Oggi proviamo a chiederci quali saranno nel mondo del lavoro le professioni più ambite nel corso di quest’anno, anche per chi non dovesse disporre di un titolo accademico. Cosa cercano le aziende nostrane al giorno d’oggi?

La crisi pandemica ha posto il veto a sin troppe attività, in Italia come all’estero. Il momento per il mondo del lavoro non è senz’altro roseo. Ciò nonostante, vi sarebbero professionalità che proseguono ad essere quanto mai richieste anche nel 2022. 

Randstad – società del lavoro rivolta alla ricerca, scelta e formazione del personale – ha preso in esame le inserzioni pubblicate dalle imprese all’alba del 2022, specificando quelle che sono al momento le posizioni più ambite nel nostro Paese. 

Osservando la graduatoria completa (clicca qui), abbiamo preso in considerazione la top ten delle professionalità maggiormente ambite per le quali non sempre si rivela necessaria la presentazione di un titolo accademico.

Claudio Rossi, in un video caricato sul suo canale Youtube, ci orienta sulle professioni più richieste del 2022:

Lavoro, professioni top e dove trovarle (anche senza laurea) 

La disamina portata avanti da Randstad ha tenuto conto di oltre 4 mila inserzioni di lavoro pubblicate nei primi giorni dell’anno. Il riscontro immediato è stato quello di una crescita di proposte lavorative perlopiù in specifici comparti. Per la gran parte delle professionalità richieste, era però necessario un titolo accademico. 

Nella top ten dei profili più ricercati e per i quali sarebbe possibile proporsi anche solamente con un diploma (o qualifica ad hoc) si contano:

addetti al depositi; operai metalmeccanici/addetti alle installazioni; centralinisti call center; impiegati amministrativi (per cui in diverse circostanze è opportuno unicamente il diploma); macchinisti di dispositivi utensili; operatori socio sanitari; elettricisti; sviluppatori Java (per cui solitamente sono opportune delle qualifiche professionali d hoc, non esclusivamente corrispondenti al titolo accademico); saldatori; operatori alimentari.

Il quadro che ne viene fuori, osservando rapidamente la graduatoria, è che lungo la penisola vi sarebbe una certa urgenza di tecnici. Del resto, le inserzioni di lavoro in cui non si esige un titolo accademico sono in ogni caso destinati a personalità con esperienza e/o qualificate in specifici settori.

Considerando che il celebre fenomeno dei “Neet” è a oggi piuttosto esteso (per comprendere chi sono e perché il fenomeno preoccupa l’Italia clicca qui), il sottointeso di suddetta graduatoria sembrerebbe tutt’ora rimarcare quanto sia essenziale rilanciare e investire sulla formazione, a prescindere dalla sua connotazione accademica. 

Lavoro, quali saranno le professionalità del domani 

Gli argini imposti dalla crisi pandemica e la conseguente recessione complessiva del 2020 hanno tracciato traiettorie dall’alto grado di incertezza per il mercato del lavoro. Parimenti, occorre specificare, si è registrata una celere ripresa di ritmo nell’avviamento di moderne e rinnovate tecnologie nella sfera professionale: è stato svincolato definitivamente lo smart working e le imprese hanno compreso come fosse fondamentale scommettere sulla digitalizzazione.

Stando a una relazione curata dal World Economy Forum (il Future of Jobs Report 2020), l’avvalersi della tecnologia da parte delle società convertirà mansioni, contesti lavorativi e skill da qui a tre anni. Il 43% delle società chiamate in causa, per esempio, hanno affermato che saranno obbligate a tagliare il proprio personale per via dell’inserimento dei nuovi dispositivi tecnologici.

Il 41% immagina un allargamento del proprio impiego di appaltatori per compiti spcifici e il 34% predispone nei piani l’assunzione di un numero maggiore di addetti grazie allo sviluppo di nuove tecnologie (rivolgendosi ovviamente a figure specializzate nel settore).

Le indicazioni emerse parlano chiaro: entro il 2025 le tempistiche riservate alle odierne attività di lavoro da parte di uomini e macchine sarà il medesimo. In linea di massima, allora, per ciascuna persona che perderà l’occupazione ne sarà ingaggiata una maggiormente specializzata. 

Del resto, basandoci sulle ultime tendenze venute fuori, si immagina che da qui al 2025, la bellezza di 85 milioni di dipendenti saranno trasferiti da una divisione all’altra (muovendo su rinnovati iter di produzione che presumono l’utilizzo di macchine e tecnologie avanzate).

Intanto potrebbero essere disponibili 97 milioni di nuovi impieghi maggiormente orientati sulla moderna ripartizione del lavoro tra umani, macchine e algoritmi.

Lavoro, quali pagano meglio nel nostro Paese

Importante anchew scrutare la panoramica delle professioni meglio retribuite in Italia. Alcune voci? Notai e piloti, ingegneri e farmacisti. 

La crisi pandemica ha stravolto il mondo del lavoro, specie nella sua organizzazione. Sebbene le professioni, quelle tradizionali, si confermino all'incirca le più solide, ragion per cui i relativi stipendi non possono che mantenersi stabili.

Tra gli impieghi che possiamo considerare tradizionali ecco l'emergere di moderne competenze. Le abilità in questione seguono il passo della tecnologia. Oggi, del resto, non mancano indennizzi proporzionati alla rilevanza raggiunta sul mercato del lavoro. 

A seguire il ranking delle professioni meglio stipendiate nel nostro Paese, riferendosi alle retribuzioni medie calcolate partendo dalle indicazioni rintracciabili sui siti propri del mercato del lavoro.

La riflessione non comprende come prevedibile sportivi professionisti, parlamentari, attori, cantanti e dirigenti d’azienda.

Il lavoro del programmatore Java

Si tratta di una professione nascente e retribuita piuttosto bene. Il programmatore Java è un navigato informatico competente nell’idioma di programmazione ad elevato standard. Si basa sull’omonima piattaforma, di cui si avvale per la realizzazione di siti web, videogames e app per smartphone.

Il programmatore Java si muove nel settore ICT (Information and Communications Technology). La sua retribuzione è prossima ai 31mila euro lordi, mentre quella dei senior potrebbe aggirarsi tra i 50mila e i 70mila euro.

Il lavoro di tanti italiani, l’avvocato

Un lavoro che accomuna tanti italiani, l’avvocato. Una professione ampiamente popolare lungo la penisola.

La paga di un avvocato si avvicina in media ai 36mila euro lordi. Uno stipendio che varia a seconda della qualifica: un legale in Studi Internazionali guadagnerà mediamente 51mila euro annui, un avvocato civile 38mila.

Il lavoro dei conti, il commercialista

Altra professione piuttosto diffusa nella penisola, il commercialista. Si tratta di professionista che ha conseguito un titolo in scienze economiche, aziendali, fiscali o finanziarie, registrato in un opportuno alboprofessionale.

La sua formazione è vasta: ragioneria, contabilità, fisco, diritto commerciale, diritto tributario e diritto del lavoro

La paga media nel nostro Paese si avvicina ai 36mila euro, sebbene il titolare di un ufficio importante potrebbe trarre un profitto mediamente prossimo ai 64mila euro annui.

Una professione ambita, il lavoro dell’ingegnere

Tra le professioni più ambite per i suoi guadagni vi è quella dell’ingegnere.

Chi più ne ha più ne metta. Gli ingeneri non si contano: dall’informatico, all’ingegnere civile, al meccanico e così via, da queste differenze dipenderanno i numeri della retribuzione. 

Mediamente la paga gravita intorno ai 40mila lordi euro annui, che potrebbero sfiorare addirittura gli 80mila euro (esclusi i bonus) per le personalità più navigate.

Il lavoro del software engineer

Il software engineer nella fattispecie si occupa della realizzazione di programmi e organismi informatici. Una professione che si pone oggi come indispensabile per numerosissime società e pertanto incredibilmente bramata nel mercato del lavoro, con uno stipendio mediamente di 38mila euro annui, circa 70mila per le figure più esperte, con casi che arrivano fino a 100mila euro all’anno.

Il lavoro del consulente finanziario

Uno dei mestieri che meglio paga da queste parti.

Il consulente finanziario è un maestro della finanza. Il suo compito è quello di esaminare per la propria clientela le più vantaggiose soluzioni di investimento. Spetta a lui tracciarne i benefici, calcolare le spese e ipotizzare gli azzardi di tutto quanto proposto dai differenti enti di credito, banche d’affari o aziende di intermediazione immobiliare.

La sua paga si attesta mediamente intorno ai 50mila euro annui, arrivando anche a toccare i 130mila euro.

Il lavoro del web marketing manager

Il lavoro e l’universo digitale: questo il terreno fertile del web marketing manager, tra le professioni meglio pagate nella penisola.

Il professionista in questione dovrebbe vantare competenze digitali come abilità di amministrazione per predisporre e programmare i compiti di una squadra impegnata nello sviluppo di una strategia di marketing e comunicazione online per le società. Come manager potrebbe ottenere mediamente57mila euro annui.

Un lavoro di moda, il farmacista

Il farmacista, oggi più che mai, si pone come una delle attività meglio remunerate, specie se la sede della farmacia sia situata in una ottima commerciale posizione del centro urbano.

Il guadagno si aggira intorno ai euro lordi annui, con l’opportunità di toccare quota 50mila euro. Nelle grandi metropoli, si pensi a Roma e Milano, il proprietario potrebbe arrivare a 120mila euro.

Lavoro in volo, il pilota di aerei

Invidiabile anche la paga del pilota di aerei, con uno stipendio medio di 78mila euro l’anno. In più vi sarebbe anche l'opportunità di alzare la posta in palio grazie agli anni di esperienza maturati:

quindici anni di esperienza potrebbero valereanche 180mila euro, al termine della carriera si potrebbero sfiorare 220mila euro annui. 

Un lavoro importante, il medico

Un mestiere intramontabile, per nostra fortuna, il medico. Un lavoro che richiede una elevata specializzazione, assoluta responsabilità, una delle professioni più stipendiate tra quelle della pubblica amministrazione.

Un medico può arrivare a guadagnare fino a 75mila euro annui, per intravedere i 113mila euro e più con ulteriori qualifiche.

Il lavoro più pagato, il notaio

Il notaio, è la professione più pagata d’Italia. Un mestiere che con i 265mila euro annui si aggiudicail titolo di professione meglio pagata. Un distacco abissale con le altre. 

Il notaio è un laureato in giurisprudenza che dopo aver superato il concorso pubblico, conclusi i 18 mesi di praticantato, inaugura il suo ufficio notarile. Qui si occupa della valutazione e certificazione di contratti e atti pubblici.