Da un comunicato stampa pubblicato in data 30.12.2021 sul sito ufficiale dell'Inail (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro), apprendiamo che:

"Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Istituto tra il gennaio e novembre sono state 502.458 (+2,1% rispetto allo stesso periodo del 2020), 1.116 delle quali con esito mortale (-3,0%). In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 50.804 (+24,1%). I dati mensili sono fortemente influenzato dall'emergenza Coronavirus."

Si tratta di numeri importanti, ancorchè non definitivi in quanto relativi al resoconto di undici mesi sui dodici totali dell'anno 2021 e che, in ogni caso, devono essere soggetti ancora alla fase di consolidamento da parte dell'Istituto stesso. Cosa significa? Che le denunce possono essere fatte anche solo a scopo cautelativo ma alla fine, saranno i casi effettivamente accertati ad essere computati in questa particolare statistica.

Purtroppo continua ad essere molto elevato anche il numero delle vittime sul lavoro. Questo dato, soprattutto, nel 2022, è inaccettabile da qualsiasi punto di vista lo si voglia guardare.

Anche il Papa, recentemente, durante la Messa di Natale, ha voluto focalizzare l'attenzione su questo argomento. Come riporta infatti il sito Avvenire.it:

"Messa della notte di Natale. Il Papa: basta morti sul lavoro."

Una richiesta di aiuto, un grido disperato, la determinazione di far sì che questo argomento stia sotto i riflettori e non si perda nei meandri di una politica che fatica a trovare le giuste soluzioni per l'occupazione e il mondo del lavoro in generale.

Inail: infortunio sul lavoro. Di cosa si tratta

La pandemia ha cambiato il nostro modo di vivere e le nostre abitudini. Ha modificato anche il mondo del lavoro che, nel nostro Paese, viveva già in uno stato abbastanza precario.

Dapprima il lockdown, poi lo smart working: le abitudini dei lavoratori italiani sono mutate in maniera importante in questi ultimi due anni. Di conseguenza, anche le tipologie di infortuni occorsi sul lavoro hanno cambiato sfumature e connotazioni. 

Che cosa si intende per infortunio sul lavoro? Dal sito del Governo - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali:

"Per infortunio sul lavoro si intende ogni lesione originata, in occasione di lavoro, da causa violente che determini la morte della persona o ne menomi parzialmente o totalmente la capacità lavorativa."

Che differenza c'è tra le due forme di invalidità, ovvero totale o parziale?

Dal sito Laleggepertutti.it, appuriamo che:

"L'inabilità permanente può essere: assoluta, se il dipendente perde completamente e per tutta la vita l'attitudine al lavoro; parziale, se la capacità lavorativa, pur diminuendo per tutta la vita, si perde soltanto in parte."

Inail: infortunio da invalidità parziale

Abbiamo appena visto la differenza tra l'infortunio che determina una invalidità temporanea e parziale da quello che invece genera una invalidità permanente totale.

Vediamo di analizzare al meglio le due casistiche iniziando da quella meno pericolosa, ovvero l'infortunio che dà origine ad una invalidità momentanea e parziale.

Fortunatamente non tutti gli avventi avversi che si verificano sul luogo di lavoro o in itinere (perchè giova ricordare che vanno considerati anche gli infortuni occorsi al lavoratore nel tragitto che va dalla propria abitazione al luogo di lavoro e viceversa) portano a conseguenze gravi per la salute dello stesso.

L'infortunio può anche essere di entità più o meno lieve e determinare una situazione di impedimento lavorativo momentanea, sia a livello fisico che temporale. Se ad esempio svolgo un lavoro manuale e le cinque dita sono essenziali per la mia attività, la rottura di un dito della mano, sarà causa di impedimento lavorativo sino a quando non avrà recuperato la totale o quasi efficienza del dito stesso e, conseguentemente, della mano.

In questo caso, sarò nell'impossibilità di svolgere la mia mansione per un determinato tempo (ovvero quello che intercorre tra l'infortunio e il ripristino della funzionalità a livello fisico). Il che, può comportare il fermo totale della mia attività lavorativa o, eventualmente, il passaggio ad altre mansioni e compiti che posso svolgere all'interno dell'azienda durante il periodo di recupero.

Inail: infortunio da invalidità totale

Ben diverso, ovviamente, è il caso di un infortunio di particolare gravità, che comporti la perdità della capacità lavorativa e determini il riconoscimento dello stato di invalidità totale.

La conseguenza di questo stato è il non poter più svolgere alcuna attività lavorativa e quindi quella di essere completamente inabile al lavoro. Mentre nel caso di invalidità parziale, la menomazione fisica è transitoria, nel caso di invalidità totale, si parla di uno stato permanente e duraturo.

Le ripercussioni tra i due possibili scenari, sono quindi estremamente diverse, non solo a livello fisico ma anche a livello economico. Le implicazioni che ne derivano non vanno a colpire solamente il lavoratore, bensì l'intero nucloe familiare.

Basta pensare ad un padre di famiglia, magari con uno o due figli piccoli, che subisce un infortunio grave e dai postumi invalidanti definitivi. In questo caso, oltre al danno fisico, si crea un impatto economico decisamente negativo.

Ecco che quindi, l'intervento dell'Inail è più che mai provvidenziale, oltrechè ovviamente inevitabile.

Cerchiamo di capirne di più, anche a livello pratico.

Inail: come e quando interivene in caso di infortunio

L'Inail interviene in tutti i casi di infortunio sul lavoro o di malattia professionale. In che modo? L'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul lavoro si preoccupa di erogare tutte quelle prestazioni di natura economica, sanitaria ed integrativa che vanno a sostegno del lavoratore che ha subito l'infortunio.

Aspetto importantissimo da segnalare: anche nel caso in cui il datore di lavoro non sia in regola col relativo premio assicurativo e quindi non abbia provveduto al versamento dello stesso, l'Inail interviene ugualmente a favore del lavoratore dipendente.

Le prestazioni economiche riguardano le indennità che spettano al lavoratore che ha subito l'infortunio. Le prestazioni sanitarie riguardano tutto ciò che concerne il percorso relativo alle cure che possano portare alla guarigione e al ripristino della capacità lavorativa. Sono comprese anche tutte le prestazioni relative alle eventuali protesi di cui il lavoratore necessiiti proprio a seguito dell'evento dannoso occorso sul luogo di lavoro o mentre era in itinere.

Quanto paga però l'Inail? Esistono delle tabelle? Quali sono i parametri?

Innanzitutto occorre evidenziare come, per rientrare nella sfera di competenza dell'Inail, l'infortunio deve comportare una assenza dal lavoro ovvero l'impossibilità di svolgere lo stesso per un numero di giorni superiore a tre. 

A comprova di ciò, vi è un certificato medico che, per l'appunto, indica il numero di giorni nei quali il lavoratore dovrà stare a casa e quindi non potrà svolgere regolarmente il proprio compito all'interno dell'azienda presso la quale lavora. 

Inail: paga. Sì, ma quanto? Come verificare lo stato della pratica?

Volendo entrare nei dettagli, viene subito da chiedersi, in quanto consiste, in termini numerici il pagamento da parte dell'Inail. 

Per prima cosa, l'indennità garantita dall'Ente, decorrerà dal 4 giorno di infortunio (come già evidenziato precedentemente).

Quindi i primi tre giorni sono a carico del lavoratore? Assolutamente no. Per i primi tre giorni, spetta al datore di lavoro indennizzare il lavoratore infortunato con una indennità pari al 60% della retribuzione media giornaliera. 

A partire dal quarto e sino al novantesimo giorno di infortunio, l'indennità prevista ed erogata dall'Inail ammonta al 60% della retribuzione media giornaliera del lavoratore. Oltre, ovvero dal novantunesimo giorno sino alla guarigione, la percentuale di indennità riconosciuta aumenta al 75% della retribuzione media giornaliera. 

E se ci sono lesioni permanenti? In tal caso si parla di danno biologico e il lavoratore potrà chiedere all'Inail la liquidazione dello stesso sotto forma di capitale oppure di rendita a seconda dell'entità del danno stesso.

Ma, la denuncia chi la deve fare? E come si può verificare lo stato della pratica? Il suo iter? Il suo buon fine o meno?

Per quanto riguarda la denuncia di infortunio spetta al datore di lavoro. Sarà quindi compito suo, denunciare all'Inail, l'infortunio del proprio dipendente o similare. Il singolo lavoratore che ha patito l'infortunio, potrà seguire l'iter della pratica attraverso il portale dell'Inail, al quale è possibile avere accesso tramite Spid, Carta Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. 

Inail: ti paga l'infortunio. E se volessi tutelarmi da solo?

Se l'infortunio occorso sul lavoro è pagato dall'Inail, è pur vero che esistono altre forme per tutelarsi in caso di infortunio, anche a 360 gradi. A cosa ci si riferisce? Alle polizze assicurative che coprono tali eventi.

Esistono infatti coperture assicurative che possono assicurare l'intera giornata del singolo individuo (cosiddettà copertura completa) oppure la sola copertura professionale (infortuni sul lavoro) o extraprofessionale (infortuni al di fuori dell'attività lavorativa).

Ovviamente, ogni forma di assicurazione ha un suo premio (ovvero prezzo) a seconda dell'ambito più o meno esteso di operatività (la polizza con copertura h24 ha un costo maggiore di quella che copre solo gli infortuni professionali o extraprofessionali), delle garanzie scelte, dei massimali assicurati e delle franchigie e scoperti previsti in polizza.

Va evidenziato un concetto molto importante: quando si stipula una polizza assicurativa, ai fini della garanzia Invalidità permanente da infortuni, è possiibile scegliere tra la tabella Ania o la tabella Inail. Essendo la seconda più favorevole all'assicurato, si consiglia, ove possibile, di richiederne l'inserimento (fermo restando il fatto che, rispetto alla tabella Ania, comporta il pagamento di un premio di polizza superiore).

Abbinando una polizza assicurativa all'indennizzo previsto dall'Inail, potrete completare la copertura della vostra persona. Pensate anche ad una eventuale polizza in caso di non autosufficienza (ove ci siano le possibilità anche economiche). Meglio essere previdenti.