La legge n.104 del 5 febbraio 1992, più comunemente conosciuta e nominata come Legge 104, è una normativa che tutela persone affette da disabilità e handicap.

La legge 104 è un argomento che ritorna spesso perché va a riguardare anche la sfera di coloro, in particolar modo dei familiari detti caregiver, che si occupano delle persone disabili. Per consentire loro infatti di prendersi cura di questi ultimi, la legge offre loro varie agevolazioni come ad esempio 3 giorni di permessi al mese o dei congedi straordinari.

Negli anni la legge 104, pubblicata come “legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, ha subito numerose variazioni e aggiunte, anche nel corso dell’ultimo anno caratterizzato dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, in cui l’Italia, prima attraverso il governo Conte e poi il governo Draghi, sta pian piano cercando di emergere dalla crisi.

Riguardo la finalità della legge 104, viene così descritta nel comma 1 dell’articolo 1:

“garantisce il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società”.

Dunque davvero una legge basilare questa 104, che è bene approfondire nei dettagli in modo da coglierne le agevolazioni per chi ne ha i requisiti anche in questo 2021.

Legge 104: chi sono i destinatari aventi diritto

Prima di tutto, è bene chiarire chi sono le persone che possono rientrare tra i beneficiari delle agevolazioni della legge 104. Vi rientrano:

  • coloro che hanno disabilità dal punto di vista visivo;
  • coloro che l’hanno dal punto di vista uditivo;
  • i disabili autistici e quelli affetti da Sindrome di Down;
  • i disabili dal punto di vista della psiche;
  • i disabili motori e quelli mutilati.

Leggiamo infatti nell’art.3 della legge 104:

“E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzante o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”.

Come possiamo evincere anche da questo articolo 3, la legge 104 ha lo scopo di abbracciare tutti i soggetti che hanno avuto nella vita maggiori svantaggi sotto vari punti di vista (ricordiamoli: fisico, psichico o sensoriale) o per nascita o capitati durante il corso della vita e che, non per questo, devono trovarsi in una situazione di emarginazione sociale.

L’obiettivo infatti è quello di rimuovere quanti più ostacoli possibili per incentivate la loro integrazione sia nel mondo lavorativo ma anche in quello familiare e privato.

Legge 104: le agevolazioni nel 2021 

Andando sul sito dell’Agenzia delle Entrate, è possibile consultare una vera e propria guida sulle novità in ambito della legge 104 e delle sua agevolazioni aggiornate a maggio 2021.

Possiamo individuare una serie di voci a cui si possono applicare le misure previste come:

  • le detrazioni fiscali Irpef per i figli a carico portatori di handicap;
  • le agevolazioni per acquisto veicoli (come l’esenzione da bollo auto e IVA al 4% sull’acquisto);
  • ulteriori agevolazioni per l’acquisto di strumenti informatici che fungano da sussidio all’handicap (detrazione Irpef del 19% sulla spesa sostenuta);
  • detrazioni sulle spese mediche e sanitarie;
  • detrazioni per le spese sostenute per l’assistenza da parte di professionisti o familiari (il beneficiario però non deve avere un reddito superiore a 40mila euro).

Per quanto riguarda i figlia a carico, le detrazioni Irpef corrispondono a 1.620 euro se il figlio affetto da handicap è più piccolo dei 3 anni, mentre corrisponderanno a 1.350 euro per figli con età pari o superiore ai 3 anni.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è ulteriormente specificato che:

“con più di 3 figli a carico la detrazione aumenta di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. Le detrazioni sono concesse in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta e il loro importo diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95mila euro”.

Legge 104: Conte, Draghi e il ministro per la Disabilità

L’importanza e l’attenzione del tema della disabilità è stato sottolineato negli ultimi anni anche dall’istituzione prima durante il governo Conte I e poi confermato anche dal governo guidato da Mario Draghi di un Ministero per la Disabilità la cui attuale ministra è Erika Stefani.

Stefani, in un’intervista rilasciata a “La stampa” a maggio e riportata sul sito del governo, ha dichiarato come il mondo dei disabili sia stato oggetto di attenzione anche nel Dl Sostegni di marzo con l’istituzione di un “Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità” avente una dotazione di ben 100 milioni di euro.

La ministra poi si sofferma anche a parlare, sempre su questa intervista che si può consultare sul sito del governo, come vede il futuro del nostro Paese:

“il futuro del nostro Paese dovrà essere “disability friendly”. Oggi un’azienda definita “green”, per aver adottato criteri specifici, è ritenuta più appetibile e più performante. Dobbiamo attuare una vera e propria rivoluzione culturale che incentivi le aziende a distinguersi anche sotto il profilo di inclusione e accessibilità, cerando occasioni di lavoro per le persone con disabilità”.

E’ fondamentale dunque trovare una collocazione lavorativa per i disabili, più che sostenerli con sussidi e indennità. Solo in questo modo si riuscirà a procedere davvero e in concreto con un processo di inclusione sociale e di soddisfazione personale.

Legge 104: le agevolazioni sul lavoro per i caregiver

Sia le persone affette da disabilità ma anche coloro che si prendono cura di loro, i caregiver, anche nel 2021 e in occasioni di modalità di lavoro agile e da remoto, possono richiedere e avere una serie di agevolazioni e permessi sul lavoro.

Leggiamo la corretta definizione di “caregiver” proprio sul sito caregiverfamiliare.it:

“Il termine anglosassone “caregiver”, è entrato ormai stabilmente nell’uso comune; indica “colui che si prende cura” e si riferisce naturalmente a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato e/o disabile”.

I permessi previsti nella legge 104 sono di 3 giorni al mese oppure di permessi giornalieri di massimo di due ore.

Spettano ai lavoratori dipendenti sia se sono loro stessi affetti da disabilità sia se si tratta di genitori di figli disabili (anche se si tratta di figli adottivi o in affido). Ma anche al coniuge e a parenti di 2° grado.

Viene prevista un’eccezione e dunque viene estesa questa possibilità anche ai parenti di 3° grado, come leggiamo sul sito INPS:

“soltanto qualora i genitori o il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente di fatto (art. 1, commi 36 e 37, legge 76/2016) della persona con disabilità grave abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (L. 183/2010)”.

Legge 104: i lavoratori esclusi dalle agevolazioni

Purtroppo, queste agevolazioni non riguardano tutte le categorie di lavoratori ma alcuni ne vengono esclusi.

Si tratta dei lavoratori autonomi, di quelli parasubordinati, dei lavoratori a domicilio, di coloro che si occupano dei lavori domestici e familiari, dei lavoratori agricoli a tempo determinato.

Legge 104: i congedi straordinari 

Veniamo ora ai congedi. Il congedo straordinario è una sorta di permesso molto prolungato concesso, secondo la legge 104, ai seguenti soggetti:

  • coniugi che convivono con il portatore di handicap;
  • figli o fratelli/sorelle conviventi con il genitore/fratello/sorella disabile;
  • parente entro il terzo grado sempre convivente con il disabile;
  • il genitore di un figlio con disabilità.

Quanto dura questo congedo? Può durare massimo due anni da considerare nell’arco dell’intera vita del lavoratore in questione.

Non per forza deve essere usufruito in maniera continuativa ma si può anche frazionare in piccoli periodi. Se da un lato durante il congedo non vengono maturate ferie e TFR, dall’altro lato verranno accreditati i contributi figurativi. Per quanto riguarda l’importo percepito durante il congedo, sarà pari all’ultima retribuzione ricevuta.

Per interrompere il congedo basterà tornare al lavoro. Per poter richiedere il congedo bisognerà inoltrare la domanda all’INPS per via telematica. Dunque sarà necessario essere muniti di SPID, PIN INPS, CIE 3.0 oppure CNS.

Altrimenti vale sempre la possibilità di rivolgersi a Caf e patronati oppure chiamando il Contact Center dell’INPS.

Legge 104: i congedi parentali ai tempi del Covid

A seguito delle varie misure restrittive per arginare il contagio del Coronavirus come la chiusura delle scuole, il precedente esecutivo guidato da Giuseppe Conte con il Decreto Cura Italia prima e poi col Decreto Rilancio, ha cercato di venire incontro alle famiglie e ai genitori di bambini affetti da disabilità.

Questo cosiddetto congedo parentale straordinario si poteva usufruire per massimo trenta giorni fino alla fine di agosto 2020 da parte di genitori con figli minorenni fino a 12 anni e prevedeva una retribuzione al 50% dell’effettivo stipendio.

Mentre per i genitori di figli fino a 16 anni, il congedo si poteva richiedere ma senza percepire alcuna retribuzione. Ed era incompatibile con il famoso bonus baby sitter.

Legge 104: cosa succede con lo smart working

E’ ormai da più di un anno che la maggior parte dei lavoratori italiani ha adottato questa modalità di lavoro da remoto, sempre per motivi di arginare la pandemia ed evitare contatti al di fuori del nucleo familiare convivente. Ricordiamo la sua definizione, riportandola dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali:

“il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro”.

Per quanto riguarda dunque la fruizione, ove necessario, dei permessi per coloro che assistono persone con disabilità e che lavorano da casa, l’Ispettorato Nazionale del lavoro (INL) chiarisce con la Nota n.7152 dello scorso 22 aprile 2021 che si possono usufruire a ore anche durante appunto lo smart working.

Viene anche sottolineato che, se il lavoratore non riesce a gestire questo tipo di permesso con la modalità del lavoro agile, potrà sempre richiederli e usarli in maniera frazionata.