Quando riceviamo la busta paga possiamo notare che la cifra presente sotto la dicitura “lordo” e quella sotto la dicitura “netto” non coincidono, ed anzi differiscono a volte di parecchi soldi.

Questo avviene poiché il lordo dello stipendio viene tassato al lavoratore.

Quali sono queste tasse? L’Irpef è una di queste? Di quanto viene tassato lo stipendio di un lavoratore e contribuente grazie all’IRPEF? Come fare a diminuire la tassazione dell’IRPEF?

Come leggiamo anche su informazionefiscale.it, sulla busta paga è possibile leggere tutte le detrazioni e imposte attuate.

Ma vediamolo insieme, passo passo.

Che cos’è l’irpef?

Prima di tutto, in cosa consiste l’Irpef? L’irpef consiste in un tributo da versare allo Stato.

L’acronimo IRPEF vuol dire Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche; fra le persone fisiche rientrano sia i lavoratori dipendenti che i pensionati, ci teniamo a ricordare.

Con quasi cinquanta anni di storia di successi alle spalle, questa imposta viene pagata da quasi la totalità dei contribuenti italiani e, difatti, viene definita una delle tre principali entrate per il cassetto Statale.

Leggendo su wikipedia, scopriremmo che questo tributo viene definito addirittura necessario, poiché non solo servirebbe a foraggiare i lavori statali e i servizi pubblici, ma ridurrebbe la liquidità monetaria presente nel sistema economico del paese, evitando quindi la temuta inflazione.

Ma vediamo nello specifico quali caratteristiche ha l’imposta Irpef.

L’Irpef è un’imposta diretta, a carattere personale, con caratteristica progressiva.

Quindi l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, si applicherebbe direttamente sul reddito, obbligando così tutti i soggetti che producono un reddito in Italia a pagarla e muterebbe la sua aliquota al mutare del reddito stesso del contribuente. 

Ciò cosa significa?
Significa che al crescere del reddito del contribuente, crescerà anche l’aliquota IRPEF da applicare al reddito.

Come si può calcolare l’aliquota esatta dell’Irpef, dunque? 

Continua a leggere per poter visionare la tabella a cinque scaglioni reddituali e scoprire quale aliquota viene applicata sulla tua busta paga.

L’irpef è presente nello stipendio?

Ovviamente sì.

Essendo l’IRPEF un’imposta sul reddito delle persone fisiche, deve essere pagata da chiunque generi reddito.

E chi più di un lavoratore dipendente potrà rientrare in questa categoria?

Quindi, è oramai chiaro che all’interno della busta paga siano presenti le tassazioni IRPEF.

Le quali vengono applicate mensilmente ogni anno, salvo poi a dicembre fare un “conguaglio” fiscale di fine anno che serve per stabilire con chiarezza a quanto ammonta l’importo che il dipendente dovrà versare come trattenuta IRPEF.

Come scoprire se il proprio stipendio viene tassato dall’irpef?

Lo stipendio viene tassato con l’imposta sul reddito delle persone fisiche – meglio conosciuta come IRPEF- e questo oramai lo abbiamo compreso, ma come si fa a capire come e di quanto viene tassato lo stipendio a causa dell’IRPEF?

Partiamo dal dire che l’IRPEF obbligatoria per tutti, ha delle effettive eccezioni.

Vi sono dei redditi che non vengono tassati dall’IRPEF, questi sono:

  • Un reddito oltre gli 8174 euro annui – questo vale sia per i pensionati che per i lavoratori dipendenti
  • Redditi da fabbricati inferiori ai 500 euro annui e i redditi da terreni inferiori ai 185,92 euro
  • I redditi da lavoro autonomo inferiori ai 4800 euro annui.

In caso di pensionati, ma in questo caso vi rimandiamo all’articolo apposito su irpef e pensione che trovate qui, sarebbero esenti anche le pensioni assistenziali come quelle da invalidità civile o l’assegno assistenziale.

Ma torniamo alla domanda che interessa tutti noi: a quanto ammonta l’aliquota irpef presente in busta paga?

Quanto è tassato lo stipendio a causa dell’irpef?

L’irpef, lo abbiamo ripetuto più volte in questo articolo, è un’imposta progressiva, che quindi ha delle aliquote che crescono proporzionalmente al crescere del reddito del contribuente.

Di seguito, un breve riassunto di come è suddivisa la tassazione tramite IRPEF, la quale - lo ricordiamo - è divisa in cinque scaglioni in base al reddito del contribuente:

  • Redditi compresi fra zero euro e i 15 mila euro annui, avranno un’aliquota pari al 23%
  • Redditi compresi fra i 15 mila euro annui e i 28 mila euro annui, avranno un’aliquota pari al 27%
  • Redditi compresi fra i 28 mila euro annui e i 55 mila euro annui, arriveranno ad avere un’aliquota pari al 38%
  • I redditi fra i 55 mila euro annui e i 75 mila euro annui, invece, avranno un’aliquota al 41%
  • Per ultimi, i redditi che annualmente superassero i 75 mila euro annui, arriveranno ad avere una tassazione tramite aliquota prossima al 50%, ovvero il 43% di aliquota!

Questa tabella è utile per ottenere una tassazione lorda ma non è davvero indicativa, poiché prima di arrivare al netto – e questo lo potrete vedere ad esempio nell’ultima riga della vostra busta paga dove sotto imponibile IRPEF troverete una cifra cospicua, subito dopo con IRPEF lorda una cifra media, subito di fianco il totale delle detrazioni e infine l’IRPEF effettiva pagata – bisognerà effettuare altri calcoli.

Fra questi vi sono i calcoli dati dalle addizionali regionali e comunali che – come da nome – cambiano da regione a regione italiana.

Ed infine anche le detrazioni fiscali e gli oneri deducibili. Vediamolo insieme.

La diminuzione dell’Irpef in busta paga è possibile?

Ciò che ci stiamo chiedendo è: è possibile diminuire l’aliquota dell’irpef o direttamente l’ammontare della tassa da pagare?

La risposta è effettivamente sì, è possibile.

Vi sono due tipi di azioni possibili per poter diminuire la tassazione IRPEF presente in busta paga.

Difatti, il calcolo IRPEF è ben più difficile di quello che potremmo pensare vedendo la tabella delle aliquote – e se siete curiosi in merito, vi lasciamo l’articolo su come effettuare il calcolo specifico dell’IRPEF – e tiene conto sia del reddito “lordo” che “netto” che della tassazione al lordo che al netto.

Questo cosa significa?

Significa che, con gli oneri deducibili – assegno familiare, contributi per colf, eccetera… - si potrà diminuire il valore del reddito su cui viene posta l’aliquota, la quale diminuirà, poiché come sappiamo l’IRPEF è un’imposta progressiva.

Le detrazioni – spese sanitarie, spese mediche, spese per istruzione, eccetera… - vanno a toccare la percentuale dell’aliquota stessa.

Quindi con bonus vari – che applicano sconti tramite IRPEF – o con le detrazioni sopraccitate – dove viene applicata la detrazione del 19% - si può far diminuire l’importo totale dell’imposta IRPEF presente sulla busta paga. 

Di recente con la riforma fiscale prevista dal Governo Draghi, si sta parlando anche di andare ad operare sull’imposta IRPEF, modificando gli scaglioni e facendoli quindi diminuire da cinque a tre.

Questo, sicuramente, comporterebbe una diminuzione del divario – conosciuto come cuneo fiscale - presente fra netto e lordo della busta paga.

Inoltre, agevolerebbe le fasce di “media ricchezza” che non si vedrebbero più così fortemente tassati nei propri introiti.

Ma se volessimo proprio non pagare l’IRPEF in busta paga, cosa dovremmo fare?

La No Tax Area dell’Irpef per i lavoratori dipendenti

La domanda sopra posta potrebbe lasciare basiti: non pagare l’irpef in busta paga? E come se l’Irpef è l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche e il dipendente è una persona fisica che produce un reddito – che riceve tramite busta paga?

Nei precedenti trafiletti abbiamo parlato di quali siano i redditi esenti dal pagamento dell’IRPEF, ma vediamolo più nello specifico e scopriamo cosa si intende per No Tax Area.

Prima abbiamo scoperto che per alcune tipologie di redditi l’IRPEF non viene applicata, è il caso dei redditi da fabbricati o da terreni – purché inferiori rispettivamente a 500 euro e a 185,92 euro – e per i redditi da lavoro autonomo, inferiori a 4800 euro, e da lavoro dipendente se inferiori a 8174 euro annui.

Ma cosa c’entra quest’ultima cifra con la No Tax Area?

La No Tax Area non va vista come un’agevolazione o un bonus a cui si può far richiesta, essa è semplicemente una casistica reddituale entro cui l’IRPEF – comunque presente in principio nel calcolo lordo – si azzera attraverso le dovute detrazioni.

Ecco perché, avendo un reddito annuo pari a 8174 euro - non importa se il primo scaglione delle aliquote dice da zero a 15 mila euro annui -  si rientrerà ufficialmente in questo scaglione delle aliquote IRPEF e si potrà essere esentati dall’imposta sul reddito delle persone fisiche, sia di pensionati che di lavoratori, risulterà nulla.

Perché ciò sia valido bisognerà avvisare il datore di lavoro che il nostro reddito annuo non supera la cifra di 8174 euro e il datore di lavoro si impegnerà a non integrare il calcolo irpef sulla busta paga.

Questo, insieme alle detrazioni e agli oneri deducibili, sono gli unici modi – riforma fiscale del Governo Draghi esclusa – con cui un contribuente può smussare l’IRPEF presente obbligatoriamente nel proprio stipendio.

Se siete interessati a saperne di più sulla riforma Draghi e sul taglio dell’IRPEF vi rimando all’apposito articolo qui.