L’estate volge ormai ai titoli di coda, quale miglior periodo dell’autunno per cominciare a lavorare? Chi sia alla ricerca di un primo o di un nuovo impiego dovrebbe approfittare di una stagione dove solitamente si riparte e tutto si rimette in gioco. 

Lavorare d’autunno, ma da quali occupazioni partire? L’autunno si pone come la stagione più funzionale per tutti coloro interessati alla ricerca di un lavoro. Del resto, è risaputo come già a partire da settembre e dalla conclusione della parentesi estiva, le società partano con le assunzioni di nuovo personale al quale affidare l’amministrazione delle mansioni lavorative

La stagione autunnale rappresenta difatti il miglior frangente per trovarsi un lavoro in quanto ogni attività professionale riparte con l’obiettivo della programmazione dell’anno entrante.

Malgrado società e aziende paghino ancora il dazio degli effetti drammatici indesiderato lascito della pandemia, vanno a presentarsi in ogni caso differenti possibilità.

Comunque la si pensi, anche in congiunture storiche dal sapore tristemente critico sarà più semplice lavorare in autunno anziché trovare un impiego al principio dell’estate, non considerando ovviamente le specifiche circostanze inerenti ai mesi estivi.

Come lavorare allora d’autunno? Quali sarebbero i famigerati lavori da cercare? 

Intanto, Claudio Rossi, in un video caricato sul suo canale YouTube, rivela quali a sua detta sono i lavori più richiesti di quest'anno

Lavorare in autunno, l’opportunità dei contratti brevi

La questione relativa alla quasi certezza che il contratto a tempo indeterminato si stia trasformando giorno dopo giorno in un evento di assoluta rarità non conta solo aspetti negativi, potrebbe anche rappresentare un tassello a vantaggio di quanti vogliano lavorare e cercare lavoro nei mesi autunnali o, in ogni caso, subito dopo l’estate. 

Di fatto, proprio nella circostanza che tante imprese tendano a redigere contratti stagionali che vanno a ultimarsi solitamente in procinto della sospensione estiva, ha ragion d’essere il motivo per il quale nella stagione autunnale vi sia nuovamente domanda di lavoro.

In questa prospettiva, stando alle inclinazioni e competenze di ciascuno si potranno vagliare con attenzione le indagini negli ambiti di propria perizia, rammentando che per lavorare nel mondo di oggi non occorre unicamente disporre di titoli e di approvazioni.

Le imprese sono sempre più a caccia di quanti dispongano di competenze collaterali, non necessariamente documentate.

Lavorare in autunno, quali i lavori da considerare

Innanzitutto andrebbe detto quanto il mondo del lavoro si stia trasformando in modo perentorio.

Precisamente, i lavori del futuro che saranno maggiormente ricercati e retribuiti non seguiranno le medesime strategie di reclutamento che avrebbero potuto essere efficaci per un dipendente di una società con almeno o più di dieci anni di carriera alle spalle. 

Per riuscire a comprendere quali impieghi ricercare per l’autunno, e quindi come lavorare, occorrerà valutare dapprima il proprio bagaglio di competenze. Basandosi su cosa si sia in grado realmente di offrire e sui titoli a disposizione si potrebbe provare una prima esplorazione sul web, valutando gli annunci che più congegnali al proprio caso. 

Bisogna ammettere che non è frequente la possibilità di lavorare nel settore più funzionale al proprio bagaglio professionale. In certe circostanze, bisogna fare buon viso a cattivo gioco, plasmandosi su quanto stia offrendo in quel preciso istante il mercato lavorativo.

In quest’ottica, nondimeno, l’autunno si presenta come la stagione più conveniente. In questa fattispecie, sarà senz’altro decisivo andare a vagliare gli annunci o muoversi tra i tanti negozi lasciando quando veramente utile qualche curriculum vitae.

Lavorare d’autunno, la ricerca sul web 

Tra le varie indicazioni e dritte su quali impieghi ricercare nel corso del prossimo autunno, vi sarebbe anche l’idea di scrutare quanto accade sul web, di dare un occhio ai diversi annunci online, oltre al suggerimento di tenere in considerazione la possibilità di lavorare proprio sul web. 

Del resto, sono diversi i settori che vedranno il proprio domani svilupparsi in rete e a tal ragione l’inserimento nei meccanismi di questa tipologia di mercato potrebbe tornare utile.

Per chi non avesse le competenze per intraprendere questo percorso, sarà ugualmente ipotizzabile esaminare tanti siti web che gestiscono in maniera precisa di annunci lavorativi e, visto la favorevole parentesi dell’anno, certamente qualche cosa di appropriato balzerà fuori.

In ogni caso, buona norma nel vasto universo del lavoro, così come del resto nella quotidianità, sarebbe quella di sapersi reinventare

Quando ci si viene a trovare senza lavoro o allorché ci si affanni a trovarlo, rinnovare la luce con la quale illuminare i differenti orizzonti potrebbe consacrarsi come azione spesso azzeccata. 

In questo caso, anche affidarsi a dei corsi di formazione in rete e perché no gratuiti potrebbe rivelarsi una buona chance per accrescere la varietà di opportunità per la caccia a lavori da scovare in autunno.

Lavorare: ecco i trend sulle assunzioni autunnali

Si contano circa 1,2 milioni assunzioni attese dalle aziende tra l’appena trascorso agosto e il prossimo ottobre: ma quali saranno i settori che andranno a trainare la ripartenza, quali le professioni maggiormente richieste. 

Nel nostro Paese continua il ridestarsi del turismo, come anche il rilancio del settore edilizio e di quello manifatturiero, divisioni che hanno guidato le assunzioni anche nel corso di quest’agosto a seguito delle promettenti prestazioni già in odore dallo scorso giugno.

Stando al Bollettino del Sistema informativo Excelsior, concretizzato da Unioncamere e Anpal, si prevedono quasi 257mila inserimenti nelle imprese, oltre 9mila in più (+3,7%) confrontandosi con il medesimo ciclo del 2019.

Tra agosto e ottobre, in più, le imprese avrebbero in progetto l’assunzione di circa 1,2 milioni di dipendenti, andando a ribadire il rilancio della richiesta di lavoro che si accorda con il crescere del PIL registrato dai dati ISTAT. Nel settore turistico, in particolar modo, sarebbero 63mila gli inserimenti in programma per il solo agosto ( oltre il 36,1% rispetto allo stesso mese di due anni fa). 

Nel manifatturiero e nell’edilizia, altresì, la soglia di sviluppo degli ingressi programmati sarebbe rispettivamente equivalente a +2,1% e +6,2%.

Si certifica al 32,7%, d’altro canto, la complessità di assunzione di diverse figure professionali bramate dalle aziende. Il riferimento va perlopiù a professionisti da indirizzare nel settore aziendale “Sistemi informativi” (59,6%), nelle divisioni “Installazione e manutenzione” (48,3%) e “Progettazione e sviluppo” (46,2%). 

Prendendo in considerazione il Borsino delle professioni, le figure più ricercate sono artigiani e operai specializzati, addetti alle rifinizioni delle fabbricazioni (60,6%), tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (58,7%), artigiani e operai competenti nel montaggio e nella manutenzione delle strumentarie elettriche ed elettroniche (58,5%), ma anche specialisti nel settore ingegneristico (53,0%).

Il rendiconto positivo in confronto al medesimo periodo antecedente alla crisi Covid si deve principalmente ai contratti a tempo determinato che stanno beneficiando della ripartenza dei lavori stagionali e che segnalano intorno alle 10mila unità in più (+7,3%  in confronto all’agosto 2019). 

Subito a seguire gli altri contratti alle dipendenze attestanti 7mila unità in più (+109,4%) e le collaborazioni con un notevole crescita di ben più di 2mila contratti (+94,6%). Restano sotto gli standard 2019, purtroppo, i contratti a tempo indeterminato e in erogazione, con un passivo di 5mila e 6mila unità rispettivamente (-9,6% e -20,9%).

Garanzia Occupabilità Lavoratori: manca poco al decreto attuativo

Pochi giorni e partirà il decreto attuativo del programma GOL sovvenzionato dal PNRR per assicurare la il ricollocamento dei lavoratori.

Reintegro lavorativo, formazione, ricollocamento collettivo dei lavoratori che hanno perso il proprio impiego: ecco alcune delle strategie incluse nel decreto attuativo che il Governo sta redigendo al fine di rendere esecutivo il programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori), già introdotto nella Legge di Bilancio 2021 ma a oggi portato avanti grazie al finanziamento del Recovery Plan

In totale, per le misure in vigore per il lavoro e la formazione, il PNRR attende 4,4 miliardi, che al di là del programma GOL andranno a finanziare anche altre attività, si pensi al Piano Nazionale Nuove Competenze.

«Il Programma – come scritto nel PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – sarà adottato con decreto interministeriale, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni». 

L’Esecutivo si sta occupando di questo provvedimento, che dovrebbe essere approvato entro qualche settimana, almeno a stando a quanto anticipato dalla stampa nell’ultimo periodo. 

Come reinserire i lavoratori, gli strumenti del GOL 

La proposta tracciata dal PNRR vorrebbe una struttura di presa in carico di quanti si trovino senza un lavoro e dei lavoratori in transizione occupazionale, quanti percepiscano «RdC (reddito di cittadinanza), NASpI (sussidio di disoccupazione), CIGS (cassa integrazione straordinaria)». 

In più, pur se non esplicitati apertamente nel Recovery Plan, basandosi sulla ratio si presume che siano annessi anche quanti siano riparati da altri ammortizzatori sociali, si pensi solo allla Dis-Coll.

Altri candidati, sempre stando ad anticipazioni, potrebbero essere lavoratori precari (working poor), disoccupati privi di ammortizzatori sociali e NEET.

Molteplici le alternative per il reintegro dei lavoratori. Si parte da corsi riservati a figure con abilità funzionali al mercato del lavoro, a metodi specifici per chi avrà necessità di formazione: upskilling per coloro che avranno necessità di un aggiornamento delle proprie competenze e re-skilling per quanti richiedano un più vasto programma di riqualificazione.

Un lavoro abbastanza largo, che abbraccia finanche gli organismi territoriali, include poi individui che alle problematiche lavorative addizionano anche richieste, difatti, di inclusione sociale.

Una innovazione è delineata dalla ricollocazione collettiva: programmi che guardano nuovamente a una varietà di lavoratori, solitamente impegnati in aziende in procinto di chiudere i battenti. Anche in tale circostanza, potrebbe essere attesa l’azione di istituzioni territoriali, o di altri enti delle politiche attive.