Sai che cosa sono gli ETF? Alcuni non ne hanno mai sentito parlare, altri, invece, sì, ma non sanno di che cosa si tratti nello specifico; pertanto, i più sono curiosi di racimolare qualche altra informazione al riguardo.

Dal sito ufficiale della Borsa Italiana leggiamo:

"Gli ETF (acronimo di Exchange Traded Funds) sono fondi o SICAV a basse commissioni di gestione negoziati in Borsa come le normali azioni".

Avrai avuto modo di capire che, grazie agli ETF, è possibile fare un po' di soldi. Questi altro non sono che fondi d'investimento quotati in Borsa. Dunque, nel caso in cui decidessi di fare un tentativo, e quindi di provare a diventare un socio, sappi che puoi farlo.

In conclusione, se hai bisogno di dedicarti ad un'attività diversa da solito, ma al tempo stesso che risulti essere in fin dei conti redditizia, potresti aver trovato pane per i tuoi denti. Sappi, però, che questo è un mondo a cui soltanto il temerario (e colui il quale ha un capitale da investire degno di nota) può accedere.

Pronto? Fai un giro sulle principali piattaforme per fare trading con gli ETF, come Degiro, ma non prima di aver portato a termine la lettura di questo articolo!

Che cosa sono gli ETF

ETF sta per exchange-traded fund, ed infatti l'acronimo indica una tipologia di fondi d'investimento quotati in Borsa. Più soci possono decidere di prenderne parte, attivandosi nella compravendita delle azioni. Inoltre, possiamo affermare che questi fondi siano caratterizzati dalla passività della loro gestione, dato che essi sono collegati ad un indice azionario (oppure borsistico) preesistente.

Gli ETF sono nati in contrapposizione ai Fondi Comuni di Investimento, con l'obiettivo di raggiungere un prodotto che fosse più economico dal punto di vista delle spese per la loro gestione. In effetti, gli essi replicano l'andamento del sottostante, ossia del suddetto indice azionario: nei Fondi Comuni ciò non accade. Allo stesso tempo, qui manca la figura del gestore, che, invece, per i Fondi Comuni c'è.

Nonostante in linea di massima si parli appunto di gestione passiva, in verità, in alcune circostanze, possiamo anche parlare di gestione speculativa. Quando? Nel caso in cui si sfrutti il trend ribassista (la tendenza di chi compra le azioni quando il valore è basso, per poi rivenderle quando si alza).

Gli ETF, come abbiamo sottolineato poc'anzi, sono fondi d'investimento quotati in Borsa; quindi, in altre parole, essi sono un cumulo di soldi, formatosi grazie al contributo dei diversi soci. In genere, è un manager ad occuparsene; in che modo? Principalmente, investendo il denaro nella compravendita di azioni. Il profitto, allora, può provenire dalla rivendita della partecipazione nel momento in cui sale il valore delle azioni.

Il profitto, anche detto utile, viene poi redistribuito a tutti i soci. Ovviamente, ciò che quest'ultimi intascheranno sarà direttamente proporzionale a quanto hanno messo in partenza: se un socio, ad esempio, ha versato il 10%, allora gli spetterà soltanto il 10%; quello che, al contrario, ha avuto la possibilità di versare il 50%, allora otterrà metà dell'intero profitto.

Siccome i suddetti fondi sono quotati in Borsa, allora operano in Borsa: la compravendita della partecipazione prende luogo proprio in Borsa, un mercato pubblico e controllato.

I diversi tipi di ETF

Di ETF ne esistono svariate tipologie; ad esempio:

  • ETF standard, ossia quelli che investono in determinati settori, sfruttando degli asset preesistenti;
  • ETF strutturati, ossia quelli che aggiungono un più all’investimento, come il posizionamento;
  • ETF attivi, ossia quelli che adottano strategie prefissate per guadagnarsi un'entrata extra;
  • ETF a replica fisica, ossia quelli che si basano sull'acquisto del sottostante che i soci del fondo hanno comprato e poi conservato in banca. In genere, in questo caso, il numero dei titoli non deve essere eccessivamente elevato, così come, nel loro complesso, devono risultare piuttosto stabili,
  • ETF a replica sintetica, ossia quelli che si basano su di un contratto sottoscritto fondato su di un benchmark specifico attraverso cui si può ottenere lo stesso risultato che si otterrebbe con l'ETF. In genere, il contratto serve ad accordarsi con una controparte per scambi monetari periodici.

Il funzionamento degli ETF

Gli ETF funzionano in questo modo: essi vanno ad investire sui quegli stessi prodotti su cui si basano. Tali investimenti possono essere di diverso genere: di lungo periodo, di breve periodo, oppure speculativi.

Nel momento in cui un ETF viene creato, quest'ultimo deve necessariamente avere un punto di riferimento, come un indice o una valuta. Il valore di partenza dell'ETF equivale a quello dell'indice o della valuta. Tuttavia, esso è un fondo quotato in Borsa; dunque, essendo sottoposto alle leggi della domanda e dell'offerta, non ha un andamento sempre uguale.

Ad ogni modo, è possibile usufruire di alcuni strumenti con leva differente per poter quantomeno provare a gestire l'andamento. Così, non è rilevante che un prodotto guadagni oppure perda: non ti verrà chiesto nessun margine per far uso della suddetta leva.

Guadagni e perdite risulteranno comunque amplificati rispetto alle variazioni del sottostante; tendenzialmente, il valore dell'ETF può crescere oppure decrescere molto più rapidamente di ciò che hai investito.

Nel caso in cui l'operazione non andasse a buon fine, non perderai più di quanto tu abbia speso per comprare le quote. Inoltre, visto che stiamo parlando di un qualcosa che si riferisce ad un indice, anziché ad un titolo, l'ETF non potrà mai fallire davvero. Infatti, benché i titoli siano di una società, il patrimonio da te versato per l'investimento non ha nulla a che vedere con quello di quest'ultima. Allora, anche se la suddetta società fallisse, il tuo denaro non potrebbe essere utilizzato per risanare il debito.

L'ETF ed il sottostante procederanno di pari passo: dopo aver preso coscienza di ciò, non ti sarà difficile capire quali siano resistenze e supporti, e conseguentemente quali dovranno essere le tue prossime azioni.

Ti sarà impossibile avviare una negoziazione senza conoscere gli orari di apertura e chiusura della Borsa. Prima o dopo questi due orari, l'ETF non è quotato, mentre il sottostante potrebbe esserlo.

Guadagnare soldi investendo in ETF

Guadagnare con l'ETF, ormai è piuttosto chiaro, si può. Ciò che ancora dobbiamo esplicitare è che il guadagno può essere immediato, oppure può richiedere più tempo, se si decide d'investire nel lungo periodo.

Gli ETF, inoltre, sono semplici d'acquistare, molto di più rispetto ad altri fondi d'investimento quotati in Borsa. Tuttavia, essendo essi prodotti derivati, la negoziazione degli stessi non è altrettanto semplice. Ovviamente, chi invece ha negoziato in passato titoli singoli oppure fondi comuni partirà avvantaggiato.

Le integrazioni di margine non verranno mai richieste, neanche in momenti di particolare difficoltà, dato che in questa circostanza stiamo facendo riferimento ad uno strumento inesistente. Così, è sempre possibile vedere quale sarà, eventualmente, la perdita massima in cui ci si potrebbe imbattere.

Perché prediligere un investimento su ETF, piuttosto che su di un altro tipo di azione? Il principale vantaggio è che, di certo, puntare su di un insieme di titoli, anziché su di un titolo soltanto, non soltanto limita i rischi, ma aumenta contemporaneamente le possibilità di guadagno. Per giunta, anche nel caso in cui il momento non fosse dei migliori, l'indice azionario (così come quello valutario) in questione non può fallire.

Se t'interessa saperne di più sull'argomento, ti consiglio la visione di questo video di Io Investo, un team di esperti di finanze.

Le possibili strategie per guadagnare con ETF

Per potersi dare una possibilità concreta di guadagnare grazie all'ETF, anzitutto ti tornerà utile mettere a fuoco in che modo vuoi e (specialmente) puoi investire.

Se, ad esempio, disponi di un capitale degno di nota, e la tua intenzione è quella di agire nel lungo periodo, potresti dividere la somma in questione e puntare su diversi ETF azionari. Se, invece, non puoi concederti il lusso di mettere in gioco una cifra tanto alta, ma vuoi comunque agire nel lungo periodo, allora potresti comprare piccole quote ogni mese, così che, nel giro di anno, avrai incrementato il capitale di partenza.

Tuttavia, è doveroso fare qualche appunto. Tanto per cominciare, il consiglio è quello di muovere i primi passi in un momento di ribasso, cioè quando avrai l'occasione di acquistare un'azione il cui valore è sceso, così da non rischiare di subire gravi perdite sin da subito. Inoltre, ETF non è molto adatto per i piccoli investimenti.

Che cosa fare successivamente? Prendere in esame i mercati, e concentrarsi su di uno, al massimo su due, e, al contempo, su quale legame c'è tra di esso/essi e l'ETF precedentemente preso in considerazione. 

In più, dovrai prendere in esame supporti e resistenze del sottostante, in modo tale da poter cogliere anche quelli dell'ETF e conseguentemente capire come agire con quest'ultimo.

Le migliori piattaforme per insevestire in ETF

Tra le principali piattaforme per fare trading con gli ETF ci sono:

  • Degiro, un sito che offre 200 ETF gratuiti, senza costi di commissione. In più, qui gli ETF sono negoziabili su exchange europei, ma anche americani ed asiatici. La registrazione è  a costo zero, così come il conto. Degiro è una piattaforma giovane, e facile da utilizzare, essendo dotata di un'interfaccia semplificata.
  • eToro, sito leader per il trading online, non richiede il pagamento di alcuna commissione sull'ETF. Registrazione e conto a costo zero. Disponibile sia sul computer che sui dispositivi mobili.
  • iBroker è invece un sito specializzato in derivati, ossia CFD su ETF. Non dovrai sborsare nulla per aprire, mantere o chiudere il conto. Inoltre, iBroker offre un altro importante servizio: l'assistenza fiscale.
  • NAGA, in conclusione, è un sito che richiede lo 0% sulle commissioni. Nessun costo per aprire il conto, così come per gli interessi negativi. Per giunta, è qui possibile ottenere una carta, la Naga Card appunto, dotata di codice IBAN.