Esiste un trucco per lavorare da autonomo senza Partita Iva: ecco 4 soluzioni alternative

L'apertura della Partita Iva può spaventare. Ma c'è un trucco legale per lavorare anche senza, ovvero 4 comode e vantaggiose soluzioni alternative.

Quando si ha intenzione di svolgere un lavoro autonomo o da libero professionista si pensa di dover necessariamente aprire la Partita Iva. Un adempimento che frena e spaventa, dati i costi futuri da sostenere.

Spesso, non si sa che per lavorare da autonomi non sempre serve avere la Partita Iva. In alcuni casi, si può optare per ben altre soluzioni e continuare a lavorare legalmente, rispettando la legge sulla tassazione.

Molte di queste soluzioni, per diverse esigenze, potrebbero essere temporanee e limitate a brevi periodi, ma sempre un ottimo modo per vedere come va.

Vediamo, nel testo, quali sono queste soluzioni alternative all’apertura della Partita Iva.

Lavorare da autonomi senza Partita Iva: come funziona la prestazione occasionale

Chi ha intenzione di lavorare come autonomo, spesso, crede di dover aprire necessariamente la Partita Iva.

Si tratta di un adempimento fiscale che spaventa, non tanto per i costi di apertura, in quanto sono del tutto irrisori, quanto più del mantenimento futuro della stessa e i contributi previdenziali da versare.

L’obbligo di apertura scatta entro 30 giorni di avvio dell’attività. Per i primi 30 giorni, si può lavorare anche senza, a patto che l’attività venga svolta in proprio, con l’eccezione di tutti quei casi in cui è necessaria una preventiva autorizzazione.

Ci sono, come abbiamo anticipato, diverse soluzioni alternative all’apertura della Partita Iva, sempre a seconda del tipo di attività autonoma che si intende svolgere. La prima alternativa è la prestazione occasionale.

Per lavorare in questi termini, è necessario rispettare essenzialmente due requisiti: che il lavoro sia occasionale e non sia effettuato in modo continuativo. Inoltre:

  • L’attività deve essere di natura non professionale;

  • Il lavoro sia svolto non in modo organizzato e dipendente;

  • I compensi annui non devono superare la soglia di 5000 euro a committente.

Affinché l’attività rientri nell’ambito della prestazione occasionale, i requisiti e le condizioni devono essere rispettate contemporaneamente. Ricordiamo, inoltre, che la prestazione occasionale deve rispettare determinati termini di durata.

Qualora, invece, il lavoro sia continuativo e svolto in modo professionale, allora sarà necessaria l’apertura della Partita Iva. In caso contrario, si può svolgere saltuariamente rilasciando ricevute di prestazione occasionale.

Contratto di collaborazione

La seconda alternativa è una sorta di via di mezzo tra il lavoro autonomo e il lavoro subordinato. Stiamo parlando del contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.).

Si tratta di un tipo di contratto che rientra nel lavoro parasubordinato e non serve l’apertura della partita Iva, solo quando il collaboratore svolge la propria attività in autonomia e senza vincolo di subordinazione.

Qual è la differenza rispetto alla prestazione occasionale? Il collaboratore non ha un rapporto saltuario, bensì continuativo con il committente.

Parlando di contributi, quelli dei collaboratori parasubordinati vengono versati per 2/3 dal committente e per 1/3 dal collaboratore. Praticamente, però, i versamenti vengono effettuati dal committente, che trattiene la quota di contributi direttamente dai compensi.

Contratto con cessione dei diritti d’autore

La terza alternativa è il contratto di cessione dei diritti d’autore. Con questa tipologia di contratto, il collaboratore cede i diritti di un’opera d’ingegno. Si tratta di un tipo di attività lavorativa non subordinata e legata alle seguenti attività:

  • Giornalismo;

  • Traduzione;

  • Editoria;

  • Marketing;

  • Pubblicità.

Con la cessione dei diritti d’autore, committente e collaboratore godono di vantaggi fiscali e contributivi. Il primo fra tutti è l’apertura della Partita Iva non obbligatoria e il secondo riguarda i compensi, per cui non è previsto nessun limite, così come accade con la prestazione occasionale.

Come si calcola il compenso netto? Si deve sottrarre dal compenso lordo la ritenuta d’acconto del 20%. Ci sono, però, alcune differenze con la normale ritenuta d’acconto. Quella per la cessione dei diritti d’autore si calcola su una base imponibile diversa e varia anche in base all’età del prestatore, così come segue:

  • Se l’autore ha più di 35 anni d’età, il 20% si calcola sul 75% del lordo (riduzione forfettaria del 25%);

  • Se l’autore ha meno di 35 anni d’età, si calcola sul 60% del lordo (riduzione forfettaria del 40%).

Come funzionano i voucher

La quarta e ultima alternativa, per chi svolge lavoro autonomo saltuario e occasionale, è l’utilizzo dei voucher o buoni lavoro.

Cosa sono i voucher? Si tratta di un sistema di pagamento che i committenti usano per pagare le prestazioni di lavoro accessorio. Il pagamento è esente da imposizione fiscale e prevede il versamento dei contributi Inps.

Si tratta di una forma di pagamento conveniente soprattutto per il datore di lavoro, oltre che evita le forme di lavoro nero. Inoltre, permette di avere una copertura assicurativa Inail, nei limiti di 6.666 euro lordi (5.000 euro netti).

Infine, con i voucher è possibile anche mantenere lo stato di disoccupazione o di familiare a carico.

Sara Bellanza
Sara Bellanza
Aspirante storica contemporaneista, classe 1995.Amante della lettura e della scrittura sin dalla tenera età, ho una laurea triennale in Filosofia e Storia e una laurea magistrale in Scienze Storiche, conseguite entrambe presso l’Università della Calabria. Sono autrice di alcune pubblicazioni scientifiche inerenti alla storia contemporanea e alla filosofia: "L'insostenibile leggerezza della storia" e "L’insufficienza del linguaggio metafisico" per la rivista "Filosofi(e)Semiotiche", e "Il movimento comunista nel cosentino" per la "Rivista Calabrese di Storia del '900".Nonostante la formazione prettamente umanistica, la mia curiosità mi ha spinto a conoscere e a informarmi sugli ambiti più disparati. Leggo, scrivo e fotografo, nella speranza di riuscire a raccontare il mondo così come lo vedo io.
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