Il riconoscimento dell’invalidità civile viene rilasciato dalla visita della Commissione medica ASL – INPS, ecco perché prima di tutto è importate capire quali errori evitare per non perdere tutti i diritti e le agevolazioni riconosciuti attraverso l’attribuzione di una percentuale. Il vero problema, potrebbe sorgere con l’attribuzione di una percentuale d'invalidità bassa, oppure, alla perdita del diritto per un portatore di handicap. 

Durante la visita dinanzi alla Commissione medica ASL – INPS non sempre fila tutto come dovrebbe, troppo spesso non emergono esiti positivi. 

Superare la visita medica non è semplice, sicuramente i controlli sono molto ferrei. D’altra parte, bisogna tutelarsi evitando di ottenere una percentuale d'invalidità minima che servirebbe a poco, specie se per un cavillo si perdono le agevolazioni economiche e non legate al rilascio di un’invalidità in misura più alta.   

La verità è che anche in questo caso giova avere una buona preparazione amministrativa per ridurre al minimo il margine di errori. 

Per il diritto all’invalidità civile occorre rispettare un iter sanitario e amministrativo. La sola presenza di una patologia non porta al rilascio immediato dell’invalidità, peraltro, andando a spulciare negli altri Paesi, appare spiacevole capire che la condizione invalidante viene presa molto più a cuore che in Italia. 

Per questo motivo, ci preme spiegare i possibili errori che possono gravare ingiustamente sulle persone compromettendo la valutazione della Commissione ASL - INPS. Penalizzazioni che possono essere evitare, al fine di tutelarsi al meglio limitando l’arrivo inaspettato di brutte sorprese. 

Invalidità civile: come sostenere la visita della Commissione medica INPS evitando problemi 

Nella presentazione della domanda per il rilascio dell’invalidità occorre esibire diversi esami clinici e diagnostici, tali da far emergere un quadro clinico particolarmente delicato. In sostanza, la documentazione esibita deve confermare lo stato di disabilità o handicap. 

Nonostante, siano patologie visibili, riconoscibili al momento, senza la presenza di un’idonea documentazione la Commissione ASL – INPS non rilascia alcuna conferma della ridotta o assoluta capacità lavorativa. 

Il primo errore da evitare assolutamente è quello di richiedere per la patologia invalidante, una visita medica in strutture o professionisti non appartenenti a strutture convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. 

La scelta di una struttura non convenzionata rischia d'inficiare negativamente l’esito della domanda d'invalidità. Per una mera questione di “attendibilità dei documenti” esibiti in sede di verifica della patologia invalidante, vengono considerati solo quelli prodotti in strutture pubbliche. Il professionista privato non è ritenuta una figura credibile per l’individuazione delle patologie invalidanti o handicap.

In sostanza, tutti gli esami sia clinici che diagnostici devono risultare eseguiti presso strutture pubbliche. 

Il 1° errore da evitare per tutelarsi alla visita della Commissione medica INPS  

La prima fase per la richiesta dell’invalidità civile parte con il certificato del proprio medico curante o di famiglia. Il quale, tiene conto della tua patologia e di tutta la documentazione sanitaria a supporto della stessa, rafforza la richiesta arricchendola con una propria valutazione per decorare la richiesta per il riconoscimento di una percentuale d'invalidità.

Il medico di famiglia dovrà redigere il modulo SS3, certificato introduttivo con l’indicazione di tutte le patologie invalidanti. 

Si, precisa, altresì che la valutazione del medico curante serve per impreziosire la richiesta nulla di più. La Commissione chiamata a esaminare la pratica d'invalidità per il rilascio della percentuale a cui attribuire al richiedente, tiene conto esclusivamente di tutta la documentazione sanitaria aggiornata regolarmente presentata. Nella visita medica viene valutato l’eventuale miglioramento della patologia o, ancora, l’aggravamento crescente e permanente. 

Per evitare di commettere errori il primo passaggio da fare è quello di visionare attentamente il certificato introduttivo compilato dal proprio medico curante. È, necessario, verificare la presenza della malattia o disfunzioni per cui si presenta la richiesta di accertamento.

2° errore: controlla la spunta della casella per cui si richiede la visita della Commissione medica ASL - INPS  

E, ancora, occorre verificare la presenza senza errori delle caselle segnate per cui richiede l’accertamento, come ad esempio: invalidità civile, sordità, cecità o legge 104. 

 L’INPS nella circolare n. 91/2012, ha spiegato la prassi telematica riservata al medico di famiglia per l’inoltro della richiesta di accertamento sanitario. Un passaggio obbligatorio chiarito dall’Istituto nella circolare n. 487/2014. 

Il medico curante rilascia al proprio assistito la ricevuta contenente un numero univoco che indica l’avvio della procedura, nonché, il certificato in formato originale. 

Ricordiamo, che il certificato introduttivo resta inalterato nell’autenticità della dichiarazione per un periodo temporale di 90 giorno. L’INPS nella circolare n. 91/2021, ha spiegato che tale periodo di tempo rappresenta l’intervallo concesso per l’invio della richiesta d'invalidità in cui viene riportato il numero univoco e il certificato originale. Perito tale termine il richiedente dovrà ripresentare la richiesta. 

3° errore: presentarsi alla visita della Commissione medica ASL - INPS senza aggravare visibilmente la propria condizione

La correttezza dei primi passaggi è indispensabile per l’intero svolgimento della visita medica, una prassi amministrativa consegnata perfettamente evita d'inciampare nei “classici” errori. 

Ad esempio, per assurdo, se nella domanda introduttiva non viene barrata la casella che indica la cecità, anche se la persona cieca è in possesso di tutta la documentazione sanitaria pubblica presenta durante la visita dinanzi alla Commissione ASL – INPS, rischia di perdere l’invalidità per la cecità civile. 

Ricordiamo, infine di vestirsi bene, aggravare la situazione validandola con vestiti trasandati non è una buona idea. La Commissione medica non tiene conto del primo aspetto, per cui è sempre meglio evitare di forzare le proprie condizioni, non serve aggravare visibilmente la patologia, spesso risulta essere una scelta controindicata nella pratica richiesta d'invalidità.

In ogni caso, in presenza di un verbale negativo è possibile presentare ricorso al giudice.