L’INPS rilascia un assegno mensile del valore netto di 1.150 euro, in favore dell’assistenza del coniuge o familiare disabile con legge 104, se vengono rispettate le direttive di legge. In sostanza, il quadro dell’assistenza rivolta ai disabili gravi appare sempre carente, nonostante la presenza di contributi, agevolazioni e supporti economici.

Chi assiste un familiare con legge 104, può anche andare in pensione prima dei 67 anni di età, anche se questo aspetto viene sottovalutato, considerato quasi marginale. 

Insomma, esistono diversi aiuti economici, previdenziali e assistenziali a favore delle persone disabili e dei loro familiari, sempre vincolati dalla presenza di un’istanza.

In un Paese civile, diversi diritti dovrebbero essere riconosciuti in automatico, senza l’attesa dello smaltimento della pratica e quant’altro. Spesso, non si conoscono le dinamiche necessarie per accedere alle agevolazioni economiche, per cui si perdono diritti importanti.

Le misure considerate di normali di buona “civiltà”, per sostenere l’inclusione sociale non sono altro che tamponi per rimediare alla carenza del sistema.  

Una breve guida all’assegno di 1.150 euro mensili. Ti spiegheremo, quali sono le condizioni e i requisiti disposti dalla normativa per il rilascio del beneficio economico. 

L’INPS rilascia 1.150 euro mensili a chi assiste un familiare con legge 104, ecco come

Esistono delle norme previdenziali che mettono in condizioni il familiare che si occupa dell’assistenza continua del coniuge o familiare disabile di poter affacciarsi a piano di prepensionamento. 

L’assistenza generale al disabile non fornisce il passepartout per la pensione diretta, ma una buona strada alternativa che accompagna dolcemente a essa. Per questo motivo, si comprende che non tutti i familiari possono agganciarsi a questo strumento. 

È, bene sapere, che non esiste una sola strada al pensionamento anticipato per i familiari che assistono i disabili legge 104. Infatti, l’ordinamento previdenziale prevede ben due possibili scelte. 

La prima permette di richiedere un’indennità a 63 anni, se soddisfatte le condizioni e le norme contributive.

L’altra consente di utilizzare la formula pensionistica agevolata dedicata ai precoci, se esiste il requisito dell’assistenza al familiare disabile. Oltre tutto, la convivenza in questo caso diventa un elemento determinante per il rilascio del beneficio economico. 

L’assistenza e cura del disabile come passepartout per l’assegno mensile INPS 

Non tutte le persone conoscono realmente i vantaggi presenti nella misura Ape sociale. Non solo, perché parliamo di un anticipo in linea con le altre agevolazioni previdenziali, ma soprattutto, perché il riferimento cade su uno strumento per cui il garante è lo Stato italiano.

Ecco, spiegato, in breve perché questo scivolo previdenziale è il meccanismo più richiesto senza alcuna ombra di dubbio. 

L’altro vantaggio è legato alla possibilità di ricevere un importo netto mensile 1.150 euro, per cui il valore lordo si attesta su 1.500 euro. 

C’è un particolare da tener conto, la misura Ape sociale si esaurisce il 31 dicembre 2022. Per il 2023 non ci resta che attendere ulteriori sviluppi del nuovo Governo italiano, che di certo non mancheranno.

Sicuramente, se la misura non dovesse trovare una collocazione nel 2023, non restano molte alternative per sfuggire alla pensione di vecchiaia, sia per i familiari che si occupano dell’assistenza del disabile che per i disabili stessi. 

Al riguardo, si comprende l’esigenza di tante persone che a 63 anni con un bagaglio contributivo di 30 anni richiedono l’indennità Ape sociale. 

Oltre tutto, le donne possono richiedere un’agevolazione contributiva, per cui tale limite di 30 anni viene portato in riduzione.

Si tratta di una condizione applicabile in base al numero dei figli. La normativa dispone che le donne lavoratrici con figli possono godere di uno sconto fino a non oltre due anni di contribuzione, ovvero un anno per ogni figlio.

Nello stesso tempo, non ammette la presenza di famiglie troppo numerose, per cui fissa lo sconto massimo a due punti di riduzione. 

Ecco come funziona l’assistenza al familiare disabile nell’anticipo Ape sociale

È, necessario, capire che l’anticipo garantito dallo Stato non viene rilasciato a tutti i disabili o familiari, ma occorre rispettare la legge. 

Il legislatore ha stabilito per i caregiver per aver diritto al rilascio dell’assegno mensile dall’INPS, è indispensabile un periodo di almeno sei mesi, in cui viene esercitata l’assistenza di cura verso il coniuge o parente affine del 1° e 2° grado. È importante la presenza di uno stato di handicap grave così come previsto dalla normativa quadro legge 104 articolo 3, comma 3. 

Esiste il vincolo della convivenza con la persona affetta da handicap grave. Intanto, bisogna considerare la presenza di altre condizioni riferiti al coniuge, genitori o figli, quali: la presenza di 70 anni di età, eventuali familiari affetti da disabilità grave e, ancora, estinti o scomparsi. 

Per gli invalidi, invece, viene richiesta la percentuale certificata dall’INPS nella misura dal 74%.