Il datore di lavoro può controllare il pc usato dal dipendente? Ecco i limiti e i diritti

Il datore di lavoro può controllare persino il pc usato dal dipendente? Fino a dove può spingersi? Ecco i limiti e i diritti sanciti dalla legge.

In un’epoca in cui la tecnologia è presente in ogni aspetto della vita lavorativa, diventa fondamentale comprendere fino a che punto il datore di lavoro possa esercitare il proprio diritto di controllo sulle attrezzature aziendali utilizzate dai dipendenti, in particolare i pc. Per quanto i computer lavorativi appartengano al datore di lavoro, fino a dove si può spingere per controllare i propri dipendenti? Quali sono i diritti dei lavoratori e i limiti in questi casi? Di seguito, scoprirai se il datore può controllare persino il pc usato dal dipendente.

Il datore di lavoro può controllare il pc usato dal dipendente? Ecco cosa può fare

Il datore di lavoro detiene il diritto di tutelare gli interessi e i beni aziendali, il che include la possibilità di monitorare l’uso delle attrezzature aziendali, come i computer, forniti ai dipendenti per l’espletamento delle loro mansioni. Tuttavia, questo diritto di controllo non è illimitato e deve essere esercitato nel rispetto dei principi di proporzionalità e necessità, garantendo al contempo la tutela della privacy dei lavoratori.

Come fa il datore di lavoro a vedere la cronologia

Il monitoraggio della cronologia di navigazione internet su un computer aziendale può essere effettuato dal datore di lavoro solo in presenza di specifiche condizioni. È necessario un “fondato sospetto” di comportamenti illeciti da parte del dipendente, come l’accesso a siti non consentiti o l’uso improprio delle risorse aziendali. In questi casi, il controllo deve essere mirato e non generalizzato, limitandosi cioè alla verifica di attività sospette pre-identificate.

Cosa stabilisce la normativa in tema di controllo a distanza dei lavoratori

La normativa italiana, in particolare l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori e le sue successive modificazioni, pone dei limiti precisi all’uso di sistemi di controllo a distanza delle attività dei lavoratori. È consentito l’uso di dispositivi di monitoraggio solo per esigenze organizzative e produttive, sicurezza sul lavoro e tutela del patrimonio aziendale, e sempre previa informativa ai lavoratori e, ove necessario, accordo con le rappresentanze sindacali. Inoltre, la raccolta di informazioni deve avvenire nel rispetto della privacy dei lavoratori e delle disposizioni previste dal Codice in materia di protezione dei dati personali.

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La sentenza della Corte di Cassazione e le sue implicazioni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25732 del 22 settembre 2021, ha chiarito che il datore di lavoro può effettuare controlli tecnologici sulle attività lavorative svolte tramite computer aziendali, ma questi controlli sono legittimi solo se finalizzati a prevenire o individuare comportamenti illeciti, e a condizione che vi sia un equilibrio tra la necessità di proteggere i beni aziendali e il rispetto della privacy del lavoratore. Inoltre, è enfatizzato il concetto di controllo “ex post”, ovvero successivo all’insorgere di un sospetto fondato di illecito.

Il diritto del datore di lavoro di controllare il pc usato dal dipendente è sottoposto a stringenti condizioni e limiti, mirati a garantire un giusto equilibrio tra le esigenze di tutela dell’integrità aziendale e i diritti dei lavoratori. È fondamentale che tanto i datori di lavoro quanto i lavoratori siano consapevoli delle proprie responsabilità e diritti in materia. La trasparenza, il dialogo e la corretta informativa sono elementi chiave per gestire efficacemente le politiche di controllo a distanza, assicurando un ambiente di lavoro sano e produttivo.

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Roberta Luprano
Roberta Luprano
Copywriter, classe 1995. Creativa e sempre a caccia di nuove cose da imparare che stimolino la mia innata curiosità, ho iniziato la mia carriera con il diploma di Perito Informatico, in quanto da sempre appassionata di tecnologia e social media. Successivamente ho proseguito la mia formazione in ambito di Copywriting e Social Media Marketing che mi ha poi permesso di lavorare per imprese, startup e small business in diversi settori. In parallelo, ho approfondito la mia passione per i libri e il mondo editoriale, formandomi e lavorando anche come curatrice editoriale per agenzie letterarie e case editrici. Motto: I grandi cambiamenti partono dalle semplici parole.
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