Il bonus 2.400€, introdotto dal Governo capeggiato dal Premier Mario Draghi, non ha avuto vita facile fino ad ora. A complicare tutto, infatti, è stato l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale che, con ritardi ed errori ha creato solo panico e confusione tra i cittadini. L’ultimo errore dell’Istituto è stato quello di comunicare l’esito negativo, e dunque di respingere la domanda, del bonus 2.400€ ai percettori di Reddito di Cittadinanza. Ma perché, dato che le due misure sono compatibili?

Bonus 2.400€ un anno di indennità Covid

L’istituto nazionale per la previdenza sociale INPS non si è risparmiato e, in questi mesi, ha fatto un errore dopo l’altro. A rimetterci, come noi sappiamo, sono sempre i cittadini che, pur rispettando le scadenze e i requisiti si trovano sempre davanti a un nuovo problema.

Il bonus 2.400€ ricordiamo essere stato reintrodotto dalla squadra capitanata dal Presidente del Consiglio dei ministri Draghi sulla scia delle indennità Covid ideate dal Governo precedente, il Conte-bis per sostenere determinate categorie di lavoratori particolarmente colpite dalla crisi economica portata dalla pandemia di Coronavirus.

Le indennità sono state confermate da più decreti nel corso di quest’anno; con il Conte-bis le abbiamo trovate nel decreto Cura Italia, decreto Rilancio e decreto Ristori-quater. L’Esecutivo Draghi, entrato in carica lo scorso febbraio, ha introdotto nuovamente le indennità erogate da INPS, nel nuovo decreto sostegni, decreto pubblicato il 22 marzo 2021. 

I soggetti beneficiari del bonus 2.400€ e i disastri INPS

Le indennità erano state confermate per: gli stagionali del turismo e degli stabilimenti termali; dello spettacolo e dello sport; gli intermittenti; gli autonomi occasionali, questi purché NON abbiano una partita IVA e un contratto di lavoro ad oggi attivo, che siano già iscritti alla Gestione separata e non siano iscritti ad ulteriori forme previdenziali obbligatorie. 

E altresì per: i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio che abbiano un reddito, in riferimento all’anno 2019, superiore a 5.000€, per le medesime attività lavorative e che siano titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione separata alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni (23 marzo 2021), purché non risultino iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; e, infine, ai lavoratori del settore dello spettacolo.

INPS, l’istituto nazionale per la previdenza sociale, era stato incaricato di corrispondere le indennità ai cittadini. In questo modo l’istituto aveva diviso i percettori sopraindicati in due categorie: gli automatici e i nuovi percettori

Con automatici intendiamo quei cittadini che avevano già beneficiato delle indennità una tantum Covid con il governo Conte-bis. Per costoro non occorreva presentare una nuova domanda all’INPS, poiché l’istituto avrebbe corrisposto loro l’indennità bonus 2.400€ in maniera automatizzata. 

I problemi li abbiamo avuti con i nuovi percettori, per i quali INPS avrebbe dovuto pubblicare una circolare in cui venivano definite le modalità in cui presentare le domande, ma soprattutto sbloccare le procedure per farlo. 

I cittadini, invece, a dieci giorni dalla scadenza per la presentazione delle domande si son ritrovati con le procedure bloccate. INPS, in un secondo momento, per riparare all’errore ha sbloccato le procedure e prorogato, in accordo col Ministero del Lavoro, la scadenza per la presentazione delle stesse al 31 maggio 2021. (ci sono ancora cinque giorni di tempo per presentare la domanda nel caso non lo aveste fatto).

“Al fine di consentire ai nuovi aventi diritto un sufficiente periodo di tempo per le domande, il termine per la presentazione delle stesse è stato posticipato da fine aprile al 31 maggio.”

INPS respinge le domande per i percettori di RdC

Dopo il ritardo nell’aprire le procedure online per inserire la domanda per i bonus 2.400€, INPS ha tardato nella pubblicazione degli esiti delle stesse domande. Si pensi che, per i cittadini che hanno inserito nel portale INPS la domanda il 22 di aprile, l’esito è arrivato il 21 maggio! Un mese dopo.

Il perché di questo ritardo non si spiega, ma la vicenda non è finita qui! Infatti, ad alcuni soggetti è stata respinta la domanda per il Bonus 2.400€ in quanto “già percettori di Reddito di Cittadinanza”. In realtà, come noi sappiamo e come INPS stesso sa, i bonus 2.400€ sono compatibili ad integrazione del reddito di cittadinanza.  

La sua domanda non può essere accolta perché Lei risulta beneficiario di Reddito di Cittadinanza, pertanto trova applicazione la disciplina al cui comma 1 dell’art. 31 del D.L. 18 del 2020 e al comma 13 dell’articolo 84 del D.L. 34 del 2020.”

Questo messaggio di rifiuto non ha fatto altro che creare panico tra i cittadini che, dopo due mesi di attesa, si sono visti respingere la domanda con una motivazione poco chiara. INPS, infatti, nei commenti di risposta ai cittadini che negli scorsi giorni hanno chiesto spiegazioni per il rigetto della domanda, al servizio #INPSINASCOLTO, ha risposto così:

“nei prossimi giorni la dicitura verrà modificata così: Dalla verifica dei nostri archivi, Lei risulta beneficiario di Reddito di Cittadinanza, pertanto trova applicazione la disciplina dell’integrazione di cui al comma 1 dell'articolo 31 del D.L. 18 del 2020 #InpsInAscolto”

L’integrazione con il Reddito di Cittadinanza

Dunque, secondo quanto scritto dallo stesso Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale non c’è da preoccuparsi, poiché il bonus 2.400€, indennità una tantum Covid, verrà erogato ugualmente, ma come integrazione del reddito di Cittadinanza. 

Ecco, infatti, quanto si legge nella circolare numero 65 del 19 aprile 2021, pubblicata dallo stesso Istituto INPS:

“In ragione di quanto sopra, ai beneficiari delle indennità di cui all’articolo 10, commi 1, 2, 3, 5 e 6, del decreto-legge n. 41 del 2021 (le indennità 2.400€) qualora fossero titolari di un Reddito di cittadinanza, non verrà erogata l’indennità COVID-19, ma verrà riconosciuto un incremento del Reddito di cittadinanza di cui sono titolari fino all’ammontare di 2.400 euro.”

Pertanto, non c’è da preoccuparsi! Se siete percettori di Reddito di Cittadinanza, da quanto asserito dall’INPS, il bonus 2.400€ verrà erogato come integrazione del Reddito di Cittadinanza Stesso. Non sappiamo di per certo quando verrà erogato, ma pensiamo insieme al reddito il prossimo 27 maggio 2021, oppure nella ricarica di metà mese del 15 giugno 2021.

Noi, dal canto nostro, vi consigliamo comunque di tenere sempre monitorato il vostro fascicolo previdenziale. Per i cittadini che, invece, hanno ricevuto da INPS un rifiuto del pagamento del Bonus 2.400€ senza la motivazione, potranno scrivere una mail all’Istituto chiedendo il riesame entro 20 giorni dalla pubblicazione dell’esito chiedendo il riesame.

Vi consigliamo, qualora foste sicuri dell’errore di INPS, di inoltrare tutta la documentazione necessaria a confermare la vostra idoneità alla prestazione di sostegno introdotta con il decreto sostegni, elaborato lo scorso marzo dal Governo capeggiato dall’ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi. Se non siete certi della documentazione, vi invitiamo a chiederla direttamente a INPS chiamando il contact center:

“Il Contact center è raggiungibile componendo il numero 803 164, gratuito da telefono fisso e il numero 06 164 164 da cellulare, a pagamento in base alla tariffa applicata dai diversi gestori. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 20 e il sabato dalle ore 8 alle ore 14.”

Decreto Sostegni Bis addio ai 2.400€

Con il nuovo decreto sostegni bis, dovremo dire addio al bonus da 2.400€! Nel nuovo decreto elaborato dalla squadra capeggiata dall’ex presidente della BCE, la Banca Centrale Europea, c’è stata una variazione importante in termini di bonus 2.400€ per gli stagionali e lavoratori dello spettacolo.

Nel nuovo dl, che il Presidente Mario Draghi preferisce chiamare il “decreto-legge per le imprese, il lavoro, i giovani, la sanità, il territorio”, però, la somma di 2.400€ è stata ridotta di 800€. Le indennità Covid, col nuovo decreto che verrà pubblicato in questa settimana in Gazzetta Ufficiale, raggiungeranno la somma di 1.600€. 

Ai soggetti già beneficiari delle indennità onnicomprensive da 2.400€ è previsto, tramite erogazione di INPS, un altro sostegno di 1.600€ senza che questi presentino nuovamente la domanda all’Istituto. Stiamo parlando dei famosi “automatici”. 

Per tutti gli altri, invece, occorrerà presentare una nuova domanda all’Istituto Nazionale per la Previdenza sociale, sperando che non ritardi ancora nelle procedure. 

Dl Sostegni bis il REm

Nel decreto-legge sostegni Bis è stato riconfermato un altro Bonus molto discusso: il reddito di emergenza. Anche questo sussidio è stato introdotto a seguito della crisi economica portata dall’emergenza epidemiologica. Il sussidio è erogato da INPS ed è stato concesso per altre quattro mensilità.

Dunque, nel nuovo piano di sostegni approvato dalla squadra del Presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, il REm è stato riconfermato per i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Si potrà ottenere presentando la domanda all’INPS. Il reddito di riferimento che sarà valutato per poter accedere alle quattro ulteriori mensilità, sarà quello di aprile 2021.

Nel decreto sostegni uno la platea dei beneficiari del REm era stata allargata e aveva incluso gli ex percettori di NASpI e DisColl, per questi soggetti INPS ha avuto dei problemi nell’erogazione degli esiti delle domande e dei pagamenti, ma ha comunicato la scorsa settimana che tutto inizierà dal 15 giugno 2021.

Proprio per questi soggetti, però, arriva l’amara notizia. Gli ex percettori di NASpI e DisColl, infatti, sono stati estromessi dalle ulteriori quattro mensilità del REm approvate con il nuovo decreto sostegni bis. Il perché non è ancora chiaro, ma nell’articolo 36 non è stata fatta menzione di questi soggetti. 

Ricordiamo che nel nuovo decreto sono stati introdotti anche dei bonus 800€ per i lavoratori del settore dell’agricoltura e bonus 950€ per lavoratori del settore pesca. Tutti i sussidi saranno erogati dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale.