Molti contribuenti, sia lavoratori che pensionati, sono davvero confusi su cosa sia l’IRPEF, su come si applichi, in quale caso e a quanto ammonti la tassazione.

La fascia di contribuenti più dubbiosa è sicuramente quella dei pensionati, molti si chiedono se la loro pensione sia effettivamente tassata tramite l’imposta IRPEF e se così fosse, in questo caso, a quanto ammonterebbe questa tassazione?

Come abbiamo letto anche su tasse-fisco.com, l’Irpef è un’imposta sul reddito delle persone fisiche, ma ciò cosa significa per i pensionati? La pensione viene tassata con questo tributo obbligatoriamente? È possibile diminuire il valore dell’Irpef? Come si fa a non pagare in assoluto l’Irpef nella propria pensione?

Scopriamolo insieme!

Che cos’è l’irpef?

L’acronimo IRPEF sta per Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, ciò significa che colpisce effettivamente tutte le persone fisiche.

Difatti, si stima che questa imposta sia pagata da più di 40 milioni di persone fisiche italiane.

Viene definito un tributo necessario per poter contribuire a finanziare i servizi pubblici generali e per ridurre la liquidità monetaria all’interno del sistema economico del paese.

All’attivo da più di quarantotto anni, ha contribuito a rimpinguare le casse del Paese per quasi mezzo secolo, dunque.

Questo tipo di imposta è progressiva, quindi cresce al crescere del reddito del contribuente.

La sua aliquota, quindi, non è fissa ma aumenta in percentuale più è cospicuo il reddito annuo.

Ma come si fa a calcolare l’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche?

In realtà è piuttosto semplice, poiché esistono delle specifiche tabelle per calcolare l’aliquota che verrà applicata in base alla trance reddituale.

L’irpef è presente nelle pensioni?

Come detto, l’Irpef è l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, ciò significa che questa imposta viene prelevata su tutte le persone fisiche, ergo anche i pensionati.

Questa tassazione è calcolata con aliquote proporzionali in base alle fasce di reddito del contribuente pensionato.

Come scoprire se la propria pensione viene tassata dall’irpef?

E’ un dato di fatto, la pensione viene tassata con l’imposta sul reddito delle persone fisiche (ovvero IRPEF), come leggiamo su inpensione.com, le pensioni da lavoro vengono calcolate tramite detrazioni, addizionali regionali e comunali e imposta irpef.

Le uniche eccezioni a suddetto calcolo e tassazione sono le pensioni assistenziali, ovvero quelle generate da invalidità civile o assegno assistenziale.

Appurato, quindi, che il lordo della pensione di un contribuente – tranne i casi assistenziali – non coinciderà mai con il netto, di quanto viene tassata la pensione a causa dell’Irpef e delle altre tasse?

Quanto è tassata la pensione a causa dell’irpef?

L’irpef, lo abbiamo ripetuto fino alla nausea, è una imposta le cui aliquote crescono proporzionalmente al crescere del reddito del contribuente.

Ciò significa, in parole povere, che per redditi minimi l'aliquota sarà minima, per redditi più alti l'aliquota crescerà.

Con un reddito al di sotto dei 15 mila euro annui, il contribuente si vedrà tassare la propria pensione con un’aliquota del 23%.

Con redditi compresi tra i 15 mila e i 28 mila euro annui, l’aliquota salirà proporzionalmente arrivando al 27%.

Con redditi compresi fra i 28 mila e i 55 mila euro annui, l’aliquota sarà pari al 38%, mentre con redditi fra i 55 mila euro annui e i 75 mila euro annui, l’aliquota salirà al 41%.

Infine, per redditi annuali superiori ai 75 mila euro, l’aliquota sarà pari al 43%.

Ovviamente questo calcolo porterebbe ad una tassazione lorda dell’Irpef.

Difatti, bisognerà tenere conto di altre variabili per capire di quanto viene davvero tassata la pensione.

Prima di tutto le addizionali regionali e comunali che – come da nome – cambiano da regione a regione italiana.

Ricordiamo, ad esempio, che l’addizionale regionale IRPEF viene trattenuta a saldo, mentre l’addizionale comunale IRPEF viene trattenuta sia ad acconto che a saldo.

Ciò significa che l’addizionale regionale irpef verrà trattenuta sulla pensione dell’anno successivo e verrà suddivisa in undici rate, di solito comprese fra gennaio e novembre; mentre l’addizionale comunale irpef viene trattenuta tramite due modalità differenti: con l’acconto – nell’anno a cu ifa riferimento – in nove rate dal mese di marzo e a saldo con undici rate da gennaio per l’anno successivo.

La tassazione delle addizionali, poi, cambia di regione in regione; pensiamo solo a Roma dove l’addizionale comunale irpef è pari allo 0,9% mentre l’addizionale regionale irpef è parte dall’ 1,73% fino al 3,33% per redditi oltre i 75 mila euro annui.

A questi calcoli verranno però attuate delle doverose detrazioni, se disponibili.

Si ricorda, infine, che anche se il pensionato riceve più pensioni, anche da enti diversi, il calcolo delle ritenute fiscali verrà attuato sull’importo totale delle pensioni e non su di ognuna. Se una delle pensioni dovesse diminuire, aumentare o estinguersi, l’importo delle ritenute fiscali verrà ricalcolato durante l’anno.

Come ottenere una diminuzione dell’Irpef?

Capito che cos’è l’irpef, a chi viene richiesta e a quanto ammonta la sua spesa sulla pensione dei contribuenti, ciò che ci si chiede è se sia possibile diminuire l’aliquota dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche senza però diminuire il proprio reddito annuale?

È, dunque, possibile ottenere una diminuzione dell’Irpef nella pensione

Per ottenere la diminuzione dell’Irpef si potrà far conto delle detrazioni richiedibili.

Vi sono degli oneri deducibili e delle detrazioni possibili da attuare sull’Irpef.

Difatti, in caso di casa di proprietà – in cui si abita – si avrà una detrazione sul mutuo; in caso di assegni di mantenimento si potrà detrarre ed anche in caso si versino dei contributi per gli addetti ai servizi domestici, si potrà detrarre dall’IRPEF. Questi sopraccitati sono detti “oneri deducibili”, mentre per le vere e proprie detrazioni – oltre ai molteplici bonus che permettono una detrazione fiscale – vi sono le “canoniche” – che danno diritto ad un rimborso pari al 19% della spesa stessa – che sono riconducibili a spese per l’istruzione, spese mediche, spese sanitarie e spese funebri.

Un pensionato può, inoltre, richiedere che gli venga detratta parte dell’imposta presente sulla pensione se ha dei familiari a carico. Risultano a carico tutti i familiari con un reddito lordo annuo inferiore ai 2840,51 euro.

Si ricorda che gli oneri deducibili si applicano sul reddito lordo, il quale diminuendo fa diminuire anche l’aliquota dell’Irpef, mentre le detrazioni al 19% si applicano sull’Irpef stessa, ma entrambe queste tipologie di diminuzione permettono di ottenere una differenza fra pensione lorda e pensione netta non così importante.

Ma questo non è l’unico modo per poter ottenere un cuneo fiscale – ovvero la differenza fra il lordo e il netto in busta paga e nelle pensioni – inferiore.

Difatti, la nuova riforma del Governo Draghi andrebbe ad agire proprio sull’Irpef, si parla di diminuire gli scaglioni delle aliquote passandoli da cinque a tre e questo diminuirebbe il valore dell’aliquota nelle pensioni e in busta paga e permetterebbe così di alzare l’importo delle pensioni di molti pensionati italiani. 

La No Tax Area dell’Irpef e le pensioni

Abbiamo visto come l’Irpef sia presente sulle pensioni tanto quanto sulle buste paghe, poiché è un’imposta sul reddito delle persone fisiche e anche i pensionati rientrano fra le persone fisiche aventi un reddito.

Abbiamo visto anche quali sono le casistiche in cui l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche non viene attuata, ovvero in caso di pensioni assistenziali come quella d’invalidità, ma esiste ancora un’altra casistica dove l’Irpef non deve essere effettivamente aggiunta al calcolo della pensione del contribuente italiano.

La seguente casistica, valida sia per i lavoratori che per i pensionati si chiama No Tax Area.

In cosa consiste la No Tax Area?

La No Tax Area è lo scaglione -1 o scaglione zero e viene considerata l’area grigia ove non si applica l’IRPEF.

In quale caso si può rientrare nella No Tax Area?

Urge fare una doverosa spiegazione: la no tax area non è una agevolazione o un bonus a cui si può far richiesta, ma è semplicemente uno scaglione reddituale entro cui l’IRPEF – comunque presente in principio nel calcolo lordo – si azzera attraverso le dovute detrazioni.

Quindi, avendo un reddito annuo pari a 8174 euro, si rientrerà ufficialmente in questo scaglione delle aliquote IRPEF e – attraverso i dovuti calcoli – l’imposta sul reddito delle persone fisiche, sia di pensionati che di lavoratori, risulterà sempre e comunque zero.

Purtroppo questo rimane l’unico modo per poter non pagare del tutto l’IRPEF allo Stato, per invece poterla diminuire esistono tutte le modalità di detrazione – e la futura riforma fiscale del Governo Draghi – precedentemente citate.

Speriamo, dunque, che questo articolo abbia fugato ogni dubbio da parte dei contribuenti pensionati – o futuri tali - che ancora si stessero chiedendo come l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche influisse sul calcolo delle loro pensioni.