A poco più di un anno dall’arrivo della pandemia COVID-19, il nostro Paese continua a vacillare tra scelte politiche discutibili ed un’emergenza sanitaria in pieno regime mentre i cittadini vivono nella paura.

Sebbene le misure di prevenzione e i vaccini siano riusciti, almeno in parte, a limitare gli effetti del virus, ad oggi sono ancora molti i casi di contagio presenti nel nostro territorio.

Per questo motivo, con l’inizio del nuovo anno il governo ha pensato a nuove regole da applicare alle quarantene con conseguenti modifiche anche alla corresponsione di indennità e congedi parentali da parte dell’Inps.

Inps: a chi non spetta l'indennità Covid?

Il nuovo anno non è partito proprio alla grande come avevamo sperato.

La curva dei contagi risale giorno dopo giorno, anche ora che la maggior parte della popolazione italiana ha completato l’iter vaccinale.

Ed è forse proprio questo il fatto che lascia perplessi perché sebbene l’immunizzazione ci sia, la probabilità di venire contagiati (anche se in maniera lieve) e di contagiare rimane comunque molto alta.

In molti di quelli che hanno deciso di appoggiare la campagna vaccinale si chiedono quale sia il senso di tutto ciò: vaccinarsi più volte, per poi scoprire che l’efficacia di tale vaccino non è così elevata come dovrebbe essere.

A questo punto, se discutere su tale dubbio provoca soltanto altre agitazioni tra la folla, l’unico metodo per risolvere la questione è quello di applicare nuove regole per le quarantene.

Ed è proprio quello che il governo ha fatto in uno degli ultimi incontri tenutosi pochi giorni fa, anche se il risvolto delle decisioni prese ha cambiato totalmente il pacchetto che prevedeva il riconoscimento di un’indennità Inps in caso di assenza da lavoro.

Con il decreto Cura Italia, stanziato per ben 663,1 miliardi di euro per il 2020, si erano tutelati sia i lavoratori dipendenti del settore privato, sia i lavoratori fragili impossibilitati a svolgere la propria mansione lavorativa in seguito al riconoscimento di patologie certificate.

Grazie a questa disposizione si prevedeva il riconoscimento di un’indennità di malattia da parte dell’istituto, che di fatto, con il decreto fiscale 2022 è stata riattivata fino al 31 dicembre dell’anno scorso ma solo per una specifica categoria di lavoratori.

Sfortunatamente, ad oggi non è previsto alcun ulteriore fondo per chi si trova sprovvisto di una copertura economica in caso di quarantena, ovvero per i soggetti che:

  • non si sono ancora sottoposti a vaccinazione
  • non hanno ricevuto la seconda o terza dose

Per i lavoratori fragili invece, secondo quanto spiegato nell’articolo 17 del decreto legge 221/2021, riporta informazionefiscale.it:

“lo smart working rimane la modalità ordinaria di lavoro, fino al 28 febbraio 2022 [..] Potranno essere adibiti ad una mansione diversa se questo assicura loro la possibilità di svolgere la prestazione in modalità agile e anche la formazione professionale avverrà da remoto.”

In caso di assenza da lavoro però, tale misura non prevede il riconoscimento dell’indennità Inps perciò, rimangono privi di tutela economica.

Inps: come cambia la quarantena nel 2022?

Arrivati a questo punto vi chiederete quali siano le nuove modifiche apportate alle quarantene di quei soggetti che, disgraziatamente, sono venuti a contatto diretto con un positivo.

Dopo il decreto di fine anno e l’approvazione delle misure contro la variante Omicron, sono stati attivati 3 protocolli diversi per ogni tipologia di soggetto:

  • 1°- persone con terza dose/ vaccinazione completa da almeno 120 giorni (SENZA sintomi): nessuna quarantena, obbligo di indossare mascherina FFP2. Solo una forma di auto-sorveglianza, fino al decimo giorno successivo all’esposizione, al quinto giorno devono sottoporsi a tampone e l’esito dev’essere negativo. Per le persone in possesso di super green pass da oltre 4 mesi, la quarantena è di 5 giorni e se ne esce sempre con tampone negativo.
  • 2°- perone non vaccinate: quarantena di 10 giorni, al termine di questi si devono sottoporre a tampone per verificare la positività, mentre le persone vaccinate da oltre 4 mesi o non vaccinati dovranno rimanere in quarantena obbligatoria, senza alcuna indennità di malattia da parte dell’Inps.
  • 3°- persone con tampone positivo: rimangono temporaneamente incapaci di lavorare, con diritto ad accedere all’indennità dell’Inps comprensiva della perdita di guadagno, quindi in realtà non cambia niente rispetto a prima.

Se avete dei dubbi sulle nuove regole, vi lascio il video di Fanpage.it che sarà in grado di rispondere a tutte le vostre domande: 

Come avrete potuto notare, fra tutte le modifiche spicca quella relativa al diritto di ricevere la prestazione economica da parte dell’Istituto previdenziale.

Proprio da quest’anno la permanenza domiciliare dopo un contatto con positivo non verrà più considerata equiparabile alla malattia, quindi il periodo di assenza dal lavoro non verrà coperto dallo stanziamento dell’Inps.

Ciò  significa che il governo non è riuscito a rifinanziare la misura, facendo terminare la tutela economica già dal 1° gennaio.

Non è detto però che questo momento di “pausa” rimanga inalterato, poiché lo stato di emergenza rimarrà fino a fine marzo 2022 e tutto lascia presagire all’arrivo di un nuovo decreto.  

Inps: come richiedere il congedo parentale Covid?

Finora abbiamo parlato dei lavoratori, ma se a questi aggiungessimo anche i loro figli?

Sicuramente avrete sentito parlare del congedo parentale COVID, quel servizio che può essere richiesto da chi ha figli minori di 14 anni positivi al virus e, dunque, in quarantena da contatto o con attività didattica in presenza sospesa e centri diurni chiusi.

Grazie alla circolare operativa pubblicata la sera dell’8 gennaio, la proroga e l’avvio della domanda è stata ufficializzata permettendo a tutti i lavoratori (dipendenti e autonomi) di richiedere il servizio.

Possedendo le credenziali SPID, CIE o CNS possono inviare la richiesta in modalità telematica (portale web INPS) accedendo al servizio “Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata”.

Una volta inseriti i dati anagrafici si dovrà scegliere tra due voci:

  • congedo parentale
  • congedo parentale su base oraria: specificare il numero di giornate da coprire con il congedo e il periodo specifico nel quale lo si utilizza

Successivamente si dovrà cliccare su “richiesta di congedo parentale SARS COV-2” e specificare i perché si richiede questo servizio inserendo anche tutte le informazioni relative alle certificazioni.

Dopodiché si potrà terminare il procedimento.

Precisa ilgazzettino.it:

"Nel caso di figli con disabilità il congedo può essere richiesto indipendentemente dall’età, quindi anche per i figli con più di 14 anni. Possono usufruire del congedo entrambi i genitori alternativamente tra loro, ovvero non negli stessi giorni.”

Qualora la modalità telematica si dimostrasse di non facile utilizzo, si possono sempre contattare il Contact center integrato o gli istituti di patronato. 

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