Bossing: cos'è e cosa puoi fare al riguardo

Il mobbing è un termine ben noto per descrivere gli attacchi ai dipendenti, ma se in questi attacchi anche il capo è coinvolto, si chiama bossing. 

Sfortunatamente, questo accade più spesso di quanto si possa pensare, statisticamente parlando, ogni secondo un incidente di questa tipologia di bullismo coinvolge anche un manager. 

Il terrore psicologico che proviene dall'alto spesso rende il posto di lavoro un luogo non ottimale per le persone – lavoratori – colpite. Andiamo a vedere insieme cos’è il bossing e come si manifesta.

Il bossing: una sorta di bullismo tra supervisori e lavoratori dipendenti

Cos'è il bossing? Si tratta di una vera e propria forma di bullismo che viene effettuata dai supervisori ai loro subordinati: i lavoratori dipendenti. 

In questo caso, i dipendenti sono esposti ad attacchi arbitrari dei loro superiori, indipendentemente dalle loro prestazioni lavorative. La differenza sostanziale con il mobbing è che questo è una forma di bullismo tra lavoratori, mentre il Bossing tra lavoratori e superiori.

Ecco quanto asserito dalla collega Imma Duni in un suo articolo relativo al mobbing:

“Gli esperti parlano di mobbing sul posto di lavoro quando la vittima è "aggredita" dai suoi carnefici almeno una volta alla settimana per un periodo di almeno sei mesi. L'obbiettivo che si vuole raggiungere con il mobbing è mettere all'angolo la vittima e portarlo a dimettersi.”

I dipendenti sono esposti agli attacchi arbitrari dei loro superiori, indipendentemente dalle loro prestazioni lavorative. Questi affronti sono spesso dolorosi e personali, senza mirare a un confronto pacifico.

Anzi, andiamo più nel dettaglio, il B. è una forma di comunicazione conflittuale in cui un dipendente sistematicamente viene attaccato per un periodo di tempo più lungo. 

Gli obiettivi di questi attacchi sul lavoro

L'obiettivo è di solito quello di sminuire ed escludere, ma in alcuni casi l’intento finale può arrivare anche a voler “sbarazzarsi”, della persona colpita. 

La differenza cruciale tra Bossing e mobbing è che la vittima è gerarchicamente subordinata al perpetratore di violenza psicologica e di attacchi verbali. Questa circostanza aggrava enormemente il problema per le vittime di questi continui e spiacevoli attacchi.

Spesso dietro questi accanimenti si nasconde una vera e propria debolezza di leadership del supervisore stesso che commette gli attacchi, che inizia ad avere paura di essere superato dal dipendente. 

In alcuni casi, inoltre, il bullismo dei capi viene utilizzato attivamente per convincere il dipendente a licenziarsi volontariamente o a concludere un accordo di lavoro prima del tempo.

Quando comunemente parliamo di B. ci riferiamo a quello che è anche indicato come "bullismo verso il basso".

Questa del B. non è la sola tipologia di attacco sul posto di lavoro poiché c'è anche il "bullismo verso l'alto". In che senso?  Quando parliamo del bullismo dal basso verso l'alto, intendiamo quella situazione in cui il superiore è vittima di bullismo da parte dei suoi subordinati.

Quali conseguenze potrebbe avere il bossing? 

Le conseguenze del bossing possono essere molto simili, se non peggiori, di quelle del mobbing. Secondo uno studio, infatti, un quarto di tutti i lavoratori è già stato vittima di maltrattamenti dei capi sul posto di lavoro. 

Non si tratta di incidenti una tantum, ma di lesioni mentali frequentemente ricorrenti per un periodo di tempo piuttosto lungo. Le conseguenze sono fatali: all'inizio, la persona interessata si sente solo oppressa, ma a lungo termine il capo rappresenta un attacco all'autostima.

In questo modo, con il tempo, iniziano a sorgere dei veri e propri problemi con la motivazione al lavoro e, soprattutto, con la propria qualità del lavoro. 

L'angoscia e la sensazione di impotenza possono anche essere evidenziati fisicamente, ad esempio attraverso mal di testa, dolore alla schiena e al collo, con tic nervosi come le contrazioni agli occhi, crampi addominali e disturbi del sonno.

In alcuni casi, questi maltrattamenti possono portare a depressione o disturbi d'ansia, mentre nei casi peggiori, il bossing può portare a un disturbo da stress post-traumatico.

Ecco cosa si potrebbe fare per prevenire il bossing

  • Prima di tutto, è importante che le vittime di bossing inizino a prendere nota, con screenshot, mediante registrazioni o file salvati la forma di bullismo ricevuta dai propri superiori. 

Prima si riescono a raccogliere quante più informazioni possibili, prima la vittima di bossing potrà essere aiutata da qualcuno.  

  • La richiesta di aiuto, soprattutto nel caso di bossing – dunque non di mobbing, con maltrattamenti fra pari – è meglio farla nei centri di consulenza, al di fuori della realtà aziendale.

Molte compagnie di assicurazione sanitaria offrono una dei call center per le vittime di bullismo di questo tipo.

  • In ogni caso, potrete pure provvedere a contattare un vostro amico, un medico, il vostro psicoterapeuta o un gruppo di auto-aiuto per uscire dal ruolo di vittima passiva.

Il sostegno morale di amici e familiari dovrebbe anche essere un vero e proprio aiuto per le vittime, per acquisire coraggio e consapevolezza.

  • È consigliabile mostrare il minor numero possibile di emozioni al superiore da cui inizia il bossing e, se possibile, lavorare a distanza richiedendo anche un eventuale trasferimento. Ad oggi, dopo la pandemia di coronavirus, sempre più persone stanno lavorando direttamente dal proprio home-office, potreste proporlo anche voi! 

Legalmente, il tema del bossing è purtroppo ancora poco conosciuto dai più. Il perché è semplice: è molto difficile dimostrare che gli attacchi di ansia e i traumi che un soggetto ha siano dovuti al bossing. 

  • Pertanto, a volte un cambio di lavoro è la soluzione migliore – sempre perché è difficile provarlo e ottenere supporto.

Ecco alcuni consigli utili per le vittime di bossing o mobbing

Crea un diario dove appunti tutti gli atti di bossing o di mobbing che subisci nel tempo. All'interno dovrete specificare che tipo di attacco è, da chi è compiuto, chi sono gli altri membri dell'ufficio che osservano gli attacchi passivamente, chi si prodiga per difendervi, in che modo si svolgono questi attacchi e per quanto tempo e come questi vanno influenzare la vostra salute psicofisica.

È bene farsi degli alleati all'interno del proprio luogo di lavoro. Nonostante mobbing sia un fenomeno corale e il bossing sia un fenomeno verticale, temuto dai più perché effettuato dal supervisore, ci sarà sempre qualcuno all'interno dell'ufficio che si schiererà dalla vostra parte.

Dovrete ricercare, per questo motivo il loro supporto, parlando poi con il tuo superiore - o il superiore differente da chi compie gli atti di bossing - oltre che la direzione e le risorse umane.

Infine, è giusto sempre confidarsi con la propria famiglia e le persone più vicine a noi. Lo stress, lancia e tutto il carico emotivo dovranno essere suddivisi tra le persone che ci vogliono bene. Tenersi tutto dentro fa male.

Inoltre, sembra inutile da dire, ma i primi a star bene dovrete essere voi, dunque, cercate di curare la vostra salute mentale e fisica facendo quel che più vi piace, come ad esempio rilassarvi facendo meditazione, seguendo una dieta equilibrata e seguendo dei corsi o delle lezioni per migliorare professionalmente parlando.