Nella Legge di Bilancio 2022 sono state inserite alcune novità sul reddito di cittadinanza. Ed è accaduto qualcosa di paradossale:

il Governo Draghi, infatti, se da un lato ha ampliato la base del finanziamento con circa un miliardo in più all'anno fino al 2029. Dall’altro lato, invece, ha inserito delle modifiche sui requisiti di accesso al reddito, che lo rendono molto più arduo e difficile e nel concreto, impediscono a gran parte dei poveri italiani di usufruire del sussidio.

Per non abolire il reddito di cittadinanza, il Governo Draghi ha tentato di portare a casa un compromesso al ribasso. Da mesi il reddito di cittadinanza è al centro di grandi polemiche, con gran parte dei partiti che ne chiedono la completa abolizione e il Movimento Cinque Stelle che lo difende a spada tratta.

Sul reddito di cittadinanza, però, c'è da dire anche che sono arrivate tantissime proposte da sindacati, associazioni di categoria, Inps e  molti esperti, con lo scopo di rendere il sussidio più equo e meno discriminatorio. 

Il Governo, però, sembra andare in un senso totalmente contrario. Le modifiche che il Governo vuole apportare al sussidio sono state già molto criticate dai comitati di valutazione del reddito di cittadinanza, nominati dal Ministero del Lavoro. 

La Legge di Bilancio apporta modifiche paradossali al reddito di cittadinanza

La manovra che si vuole portare avanti è paradossale, perché fa passare il messaggio che si sarà ancora più severi con i poveri. Ovvero chi meno ha, meno avrà.  Ormai c'è la convinzione, che non ha alcuna prova concreta, che i poveri siano tali perché non vogliono lavorare, e così che dal Governo, invece di scattare l'aiuto, scatta la punizione.

La legge non è stata ancora pubblicata, ma molti organi di stampa hanno già fatto fuoriuscire alcune parti. Nello specifico si parla di una manovra che ha reso più severi i requisiti di accesso al beneficio economico

I soldi sono stati aumentati, si tratta di un miliardo in più dal 2022 al 2029, ma i poveri che ne potranno usufruire saranno molti di meno a causa dei requisiti più difficili da rispettare. Sono aumentate anche le risorse a disposizione dei centri per l'impiego, con 70 milioni di euro all'anno.

Requisiti più difficili per ottenere il reddito di cittadinanza secondo la nuova Legge di Bilancio

Sappiamo che i percettori del reddito di cittadinanza devono seguire dei corsi e comunque fare dei passi attivi per trovare lavoro. Ma solo una piccola percentuale di loro ha trovato effettivamente lavoro. 

La proposta che vuole essere inserita nella Legge di Bilancio  è quella di rendere i percettori del reddito immediatamente disponibili al lavoro, ovvero già dopo un mese dal ricevimento del primo assegno.

Un'altra proposta riguarda il ridurre il numero di chiamate lavorative rifiutabili prima di perdere il sussidio; al momento se si rifiutano tre offerte, si perde il reddito. Il governo ha proposto di ridurre il numero di proposte rifiutabili a due.

Inoltre la Legge di Bilancio vuole modificare anche le caratteristiche dell'"offerta di lavoro congrua". In questo momento la prima offerta di lavoro è congrua quando è entro 100 chilometri di distanza; la seconda è congrua se è entro 250 chilometri. La terza offerta è congrua se arriva da tutto il territorio nazionale. 

La proposta del governo è quello di ridurre la prima offerta congrua entro 80 chilometri. Ma già la seconda offerta sarà ritenuta congrua se arriva da tutto il territorio nazionale. 

Per incentivare il lavoro, il reddito di cittadinanza sarà ridotto

Sì avete inteso bene. Secondo le intenzioni del Governo Draghi, per incentivare la ricerca di un lavoro, bisogna impoverire ulteriormente chi riceve il sussidio. Infatti secondo la manovra, ci sarà una riduzione mensile di cinque euro, dal settimo mese in poi, se il percettore non ha trovato occupazione. 

Escluse dal taglio, per magnanimità del premier, le famiglie con figli di età inferiore ai 3 anni o con disabilità gravi.

Il governo vuole anche ridurre la platea di chi riceve il sussidio, escludendo per esempio i condannati in via definitiva per alcuni tipi di reati tra cui prostituzione minorile e riciclaggio.

E, infine, si promettono maggiori accertamenti preventivi prima di accettare una richiesta, per stabilire lo stato patrimoniale e reddituale del richiedente. 

I membri del comitato di valutazione del reddito di cittadinanza, Saraceno e Gori, non sono affatto d'accordo con il governo che, secondo il loro punto di vista, si stanno ispirando ad una logica punitiva dei poveri, identificandoli come coloro che stanno sul divano senza voglia di lavorare. 

A tutto questo si aggiunge il dato che l'Italia tra i paesi occidentali è quello che ha già i requisiti più difficili da rispettare per beneficiare di un reddito minimo.  Renderli ancora più stringenti, sarebbe un errore. 

Secondo la dottoressa Saraceno il reddito di cittadinanza va migliorato nel senso di aiutare chi è in stato di povertà grave e aumentare l'accesso al mercato del lavoro.

Le critiche al Governo sulle modifiche al reddito di cittadinanza

Anche l’Alleanza contro la povertà, formata da sindacati e ong, ha criticato duramente la proposta del governo, perché secondo l'organizzazione la misura del reddito di cittadinanza avrebbe bisogno di una revisione completa e non solo di un tagliando come sembra che invece il governo Draghi stia facendo dimenticando che l'obbiettivo è cercare di aiutare le famiglie in forti difficoltà economiche, non punirle.

L'organizzazione è passata anche ai fatti, presentando ben otto proposte per riformare il sussidio.  

Ma perché un Governo che si è sempre detto dalla parte del popolo, che sembra così interessato alla salute e al benessere del popolo, sta facendo tutto il contrario di quello che stanno sostenendo buona parte degli esperti di povertà italiani? Se le proposte della manovra dovessero restare queste, è davvero altamente improbabile che il reddito di cittadinanza venga migliorato. 

I criteri per le revoca del reddito di cittadinanza diventeranno più severi

I casi in cui potrebbe scattare l'immediata revoca del reddito di cittadinanza aumenteranno. Gli elenchi dei percettori saranno inviati al ministero della Giustizia affinché vengano verificale le condanne definitive. La disponibilità a lavorare immediatamente verrà firmata contestualmente alla richiesta del reddito. 

Spetterà ai comuni fare i controlli anagrafici sia prima di erogare il beneficio, sia dopo entro novanta giorni. Se i comuni dovessero omettere questo importante passaggi, rischiano il danno erariale.

Obbligo di Green Pass per i percettori del reddito di cittadinanza?

L’obbligo di Green Pass c'è ma non vale per tutti i percettori del Reddito di cittadinanza; riguarda solamente coloro che lavorano e svolgono i progetti riportati dal DM del 22 ottobre 2019.

Coloro che svolgono delle opere di lavoro collettivo nel Comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, hanno l'obbligo di lasciapassare.

Nella manovra di bilancio, si stabilisce anche che dal 2022 i comuni dovranno impiegare almeno un terzo di coloro che beneficiano del reddito per progetti utili alla collettività.