L’INPS conferma 4 modi per avere la pensione anticipata prima del 1° gennaio 2023

Cosa faccio, vado in pensione adesso, subito entro il 31 dicembre 2022 o aspetto le novità pensioni 2023? Mentre si cerca di comprendere il destino del governo Draghi, tanti cittadini restano tiepidamente in attesa dei cambiamenti strutturali che dovrebbero essere introdotti dalla riforma pensioni. Per milioni di lavoratori il pensionamento anticipato INPS potrebbe sfumare, ricevendo l’assegno previdenziale non prima dei 67 anni di età.

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Cosa faccio, vado in pensione adesso, subito entro il 31 dicembre 2022 o aspetto le novità pensioni 2023? Mentre si cerca di comprendere il destino del governo Draghi, tanti cittadini restano tiepidamente in attesa dei cambiamenti strutturali che dovrebbero essere introdotti dalla riforma pensioni. Per milioni di lavoratori il pensionamento anticipato INPS potrebbe sfumare, ricevendo l’assegno previdenziale non prima dei 67 anni di età.  

Il Governo Draghi ha intrapreso un percorso previdenziale tormentato abbattendo le barriere legate all’anticipo pensionistico Ape sociale, ampliando la platea degli aventi diritto. Nello stesso tempo, ha orientato il nuovo ordinamento previdenziale verso i contributivi puri. Non solo.

Non è stata rinnovata l’unica strada della pensione anticipata a 62 anni, anzi è stata ampiamente sostituita con un’uscita a 64 anni. Un sistema che ha portato a far sfumare il concetto di pensione anticipata, non più visto come la concessione di una possibilità di scelta a favore del lavoratore.  

Ad oggi, i cittadini possono collocarsi in quiescenza non prima 64 anni di età, utilizzando l’unica misura confermata dall’INPS, la cui scadenza è fissata per il 31 dicembre 2022. Le altre prospettive previdenziali portano all’uscita a 63 anni o alla pensione Opzione donna a 58 o 59 anni di età e Quota 41 a favore solo dei lavoratori precoci.  

A questo proposto, si comprende che l’uscita a 62 anni è sfumata il 31 dicembre 2021, per cui coloro che hanno maturo i requisiti (62 anni e 38 di contribuzione) hanno ottenuto il pensionamento anticipato dall’INPS senza rimodulazioni dovute a penalizzazioni. 

Tuttavia, c’è da dire che il dibattito sulle alterative a queste quattro formule di pensionamento è ancora attivo, nonostante la crisi del Governo Draghi.  

L’INPS ammette l’uscita anticipata a 64 anni di età con domanda entro il 31 dicembre 2022

La misura Quota 102 è stata ufficializzata attraverso la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2022. Una misura in vigore dal 1° gennaio 2022, a cui è seguita anche la proroga della misura Ape sociale e Opzione donna. 

In particolare, parliamo dei piani previdenziali attraverso cui le persone possono andare in pensione senza attendere il compimento dei requisiti previsti per l’età pensionabile, che al momento è stata collegata a 67 anni di età. 

A questo proposito, tutti coloro che hanno maturato 62 anni di età con un montante contributivo di 38 anni entro il 31 dicembre 2021, hanno avuto la possibilità di anticipare l’uscita utilizzando la misura Quota 100.

Intanto, non è più possibile utilizzare questa misura, se mancano i requisiti al 31 dicembre 2022. Tuttavia, esiste la possibilità di uscire prima dal lavoro, utilizzando una misura improntata su Quota 100, anche se con parametri diversi.

Infatti, tutti coloro che maturano 64 anni di età con un montante contributivo di 38 anni entro il 31 dicembre 2022, possono sfruttare (forse) l’ultima chance di collocarsi in quiescenza prima dei 67 anni di età. 

Che fine fanno le tre formule di pensione anticipata INPS? Brutte prospettive per il 2023 

Non si denotano grandi prospettive per le tre misure di pensionamento anticipato più utilizzate dai lavoratori. Nonostante, si tratta di tre pilastri previdenziali principali rischiano di non essere rinnovati nel 2023. Infatti, alla luce della crisi del Governo Draghi appare difficile prevedere gli scenari futuri.

È possibile che venga confermata la fiducia al Governo Draghi o che venga sostituito, come c’è chi reclama con forza il voto subito. Uno scenario politico che rischia di risultare intempestivo e inconcludente, considerata la tempistica in cui si muove. Non solo.

La non scelta del fine legislatura cozza con l’immissione dei provvedimenti urgenti per l’emergenza povertà, sulle spalle l’innesco di una bomba sociale prodotta dalla crisi energetica con il rimbalzo dei prezzi fomentati dall’inflazione.

Dunque, non parliamo solo dei tanti aspetti di pensionamento anticipato legati alle tre formule previdenziali più utilizzate dalle persone, ovvero Quota 102, Opzione donna e Ape sociale. È probabile che dal 1° gennaio 2023 manchino le dovute proroghe, per cui i cittadini vengono messi nella condizione di non potervi accedere. 

Nello specifico, la misura Quota 102 che consente l’accesso alla pensione anticipata conclude il suo ciclo vitale il 31 dicembre 2022. Dunque, coloro che maturano 38 anni di contribuzione combaciata a un’età anagrafica di 64 anni, vengono ammessi dall’INPS al pensionamento anticipato. 

La misura Opzione donna resta riservata alle donne che hanno maturato entro il 31 dicembre 2021 i seguenti requisiti, tra cui:

  • 35 anni di contribuzione combaciata a un’età anagrafica di 58 e 59 differente per categoria dipendenti o autonome;
  • ricevere un assegno pensione calcolato con il metodo contributivo (un abbattimento di circa il 30%)..;

E, ancora, l’anticipo pensione Ape sociale permette di agganciarsi a un ponte che porta alla pensione. Ecco, perché, la misura è indirizzata ai profili di tutela, ovvero, caregiver, invalidi civili, lavoratori usuranti e gravosi e disoccupati.

Un anticipo previdenziale sostenuto dallo Stato italiano che consente alle categorie di tutela di ottenere un vantaggio previdenziale. In particolare, la possibilità di aggrapparsi a un’uscita anticipata flessibile a favore di coloro che maturano entro il 31 dicembre 2022 i diversi requisiti dettati dalla normativa, tra cui la presenza di un montante contributivo di 30,32 e 36 anni combaciata a un’età anagrafica di 63 anni

Dunque, molto probabilmente il 2022 resta l’ultima occasione per i lavoratori di ricevere un assegno pensionistico anticipato dall’INPS, rispetto alla pensione di vecchiaia o pensione anticipata ordinaria 

La pensione anticipata ordinaria senza l’opzione formule

In attesa di ulteriori sviluppi previdenziale, resta da comprendere che esiste la possibilità di ottenere la pensione anticipata dall’INPS senza l’aggancio alle formule. Nel sistema pensionistico esiste l’opzione che porta al pensionamento con la sola contribuzione maturata. 

In particolare, il legislatore ha fissato un tetto unico come montante contributivo necessario per il rilascio dall’INPS della pensione anticipata ordinaria. Il requisito contributivo porta a 41- 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva spartita tra donne e uomini. È necessario considerare la presenza di una finestra mobile di tre mesi.  

L’altro meccanismo legato alla pensione anticipata contributiva, permette di anticipare a favore di coloro che rientrano nei contributivi puri. A tal proposito, è necessario aver maturato 20 anni di età contributiva combaciata a un’età anagrafica di 64 anni, a condizione che l’INPS liquidi un assegno pensione di un valore che rientri in 2,8 volte il trattamento minimo vitae

Infine, va detto che rientrano nel metodo contributivo puri tutti i cittadini con almeno 18 anni di età contributiva maturata al 31 dicembre 1995, per cui risultino 15 anni di contribuzione effettiva, di cui un numero minimo di cinque anni contributivi presenti nel periodo seguenti al 1995.