Torna a crescere l'occupazione in Italia nel secondo trimestre: rispetto allo stesso trimestre del 2020 il numero di occupati aumenta del 2,3%, rispetto al primo trimestre dell'1,5%. Scende il tasso di disoccupazione, al 9,8%.

L'Istat dipinge per l'Italia un quadro in miglioramento sul fronte dell'occupazione.

Occupazione in crescita: le novità dell'Istat

La crescita dell'occupazione non è uniforme per tutte le tipologie di lavoratori. L'occupazione a tempo pieno e con contratti permanenti ha visto un aumento di 80 mila unità (+0,5%) mentre gli autonomi sono aumentati di 33 mila unità (+0,7%). L'aumento dell'occupazione ha riguardato soprattutto i dipendenti a tempo, cresciuti di 226 mila unità (+8,3%). Nel complesso, gli occupati a tempo pieno sono cresciuti a un tasso più lento di quelli a tempo parziale (+1,8% e +4,8%, rispettivamente). 

Entrambe le componenti di genere hanno registrato un aumento. Con riferimento alle ripartizioni di età, l'incremento è stato più marcato tra i 15-34enni (+1,5%) rispetto alle altre fasce di età: tra i 35-49enni l'aumento è stato di +0,8 punti percentuali, tra i 50-64enni dello 0,7%. 

La conseguenza è stato un aumento del tasso di occupazione al 58%, in aumento di 1 punto percentuale rispetto al primo trimestre. Il tasso di disoccupazione è invece diminuito al 9,8%.

Tuttavia l'Italia non è ancora tornata ai livelli di occupazione del trimestre aprile -giugno 2019: all’appello mancano ancora 678.000 occupati, di cui 370.000 donne (-3,7% a fronte del -2,3% degli uomini).

Occupazione nell'industria e nei servizi

Secondo l'Istat, il numero di lavoratori dipendenti nelle imprese dell'industria e dei servizi cresce complessivamente dello 0,7% nel secondo trimestre 2021. Sono soprattutto i lavoratori a tempo parziale ad aumentare (+0,9%) rispetto a quelli a tempo pieno (+0,6%).

Aumentano anche le ore lavorate che segnano un +3,9% rispetto al primo trimestre. A fare scalpore è l'incremento straordinario del 31,9% su base tendenziale, dovuto alla fine delle misure restrittive introdotte nel 2020 per limitare la pandemia. 

Aumenta il costo del lavoro

Altri dati interessanti riportati dall'Istat:

  • Si riduce a 78,7 ore ogni mille ore lavorate il ricorso alla cassa integrazione. 
  • Aumenta dello 0,6% su base congiunturale il costo del lavoro per unità di lavoro, con un aumento più marcato delle retribuzioni (+0,7%) e di minor intensità degli oneri sociali (+0,3%), grazie alle misure di sostegno all’occupazione introdotte dal Governo sotto forma di sgravi contributivi. Su base annua si rileva, invece, un calo del costo del lavoro pari a -3,1%.
  • Aumenta dello 0,6% su base congiunturale il tasso dei posti vacanti. Cresce dell'1,0% su base annua. Il tasso di posti vacanti si attesta complessivamente su un indice dell’1,8% e raggiunge un livello mai registrato dal 2016 (anno di inizio della serie).

(Claudia Cervi)