Lo smart working, che doveva rappresentare solo una fase transitoria che accompagnasse la crisi epidemiologica scatenata dal Covid 19, è diventato in realtà parte integrante e strutturale del sistema lavorativo italiano.

Non a caso in uno dei suoi primi interventi in qualità di capo del Consiglio, Mario Draghi aveva sottolineato proprio la necessità di regolamentare lo smart working.

La grande notizia è che dal 3 febbraio 2021 anche i lavoratori in modalità agile avranno diritto alla medesima tutela lavorativa offerta dall’INAIL contro gli infortuni sul lavoro, come chi svolge il lavoro in presenza.

È stato infatti stabilito che il lavoratore in smart working goda dei medesimi diritti previsti dal contratto di lavoro regolare. Anche la procedura per la richiesta degli indennizzi è identica nelle modalità e dovrà essere presentata online sul sito dell'INAIL dal datore di lavoro.

Ma andiamo a vedere quando spetta la retribuzione per l’infortunio sul lavoro in smart working e come comunicare le informazioni all’INAIL.

Come funziona l’infortunio sul lavoro in smart working 

La disposizione in merito all’infortunio sul lavoro in smart working è stata comunicata dall’INAIL con il messaggio del 2 febbraio 2021. 

Prima di tutto l’Istituto chiarisce quali sono le tipologie di infortunio coperte. Cioè gli infortuni avvenuti durante il tragitto, da e per il raggiungimento del luogo di lavoro, in questo caso l’abitazione. Ad esempio, nel caso in cui il lavoratore sia costretto a recarsi in un determinato luogo per esigenze lavorative.

Sono invece esclusi gli infortuni avvenuti durante soste non necessarie e non dichiarate, quali può essere fermarsi al bar o al ristorante, solo per fare un esempio.

Chi lavora da casa è anche coperto da eventuali infortuni avvenuti sul posto di lavoro stesso, cioè sempre la propria dimora.

Ovviamente, per beneficiare dei diritti e degli incentivi INAIL in smart working valgono le medesime norme dell’infortunio normale. Cioè l’evento non deve essere stato causato da negligenza o comportamento pericoloso del lavoratore. L’INAIL avverte che saranno effettuati controlli stretti per verificare eventuali dichiarazioni mendaci.

L’INAIL assicura anche i rider dall’infortunio sul lavoro

L’avviso INAIL di inizio febbraio contiene un’altra novità importante e cioè che i rider e i titolari del Reddito di Cittadinanza, che sono assicurati PUC (Progetti Utili alla Collettività), insieme agli studenti impegnati nei progetti di alternanza scuola-lavoro, possono loro godere dell'assicurazione per malattia professionale e l'infortunio sul lavoro.

Con la medesima nota l’Istituto autorizza i datori di lavoro comunicare eventuali infortuni avvenuti ai lavoratori in smart working, tramite procedura telematica.

Ricordiamo che a partire dal 1 ottobre 2021 le informazioni dovranno essere esclusivamente inviate online sul sito mediante autenticazione tramite SPID, carta di identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS). Ad ogni modo, l’INAIL mette a disposizione guide dettagliate per effettuare tutte le procedure.

In alternativa potete seguire le istruzioni spiegare nel video YouTube di Info e confronto per assistenti amministrativi:

 

Come si comunica all’INAIL l’infortunio sul lavoro

I datori di lavoro devono comunicare online tutti gli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di minimo un giorno e massimo tre giorni lavorativi, ovviamente nel calcolo non deve essere considerato il giorno stesso dell’incidente.

Per effettuare la comunicazione è necessario usare il portale web INAIL “Comunicazione di infortunio”. In questa fase, quando cioè l’infortunio comporta una degenza di massimo tre giorni, le informazioni da inviare sono poche, poiché i primi tre giorni sono, secondo al Legge italiana, interamente a carico del datore di lavoro, che una volta ricevuto il certificato medico dal lavoratore ha 48 ore per inviare la comunicazione all’INAIL. I contributi INAIL partono infatti dal 4 giorno di malattia.

Nel caso dell'indennità erogata INAIL gli importi devono essere anticipati dal lavoratore in busta paga. Anche se si ricorda che alcuni Contratti collettivi nazionali prevedono che la malattia professionale o la convalescenza dall’infortunio sul lavoro possano protrarsi per un massimo di 180 giorni, tempo dopo il quale il lavoratore corre il rischio di perdere il posto.

Come si calcola l’importo erogato dall’INAIL per gli infortuni sul lavoro

La retribuzione per l’infortunio in smart working segue, come si è più volte ripetuto, la stessa normativa del lavoro in sede.

Questo vuol dire che per il giorno dell’incidente il lavoratore infortunato riceverà il 100% della paga, mentre i tre giorni successivi, che sono a carico del datore di lavoro, il 60% del corrispettivo giornaliero.

A partire dal quarto giorno scattano invece i contributi INAIL che consistono in un’indennità pari al 60% della retribuzione, per i primi 90 giorni dal momento dell’incidente. Dopo questi 90 giorni, l’Indennità sale al 75% e viene erogata fino alla guarigione del lavoratore.

Per stabilire l’importo erogato si applica la percentuale suddetta alla retribuzione dei 15 giorni lavorativi precedenti all’infortunio. Anche se in molti casi la cifra erogata dall’INAIL viene integrata dal datore di lavoro, in modo che il lavoratore riceva il 100% della retribuzione giornaliera fino a che non si sia completamente rimesso.

I contributi INAIL in caso di infortunio grave con danno permanente 

Ovviamente, quanto esposto nel precedente paragrafo a proposito degli importi degli indennizzi vale solo se l’infortunio prevede la completa guarigione del lavoratore.

In caso in cui dall’infortunio consegua la morte o il danno biologico permanente del lavoratore, la situazione cambia completamente. In caso di morte, l’INAIL assegna una pensione ai superstiti o un contributo erogato una tantum.

Se invece come conseguenza dell’infortunio sul lavoro vi è un danno biologico, allora l’Indennità erogata sarà maggiorata e stabilità sulla base del danno. A tal proposito esistono delle tabelle INAIL, che stabiliscono le cifre delle indennità. 

Se il danno permanente riguarda una menomazione tra il 6% o il 15% viene erogato un danno in capitale, se invece l’handicap supera il 15% allora l’INAIL eroga un indennizzo in rendita.