorso

Per poter indire il referendum per abrogare una legge, o parte di essa, è necessario raccogliere 500 mila firme di cittadini (entro il 30 ottobre 2021), oppure la proposta da parte di 5 Consigli regionali.

Green pass sì, Green pass no: cosa succede in Europa?

Mentre in Italia continuano le mobilitazioni No Green Pass, nei Paesi Europei si evidenzia una spaccatura circa l’obbligatorietà della certificazione verde.

Il Regno Unito e la Danimarca hanno detto no al Green pass. Quest’ultima, però, tocca punte di vaccinati over 12 sopra l’80%Stessa è la linea seguita da Belgio e Spagna: la certificazione verde va esibita solo per l’ingresso nei Paesi.

La Svezia ha tolto tutte le restrizioni, ma fissa l’obbligo di Green pass sui mezzi di trasporto. Sulla scia dell’Italia è la Svizzera: il piccolo Stato, dal 13 settembre 2021, ha esteso l’obbligo di Green pass per tutti, dai 16 anni in poi.

Più moderata la Francia che ha sì reso obbligatoria la certificazione verde, ma ha tolto le mascherine. La Germania, invece, ha optato per Green pass obbligatorio nel caso di guarigione o test Covid-19, non obbligando i cittadini alla vaccinazione.

L’Austria ha disposto l’accesso a molti luoghi pubblici tramite presentazione del Green pass. Stessa cosa in Portogallo, Lituania, Estonia e Lettonia.