Lavoro, Green Pass e No Vax: cosa cambia dal 1° aprile! News

Mancano poco più di 24 ore e, poi, dopo due anni e due mesi, potremo dire ufficialmente addio allo Stato di Emergenza che ci ha accompagnato per tutta la durata della Pandemia. 

In realtà, nonostante lo sguardo di tutti si sia spostato dal Covid-19, in direzione della Guerra tra Russia e Ucraina, i contagi di coronavirus non sono ancora calati.

La curva epidemiologica, infatti, sta tardando nella sua discesa e, solo ieri 29 marzo 2022 abbiamo avuto un incremento di contagi pari a 99.457, con 177 decessi

Nonostante ciò, però, non sarà prorogato lo Stato di Emergenza e, passo dopo passo, riusciremo anche ad abbandonare la Certificazione Verde anti Covid-19, l’odiatissimo Green Pass. 

Ricordiamo che con il decreto-legge del 7 gennaio 2022 era stato stabilito che il Green Pass di base serviva per entrare in: esercizi commerciali, uffici pubblici – INPS, INAIL, Poste Italiane – e per servizi alla persona – barbieri, parrucchieri ed estetisti.

Dal 15 febbraio, inoltre è stato stabilito l’obbligo di possedere il Green Pass rafforzato per tutti i 50enni o gli over 50 sul posto di lavoro, mentre gli altri dovevano esibire anche solamente il normale Green Pass. 

Sempre con il decreto-legge del 7 gennaio è stato sancito l’obbligo vaccinale per i cittadini italiani e stranieri con più di 50 anni.

Andiamo a vedere nel dettaglio cosa cambia dal 1° aprile 2022, dopo la fine dello Stato di Emergenza, in particolar modo nei luoghi di lavoro. 

Green Pass e luoghi di lavoro, ecco le regole in vigore fino al 31 marzo 2022

Da venerdì 1° aprile cambieranno molte cose, soprattutto per il mondo del lavoro. Ricordiamo, infatti, che fino ad oggi il Governo Draghi, in accordo con il Comitato Tecnico Scientifico e il Ministero della Salute, aveva stabilito:

  • il Green Pass di base per tutti i soggetti fino a 50 anni, per accedere al lavoro; 

  • il Green Pass rafforzato dai 50 anni in su, sempre al lavoro;

  • obbligo vaccinale per personale scolastico, personale sanitario, forze dell’Ordine. 

Per fare un breve ripasso, ricordiamo che il Green Pass di base è ottenibile con un tampone antigenico, valido 48 h, oppure con un tampone molecolare, valido 72 h;

  • il Certificato Verde rafforzato è ottenibile con due dosi di vaccino, oltre che con la guarigione dal virus;

  • il Mega Pass, o Pass-Booster, è ottenibile unicamente con la dose addizionale di vaccino, o terza dose. 

Andiamo, ora a vedere cosa cambia dal prossimo venerdì 1° aprile 2022, con la cessazione dello Stato di Emergenza. 

Green Pass per svolgere il proprio lavoro, ecco quando scadrà l’obbligo

L’obbligo di presentare la certificazione sanitaria contro il Covid-19 rimarrà anche dopo la scadenza dello Stato di Emergenza, nel mese di aprile, ma non durerà molto. 

L’esecutivo guidato dall’ex capo della Banca Centrale Europea, infatti, ha deciso di effettuare una rimozione progressiva della certificazione verde, e non radicale già con l’arrivo del 1° marzo, come invece è stato fatto dalla Francia che ha eliminato tutte le restrizioni da più di due settimane. 

La scadenza dell’obbligo di possedere un Green Pass di base per andare al lavoro è stata fissata al 30 aprile 2022, dunque, i lavoratori avranno davanti a loro ancora un mese di tamponi antigenici o molecolari.  

Dal 1° maggio 2022, la Festa dei Lavoratori, non verrà più richiesto il Green Pass e non solo nei posti di lavoro, ma ovunque. Il certificato diventerà un lontano ricordo.

Andiamo, ora, a vedere la sorte del super certificato verde anti Covid-19. Verrà abbandonato anche lui da maggio? Vediamo. 

Super Green Pass sul lavoro, dal 1° aprile 2022 verrà abbandonato?

I cinquantenni e gli over 50 possono tirare un sospiro di sollievo, poiché da venerdì decade l’obbligo di essere in possesso del Super Green Pass per accedere sul posto di lavoro. Rimarrà il vecchio pass di base, che è stato adottato dallo scorso 15 ottobre per tutte le categorie di lavoratori. 

Insomma, tutti i lavoratori che per principio hanno deciso di assentarsi senza percepire lo stipendio per non sottoporsi al vaccino e che non hanno contratto il virus, potranno tornare al lavoro e ricominciare con il vecchio sistema dei tamponi. Ricordiamo, infatti, l’Art. 1 comma 4 relativo all’estensione dell’obbligo vaccinale:

“I lavoratori di cui ai commi 1, nel caso in cui comunichino di non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 di cui al comma 1 o che risultino privi della stessa al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, sono considerati assenti ingiustificati, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, fino alla presentazione della predetta certificazione, e comunque non oltre il 15 giugno 2022.”

È importante, però, ricordare che per i cinquantenni e gli over 50 l’obbligo vaccinale sussisterà fino al 15 di giugno. Chi non si sottoporrà al vaccino potrà ricevere una multa una tantum dall’Agenzia delle Entrate di 100 €. 

Vaccino per andare al lavoro per determinate categorie, ecco cosa succede ora

Passiamo, ora, oltre il Green Pass e iniziamo a vedere tutte le categorie lavorative per le quali era stato disposto l’obbligo vaccinale. 

Un esempio, possono essere il personale medico e sanitario, oltre che i lavoratori delle RSA. Per queste categorie, infatti, essendo ad alto rischio di eventuale contaminazione con il virus proprio sul luogo di lavoro, è stato esteso l’obbligo vaccinale fino a fine anno, al 31 dicembre 2022

Anche in questo caso, niente lavoro e niente retribuzione per chi dovesse decidere di non sottoporsi alla somministrazione del vaccino.

Per il caso della Scuola, invece, i no-vax – cittadini che hanno rifiutato di sottoporsi al vaccino – potranno tornare a lavorare, ma dovranno presentare all’ingresso almeno il Green Pass di base

Viene eliminato l’obbligo vaccinale, anche se in realtà il vaccino sarà un requisito indispensabile per insegnare. Insomma, gli insegnanti no-vax potranno tornare a scuola già dal 1° aprile, ma dovranno svolgere solamente attività di supporto all’istruzione e non insegnare nelle aule. 

Fino al 15 giugno, infatti, gli insegnanti che non si sono sottoposti al vaccino non potranno entrare nelle aule e stare a contatto con i propri studenti.  

Anche per le Forze dell’Ordine, polizia e polizia penitenziaria, rimarrà l’obbligo vaccinale almeno fino al 15 giugno 2022. Nonostante tutto, però i no-vax possono già rientrare in servizio. Si legge su Money.it:

“Poliziotti, militari e carabinieri non vaccinati, infatti, già dal 25 marzo 2022 hanno potuto fare rientro al lavoro presentando il green pass base, obbligatorio fino al 30 aprile.”

Green pass e lavoro, le ultimissime novità per lo Smart Working

Passiamo, ora, a una novità molto interessante riguardante la possibilità di lavorare da remoto. Lo smart working, infatti, doveva già scadere con la fine dello Stato di Emergenza, ma il Governo ha deciso di concedere una proroga fino a fine giugno. 

La possibilità di ricorrere al lavoro agile – o smart working – è stata prorogata fino al 30 giugno 2022, anche senza accordo individuale tra lavoratore dipendente e datore di lavoro per il settore privato. Tale accordo, invece, è obbligatorio nella Pubblica Amministrazione.

Se volete saperne di più riguardo a tutte le novità sullo Smart Working a partire dal 1° aprile 2022 vi consigliamo la lettura di questo pezzo: Smart Working prorogato fino al 30 giugno 2022! News