L’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, l’INPS, non smette di stupirci. Pare, infatti, che con la pubblicazione del decreto-legge Sostegni, l’istituto abbia aumentato notevolmente il passo. Nelle ultime settimane, infatti, sono arrivati tantissimi nuovi comunicati riguardanti i sostegni messi in atto dal nuovo esecutivo, capeggiato da Mario Draghi, l’ex capo della BCE. Scopriamo insieme quali sono le notizie riguardo i pagamenti di REm, il Reddito di Emergenza, CIG, Cassa Integrazione Guadagni, e il punto sulle indennità da 2.400€ per determinate categorie di lavoratori. 

INPS, Reddito di Emergenza

Nel nuovo decreto-legge Sostegni, il REm, Reddito di Emergenza è stato rifinanziato per tre ulteriori mensilità: quella di marzo, aprile e maggio. Inoltre, per questa misura, che ricordiamo essere stata introdotta con l’articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio) in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, è previsto un allargamento della platea dei beneficiari. 

La misura del REm, il Reddito di Emergenza è stata estesa anche agli ex percettori di NASpI e DisColl. Questi due sostegni ai lavoratori sono stati inglobati dalla misura del REm. INPS si occuperà di erogare le tre mensilità di marzo, aprile e maggio del Reddito di Emergenza a coloro che hanno cessato, tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, NASpI e DisColl e che non hanno né un lavoro subordinato o un contratto di collaborazione, né una pensione diretta o indiretta.

La domanda per le tre mensilità del REm dovrà essere fatta direttamente all’INPS solo online, a partire da giovedì 7 aprile. I cittadini avranno a disposizione più di tre settimane per presentare le domande all’istituto; dopodiché, da venerdì 30 aprile non sarà più possibile fare richiesta del REm, come possiamo leggere dal sito INPS:

“Il messaggio fornisce, inoltre, le prime indicazioni sulla modalità di presentazione della domanda e ricorda che il beneficio può essere richiesto all’INPS, esclusivamente online, a partire dal 7 aprile ed entro il 30 aprile 2021.”

REm, quando arriverà il pagamento?

INPS, in un comunicato stampa datato 8 aprile 2021, ci ha fatto sapere che:

"A meno di due giorni dall'apertura da parte dell'Inps della procedura per l'accesso al Reddito di Emergenza - determinata dall’articolo 12 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 - sono state registrate circa 160.000 domande, sia con accesso diretto degli utenti al sito dell'Istituto sia attraverso la mediazione dei patronati. La richiesta del beneficio sarà possibile fino al 30 aprile e i pagamenti della prima mensilità, sulle tre previste dal nuovo decreto, saranno erogati dalla metà di maggio e conclusi nelle settimane successive"

Dunque, oltre a comunicarci che, in appena due giorni dall’apertura delle domande, l’istituto ha ricevuto la bellezza di 160mila richieste, INPS ha stabilito che per i primi pagamenti relativi alla mensilità di marzo verranno elargiti dalla seconda metà di maggio in poi. Di conseguenza, le altre due mensilità saranno liquidate tra giugno e luglio 2021. Insomma, ci sarà da attendere un po’, ma finalmente abbiamo la data precisa. 

Cassa Integrazione, le novità

All’articolo 8 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, il Decreto Sostegni, si parla di Nuove disposizioni in materia di trattamenti di integrazione salariale. Nel decreto è stato rideterminato il numero massimo di settimane che possono essere richieste dalle aziende che sospendono o riducono l’attività lavorativa, in conseguenza all’emergenza Covid-19, ed è stato differenziato sia l’arco temporale in cui è possibile collocare i nuovi trattamenti, sia il numero delle settimane.

“Il comma 1 dell’articolo 8 prevede, infatti, che i datori di lavoro privati che sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica da COVID-19 possono richiedere trattamenti di cassa integrazione ordinaria (CIGO) di cui agli articoli 19 e 20 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 per una durata massima di 13 settimane nel periodo compreso tra il 1° aprile 2021 e il 30 giugno 2021.

Sempre nel comma 2 dello stesso articolo 8 “Nuove disposizioni in materia di trattamenti di integrazione salariale” è stabilito che, per i trattamenti di assegno ordinario (ASO) e di cassa integrazione salariale in deroga (CIGD), potranno proporre una domanda per accedere alle misure per una durata massima di 28 settimane, che riguardi il periodo compreso tra il 1° aprile 2021 e il 31 dicembre 2021.

INPS e i tutorial sugli anticipi del 40%

Siccome si stratta di un’opportunità vantaggiosa che dà al lavoratore la possibilità di ottenere in breve tempo una disponibilità economica a titolo di acconto senza dover attendere i tempi più lunghi necessari alla liquidazione dell’integrazione salariale, per cui il saldo verrà erogato completato l’iter amministrativo, l’istituto nazionale per la previdenza sociale ha pubblicato nel suo sito ufficiale le indicazioni operative e procedurali per richiedere l'anticipo del 40% dei trattamenti di integrazione salariale con causale COVID19.

Le domande di accesso ai trattamenti di CIGO, ASO e CIGD potranno essere trasmesse, a pena di decadenza, entro il 31 maggio 2021, utilizzando la nuova causale “Covid-19 - DL 41/21”, per la quale non è previsto alcun contributo addizionale a loro carico.Per sapere come fare e osservare i tre tutorial cliccate QUI.

INPS le indennità da 2.400€

Ma le buone notizie non sono mica finite! Con il comunicato stampa del 9 aprile 2021, l’Istituto Nazionale per la previdenza Sociale, l’INPS, ha dato la notizia che tutti i pagamenti delle indennità da 2.400€ sono stati erogati correttamente, per un totale di 565 milioni di euro. Nel messaggio leggiamo:

“Martedì 6 aprile, a quindici giorni dal decreto-legge 41/2021 (decreto sostegni) che ha previsto la cosiddetta “indennità onnicomprensiva 2.400 euro”, l’Inps ha già liquidato tale una tantum di 2400 euro a tutti i lavoratori che ne avevano diritto in quanto in precedenza beneficiari delle indennità previste dal DL 137/2020, convertito con modificazioni dalla legge 176/2020, per un totale di 235.509 bonus e un importo complessivo di oltre 565 milioni di euro.”

Dunque, le indennità una tantum Covid-19, sono state erogate correttamente a chi era già beneficiario delle stesse. Ci stiamo riferendo alle seguenti categorie di lavoratori: stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport; ai lavoratori intermittenti; lavoratori autonomi occasionali, che non abbiano una partita IVA, un contratto di lavoro attivo ad oggi, che siano già iscritti alla Gestione separata e non siano iscritti ad ulteriori forme previdenziali obbligatorie; 

ai lavoratori incaricati alle vendite a domicilio che abbiano un reddito, relativo all’anno 2019, superiore a 5.000€, per le stesse attività lavorative, che siano titolari di partita IVA (attiva) e iscritti alla Gestione separata alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni, purché non risultino iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. L’indennità da 2.400 € sarà poi concesso ai lavoratori del settore dello spettacolo.

Inoltre, l'istituto, ha comunicato che coloro che hanno il bonifico domiciliato in posta, a causa del limite che la legge ha imposto agli importi contanti, avranno la somma dei 2.400 € corrisposta in tre tranches da 800 € l'una.

INPS ha, infine, comunicato che in questi giorni sarà possibile procedere alla presentazione della domanda da parte dei lavoratori che appartengono alle categorie sopracitate e che dovranno fare la richiesta per la prima volta; a questi si aggiungono poi i lavoratori somministrati dei settori differenti da quelli del turismo. Questi, dovranno presentare i requisiti indicati dal comma 2 dell’art.10 del DL 41/2021, il Decreto Sostegni:

“Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione né di rapporto di lavoro dipendente né di NASpI alla data di entrata in vigore del presente decreto, è riconosciuta un’indennità onnicomprensiva pari a 2.400 euro. 

La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione né di rapporto di lavoro dipendente né di NASpI alla data di entrata in vigore del presente decreto.”