Pessime notizie per coloro che percepiscono l’assegno sociale.

L’Inps si dice irremovibile: se entro oggi non perverranno le comunicazioni sull’aggiornamento del proprio reddito, alcuni soggetti potrebbero perdere il beneficio per sempre.

Una bella batosta che potrebbe costare cara anche per gli aventi diritto alle misure previdenziali previste in tema di disabilità.

Andiamo a vedere cosa potrebbe succedere!

Inps: revoche pericolose dal 15 settembre 2021

La notizia giunge come un fulmine a ciel sereno, un ultimatum che potrebbe mettere in seria difficoltà i beneficiari dell’assegno sociale.

L’Inps parla chiaro, sgancerà la bomba sulla misura previdenziale se entro fine giornata (15 settembre 2021) non perverranno aggiornamenti sul reddito degli aventi diritto all’assegno sociale.

Le revoche scatteranno ed avranno effetto definitivo sia sui pensionati, sia su tutti quelli che godono delle prestazioni previdenziali.

Una mossa che non deve sorprendere, visto che lo stesso Inps è tenuto a controllare il rispetto delle norme in materia, secondo quanto stabilito dalla legge.

Capita spesso che le persone si dimentichino o non prendano sul serio le richieste, sebbene l’ente le ricordi in tempo.

Ciò che si intende fare applicando questa misura “punitiva” nei loro confronti, è impartire una lezione basata sull’importanza di adempiere ai propri compiti e perché no, recuperare anche le somme che potrebbero venire percepite indebitamente.

Per questo tipo di prestazioni sono previsti soltanto due requisiti fondamentali al fine di godere del beneficio:

  • la presenza di un reddito limite
  • la comunicazione da parte degli interessati della situazione reddituale correttamente aggiornata

Non è poi così difficile tentare di soddisfarli anche perché, da quanto desunto dalle recenti notizie, nell’assegno sociale si potrebbe perdere molto più di quanto si pensi.

Il video di Mondo Pensioni vi spiega quanto è grave la situazione e quanto si rischia di perdere: 

Inps: cos'è l'assegno sociale, a chi spetta e quanto spetta?

Sul tema della riforma pensioni c’è ancora molto da discutere, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di uscire da lavoro a 57 anni e sulle formule Ape Sociale e Opzione donna.

Eppure, non tutti coloro che dovrebbero percepirla, la percepiscono.

In questo senso, l’Inps dispone dell’assegno sociale, una prestazione assistenziale indirizzata a coloro che, una volta compiuti 67 anni, non hanno diritto alla normale pensione e si trovano in una condizione di forte disagio economico.

Questo tipo di sostegno spetta ai cittadini italiani e tutti i cittadini comunitari che si iscrivono all’anagrafe del comune di residenza.

Viene rivolta anche ai cittadini extracomunitari e ai loro familiari purché siano in possesso di permesso di soggiorno e siano in regola con tutti i documenti.

Poiché si tratta di una prestazione che va in aiuto alle famiglie indigenti, l’importo dell’assegno sociale varia in base anche alla presenza del coniuge oltre che al reddito di chi lo richiede.

Tale caratteristica non si applica ai redditi di altri familiari conviventi ( ad esempio: i figli), che quindi non influiscono né sul diritto né sull’importo spettante.

La cifra mensile dell’assegno sociale è di 460,00 euro e viene corrisposta per 13 mensilità l’anno ed è soggetta a maggiorazione in questi casi:

  • se il titolare non sposato ha un reddito pari a 8.476,26 euro
  • se il titolare sposato somma il reddito del coniuge per un totale di 14.459,80 euro

Inoltre, spiega orizzontescuola.it:

“Se il percettore però rispetta  determinati limiti reddituali, propri e dell’eventuale coniuge, al compimento dei 70 anni è possibile presentare domanda per ottenere una maggiorazione dello stesso di circa 191 euro mensili.”

Il pagamento dell’assegno mensile parte il primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda e può essere sospeso se il titolare soggiorna all’estero per più di 29 giorni.

Essendo una prestazione a carattere provvisorio, la verifica del possesso dei requisiti visti finora e la residenza in Italia sono caratteristiche fondamentali per non incorrere nella revoca.

Nel caso in cui la sospensione arrivi a superare l’anno, la prestazione può dirsi revocata in tutto e per tutto.

Inps: assegno sociale e disabilità a rischio

Abbiamo parlato dell’assegno sociale, ma anche le misure previdenziali concernenti la disabilità sono sotto i riflettori.

I fari dell’Inps, infatti, sono già puntati per chi non ha adempiuto a comunicare i dati relativi ai propri redditi, soprattutto negli anni 2017-2018.

In questo senso, già nella rata di agosto sono stati trattenuti 14 euro sulle pensioni ma tutto fa intendere che la decurtazione potrebbe arrivare a raggiungere il 10% del totale sugli importi superiori anche a settembre.

Ritengo molto importante dare uno sguardo anche alla legge 104, spiegata nell'articolo di Andrea Cerasi a tutela dei disabili e di chi se ne prende cura. 

Quindi occhio alle scadenze dell'Inps e aggiornate i vostri dati!!!

Spero che questo articolo sia stato d'aiuto.