Il lavoro muta e si evolve in nuove forme. Le professioni più gettonate nel 2022 quali potrebbero essere? Sono in tanti a chiederselo. Il mondo del lavoro è in continuo divenire, sta cambiando e lo farà ancora negli anni a venire. I dipendenti del domani dovranno prestare la massima attenzione al passo scandito dal procedere di tecnologie come intelligenza artificiale e automazione industriale.

Il mercato del lavoro del domani andrà distinguendosi per la presenza di professionisti dalle innumerevoli qualifiche e da competenze piuttosto multitasking. Questo il panorama che si attende nel breve e medio termine.

I nuovi scenari obbligheranno i futuri dipendenti al saper stare in scia, a scandire il ritmo sarà l’inarrestabile ascesa delle tecnologie come l’intelligenza artificiale e dell’automazione industriale, che parteciperà alla creazione su scala globale di decine di milioni di nuovi posti di lavoro spedendo simultaneamente in pensione diverse professioni ormai fuori contesto, per non dire obsolete.

Luca Papa e i lavori più richiesti tra 2021/2025

Quali saranno i lavori più richiesti nel 2021-2025? Se lo domanda Luca Papa (Digital Business Coach che accompagna i professionisti nel mondo Digital per aiutarli a trovare la strada per realizzarsi) in un video caricato sul suo canale YouTube.

Luca ragiona su quali possano essere le professioni del futuro, analizzando e partendo da alcuni dati concreti estratti dal portale di lavoro “Digital Jobs”. Luca Papa ha formato più di 40.000 Business Professionals provenienti da circa 6 700 aziende e dirife Digital Coach: la principale scuola per i professionisti del digitale in Italia.

Il lavoro e le professioni dalla prospettiva di Alteredu

Una tale prospettiva è quella che vien fuori da un ebook messo a punto da Alteredu (piattaforma che propone corsi online certificati) con l’obiettivo di esaminare cosa andrà ad accadere nei prossimi due anni e quali saranno i dettagli da prendere in considerazione per orientare il proprio itinerario professionale.

La disamina prende avvio da una proiezione, scaturita dai dati sul fabbisogno e le attese occupazionali nel quadriennio 2019-2023 raccolti nell’annuale rapporto Excelsior stilato da Unioncamere e Anpal, in cui si chiarisce come da qui al 2022 andranno a essere richiesti 2,5 milioni di potenziali occupati, fra dipendenti e autonomi, e come a una quota maggiore al 70% di questa forza lavoro saranno necessariamente richieste competenze avanzate per poter aspirare a incarichi specialistici e tecnici.

Decisivo sarà investire e scommettere sulla formazione, questa la precisazione essenziale (e senz’altro interessata) predisposta dagli esperti dalla startup calabrese, credere nella formazione e in competenze elevate si rivelerà azione necessaria e andrà a interessare tanto le imprese quanto i liberi professionisti.

Lavoro: chi sarà il professionista del domani?

Sono diversi gli imperativi a cui il professionista del domani dovrà imparare a rispondere. Innanzitutto a lui spetterà formarsi e andare a curare l’aggiornamento sui trend del mercato del lavoro. Non solo. Attenzione andrà prestata alla disposizione ad acquisire alcune ma fondamentali competenze cosiddette “soft” specifiche. Stiamo pensando al personal branding, la curiosità, il networking e l’empatia.

In linea di massima, stando agli studi portati avanti di Alteredu, la richiesta di professionalità sarà stimolata perlopiù da due ragioni che hanno a loro volta ricevuto un impulso aggiuntivo dal contesto emergenziale legato alla crisi pandemica e che andranno a porsi come il 30% del fabbisgno occupazionale: la rivoluzione digitale e l’eco-sostenibilità.

Andando più nel dettaglio, le imprese digitali vorranno potenzialmente assumere tra i 210mila e 267mila lavoratori aventi competenze matematiche e informatiche per i lavori digitali, e pertanto forti di esperienza nell’analisi dei dati (data scientist) e nell’ambito della sicurezza informatica e dell’intelligenza artificiale.

Poi, per quel che riguarda i cosiddetti green jobs, ossia tutte quelle attività che rientrano nekl contesto dell’economia circolare, andranno a variare da 480mila a 600mila unità i dipendenti che saranno ricercati dalle aziende per dirigere i propri iter produttivi.

Anche le professioni considerate tradizionali non potranno sottrarsi all’evoluzione che avrà luogo nei prossimi anni, essendo obbligate anch’esse a progredire sotto il profilo delle competenze e delle conoscenze. 

Lavoro, come cambiano alcune professioni

Anche le professioni più tradizionali saranno oggetto di evoluzione nei prossimi anni e di conseguenza anch’esse “obbligate” a un passo in avanti sotto l’aspetto delle conoscenze. Una professione come quella del private banker sarà profilo richiestissimo nell’universo della finanza entro l’anno 2023.

Altra professione sarà quella del Data Protection Officer, figura professionale forgiata di recente (successivamente all’approvazione della normativa europea Gdpr per la tutela dei dati personali) dovrà moltiplicare le nuove competenze per stare al passo dell’azienda per la quale lavora.

Analogo discorso deve farsi valere per i digital e social media manager e i business developer. I lavori intrinsecamente connessi alle tecnologie saranno (e sono) chiaramente in cima alla lista dei desideri e a oggi è lo sviluppatore di software la figura professionale più appetibile e bramata, mentre la pandemia ha concesso respiro e indotto la domanda, già considerevole nel 2019, di manager in campo socio-sanitario, infermieri professionisti e assistenti per la cura della persona a domicilio.

E in Italia quali sono i professionisti più richiesti?

Il lavoro nobilita l’uomo, ma riuscire nell’impresa di trovare quella professione che renda merito alle proprie competenze è spesso opera ardua. Uno stato di cose che spinge diverse persone a contentarsi di esperienze professionali non sempre appaganti. 

Tendenza che potrebbe mutare per alcune figure professionali. Stando a un recente studio chiamato Jobs on the Rise 2021 Italia nel nostro Paese va registrandosi una crescente richiesta di alcuni professionisti. A rivelarlo è il celebre social network LinkedIn, che ha voluto monitorare il cammino del settore lavoro. Quali sono dunque i professionisti più bramati?

Gli esiti della ricerca dispensano conferme e scarse sorprese: ingegneri, insegnanti, responsabili vendite, esperti di marketing digitale, tecnici da laboratorio e infermieri qualificati.

Un quadro al più prevedibile. 

Lavoro nel settore scolastico

È cresciuta e non di poco la caccia agli insegnanti, con l’obiettivo di colmare non solo le lezioni in presenza ma anche la didattica a distanza, con la proposta di contratti a tempo o permanenti. Le assunzioni sono così aumentate, accompagnando al 93% la stima complessiva dei docenti che hanno conseguito la cattedra sull’intero territorio nazionale.

In particolare, oltre che agli insegnanti di sostegno, è stato concesso largo spazio anche chi fosse in possesso di competenze di tutoring, educazione della prima infanzia, sviluppo di programmi didattici e matematica.

Lavoro nel settore sanitario, i medici specializzati

Si tratta del settore più colpito dalla crisi pandemica. A partire dal 2020 si è resa necessaria una campagna di ricerca di infermieri e medici specializzati al fine di contrastare l’insufficienza di personale causata proprio dall’emergenza sanitaria. Questo nuovo scenario ha fatto sì che si sia registrato un boom di assunzioni, con una percentuale pari al +72%.

Tra le competenze richieste sono comprese la ricerca clinica e l’infermieristica per le terapie intensive. Presente e meticolosa anche l’attenzione riconosciuta alla padronanza di software e tecnologie nel campo medico per agevolare e supportare le attività ospedaliere, studi medici e un’amministrazione più scorrevole e funzionale del personale e dei pazienti.

Occorre anche tener contro del fatto che solo nel Nord Italia siano stati assunti così tanti tecnici medici d’emergenza da far registrare una crescita pari al 158%. Nello specifico, oltre alle dimostrate competenze in ambito laboratoriale, si è data voce anche ai professionisti prestanti servizio nell’assistenza agli anziani.

L’exploit del digital marketing

Sono diversi anni che le aziende puntano con dovuta attenzione a un rinnovo dell’approccio commerciale, la direzione è quella che guarda a sistemi e programmi digitali. Un trend che è andato incontro a un rafforzamento al fine di accrescere la propria presenza sul web, per mezzo di azioni miranti alla ricerca di nuovi potenziali fruitori. 

A tal ragione sono andate crescendo gli studi legati alla possibilità di assumere esperti di digital marketing, ma anche di social media manager in grado di fronteggiare le molteplici esigenze di aziende e imprese con e-commerce operanti su settori totalmente differenti tra loro. Ciò necessita oltre a una sapiente gestione di campagne online, anche di professionisti che siano competenti in ambito di copywriting e di strategie di marketing.

In più, con la chiusura degli uffici per supportare il lavoro a distanza sono stati tanti i lavoratori freelance navigati nel confronto e nella stesura di contenuti digitali che hanno colto l’occasione per pervenire a nuovi clienti. Le cosiddette nuove professioni hanno ottenuto percentuali piuttosto alte facendo registrare il +72% di assunzioni.

Altre prospettive: il supporto clienti e l'ambito creativo

Nella ricerca è stata inserita anche quella fascia di dipendenti aventi il compito di provvedere ai servizi ai clienti, un insieme che vanta l’opportunità di poter svolgere le proprie operazioni di supporto anche da remoto. Un settore che non si segnala solo per aver fatto censire l’88% in più di assunzioni per le figure di operatori di call center, ma anche per poter vantare il più alto numero di dipendenti donne.

Un simile sviluppo è quello segnalato poi per il settore creativo: tante sono le aziende che si sono mosse alla ricerca di professionisti con competenze in ambito di montaggio video, creazione fumetti e illustrazioni, in grado quindi di lavorare a progetto in modo rapido e, come si usa dire in gergo, smart.