INPS via libera alla domanda per la pensione anticipata a 64 anni, ecco il calcolo da fare

Quali sono le condizioni da rispettare per l’uscita anticipata a 64 anni di età? Quali sono le regole del pensionamento a 64 anni disposte dall’INPS? Nell’ultima settimana in redazione sono giunte numerose richieste sulla pensione anticipata Quota 102.Il vero problema, legato alla misura non sono i requisiti stringenti, ma l’imminente scadenza. Infatti, la misura anticipata si trova canalizzata verso il termine di chiusura che combacia con la fine dell’anno in corso. Poi, non si conoscono ulteriori dettagli sul futuro della misura Quota 102.

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Quali sono le condizioni da rispettare per l’uscita anticipata a 64 anni di età? Quali sono le regole del pensionamento a 64 anni disposte dall’INPS? Nell’ultima settimana in redazione sono giunte numerose richieste sulla pensione anticipata Quota 102.

Il vero problema, legato alla misura non sono i requisiti stringenti, ma l’imminente scadenza. Infatti, la misura anticipata si trova canalizzata verso il termine di chiusura che combacia con la fine dell’anno in corso. Poi, non si conoscono ulteriori dettagli sul futuro della misura Quota 102.

Al momento, non emergono indiscrezioni su proroghe o eventuali correttivi. Nulla che faccia presagire la presenza della pensione anticipata a 64 anni anche nel 2023. D’altra parte, la questione che interessa realmente sono le condizioni che permettono ai lavoratori di abbracciare un’uscita flessibile anticipata senza penalizzazioni.

Anche, perché, le penalizzazioni sono strettamente legate all’uscita anticipata pensata dal presidente Tridico.

L’INPS nella circolare n. 38 emanata l’8 marzo 2022 ha confermato i criteri di accesso alla misura per il 2022. Permettendo di cumulare momenti assicurativi al fine di perfezionare il montante contributivo. E, ancora spiegando l’aspetto che porta al divieto del cumulo reddituale prodotto da lavoro autonomo, ma anche da dipendente. Inserendo delle particolari eccezioni rivolte agli autonomi occasionali che portano a un limite reddituale pari a 5.000 euro lordi annui.

La misura Quota 102 è  stato un passaggio dovuto dopo Quota 100, per permettere a una grossa fetta di lavoratori di andare in pensione anche nel 2022 con regole meno stringenti.

È, altresì vero, che Quota 102 non ha raggiunto una vasta platea di lavoratori, non ha riscosso l’indice di gradimento prospettato. Al momento, le richieste di ammissione alla pensione anticipata non superano le 3.800 domande, contro una platea di 13.000 potenziali aventi diritto.

L’INPS concede la pensione a 64 anni di età a tutti i lavoratori che rientrano nelle condizioni di legge

I lavoratori che rientrano nei requisiti anagrafici e contributivi disposti dal legislatore per Quota 102, possono tranquillamente presentare la richiesta di ammissione al pensionamento anticipato.

Una manna dal cielo, considerato che dal 2023 non sarà più possibile accedere a condizioni agevolate, ne tantomeno, pensare di ottenere un pensionamento anticipato senza penalizzazioni come avviene per questa misura.

D’altra parte, si è consapevoli che i calcoli da fare sono essenzialmente due. Il primo porta a verificare la presenza del requisito anagrafico. Infatti, il legislatore ha posticipato l’uscita della pensione anticipata di due anni. Per questo motivo, non è più possibile uscire con la pensione a 62 anni, ma occorre aver maturato i 64 anni di età. Una condizione aggirabile, se è presente la cristallizzazione del diritto di Quota 100.

 Per coloro che risultano esclusi da tale direttive, resta la possibilità di affiancarsi alla misura Quota 102.

Oltre tutto va detto che, questa formula permette di abbracciare un pensionamento senza penalizzazioni applicate al calcolo della liquidazione dell’assegno pensione.

Esistono delle condizioni contenute nella misura che risultano essere poco “appetitose” per diverse categorie di lavoratori che intendono non allontanarsi dal percorso che porta a 67 anni di età, ovvero al pensionamento con la formula previdenziale di vecchiaia.

Prendendo in considerazione tutti i lavoratori nati nel 1958 si comprende benissimo che si tratta di un’opportunità da valutare, se è presente un’anzianità contributiva pari a 38 anni. Discorso diverso per coloro che non rientrano nella tempistica dell’età anagrafica, per cui il vantaggio maggiore si ottiene raggiungendo la pensione di vecchiaia ordinaria, ovvero restando collocati sul posto di lavoro fino all’età di 67 anni.

Ecco, perché, si sconsiglia fortemente di proiettarsi verso un’uscita anticipata a 65 o 66 anni di età. 

Va fatta una postilla per i lavoratori che maturato un’anzianità maggiore di 38 anni. In questo caso, la scelta più fruttuosa intesa come l’opportunità di ricevere un  assegno previdenziale più alto è una sola, ovvero la pensione anticipata ordinaria. Una formula che prevede solo il perfezionamento di un montante contributivo pari a 41 – 42 anni e 10 mesi di anzianità.

C’è un altro sistema che permette la pensione a 64 anni, ma è solo per pochi fortunati

Una soluzione raccomandata per i lavoratori che rientrano pienamente nei contributivi puri.

In sintesi, per acquisire l’accesso a questo trattamento occorre la presenza di un assegno che non superi 2,8 volte il trattamento minimo vitale.

In sostanza, si presume che possono accedere a questo trattamento coloro che maturino un assegno mensile di circa 1.300 euro.

Condizioni che estromettono dalla misura il 90% dei cittadini.

È possibile che questa misura passi dal 2023 nella Riforma pensione come alternativa al pensionamento anticipato, ma a cui seguirebbe una penalizzazione fortemente maggiore rispetto alle regole attualmente in vigore.