Perdere il proprio lavoro è una vera disgrazia, soprattutto in questi tempi incerti nei quali non si riesce a sopravvivere soltanto piantando pomodori nel proprio orto.

Avere un lavoro ci permette di fare fronte a tutte le nostre ordinarie esigenze e ci forma sia come persone che come individui della società.

soldi dello stipendio ci fanno sentire economicamente al sicuro e moralmente appagati.

L’impiego al quale ambiamo è spesso costellato di possibili opportunità di crescita professionale e sfide giornaliere.

L’impiego che scegliamo un pò ci definisce e si trasforma nel compito più difficile ed importante della nostra vita.

Ma cosa succede se per cause che vanno al di là della nostra volontà e della nostra compresione, ci ritroviamo improvvisamente con un pugno di mosce in mano e la scrivania sgombrata di tutte le nostre cose?

Si apre un mondo fatto di dubbi e nuove riflessioni collegato ad una condizione tutta nuova: la disoccupazione.

Che cos'è la Naspi:

 

Poiché la disoccupazione è intesa come:

“ una condizione sociale in cui il soggetto è privo di occupazione lavorativa a causa di fatti indipendenti dalla sua volontà o volontaria a seguito di inadeguate condizioni fisiche, sociali e morali”

in realtà si collega a quell’indennità che prende il nome di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego ( Naspi).

Questa indennità è destinata a tutti quei soggetti che hanno perso il loro posto di lavoro involontariamente e che, pertanto, si ritrovano a non percepire più uno stipendio sicuro.

Introdotta dal Job Act del Governo Renzi, è una specie di sostegno finanziario che viene richiesto dai soggetti disoccupati ma che comprende una serie di requisiti e delle modalità di erogazione precisi.

Ecco perché è importante conoscerli bene ed evitare di fare errori quando la si richiede.

Quali sono i requisiti e cosa cambia nel 2021:

requisiti minimi per accedere all’indennità di disoccupazione sono riassumbili nell’appartenenza a una delle seguenti categorie:

  • dipendenti a tempo indeterminato della Pubblica Amministrazione,
  • apprendisti,
  • personale artistico con contratto subordinato a tempo indeterminato,
  • soci lavoratori di cooperative con un rapporto di lavoro subordinato,
  • lavoratrici che hanno presentato dimissioni per giusta causa durante il periodo di maternità,
  • lavoratrici madri obbligate a presentare le dimissioni durante il periodo tutelato dalla maternità,
  • lavoratori che sono stati licenziati per motivi disciplinari.

Inoltre è fondamentale dimostrare lo stato di disoccupazione e aver versato nei 4 anni precedenti almeno 13 settimane di contributi.

L’elemento delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio della disoccupazione è stato eliminato temporaneamente dal Decreto Sostegni con lo scopo di :

“ consentire ad un numero più ampio di lavoratori, alla luce dell’emergenza causata dal Covid, di beneficiare dell’assegno di disoccupazione.”

Il requisito imprescindibile:

 

Tra tutti questi punti però, ve n’è uno di particolare rilevanza: quello di impegnarsi nella ricerca attiva di un nuovo lavoro.

Al fine di confermare lo stato di disoccupazione, i soggetti devono recarsi al Centro per l’Impiego, entro i termini previsti, per la sottoscrizione del Patto di Servizio personalizzato.

La disponibilità del soggetto a seguire le attività che vengono a lui disposte è fondamentale.

Chi non si impegna nel farlo e sceglie di non partecipare a tali servizi, sarà pesantemente sanzionato.

Tale sanzione viene prevista dal Decreto Legislativo 150/2015 fino alla revoca del beneficiario.

Nel caso in cui si parli di licenziamento collettivo:

“ la NASPI sostituisce quella che era la vecchia indennità di mobilità, con importo non più riferito alla Cassa Integrazione ma a quelli stabiliti dalla Naspi stessa” 

Il lavoratore disoccupato dovrà essere disponibile ad iniziare un altro lavoro non appena gliene verrà trovato uno, consegnando al Centro per l’Impiego i documenti necessari come la carta d’identità e la copia del contratto di lavoro.

Come presentare la domanda di disoccupazione:

La domanda di disoccupazione deve essere presentata entro e non oltre i 68 giorni decorsi dalla perdita del posto di lavoro.

Va inviata esclusivamente in modalità telematica tramite il sito ufficiale dell’Inps che poi provvederà a valutare la richiesta e a concedere l’asssegno qualora venga approvata.

Per inviare la domanda viene richiesta un’azione che implica l’uso di un’identità digitale ( Pin, Spid, Cie o Cns).

Se il soggetto non dovessere essere in possesso di tale strumento, la prima cosa da fare è richiederlo tramite patronato e, successivamente, avviare la pratica online.

Per facilitare quest’ultimo passaggio, l’Inps ha messo a disposizione un servizio Naspi precompilato online che però è ancora in fase di sperimentazione.

Niente paura! La compilazione è facile e ha pochi semplici  passaggi:

  1. accedere all’area Servizi online e fare il login,
  2. selezionare Invio Domande di prestazioni a sostegno del reddito 
  3. cliccare su Indennità Naspi 
  4. Dovete controllare bene i dati anagrafici personali, le motivazioni del licenziamento e le nformazioni che avete comunicato.

Una volta fatto questo potrete procedere all’invio.

È importante ricordare che anche questa presentazione comprende un’altra serie di requisiti tra i quali, il primo è proprio quello di non essere occupati in nessun modo, neppure saltuariamente, in un altro lavoro.

Quale importo vi spetta e quanto dura l'indennità:

 

Una volta inviata la richiesta di disoccupazione, i questiti più grandi sono essenzialmente due : quanto sarà l’importo e quanto durerà l’indennità.

Il calcolo dell’importo dell’assegno di disoccupazione si basa su:

“il totale delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali dei 4 anni precedenti la perdita di lavoro per il numero di settimane di contribuzione”

il quoziente ottenuto viene poi moltiplicato per il numero fisso 4,33.

Per il 2021, l’importo è pari al 75% della retribuzione mensile nel caso in cui risulti essere pari o inferiore a 1.195 euro.

Se il calcolo supera questa cifra viene aggiunta una somma :

“pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo.”

Il tetto massimo è fissato a 1314,30 euro al mese.

In questo assegno, erogato mensilmente, vengono compresi anche gli assegni al Nucleo Familiare qualora siano richiesti e spettanti.

Per quando riguarda la durata, è necessario tenere presente della storia contributiva del soggetto richiedente:

“la durata massima stabilita è pari alla metà delle settimane coperte da contribuzione nei 4 anni precedenti il giorno di perdita del lavoro.”

non può superare i 2 anni.

La guida specifica dedicata al suo calcolo è un valido strumento di consultazione per chi volesse saperne di più.

Legge di Bilancio e Naspi:

 

La Naspi è una tra le misure più importanti sulla quale è intervenuta la Legge di Bilancio 2021.

Per migliorare le prestazioni legate alle ricerca di nuovo lavoro si è modificato il comma 7 dell’art. 9 del D.L 4/2019:

“per i beneficiari della Naspi viene riconosciuto l’accesso all’assegno di ricollocazione nel limite di 267 milioni di euro per il 2021.”

e sarà l’Anpal a stabilire le modalità di erogazione.

Sempre in quest’anno, la Naspi si pone affianco al reddito di cittadinanza:

“chi ha perso il lavoro e percepisce l’indennità di disoccupazione potrà anche fare domanda per il Rdc.”

 

La disoccupazione esiste?:

In un post di Viviana Bianchi, lanciatrice di We empower blog, intitolato “La disoccupazione non esiste”, il tema della disoccupazione viene trattato in termini non solo economici ma anche filosofici.

Non esiste una disoccupazione vera e propria perché ognuno di noi è occupato con la propria esistenza:

“l’esistenza stessa è un’impresa”

Alzarsi al mattino e scegliere di non mollare, continuare a cercare offerte di lavoro, dire di NO se un offerta lavorativa non offre il giusto compendio alle nostre abilità e vivere la disoccupazione come un’occasione per ricominciare daccapo.

Come dire Viviana:

“L’importante è vedere tutto in termini di esperienza, accumulare dati per migliorare la strategia”