Lavoro, i giovani vedono il loro futuro fuori dall’Italia!

Come mai quasi tre giovani adulti su dieci vedono il proprio futuro lavorativo al di fuori del nostro Paese? Basta guardarsi attorno e aprire un normale annuncio di lavoro su internet per capire il perché. 

Muovendosi sulla rete troviamo offerte per Copywriter che dovranno occuparsi almeno della stesura di due articoli al giorno, per un minimo di 800 caratteri, pagati 1.00 € netto ad articolo, ma anche giovani neolaureati che parlino perfettamente (richiesto C1 e C2) inglese, spagnolo e tedesco, con almeno 5 anni di esperienza, per 800 euro al mese

Ed è, forse, per questo motivo che i giovani italiani guardano oltre il confine e cercano speranze altrove, magari in Spagna, in Francia o in Portogallo, o addirittura oltreoceano verso Canada e Stati Uniti o in Australia. 

È stato analizzato che due ragazzi su tre ha un fratello o una sorella NEET - Neither in Employment or in Education or Training – sostanzialmente, un giovane che non è impiegato né in attività di studio, né nel lavoro e tantomeno in percorsi di formazione. 

Per i giovani italiani, infatti, il principale fattore che scatenerebbe l’ansia sta nella ricerca attiva di un lavoro soddisfacente, sia dal punto di vista professionale, che dal punto di vista economico.

A tal proposito al secondo e al terzo posto dei fattori scatenanti angoscia nei giovani per una ricerca attiva di un impiego troviamo sicuramente il raggiungimento di un’autonomia finanziaria di tipo individuale, oltre che il soddisfacimento del nucleo di appartenenza e la costruzione di una propria famiglia. 

Andiamo ad osservare insieme gli ultimi dati raccolti lo scorso anno, dall’osservatorio politiche giovanili della Fondazione Bruno Visentini proprio su questo tema. 

Lavoro, i giovani e il ritardo nel raggiungimento dell’indipendenza economica

Le aspirazioni e le preoccupazioni dei giovani italiani sono state inserite nell’indagine condotta lo scorso anno, nelle mensilità da maggio a luglio 2021, tra i ragazzi della scuola secondaria di secondo grado. Sono stati presi a campione oltre tremila ragazzi delle scuole superiori tra i 14 e i 19 anni

Si legge, infatti, sul sito ufficiale di Giovani e Comunità Locali:

“Le difficoltà sono confermate dall’Indicatore del divario generazionale che rileva il ritardo accumulato dalle nuove generazioni rispetto alle precedenti nel raggiungimento dell’indipendenza economica e sociale, che nel 2020 ha raggiunto il record di 142 punti.”

Tale record non era stato mai più toccato dall’anno 2006. Insomma, pare proprio che per i giovani, in particolare quelli della Generazione Zero, nati tra il 1996 e il 2015, sia sempre più difficile trovare un lavoro soddisfacente e che gli garantisca sicurezza e indipendenza economica. 

Lavoro, i giovani in futuro si vedono fuori dall’Italia

Le domande, come dicevamo poc’anzi, sono state poste a circa 3 mila studenti delle scuole superiori, i quali hanno dichiarato di avere un fratello o una sorella NEET, non impiegato in alcun tipo di lavoro, stage o tirocinio, e che non frequenti un’università o un percorso di formazione.

Tale risposta preoccupa molto se confrontata con i numeri del biennio precedente 2019 e 2020, perché in aumento. 

Ai giovani ragazzi, inoltre, è stato anche domandato dove si vedono nel 2030 e le loro risposte sono state le seguenti:

la maggioranza, il 71.5 % dei ragazzi, ha dichiarato di immaginare il proprio futuro qui in Italia. Di questi, la maggior parte 33.6 % ha dichiarato di vedersi in un’altra regione della Penisola, mentre il 22.2 % ha dichiarato di vedersi ancora nella propria città. Il 15.7 % si vede, invece, nella propria regione, ma vorrebbe cambiare città.

I dati preoccupanti, però, riguardano le percentuali dei giovanissimi che già si immagina all’estero. Parliamo del 28.5 % degli intervistati, di cui il 17 % dichiara di voler restare in Europa, mentre l’11.5 % ha già in mente di evadere e andare dall’altra parte del mondo. 

Lavoro, ecco le principali preoccupazioni legate al futuro dei giovani studenti

Nell’indagine che viene svolta annualmente “Giovani e Futuro” sono stati anche presi in considerazione gli agenti scatenanti l’ansia nei ragazzi nei confronti del domani. Tutti gli intervistati avevano la possibilità di esprimere unicamente tre opzioni.

  • Il 21.44 % dei giovani tra i 14 e i 19 anni ha mostrato ansia per la ricerca di un lavoro soddisfacente per il proprio futuro;

  • il 13.44 %, invece, ha paura di non riuscire ad ottenere una solida autonomia finanziaria;

  • il 12.82 % ha espresso il timore di non riuscire a soddisfare il benessere della propria famiglia;

  • l’11.29 % dei ragazzi ha dichiarato di essere preoccupato di non fare carriera nella vita;

Seguono, poi, con un 10.5 % il timore del degrado ambientale, il 10.44 % ha paura per la sua salute mentale e/o fisica, l’8.17 ha manifestato angoscia per clima politico e sociale alquanto instabile, mentre il 5.91 % ha espresso il timore di Guerre e di azioni di tipo terroristico. Agli ultimi posti troviamo il livello di sicurezza della città in cui si risiede e il terrore per la protezione della privacy: 3.02 e 2.97%.

Inoltre, si legge dal Sole 24 Ore:

In tema di formazione-lavoro, ai “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” - l’ex alternanza scuola-lavoro-, ha partecipato il 43% del campione di studenti. Tra questi il 67% si dice parzialmente o totalmente soddisfatto dell’esperienza, mentre i restanti si suddividono equamente tra chi non è molto soddisfatto e chi non lo è per nulla.

Lavoro, cosa i giovani studenti italiani ritengono importante per il proprio futuro

Solo tre studenti su dieci hanno dichiarato che occorrerebbe mettere in cima all’agenda politica nazionale il tema relativo alla Scuola, oltre che della formazione e del lavoro. Due ragazzi su dieci, invece hanno ritenuto importante il tema dell’innovazione e sviluppo economico e sempre due i temi di salute e la sostenibilità ambientale.

Alcuni pensano, poi, all’inclusione sociale e ad un’equa inclusione per tutti, in egual modo. Altri sognano la parità di genere e altri ancora la lotta alla criminalità, in cui vanno inseriti anche i crimini di tipo informatico.

Fortunatamente, rispetto all’anno precedente (2020), nel 2021 i ragazzi si sono esposti per richiedere una maggiore attenzione riguardo alle tematiche della scuola, oltre che della formazione e del lavoro, soffermandosi anche sul pari trattamento di genere, oltre che all’inclusione sociale. 

Stringendo il campo, invece, pensando solo alla realtà del proprio comune, i ragazzi hanno messo in cima alla classifica la questione ambientale e del climate change chiedendo a gran voce una riduzione di inquinamento, oltre che del degrado ambientale. 

Si vuole, poi, puntare la lente sulla crescita di un’economia locale e, soprattutto, degli spazi unicamente dedicati ai ragazzi giovani. Si è notato come, dal 2020 al 2021, i ragazzi hanno direzionato la loro attenzione, non più sull’ambiente, ma sulla questione economica. 

C’è da sorprendersi quando leggiamo che ben otto ragazzi su un totale di 10 si sono dimostrati fiduciosi nel futuro. La ricerca completa la potrete trovare in questo link di Giovani e Comunità Locali.