In pensione a 74 anni, questi lavoratori vedranno il pensionamento con il binocolo

Il futuro incerto delle pensioni grava sulle teste degli italiani più giovani che dovranno lavorare fino a 74 anni: ecco quali sono le prospettive.

Futuro incerto e pensione dopo i 74 anni: ecco che succede

L'ingresso nel mercato del lavoro per i giovani italiani si configura come una sfida imponente. La prospettiva di dover lavorare fino all'età di 74 anni per accedere alla pensione posiziona l'Italia al vertice degli stati europei per l'età pensionabile più elevata, delineando un panorama preoccupante per i giovani d'oggi.

La sfida dell'importo delle pensioni

Una delle sfide più pressanti affrontate dai giovani riguarda l'importo modesto delle pensioni, un dilemma derivato da carriere lavorative frammentate e salari insufficienti. Questa problematica mette in luce un divario significativo tra i giovani e i loro colleghi più anziani. Nel dettaglio, nel 2021, i lavoratori sotto i 25 anni hanno registrato un guadagno medio pari al 40% della retribuzione media.

Al contempo, coloro compresi tra i 25 e i 34 anni hanno ottenuto un 78% della media salariale, delineando un quadro che evidenzia la disparità economica tra le diverse fasce d'età.

L'impatto della precarizzazione e discontinuità lavorativa

Maria Cristina Pisani, figura di spicco al timone del Consiglio Nazionale Giovani, pone l'accento sull'impatto devastante derivante dall'incessante aumento della precarizzazione e dalla sempre più evidente discontinuità lavorativa. Tale fenomeno, avvertito in modo particolarmente acuto tra i giovani e le donne, si traduce in una serie di sfide crescenti.

La complessità della situazione non solo rende più arduo l'ingresso nel mercato del lavoro ma agisce come un agente destabilizzante sulla stabilità contrattuale e sui livelli retributivi. Questo scenario intricato e sfidante complica ulteriormente la prospettiva di costruire una carriera solida e remunerativa, alimentando preoccupazioni sulla sostenibilità a lungo termine del sistema previdenziale.

La demografia sfavorevole non aiuta

La transizione verso un sistema contributivo puro e il quadro demografico sfavorevole agiscono come fattori che aggravano ulteriormente la complessità della situazione previdenziale. Questa combinazione costringe i cittadini a prolungare la loro vita lavorativa, sacrificando la prospettiva di pensioni più generose.

Secondo le proiezioni fornite da Eures, i lavoratori dipendenti al di sotto dei 35 anni potrebbero essere costretti a ritirarsi quasi a 74 anni, percependo assegni pensionistici che si attestano intorno ai 1.577 euro lordi mensili. Per i lavoratori autonomi, l'importo previsto si aggira intorno ai 1.650 euro lordi mensili, delineando un panorama dove la sicurezza finanziaria post-pensione risulta sempre più incerta e limitata.

L'appello per una pensione di garanzia

Alessandro Fortuna, figura autorevole e consigliere di presidenza con delega alle politiche occupazionali e previdenziali, mette in evidenza come il sistema pensionistico attuale agisca come un perpetuatore delle disuguaglianze di reddito, penalizzando in particolare i lavoratori a basso reddito. La sua analisi acuta sottolinea come la criticità della situazione richieda interventi mirati e soluzioni innovative.

Affrontando questa situazione critica, il Consiglio Nazionale dei Giovani si fa portavoce di un appello urgente per l'introduzione di una pensione di garanzia dedicata ai giovani. Tale proposta è accompagnata da misure di sostegno mirate, pensate per affrontare periodi di formazione, discontinuità e fragilità salariale. Un passo che mira non solo a correggere le disparità esistenti ma anche a fornire un sostegno tangibile per le nuove generazioni in un contesto lavorativo sempre più complesso e mutevole.

L'incertezza che circonda il futuro delle pensioni in Italia emerge come una minaccia tangibile per la sostenibilità del sistema previdenziale nazionale. La crescente urgenza di riforme e interventi mirati si impone come necessità imprescindibile per assicurare un futuro finanziariamente sicuro alle nuove generazioni. Affrontare queste sfide richiede un impegno concreto e tempestivo affinché le basi di un sistema previdenziale equo e sostenibile possano essere poste, garantendo sicurezza e stabilità per tutti i cittadini nel corso del tempo.