Lavorare nei festivi: quando è possibile rifiutarsi e cosa succede

Ma cosa succede se si rifiuta di andare a lavorare nei festivi? Si può evitare di andare al lavoro nei giorni contrassegnati di rosso sul calendario?

uomo lavora al computer a natale

Il periodo di festa più lungo dell’anno si avvicina e se per alcune persone è sinonimo di relax e vacanze, sono invece tantissime quelle che continuano regolarmente a recarsi al lavoro. Ma cosa succede se ci si rifiuta di andare a lavorare nei festivi?

Soprattutto tante donne devono fare i salti mortali per conciliare lavoro e famiglia, a maggior ragione nei periodi di festività che possono diventare un vero e proprio incubo.

Infatti le scuole sono chiuse, i bambini a casa tutto il giorno e le richieste di svago aumentano, proprio perché è festa e magari ci sono anche eventi organizzati in città, a cui vogliono partecipare.

Come evitare di dover andare al lavoro anche nei giorni contrassegnati di rosso sul calendario?

Ecco cosa prevede la legge.

Posso rifiutarmi di lavorare nei festivi: quando la legge lo ammette

Si tratta di una questione molto delicata, motivo per cui è necessario procedere per gradi e illustrare le disposizioni di legge in modo chiaro.

Come stabilito dalla Corte di Cassazione, nessun dipendente può essere obbligato a lavorare in un giorno festivo e chiaramente, un suo eventuale rifiuto a farlo, non costituisce causa di licenziamento.

Attenzione però, dal momento che, a scanso di equivoci, è bene sottolineare che le festività non riguardano le domeniche. In altri termini, ai fini lavorativi, la domenica non è considerata un giorno festivo.

Quindi, come da calendario, sono giorni festivi, sia quelli legati a ricorrenze civili (come il 25 aprile, il 1° maggio oppure il 2 giugno) sia quelli religiosi (Immacolata, Natale e giorno di Santo Stefano, Capodanno, lunedì dell’Angelo, Epifania, 1° novembre e 15 agosto).

Anche il giorno dei festeggiamenti dedicati al Santo Patrono della propria città è da considerarsi un giorno festivo.

Anche se nel contratto collettivo nazionale del lavoro è prevista la possibilità che il lavoratore presti servizio in un giorno di festa, tuttavia non rappresenta mai un obbligo per quest’ultimo. In pratica, il contratto di lavoro prevede la “possibilità” di lavorare nei giorni festivi ma sempre e solo se il lavoratore è d’accordo con la proposta del datore di lavoro.

Le uniche eccezioni a tale regola riguardano i sanitari, gli operatori del turismo e ristorazione nonché chi presta servizi di pubblica utilità, come un conducente di un treno ad esempio).

Lavorare nei festivi: cosa prevede la legge per il lavoro di domenica

Come abbiamo avuto modo di illustrare, la legge è chiara nei confronti del lavoro durante i giorni festivi. Quindi il lavoratore può comunicare in anticipo che non è disponibile in tali date oppure, in caso di richiesta all’ultimo minuto, comunque può assentarsi dal lavoro, senza che questa assenza risulti ingiustificata oppure abbia ripercussioni sul rapporto di lavoro, come da contratto.

Assolutamente differente è la gestione del lavoro domenicale. Infatti in tal caso, non c’è alcuna legge che vieti la possibilità di lavorare regolarmente la domenica.

L’unica norma da rispettare è che il lavoratore può prestare servizio al massimo per sei giorni di seguito, dopodiché gli spetta una giornata di riposo che però non deve necessariamente coincidere con la domenica.

Una questione che però si rivela sempre spinosa, all’interno di un’azienda, dal momento che i vari dipendenti tengono al fatto che siano previsti dei turni per il lavoro domenicale, quindi a rotazione tra i vari lavoratori disponibili.

Infatti, proprio perché la legge prevede il lavoro domenicale, chi si rifiuta di lavorare in questa giornata può essere sanzionato, sia dal punto di vista disciplinare che economico. Motivo per cui è bene rifarsi al proprio CCNL per stabilire il numero massimo di domeniche che si è tenuti a presenziare al lavoro (tale limite infatti è comunque indicato).

Anche a tale proposito è doveroso però precisare che il lavoro di domenica è retribuito di più rispetto a quello svolto in un giorno feriale.

Ecco infatti cosa spetta a chi lavora nei festivi.

Cosa succede se lavoro in un giorno festivo

Se il lavoratore decide di non lavorare nei festivi, allora la sua retribuzione, alla fine del mese, resta invariata. Quindi, nessuno può decurtare quelle ore non lavorate dallo stipendio.

Se però il lavoratore decide di andare a lavorare nei festivi, allora oltre alla paga di base, ha diritto anche a una maggiorazione, che non è uguale per tutti bensì dipende dal tipo di contratto collettivo a cui si fa riferimento.

Addirittura, se il giorno di festività coincide con una domenica o un sabato, allora si ha diritto a un ulteriore surplus in busta paga. A tal proposito, va distinto anche se il sabato in realtà è di solito lavorato dal dipendente oppure no, anche se alcuni contratti di lavoro non fanno questa distinzione.

Il giorno festivo si “perde” in busta paga se coincide con la domenica mentre chi è in malattia, non riceve l’indennità INPS se nel periodo in cui si è malati ci sono di mezzo le festività.

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, anche chi lavora nella giornata di domenica, ha diritto a una maggiorazione sullo stipendio, dal momento che di solito si tratta di un giorno da dedicare alla famiglia oppure al relax o allo svago, per chi è single.

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