Alcuni dati circa la situazione del lavoro e le sue relative dinamiche e implicazioni nel panorama italiano potrebbero in qualche modo incoraggiare. Il Pil segna un primo trimestre positivo a +0,1%, mentre nel corso dei primi 4 mesi 120mila occupati in più

D’altronde, le persone alla ricerca di lavoro si segnalano in «forte crescita» arrivando a sfiorare +870mila unità (+48,3%), anche per via «dell’eccezionale crollo della disoccupazione che aveva caratterizzato l’inizio dell’emergenza sanitaria»

Esemplificativo il confronto con due report Istat, il primo inerente i conti economici trimestrali, il secondo invece volto alla disamina su occupati e disoccupati nel mese di aprile.

Due inchieste che ben immortalano lo stato dell’arte dell’economia del nostro Paese. Il primo report avvalora la convinzione che il rilancio dell’economia, a seguito dell’inevitabile blackout dovuto all’attuazione di misure restrittive volte a frenare i contagi da coronavirus, va man mano delineandosi. Il secondo report, quello sul mercato del lavoro, accende i riflettori almeno su due aspetti. 

In primis si può notare come ad aprile sia proseguita l’evidente crescita dell’occupazione già censita nei due mesi precedenti, andando a sfiorare uno sviluppo di oltre 120 mila lavoratori in più rispetto a gennaio 2021. In secondo luogo va detto come rispetto a febbraio 2020, mese antecedente a quello di inizio della crisi sanitaria, gli occupati siano oltre 800 mila in meno e l’indice di occupazione sia in calo di quasi 2 punti percentuali.

La ricerca del lavoro nei consigli di Valerio Villani

Valerio Villani, laureato magistrale con lode in management, sul suo canale YouTube ha l’intento e il sogno di aiutare le persone a realizzarsi. È Teaching Tutor in Luiss in Strategic Brand Management e Marketing.

In seguito si è licenziato a 24 anni dopo aver conquistato un contratto a tempo indeterminato con una multinazionale di ricerca e selezione di personale. Dopo centinaia di iter selettivi e migliaia di colloqui svolti da selezionatore, ha deciso di mettere al servizio di tutti quello che ha imparato, utilizzando come tramite proprio il suo canale YouTube (Valerio Villani).

Nel video in questione Valerio va a presentare quali potrebbero essere i migliori siti e le migliori piattaforme per cercare opportunità lavorative, evidenziandone i pro e i contro di ognuna di queste piattaforme e soprattutto al termine del video, rivelerà quali tra queste piattaforme risulti essere la più efficace per aiutare a trovare il miglior lavoro per ciascuno.

Lavoro e occupazione: Istat ribalta le stime

Un focus sullo status di salute della nostra economia pare più che doveroso. Il primo trimestre del 2021 alla sua conclusione registra un contesto in crescita.

L’Istat ha così rovesciato le prime stime del 30 aprile scorso, che designavano una discesa congiunturale dello 0,4%, quantificando per il trimestre gennaio-marzo un aumento del Pil (perfezionato per gli effetti di calendario e destagionalizzato) dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Ribaltata anche la stima sul primo trimestre 2020, a -0,8% rispetto al -1,4% annunciato nel mese di aprile.

Il recupero dell’attività produttiva c’è e può dirsi moderato. L’Istat lo ammette e pone in evidenza come questa stessa graduale ripresa sia la sintesi di uno sviluppo del valore aggiunto del settore agricolo e del settore industriale oltre che di una contrazione del terziario che in alcuni suo aspetti ha patito e patisce ancora degli effetti collaterali delle norme poste a freno del virus in ottica emergenza sanitaria.

Il contesto della domanda si contorna di un forte stimolo della componente interna, sostenuta dalla ripresa degli investimenti e dal rinnovato concorso positivo delle scorte, mentre un apporto negativo è giunto però dall’estero per l’aumento delle importazioni a dispetto di un concreto stagno delle esportazioni. Le ore lavorate sono andate diminuendo dello 0,2% in termini congiunturali, al contempo però i redditi pro capite si sono ampliati dell’1,5%.

Lavoro, dati incoraggianti: risale occupazione ma da pre-Covid -800mila

Altro aspetto da tenere in considerazione sono poi le segnalazioni dell’Istat concernenti il mercato del lavoro. Il mese di aprile appunta un leggero aumento degli occupati rispetto al precedente: avanza la crescita dell’occupazione che aveva lanciato segnali positivi già nei due mesi precedenti, producendo così un ampliamento di oltre 120 mila occupati rispetto a gennaio 2021.

Ciò nonostante rispetto a febbraio 2020 il numero di lavoratori è in discesa, si contano oltre 800 mila in meno, cala anche il tasso di occupazione che si segnala più basso di quasi 2 punti percentuali.

Il progredire dell’occupazione registrato nel mese di aprile è pari a +0,1%, ossia a +20mila unità e abbraccia anche le donne, i dipendenti a termine e i minori di 35 anni; a diminuire gli uomini, i dipendenti permanenti, autonomi e gli ultra 35enni. L’indice di occupazione in salita al 56,9% (+0,1 punti). La riduzione sostanziale dell’occupazione è di -0,8% ovvero a -177mila unità.

Occupazione in aumento tra le donne, in calo tra gli uomini

Il mese di aprile 2021 rivela, rispetto al precedente, differenti sviluppi per donne e uomini solo in merito alle dinamiche di occupazione, che si pone in crescita tra le prime (+0,3 punti) e cala leggermente tra i secondi (-0,1 punti); risulta equanime l’inattività, che si riduce rispettivamente di 0,6 e 0,1 punti, e la disoccupazione, che va crescendo per ambedue le componenti di 0,3 punti. 

Anche considerando la base annua il procedere dei tassi è dissonante solo per quel che riguarda l’occupazione, in calo di 0,6 punti per gli uomini e in ascesa di 0,3 punti per le donne, mentre si può appurare la stessa soglia sia per il tasso di inattività, in discesa di 1,6 punti tra gli uomini e di 2,8 punti tra le donne, sia per il tasso di disoccupazione, in crescita relativamente di 2,8 e 4,0 punti.

Ad aprile lieve crescita degli occupati sulla spinta dei dipendenti a termine

Nel corso del mese di aprile il lieve aumento degli occupati si deve solamente ai dipendenti a termine (+3,5%), in quanto i dipendenti permanenti e gli autonomi vanno diminuendo rispettivamente dello 0,3% e dello 0,6%.

Il picco più basso degli occupati che viene registrato nei dodici mesi compromette innanzitutto gli indipendenti, che vedono diminuirsi del 3,6% (-184mila), e i dipendenti permanenti, che contano un calo dell’1,5% (-222mila); procedono nella loro ascesa invece dell’8,9% (+229mila) i dipendenti a termine.

Crescita in tutte le classi di età con l’eccezione degli over 49

Le tendenze dei tassi considerate per classe di età, tra marzo e aprile 2021, sono alquanto differenti: l’andamento positivo dell’occupazione è in aumento in tutte le classi d’età eccezion fatta per chi ha valicato la soglia dei 49 anni di età;

la disoccupazione perde punti solo tra i 15-24enni e l’inattività, infine, si riduce per tutte le età. Soffermandosi su base annua, ogni classe di età censisce l’abbassamento del tasso di inattività e l’incremento del tasso di disoccupazione; l'occupazione, invece, si fa strada nelle classi di età più giovani e scende tra chi ha almeno 35 anni.

Lavoro e occupazione, una panoramica sui dati Istat

Per fare un sunto: il mercato del lavoro risente ancora delle misure emergenziali operato dal governo e anche il mese di aprile lancia segnali in chiaro-scuro. Questo è allora quanto emerso dall’indagine portata avanti Istat. 

- Risulta positivo l’iniziale aumento di occupati, 20mila unità su marzo, che abbraccia esclusivamente le donne e i contratti a tempo determinato. 

- Gli occupati a tempo indeterminato vanno a calare di 47mila unità sebbene l’attuazione del blocco dei licenziamenti che in Italia perdura da più di un anno (un sorta di primato a livello internazionale) e sta immobilizzando il mercato del lavoro, malgrado stia difendendo (per un arco di tempo limitato) diversi posti fissi. 

- L’indice di disoccupazione giovanile conta ancora numeri scoraggianti, 33,7%; la situazione resta piuttosto negativa, con una discesa dell’occupazione costante  sia sul mese che sull’anno.

Lavoro, crescono i contratti a termine

Ad aprile è proseguita l’ascesa dell’occupazione che si era già annoverata nei due mesi precedenti, producendo un aumento di oltre 120mila lavoratori in più rispetto al gennaio 2021.

Questo boom va a coinvolgere ciascuna delle componenti di genere attestandosi tra i dipendenti a termine. Qui si vanno a fare i conti con tutte le rigidità del decreto Dignità a malapena sfregate dai provvedimenti emergenziali. Un intervento che vada a ledere le rigidità del decreto Dignità è fondamentale affinché l’occupazione possa decollare nei prossimi mesi di avviamento alla ripresa economica.

Gli aspetti negativi: da inizio pandemia si contano -814mila occupati

Il mercato del lavoro, nonostante gli sforzi, vive ancora una realtà di forte affanno.

Come abbiamo anticipato, confrontandosi con il mese di febbraio 2020, quello precedente al principio della pandemia, gli occupati registrano oltre 800mila unità mancanti, -814mila per la precisione, e il tasso di occupazione conta un calo di quasi 2 punti percentuali.

Gli aspetti positivi: aumentano le persone alla ricerca di un impiego

Ad aprile sono cresciute le persone alla ricerca di una occupazione, +88mila, un monito che può essere interpretato anche come positivo, considerando che contestualmente cala il numero degli inattivi, tra cui tanti demoralizzati (-138mila unità). Sono in molti quindi a riattivarsi per andare alla ricerca di un impiego.

È qui che, sfortunatamente, si scorge il pesante indugio nelle politiche attive e nel rassetto dei sussidi: con una graduale ripresa accrescono le persone in cerca, intanto che la maggior parte dei servizi per il lavoro resta fermo al palo o ingessato dalle maglie della burocrazia.

Questi sono i nodi che vanno sciolti con immediatezza, con la volontà e il fine di eludere una disoccupazione dalla lunga durata in una fase di crescente ripresa economica.