Farsi strada nel mondo del lavoro non è affatto semplice, soprattutto se si è giovani e il panorama occupazionale non si presenta proprio come lo si era immaginato.

Curriculum vitae ricco di posizioni lavorative assunte, abilità tecniche e competenze di un certo livello, esperienza minima nel settore di richiesta di almeno 3 anni, soft skills che si pensa di possedere ma che non bastano per farsi notare.

I giovani di oggi si trovano a dover fare i conti con un ambiente piuttosto difficile in cui inserire la propria candidatura e la concorrenza indubbiamente è tanta.

Ad un tratto però, non si sa se per volere cosmico o botta di fortuna, capita di riuscirci davvero.

Si apre lo spiraglio di luce che tanto si rincorreva e una settimana dopo la fatidica telefonata, si trovano a sostenere il colloquio che potrebbe cambiare le loro prosettive o rientrare perfettamente nei loro piani per il futuro.

Negli ultimi anni questo tipo di risvolto positivo nel mondo del lavoro consente a molti giovani di conquistare non solo l’approvazione di recruiter e di responsabili di settore ma anche di raggiungere il vertice delle aziende.

La strategia utilizzata per far si che si inseriscano così bene si chiama “shadow board” ed ora andremo a scoprire cos’è e quali vantaggi porta.

Che cos'è la shadow board di un'azienda:

Potrebbe confondervi ma fare questa distinzione è più che necessario.

La shadow board vista in termini tecnici è:

“ un pannello per riporre in modo ordinato e sicuro l’attrezzatura codice colore in uso nei vari reparti dell’azienda. Ha uno sfondo uniforme che corrisponde al colore degli attrezzi usati in un determinato reparto in modo da consentire l’affissione e il riposizionamento degli stessi”

Un po’ come una cassetta degli attrezzi ma in formato più grande e in alluminio serigrafato.

La shadow board di un’azienda assomiglia  molto a queste due descrizioni:

" è un “organizer” , anche se  di fatto non strumentale,  che consente il coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali"

Una sorta di pianificazione del personale a tavolino.

Come funziona la shadow board:

I giovani della shadow board vengono coinvolti nelle riunioni che contano ed hanno la possibilità di dare voce alle loro intuizioni e alle loro idee.

I dirigenti senior a loro volta possono contare su di loro per acquisire nuovi modi di vedere e cambiare prospettiva apportando miglioramenti significativi e continui alla crescita della propria azienda.

La shadow board è dunque, uno strumento davvero utile per sviluppare competenze manageriali e bilanciare la collaborazione tra generazioni.

Tutto quello che serve è avere un approccio aperto e costruttivo e pensare ad un’ organizzazione che funzioni per garantire il corretto sviluppo del piano di lavoro.

Il risultato è quasi immediato poiché la shadow board:

“può anche fornire feedback, opinioni e idee sullo sviluppo del prodotto, sul marketing e sull’esperienza online di un marchio da una prospettiva digitale”

Perchè scegliere i giovani:

Aprire le porte ai giovani è il segreto per riaffermarsi nel mercato.

I giovani sono il futuro, il trampolino di lancio verso un’ignoto che non spaventa, anzi, entusiasma.

Come i millennials, la generazione Z ha un fiuto innato per l’autenticità e :

“con il loro contributo, le aziende possono creare le esperienze necessarie ai marchi per connettersi con i consumatori e distinguersi dalla concorrenza”

ecco perché è la più ricercata e la più apprezzata nel campo del reclutamento.

Guidare il cambiamento culturale e la trasformazione digitale delle organizzazioni in contemporanea è uno dei processi attuali più impegnativi nel mondo degli affari.

Formare nuove leve è un compito arduo e far comprendere lo stile e gli obbiettivi dell’azienda a volte è complicato.

Ma ciò non deve demordere, deve spronare.

Coinvolgere attivamente tutti i membri di un’organizzazione e comparare le proposte può aumentare immensamente le possibilità di successo portandoli in un viaggio comune di trasformazione invece di un approccio sviluppato dall’alto verso il basso.

Cosa ne pensano gli esperti:

Il divario generazionale che si viene a creare tra i top management e i nuovi giovani dipendenti non è mai stato così ampio, lo dice Marilyn Tyfting, Council Member di "Forbes":

“Anche i dirigenti che fanno uno sforzo concentrato per rimanere informati sulle tendenze emergenti sul posto di lavoro e sul mercato spesso trovano difficile rimanere aggiornati. Questo potrebbe spiegare perchè il 77% ha affermato che avere un manager millennial rimane la preferenza rispetto a uno di generazione x o un baby boomer. In molti modi, le aziende di oggi devono affrontare la sfida di come integrare con successo le generazioni più giovani nella loro forza lavoro, oltre a stare al passo con le interruzioni nel nuovo mercato digitale”

Quando si assembla una shadow board, infatti, ciò che si deve considerare prima di tutto è creare un gruppo eterogeneo che rappresenti un equilibrio di genere e talenti.

In poche parole che sia in grado di generare background diversi in modo da avere risultati intuitivi ed efficaci.

Invece di dettare la politica aziendale dall’alto, i membri del consiglio tradizionale avrebbero l’opportunità di rimanere in stretto contatto con il segmento più giovane della loro forza lavoro.

Facendo così potranno ricevere un rapporto sulle aspettative e le preferenze direttamente dai dipendenti in prima linea nello shadow board e potranno supportare un’esperienza dei dipendenti che a sua volta porterà a un maggiore successo sul mercato:

“gli esperti suggeriscono anche di guardare oltre il pool esistente di “alti potenziali” identificati all’interno di un’organizzazione. L’apertura delle applicazioni a tutti i dipendenti offre un modo per coinvolgere una rappresentanza diversificata dei membri del team in tutta l’organizzazione e per identificare i talenti che potrebbero essere stati trascurati.”

La shadow board come stimolo:

Entrare nella shadow board dell’azienda in cui si è appena iniziato a lavorare è da considerare una grande opportunità di sviluppo professionale.

L’accesso a informazioni e risultati aziendali spesso limitati o riservati e la possibilità far parte del networking di leader e dirigenti offre l’occasione di comunicare con i collaboratori nelle unità aziendali di tutta l’organizzazione:

“ Questo tipo di sviluppo nella carriera stimolerà il coinvolgimento dei dipendenti esistenti, ma può anche aiutare ad attirare i talenti quando comunicati attraverso i materiali di reclutamento”

La shadow board non ha una durata prestabilita ma per far si che il programma sia sempre efficace e i dipendenti sempre preparati, è fondamentale creare un processo che sia in grado di valutarne il successo e conferire continuamente nuova energia.

Affrontare nuove sfide, sponsorizzare il prodotto, studiarne la qualità e lanciarlo nel marketing di massa richiede una visuale a 360° del piano generale.

La shadow board come "salvagente":

Avviare una shadow board e successivamente ignorare l’input e il feedback intaccherà tutto il resto compromettendone la riuscita.

E questo non può e non deve accadere.

La shadow board si è dimostrata più volte il salavagente per molte realtà commerciali.

Ne sono un esempio i due casi di studio delle aziende di moda Prada e Gucci.

Prada in passato aveva assistito ad un calo delle vendite ma grazie allo “shadow board” ha abbracciato l’idea dell’utilizzo dei canali social e degli influencers per contrastare la crisi.

Nello stesso periodo Gucci aveva creato un team di giovani che si incontravano regolarmente con il senior team. Grazie alle strategie digitali le vendite in entrambi i casi sono aumentate del 136%.

Fatevi avanti, giovani:

Come afferma Silvia Vianello, Coach di Carriera:

“Questo è uno dei tanti esempi in cui la diversità cognitiva, ossia la differenza tra noi dovuta alle nostre esperienze di vita, alla nostra visione del mondo e al modo in cui elaboriamo le informazioni, continua ad essere una delle più grandi leve del successo in questi tempi imprevedibili. Oggi lo shadow board è parte integrante di molti programmi organizzativi aziendali. E speriamo diventi presto la normalità di tutte le aziende.”

Sebbene la generazione Z , ossia i nati alla fine degli anni 90 e 2000, viene vista spesso come la categoria meno resiliente e più permalosa di tutte le generazioni precedenti, in realtà offre stili di pensiero e attitudini comportamentali straordinarie.

Queste peculiarità permettono loro di:

“immaginare meglio ciò che è possibile nel mondo ora, rispetto ai così detti “mid-flow”, avendo assistito a più transazioni sociali e sviluppi globali”

e allora perché no? Largo ai giovani!!