L'INPS permette di valorizzare ai fini pensionistici gli anni di studio, attraverso la misura che con dei semplici clic consente di ottenere dei vantaggi fiscali di grande rilievo. E' risaputo che il periodo universitario passato sui libri è vissuto con dedizione, ma non è facile. Occorre impegnarsi per ottenere la laurea, raggiunta come un trofeo solo dopo aver superato gli esami.

La soluzione pensionistica a favore dei giovani arriva quando la situazione del sistema pensionistico italiano vive delle gravi difficoltà. Contesto che non è una novità, infatti La Legge per tutti fornisce un chiaro quadro del sistema vigente.

Il riscatto è a portata di mano, ma per attuarlo bisogna conoscerne i pro e i contro, infatti occorre valutare caso per caso se è conveniente. Il motivo? Non si può applicare generalmente, perché in certe situazioni può aggravare il futuro pensionistico. 

Quindi, è vantaggioso, ma non per tutte le categorie! Scopriamo perché e qual è la soluzione per migliorare il futuro pensionistico.

L'INPS riscatta la laurea ai fini della pensione

 L'INPS con il messaggio 1921-2021 illustra le novità in corso. L'istituto riscatta con oneri agevolati il periodo di studio universitario. Il riscatto subentra grazie all'entrata in vigore della L. n. 26/2019 di conversione del D.L. 4/2019, che permette di fare ciò anche agli assicurati che hanno 45 anni, ma con la condizione che gli anni in università da riconoscere siano nei periodi del sistema contributivo. Ma l'iter in corso porta ad ulteriori modifiche.

Infatti, l’articolo 20 del D.L. n. 4 del 2019, convertito dalla L. n. 26, introduce il riscatto di periodi non coperti da contribuzione, ma anche il diverso parametro di calcolo dell’onere di riscatto dei periodi di studio universitario da valutare nel sistema contributivo.

Al comma 6 dell'art. 20 c'è la possibilità di riscattare gli studi successivi al 1995, valutati con il sistema di calcolo contributivo, versando il contributo pari al 33% del livello minimo annuo per ogni anno da riscattare.

Proprio perché si tratta di una possibilità, l'assicurato potrebbe in ogni caso continuare a usare il meccanismo precedente che sta all'art. 2, co. 5 del Dlgs 184/1997.

In sostanza, l'agevolazione permette di riscattare gli studi con un importo minore rispetto a quello ordinario. Ci sono dei principi da rispettare. Il primo, e forse il più logico, è quello di essersi laureati alla fine della fiera! Inoltre, bisogna considerare il turbolento contesto pensionistico nel quale si esaurisce l'istituto.

La situazione post Quota 100: contesto della misura

Tutto è molto vantaggioso, ma la questione è un'altra: le pensioni sono sempre un problema in Italia! Sta scadendo la tanto rinomata Quota 100, la quale fa si che diverse persone possano andare in pensione e abbracciare la terza età a 62 anni basta che abbiano versato 38 anni di contributi. Una modalità che vale anche se ci si discosta poco da questi criteri, l'importante è che la somma dei fattori sia sempre 100. Quindi, modificando gli addendi, basta che sia 100!

Quando arriverà dicembre e tutto ciò verrà abolito cosa accadrà in futuro? Il futuro è fatto di persone, in questo caso dei figli dei beneficiari di Quota 100. Riscattando gli anni di laurea potranno avere un riscontro pensionistico più favorevole, così da ovviare ai vuoti nelle loro carriere considerando anche il periodo di formazione. 

A tal proposito è interessante riportare le parole del Presidente dell' INPS, Pasquale Tridico su RaiNews24. 

Gli universitari non studiano soltanto, ma investono nel proprio futuro in vista di un contributo di crescita della società. Non sempre si tratta di bamboccioni sulle spalle dei genitori. Nessuno studente viene pagato in questo periodo, nel quale vengono spesi molti soldi per garantire la massima preparazione. Se verranno riscattati in futuro che problema c'è?

Gli studenti pagano tasse su tasse, studiano e si impegnano, e nessuno ha mai pensato a loro in vista dell'avvenire pensionistico. Forse questo provvedimento si? 

INPS, il riscatto della laurea avviene con il simulatore online

L'INPS lo fa proponendo lo strumento che permette la magia: il simulatore online. A portata di clic nell'era della digitalizzazione, tutto è possibile, anche riscattare i sudati anni universitari. Occorre però sapere come fare. Sul portale è disponibile questo servizio che consente di conoscere a chi è interessato gli effetti del riscatto della propria situazione universitaria.

Consultabile su qualsiasi dispositivo mobile e fisso, è un servizio pubblico a libero accesso, quindi non c'è bisogno di possedere delle credenziali per l'uso. Basta seguire i seguenti passaggi:

Clic su “Prestazioni e servizi” >“Servizi” > “Riscatto Laurea - Simulatore”.

Si inseriscono i dati in anonimo come: la durata legale del corso di studi, il periodo di immatricolazione, la data di nascita e la gestione previdenziale in cui si intende richiedere il riscatto. Poi il programma determina l'onere ordinario e quello agevolato, introdotto dal D.L. n. 4 del 2019. Il servizio informa sulle diverse tipologie di riscatto laurea disponibili, cioè agevolato, inoccupato, ordinario, con i conseguenti vantaggi fiscali di cui si può usufruire dopo aver pagato l'onere.

L'onere si paga in base al criterio di determinazione e con l'indicazione del tasso di istituzione. Per rendere la percentuale attendibile occorre che l'utente stimi il tasso di crescita della retribuzione. Quindi, si realizza una simulazione approssimativa del costo del riscatto, senza dimenticare la sua rateizzazione e il beneficio pensionistico quantificato.

Al momento, la simulazione è accessibile sia per gli inoccupati che per chi rientra nel sistema di calcolo contributivo della pensione. Si aspetta anche una successiva versione per coprire i casi come quello dei destinatari del sistema misto, perché  al momento, è attivo per i soli soggetti contributivi puri, il cui titolo di studio si colloca dopo il 1995. 

Adesso che i criteri sono chiari, ecco i passaggi per fare la domanda formale del riscatto con il sistema digitale offerto dall'INPS!

Modalità di riscatto laurea: fare la domanda sul sito INPS

Si entra nel sito dell'INPS e si fa il passaggio riportato nel paragrafo precedente con l'inserimento dei dati, ma adesso non più in anonimo. Perché è necessario accedere al portale online mediante le proprie credenziali tra cui il codice Pin al sito dell'ente di previdenza.

Questo è necessario per poter fare due operazioni: sia inoltrare la domanda formale, che approfondire la situazione corrente senza restare nella precedente situazione orientativa, cioè quella nella quale si vuole solo fare una stima indicativa.  

Alla fine, quando la domanda formale è stata inviata consegue l'istruttoria con la verifica dei contributi effettivamente versati e le altre informazioni poste negli archivi dell'Istituto.

Cos'è importante sapere? Il messaggio n. 3080 del 13 settembre 2021 annuncia che il simulatore sarà disponibile per tutti successivamente, e non più solo per gli inoccupati e gli utenti con periodi riscattabili successivi al 1995. Con questa indicazione si viene a conoscenza di quella che è la situazione generale e che è ormai di dominio pubblico, cioè cosa accadrà in seguito alla fine di Quota 100 per i giovani.

Protagonisti assoluti del futuro, in tal modo aumentano l'anzianità contributiva che insieme all'età fa accedere ai trattamenti pensionistici, così cresce il totale dei contributi sui quali viene calcolata la somma dell'assegno di pensione. E' chiaro che traendo il punto della situazione si raggiunge una consapevolezza: è vantaggioso? Sì, ma in certe situazioni.

Lo è di più in base a quanto è il costo del riscatto che varia in base al guadagno del lavoratore nella sua carriera professionale. Quindi, a chi conviene?

Le categorie che possono fare il riscatto e a cui conviene 

Alla scadenza di Quota 100 è sicuro che molti sceglieranno l'opzione in questione, basta riprendere i dati INPS del 2019 per riscontrare l'aumento domande. In virtù di ciò, il governo sta cercando di prorogare la misura e non ponendo limiti d'età, ma con il parametro di non aver versato contributi prima del 1996 o di essere iscritti all'assicurazione generale obbligatoria.

Quanti anni si possono riscattare? Fino a 5 di università alla cifra di 5.200 euro circa per ogni anno di studio, ma soprattutto quali titoli?

  • i diplomi universitari di durata minore a due e maggiore a tre anni;

 

  • i diplomi di laurea di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni;

 

  • i diplomi di specializzazione conseguiti dopo la laurea di due anni;

 

  • i dottorati di ricerca regolati da specifiche disposizioni di legge;

 

  • i titoli accademici introdotti dal D. n. 509 del 1999, cioè Laurea triennale e Laurea Specialistica;

Non finisce qui la lista, perché il sistema formativo italiano prevede di riscattare a fine pensionistico anche i diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale, come:

  • diploma accademico di primo e secondo livello;

 

  • diploma di specializzazione;

 

  • diploma accademico di formazione alla ricerca, equiparato al dottorato di ricerca universitario;

 

  • I diplomi accademici rilasciati dalle Istituzioni A.F.A.M, conseguiti in base all’ordinamento previgente all’entrata in vigore della legge n. 508/1999, alle condizioni indicate nella circolare n. 95 del 2020.

A chi conviene riscattare la laurea? Farlo è quasi sempre conveniente, ma lo è di più per chi non ha retribuzioni particolarmente elevate e per chi ha iniziato a lavorare molto presto. Ciò avviene quando subito dopo la laurea si inizia a lavorare senza smettere, avvicinandosi così al requisito dei 42 anni e 10 mesi di lavoro da avere per anticipare la pensione. 

Se invece si inizia dopo a lavorare, l'operazione non aiuta a fare ciò, perché 30 anni più 42 e 10 mesi diventano 72 e più. Anni dopo l'attuale età pensionistica, quindi anche se si anticipa di 4 anni per il riscatto si arriva comunque a 68 anni. E' bene sapere che in questo caso non conviene! E' una misura vantaggiosa, ma non per tutti!

Inoltre, i periodi di studio riscattati non sono considerati in todo, ma ci sono dei criteri, e non si può fare il riscatto quando ci sono:

  • anni di iscrizione fuori corso;

 

  • soggetti già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa;

 

  • soggetti coperti da regimi previdenziali richiamati dall’articolo 2, comma 1, D.L. 184 del 1997, cioè il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e gestioni speciali del Fondo stesso per i lavoratori autonomi, e fondi sostitutivi ed esclusivi dell'Assicurazione Generale Obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti come suggerisce la L. n. 335 del 1995;

Infine, non si può chiedere la rinuncia o la revoca della contribuzione da riscatto di laurea legittimamente accreditata dopo aver pagato il relativo onere.

Gli ultimi aggiornamenti dall' INPS

Tra gli ultimi aggiornamenti inerenti la novità del Simulatore sul sito INPS e la convenienza o meno della misura, occorre riportare come sono ripartiti i costi e come possono essere versati. Ciò è possibile sia in una sola soluzione che a rate, fino ad un massimo di 120 in 10 anni. Nello specifico, se si tratta di dipendenti del settore privato e ci sono rate rimanenti e il tempo a disposizione è finito, ciò che rimane viene pagato tutto in una volta. Come si può pagare?

  • tramite MAV;

 

  • tramite conto corrente bancario e bollettino postale;

 

  • con trattenuta mensile dalla busta paga per i dipendenti pubblici; 

E se non si paga? L'azione equivale alla rinuncia del riscatto della laurea, il quale però si può lo stesso riproporre in seguito. Il costo è una quota fissa per tutti di 5.240 euro per ogni anno di studio, risparmiando più del 50% rispetto al metodo precedentemente usato per gli occupati basato sull'aliquota previdenziale IVS che ha invece come riferimento l’ultima retribuzione a cui è applicata la percentuale del 33%. 

Adesso, per gli universitari ad essere produttivo non è solo il periodo di studi universitario. Con buona probabilità lo è anche il futuro pensionistico di alcune categorie di giovani che può essere riscattato!