Il 2022 porta con sé un vento di novità che non risparmia la Legge 104/1992, cioè la normativa a sostegno di disabili e portatori di handicap, come di chi si prende cura di loro, cioè caregiver/accompagnatori.

Non si tratta di interventi che vanno ad incidere in maniera strutturale, ma degli effetti del Decreto di Natale (DL 221/2021) e della Legge di Bilancio 2022 (234/2021). Sono infatti la conseguenza della pandemia che continua senza arrestarsi e della curva dei contagi che, continuando a salire, ha portato il governo Draghi a scegliere per una proroga dello Stato di Emergenza.

Come buona notizia c’è da registrare che l'esecutivo, vista l’emergenza ancora attiva, ha prorogato la possibilità di scegliere, tra le agevolazioni concesse dalla Legge 104, quella di lavorare in smart working fino al 28 febbraio 2022.

Diversamente, non c’è nessuna proroga al numero dei permessi retribuiti mensili nell’ambito della Legge 104. Con il Decreto Cura Italia si era scelto di aumentarli dal massimo di 3 giorni al mese al massimo di 12 giorni al mese, la misura più volte prorogata non è però attiva nel 2022. Quest’anno cioè si torna alla normativa classica e ad un massimo di 3 giorni al mese di permessi retribuiti, frazionabili in ore.

In compenso però i lavoratori dipendenti, che è si sono assentati dal lavoro per un mese terminando così l'indennità per malattia a disposizione, hanno adesso un nuovo bonus INPS da 1.000 euro offerto dalla Legge di Bilancio.

Andiamo a fare il punto della situazione ed a tracciare tutte le novità che il 2022 riserva a quanti hanno accesso alla Legge 104 in fatto di smart working e permessi retribuiti.

Proroga allo smart working con la Legge 104, ma solo fino al 28 febbraio 2022

Il Consiglio dei Ministri il 14 dicembre 2021 ha formalmente e approvato il decreto che proroga lo Stato di Emergenza fino al 31 marzo 2022. Seguito da questi il Decreto di Natale (221/2021) stabilisce anche la possibilità per i soggetti fragili e che ricadono sotto le tutele della Legge 104 di lavorare in modalità agile, ove possibile.

Tuttavia almeno per ora la scadenza dello smart working con la Legge 104 non viene allineata a quella della situazione emergenziale e tale possibilità è attiva solo fino al 28 febbraio 2022.

Per permettere ai soggetti fragili di lavorare in smart working è prevista anche la possibilità di un cambio di mansione.

Il medesimo testo di Legge stabilisce anche che, qualora non sia possibile per chi ricade sotto le tutele della Legge 104 svolgere in modalità agile le stesse mansioni che si svolgono in presenza, l’assenza non sarà a più equiparata al ricovero ospedaliero, con il versamento della rispettiva indennità.

Arriva un bonus lavoratori INPS da 1.000€ con la Legge 104, ma senza smart working!

Per il lavoratori dipendenti del settore privato che ricadono sotto le tutele della Legge 104 e che si sono assentati dal lavoro per almeno un mese, finendo cioè i permessi per malattia a loro concessi, la Legge di Bilancio 2022 ha anche stabilito l’assegnazione di un bonus INPS di 1.000 euro una tantum.

Nello specifico, per ottenere questo contributo bisogna essere iscritti all’INPS e ricadere nei beneficiari delle misure introdotte dall’art. 26 del Decreto Cura Italia. Nel dettaglio tale decreto stabilisce che i beneficiari di questa misurata siano i disabili gravi riconosciuti dalla Legge 104 e i soggetti identificati come fragili perché: immunodepressi, affetti da patologia oncologica o sotto terapia salvavita.

Sono poi richiesti due requisiti aggiuntivi per utilizzare la prestazione: 

  • il lavoro non deve essere stato svolto in smart working;
  • devono essere terminati il numero di giorni di malattia indennizzabili a disposizione del lavoratore.

Il bonus consiste in un unico versamento da 1.000 euro e non contribuisce alla formazione del reddito. 

Il contributo è gestito dall’INPS a cui bisogna fare richiesta, come sempre in modalità telematica.

Nessuna proroga ai 12 giorni al mese di permessi retribuiti con la Legge 104

Se quindi, fino al 28 febbraio 2022, chi ricade sotto l'ala protettrice della Legge 104 potrà svolgere, ove possibile, il lavoro in modalità agile. Né la Legge di Bilancio né altro testo ufficiale hanno previsto per il 2022 un’estensione dei permessi retribuiti, che rimarranno nel limite massimo di 3 giorni al mese.

La scelta di estenderli al numero di 12 era stata fatta con il già citato Decreto Cura Italia, ma al momento tale possibilità non è più attiva. Probabilmente l’esecutivo in carica potrebbe scegliere di estendere la possibilità di avere permessi extra, qualora il livello di restrizioni per il contenimento della pandemia si facesse più alto e ci fosse la necessità di attuare maggiori misure per favorire il distanziamento sociale.

Il 2022 riserva comunque sorprese ai beneficiari della Legge 104 anche in fatto di Reddito di Cittadinanza, con tutte le novità spiegate nel video YouTube a cura di Risarcimenti & Rimborsi:

Quanti sono nel 2022 i giorni e le ore mensili di permesso retribuito con la Legge 104?

Dunque, i 12 giorni di permessi retribuiti extra con la Legge 104 sono ufficialmente finiti nel 2022, vediamo quindi quanti giorni spettano e come si calcolano quest’anno.

I disabili gravi che hanno accesso alla Legge 104 hanno il diritto di avere un massimo di 2 ore di permesso giornaliero retribuito o 3 giorni al mese di permesso giornaliero retribuito.

Le due ore giornaliere sono applicabili solo ad una giornata lavorativa minima di sei ore, in caso contrario si scende ad 1 sola ora.

Tale possibilità si estende agli accompagnatori solo nel caso di genitori di figli disabili con meno di tre anni di età. Se il bambino invece ha meno di 12 anni, allora spettano solo 3 giorni al mese di permesso giornaliero retribuito, frazionabili a ore, oltre all’estensione del congedo parentale.

Anche ai caregiver che si occupano di un maggiorenne, se coniugi o parenti, spettano i 3 giorni al mese di permessi retribuiti, ma senza congedo parentale.

Si faccia però attenzione perché, nel caso di genitori caregiver, solo uno può avere i permessi per lo stesso soggetto disabile assistito.

Per quanto riguarda i requisiti legati alla disabilità riconosciuta con la Legge 104, che sblocca la possibilità dei permessi retribuiti, questa deve essere certificata dall'ASL come di tipo grave. Inoltre tale possibilità spetta ai lavoratori dipendenti e non include autonomi e Partite Iva, anche iscritte alla gestione separata INPS.

Come si calcolano i 3 giorni al mese di permessi retribuiti con la Legge 104, se frazionati a ore?

Per i riferimenti normativi del caso, la spiegazione del calcolo del frazionamento delle ore di permesso retribuito con la Legge 104, basate sui 3 giorni di assenza, è fornita dall'INPS con il messaggio 16866/2007. Essa si basa su un semplice calcolo, cioè prima di tutto dividere il numero di ore lavorative settimanali per il numero di giorni lavorativi a settimana e poi moltiplicare il totale per 3.

Facciamo un esempio pratico di come si calcolano i permessi retribuiti spettanti con la Legge 104, sulla base del numero delle ore e dei giorni di lavoro. Immaginiamo una classica settimana lavorativa, cioè fatta di 40 ore di lavoro per 5 giorni settimanali.

Il calcolo da effettuare sarà il seguente: 40 (le ore a settimana)/5 (i giorni a settimana) = 8. Adesso moltiplichiamo questo numero per 3, che sono i giorni di permesso retribuito concesso, e otteniamo 24 (8x3). Quindi al nostro lavoratore spettano 24 ore mensili di permesso retribuito frazionato in ore.