La scelta di lavorare da casa è alle volte necessaria, e grazie all’evoluzione delle nuove tecnologie come Skype, Zoom e Google Meet, nonché tutti i software di gestione del team, non è più indispensabile recarsi fisicamente sul posto di lavoro per essere produttivi.

Infatti, alcuni studi dimostrano che lavorare da casa potrebbe anche essere più efficace.

Anche i datori di lavoro hanno infatti cominciato a percepire i benefici del lavoro da casa sui loro dipendenti: secondo una ricerca dell’Harvard Business School, lo smart working porta maggiore produttività, meno defezioni e costi di gestione più contenuti.

In questo articolo, mostreremo una visione realistica del lavoro da casa, presenteremo degli esempi e vedremo i pro e i contro.

Lavoro da casa: per iniziare

Come qualsiasi normale posto di lavoro, l’attività indipendente svolta a casa deve avere un unico obiettivo principale: la produttività. E per ottenere un livello di produttività adeguato, è necessario munirsi delle condizioni e della tecnologia adatta.

Prima di tutto, bisogna capire cosa richiede il tipo di lavoro da casa che vogliamo svolgere. Le ore sono flessibili o prestabilite? Di cosa ho bisogno, sia materialmente che a livello di competenze, e come posso ottenerlo?

Se decidiamo per il lavoro autonomo ma offriamo i nostri servizi a qualcun altro è bene fare le domande giuste e capire quali sono le richieste del nostro cliente, per evitare di trovarci a non riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Inoltre, dobbiamo tenere presente che uno spazio all’interno della nostra abitazione dovrà essere adibito esclusivamente ad ufficio, perché avremo bisogno di un luogo dove poter lavorare tranquilli e tenere in ordine tutta la documentazione necessaria.

Parlando di ufficio casalingo, è vitale per qualsiasi smart worker una connessione internet rapida e stabile: se in famiglia tutti utilizzano la connessione, la banda potrebbe risentirne, oppure potremmo trovarci davanti ad un malfunzionamento. Per questo motivo, è sempre meglio avere una connessione internet di riserva, ad esempio un router portatile.

Il telefono è inoltre il nostro grande alleato: con il continuo evolversi delle app di comunicazione, uno smartphone può sostituire in molti aspetti un PC, quindi è bene conoscere e utilizzare le app disponibili. In questo interessante video di TechPrincess, vediamo quali sono le migliori e come utilizzarle!

Lavoro da casa: la salute prima di tutto

Mettendo da parte per un attimo gli aspetti tecnici, dobbiamo concentrarci anche sul nostro benessere mentale, per evitare il burnout e il sovraffaticamento. Prima di tutto, quando lavoriamo dobbiamo ridurre al minimo le distrazioni.

Purtroppo per molti genitori che scelgono di lavorare da casa evitare le distrazioni è difficile, ma dobbiamo riuscire a ritagliare uno spazio completamente dedicato a noi.

In America, ad esempio, c’è un boom di home office parents: tre o quattro genitori si trovano a casa di uno di essi e fanno a cambio per occuparsi dei figli di ciascuno, quando possibile. Questo favorisce la socializzazione, sia dei bambini che dei genitori, che lavorando da casa hanno poche occasioni per confrontarsi con altre persone.

Parlando di socializzazione, a molti potrebbe piacere l’autonomia e l’indipendenza che un lavoro da casa può dare, ma anche i più introversi potrebbero cominciare a sentirsi “in trappola” dopo settimane a casa da soli, a lavorare su un progetto.

Per questo motivo, è bene preservare la propria sfera relazionale cercando di organizzare più occasioni di svago possibile durante i momenti off.

Lavoro da casa: traduttore freelance

Passando agli esempi, una delle professioni più in voga è il traduttore freelance. Questa è un’ottima opzione per i bilingue: tradurre online potrebbe essere una professione redditizia, ed i progetti su cui lavorare aumentano se la lingua conosciuta non è così popolare.

Il mercato è saturo di traduttori inglese-italiano, ma per una persona che parla l’arabo o il cinese mandarino ad esempio, i lavori di traduzione sono la scelta vincente.

Di solito, questo tipo di progetti consistono nel tradurre un testo in lingua straniera nella propria lingua nativa. Questo perché, per quanto un traduttore possa conoscere una seconda lingua a menadito, è sempre più semplice elaborare testi nella propria lingua madre.

I traduttori possono trovare collaborazioni in una miriade di settori, alcuni più specializzati di altri. Dalla medicina al lifestyle, fino alla finanza ed all’alimentazione. Qualsiasi industria può beneficiare di un traduttore per estendere il suo pubblico.

Un traduttore può essere freelance ed avere la propria ditta individuale oppure lavorare per agenzie specializzate, ma in generale questo lavoro offre una flessibilità di orari ed una libertà decisamente allettante, richiedendo però una conoscenza molto specializzata di una lingua straniera.

Per lavorare nella traduzione, le certificazioni sono consigliate ma non obbligatorie. Ci sono una moltitudine di corsi online che offrono un certificato di specializzazione, ma è a discrezione della persona decidere se studiare prima o provare a buttarsi subito nel mondo del lavoro.

Attenzione però alle truffe: tantissimi offrono certificati fasulli a costi spropositati, che però non valgono niente. Il modo migliore per ottenere una certificazione è sempre quello di partecipare ai corsi regionali, che però spesso richiedono almeno una laurea triennale. Tantissimi ce la fanno anche senza.

Ci sono diverse piattaforme che offrono lavori di traduzione ai freelance, di seguito elenchiamo i più famosi:

  • ProZ è uno dei siti più celebri per i lavori di traduzione freelance. Basta registrarsi, inserire la propria lingua madre e le altre lingue conosciute per trovarci davanti una bacheca ricca di progetti, lunghi o corti che siano.
  • Scrybs si concentra invece sulle imprese che vogliono espandere il proprio pubblico all’estero o localizzare delle succursali. Per accedere a questa piattaforma, sarà necessario superare dei test. Una volta superati, Scryb offre forse i lavori meglio pagati.
  • UpWork è invece una piattaforma un po’ più generalizzata e rivolta ai freelance di qualsiasi tipo. Qui sarà possibile compilare un profilo inserendo tutte le proprie competenze per poi trovare ogni tipo di progetto a cui potremmo potenzialmente essere interessati.

Lavorare da casa: aprire un’ecommerce

Con il boom degli acquisti online – conseguenza diretta della pandemia – in molti hanno visto un’opportunità nell’aprire un negozio in rete. Sebbene la concorrenza sia spietata, con qualche corso online ed acquisendo buone competenze di digital marketing, una persona determinata può avere un discreto successo.

Sono tantissimi infatti coloro che decidono di generare la propria rendita vendendo online, ma ci sono diversi tipi di e-commerce e ciascuno ha il proprio pubblico e il proprio tipo di gestione. Gli e-commerce più diffusi sono:

  • Artigianato. In questo caso, dovremo sfruttare qualcosa che sappiamo già fare e che non sia però troppo inflazionato.
  • Rivendita. Questo modello di e-commerce è rivolto a chi ha un discreto budget da spendere e spazio per un magazzino.
  • Dropshipping. Simile alla rivendita ma col vantaggio di non dover fare magazzino

Negli ultimi due casi, l’e-commerce prende molto tempo solo per partire. Una volta ben oliato il meccanismo, il tempo da dedicare al nostro negozio online saranno poche ore al giorno per la gestione degli ordini, del marketing e del customer service.

Nel caso dell’artigianato, essendo noi i primi produttori il discorso cambia, ma rimane il vantaggio di poter comunque lavorare da casa!

Lavorare da casa: pubblicare su Amazon

Per i più fantasiosi e bravi a scrivere, il sogno di pubblicare il proprio romanzo o saggio potrebbe essere più vicino di quanto si immagina.

Pubblicare il proprio libro su Amazon è diventata un’ottima opportunità per gli autori indipendenti di farsi conoscere senza dover elemosinare un po’ di attenzione dalle grandi case editrici. La cosa più interessante è che il servizio è totalmente gratuito.

Amazon si prenderà solo il costo di stampa dalle royalties nel caso in cui volessi vendere copie fisiche del tuo manoscritto insieme alla versione digitale.

È possibile trovare una guida completa ed esaustiva qui!

Lavoro da casa: attenzione alle truffe

La regola per qualsiasi tipo di lavoro rimane sempre e solo una: se è troppo bello per essere vero, probabilmente lo è. In molti si sono trovati, agli albori della loro carriera smart, a leggere centinaia di mail con promesse di guadagni ingenti e minimo sforzo.

Sarebbe molto bello vedere il proprio conto in banca gonfiarsi senza dover lavorare troppo, ma tutto ha un prezzo. È fondamentale prendersi il tempo per fare ricerche su una potenziale collaborazione o un progetto “troppo vantaggioso”.

Il primo segnale di un business illegittimo è che non fornisce il proprio nome in sede di ricerca di candidati. La prima arma che abbiamo per difenderci dalle truffe è proprio il nome di un’azienda, che andremo a cercare su Google per accertarci della sua credibilità. Se il nome non ci viene fornito, è meglio tenersi alla larga.

Alcuni finti recruiter potrebbero anche utilizzare nomi ben conosciuti e spacciarsi per rappresentanti di aziende ben conosciute: in questo caso, dovremo anche prenderci la briga di fare ricerche sui nomi che ci hanno fornito e vedere se sono davvero chi dicono di essere.

Infine, ogni azienda che si rispetti chiede un curriculum e fa colloqui per conoscere i candidati: se ci troviamo ad essere subito selezionati per un lavoro, senza nessun processo conoscitivo in partenza, probabilmente si tratta di un qualche schema non troppo legittimo.

Teniamo sempre a mente che non dobbiamo trovarci in nessun modo a pagare per essere assunti. Nel caso in cui ci venga chiesto qualcosa in più oltre al nostro tempo ed alle nostre competenze, fosse anche solo una somma minima, è meglio non fidarsi.

Il network marketing rimane sempre la terra di mezzo: tantissimi business sono legittimi e possono diventare un’ottima fonte di guadagni, ma alcuni si tramutano in veri e propri schemi a piramide – illegali da molto tempo – che permettono di guadagnare solo agli upline che stanno molto in alto.

Se volessimo comunque provare a lavorare in questo ambito, una ricerca sull’income disclosure – ovvero lo stipendio medio di un associato, che queste aziende devono mostrare per legge – è d’obbligo.