Debutta in rete in modo sperimentale InPa, il portale per il reclutamento degli italiani in cerca di lavoro che vogliono mettersi a disposizione della Pubblica Amministrazione. Si tratta del primo portale interamente dedicato al reclutamento di professionisti, una porta digitale di accesso al lavoro. Da oggi sarà possibile inserire il proprio curriculum.

Come annunciato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione del Governo Draghi, Renato Brunetta, parte il nuovo portale InPa dedicato al reclutamento digitale di figure professionali che vogliano entrare a far parte della Pubblica Amministrazione.

Il portale disponibile a questo link: https://www.inpa.gov.it/ è stato annunciato dal Ministro Brunetta attraverso una nota del Ministero. 

Nel sito del ministero www.funzionepubblica.gov.it  si specifica che:

“Da oggi e per le prossime settimane il Portale inPA - sviluppato dal Dipartimento della Funzione pubblica in collaborazione con Almaviva - funzionerà in modalità sperimentale per il solo inserimento dei curricula.”

Di cosa si tratta?

E’ un nuovo sistema digitale annunciato per snellire le procedure concorsuali e per mettere in riferimento il mercato effettivo del lavoro con l’offerta dei bandi e delle reali necessità di rinnovamento del lavoro all’interno della Pubblica Amministrazione.

La notizia rilanciata dalle principali agenzie di stampa nazionali come Ansa riporta:

“Dall'autunno sarà implementata la pubblicazione dei bandi e degli avvisi di selezione del personale necessario alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.”

Una partenza soft dunque e sperimentale che per ora punta alla raccolta dei curriculum di chi volesse proporsi con la propria professionalità ed offrire al sistema le proprie competenze.

Sempre sulle agenzie di stampa come Adnkronos

“Debutta in rete 'InPa - il Portale del Reclutamento', la porta digitale unica di accesso al lavoro dedicata al reclutamento nella Pubblica amministrazione. I cittadini potranno registrarsi al portale InPa tramite Spid.”

Un sistema integrato con la moderna tecnologia, semplificato dall’accesso tramite Spid che i desiderosi alla ricerca del lavoro devono impiegare per accedere alla piattaforma.

Ma vediamo meglio di cosa si tratta e perchè nasce.

Il debutto di InPa per il reclutamento nella Pubblica Amministrazione

Debutta InPa il portale digitale per accedere al lavoro nella Pubblica Amministrazione.

Si tratta di un progetto promosso dal Ministero per la Pubblica Amministrazione, e sviluppato dal Dipartimento della Funzione pubblica in collaborazione con Almaviva.

InPa è stato istituito nel 2019 con la legge n. 56: “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo.”

Nel piano triennale del progetto sono previste le azioni che serviranno a garantire l’efficienza delle Pubbliche Amministrazioni. 

L’art. 1 della legge n.56 - visibile nella pubblicazione riportata in Gazzetta Ufficiale – riporta quanto segue:

“Il Piano contiene: 

a) le azioni dirette a garantire la corretta applicazione delle disposizioni in materia di organizzazione, funzionamento, trasparenza e digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e la conformità dell'attività amministrativa ai principi di imparzialità e buon andamento.”

Il progetto dunque molto più ampio della nascita del semplice portale, vuole mettere in evidenza le azioni utili a garantire il corretto avanzamento della Pubblica Amministrazione italiana e il suo efficientamento anche in termini digitali.

InPa è stato inserito nel PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – ed è stato successivamente disciplinato dal decreto legge n. 80/2021 (convertito con la legge n. 113 del 6/08/2021).

Nella Missione 1 del PNRR – Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo - sono stati stanziati 40,32 miliardi di euro di cui 9,75 miliardi sono stati dedicati alla Digitalizzazione, Innovazione, e Sicurezza nella PA.

La missione ha come scopo quello di trasformare nel profondo la Pubblica Amministrazione seguendo una strategia incentrata alla digitalizzazione.

Lo scopo è che la PA diventi un’alleata dei cittadini, con servizi efficienti e al passo con i tempi.

Per raggiungere questo modello è necessario agire sugli aspetti delle infrastrutture digitali, che non sempre sono visibili ai cittadini.

Come? Lavorando per punti attraverso la migrazione dei dati verso i cloud, accelerando la collaborazione e l’operabilità interconnessa tra i vari enti pubblici, riducendo le procedure burocratiche come il reperimento dei dati già forniti dai cittadini e lavorando sul rafforzando la cybersecurity, argomento più che mai di attualità dopo gli attacchi hacker subiti dalla Regione Lazio la scorsa settimana.

Nello stesso tempo lo scopo è estendere i servizi per i cittadini, semplificandone e migliorandone l’accessibilità equiparandosi agli standard condivisi dagli Stati Membri della UE. 

Per raggiungere questo sforzo le PA debbono offrire un servizio digitale performante, a cui si dovranno accompagnare interventi di supporto finalizzati all’acquisizione delle competenze digitali di base realizzati in coordinamento con le altre amministrazioni e che dovranno portare alla drastica semplificazione della farraginosa burocratica attuale.

Dal progetto pilota all’inserimento del Curriculum su InPa

Dal progetto pilota che rientra nella Missione 1 del PNRR ecco il primo passo che prevede una partenza soft preliminare che poi si svilupperà in più step.

Da oggi i cittadini potranno inserire il loro curriculum sul sito www.inpa.gov.it

L’accesso che dovrà avvenire tramite Spid comporterà il rilascio dei propri dati tra cui il percorso formativo, gli studi conseguiti, le competenze maturate e le esperienze compiute nella professione. Così come faremmo in un qualsiasi portale di ricerca attiva del lavoro.

Il tutto avverrà mediante la compilazione di un form che il Ministero garantisce sia stato appositamente predisposto per preservare la sicurezza dei dati sensibili inseriti dai cittadini.

A seguire il reperimento del capitale umano, le offerte di lavoro si dovranno incontrare in modo trasparente, e si presume anche in tempo reale, con le competenze di non si sa quanti ma si spera di milioni di lavoratori e professionisti interessati a fare parte della PA.

Lo scopo è chiaramente trovare anche da parte delle PA profili professionali realmente in linea con la richiesta attuale delle pubbliche amministrazioni.

Per fare questo ci si avvarrà di banche dati contenenti i nomi dei professionisti iscritti agli Albi, ma anche dei nomi di coloro che svolgono professioni che non fanno capo ad ordini professionali.

Per giungere a tal fine il 16 luglio di quest’anno è stato firmato un Protocollo d’intesa tra il Dipartimento Funzione pubblica e ProfessionItaliane che comprende una rete di professioni tecniche e i Cup: parliamo di oltre 1,5 milioni di persone.

Il mese successivo il 4 agosto, è stato siglato il Protocollo con il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili che conta 120.000 professionisti. Di seguito è stato firmato quello con Assoprofessioni, a cui appartengono 50.000 addetti le cui professioni non sono regolamentate, come ad esempio i consulenti esperti in ambiente e sicurezza sul lavoro.

Non è finita, il Dipartimento ha deciso di promuovere una partnership con Linkedin, il portale social più conosciuto nel mondo del lavoro che conta 750 milioni di iscritti in tutto il mondo di sui solo 15 milioni sono residenti in Italia. 

Lo scopo è proprio quello di poter raggiungere in modo mirato i migliori professionisti che lavorano in Italia mettendo a frutto le loro competenze e permettendo loro di offrire la loro professionalità anche in ambito pubblico e non solo privato. 

Come evolverà il progetto del portale InPa

Il processo sperimentale prevede che dopo questa prima fase di registrazione del proprio Curriculum, avvenga la pubblicazione sul portale degli avvisi di selezione del personale necessario, come richiesto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Entro il 2023 quanto il sistema sarà a pieno regime, il Portale in sinergia con la Gazzetta Ufficiale, dovrà ospitare i bandi dei concorsi pubblici ordinari e le procedure di mobilità dei dipendenti pubblici.

Si tratta di un progetto rivoluzionario che ha come scopo quello di mettere in collaborazione il sistema del servizio pubblico con i cittadini stessi che ne fanno parte.

Come lo stesso PNNR sottolinea nel capitolo legato alla Missione M1C1 è necessario Abilitare gli interventi di riforma della PA investendo in competenze e innovazione e semplificando in modo sistematico i procedimenti amministrativi (riduzione dei tempi e dei costi).

Questo progetto è sicuramente in linea con questi investimenti.

Una Pubblica Amministrazione che possa essere definita efficace deve saper essere di supporto ai cittadini, ma anche alle imprese, fornendo servizi facilmente accessibili, semplici, universali e tecnicamente performanti.

La recente e ancora in corso pandemia, non ha dato scampo al sistema promuovendo suo malgrado inevitabilmente una trasformazione non più rimandabile.

La PA deve ridurre le distanze che esistono tra enti e soggetti facenti parte della popolazione, deve accorciare i tempi della burocrazia. Deve colmare i ritardi accumulati negli anni. Il percorso non sarà privo di ostacoli, ma questo è un primo sforzo verso la digitalizzazione a cui seguiranno altri investimenti previsti dei sette che riguardano tre macro riforme.

Ripetiamo dunque che per chi fosse interessato a mettere in campo la propria professionalità, il portale oggi è già disponibile a raccogliere i curriculum di chi vorrà proporsi. 

La registrazione deve avvenire tramite SPID ed è e sarà in futuro, l’unica porta d’accesso per il reclutamento del personale della PA rivolta a cittadini e Pubbliche Amministrazioni.  

La raccolta di questi dati dovrà servire per permettere alla di PA di agevolare la comparazione dei dati con la reale offerta in corso. Semplificazione che dovrebbe già di per sé migliorare i tempi di acquisizione nei prossimi mesi.