Legge 104 e caregiver: tra le diverse agevolazioni in favore delle persone che si prendono cura di un familiare con disabilità o non autosufficiente, sono previste agevolazioni anche per l’uscita anticipata dal mondo del lavoro. 

È il caso, ad esempio, di Quota 41, o meglio la pensione per i lavoratori precoci, con la quale il caregiver ha la possibilità di uscire anticipatamente dal lavoro senza limiti di età anagrafica, ma solo contributivi. 

Un’alternativa è invece l’Ape Sociale che consiste in un anticipo pensionistico a carico dello Stato e che può essere richiesta a INPS a partire dai 63 anni di età e che viene erogata fino al raggiungimento dell’età pensionabile. 

È proprio l’Ape Sociale che, con il superamento di Quota 100, la formula di pensione anticipata che verrà definitivamente eliminata il 31 dicembre 2021, potrebbe subire delle modifiche

Il governo potrebbe infatti ampliare la platea dei beneficiari e puntare a un rafforzamento della misura per fornire alternative per la pensione anticipata a partire da gennaio 2022.   

Vediamo allora in cosa consistono formule di anticipo pensionistico come Quota 41 e Ape Sociale, quali sono i requisiti richiesti per accedervi e come presentare domanda.

Legge 104 e agevolazioni: chi sono i caregiver e quali sono i sostegni dello Stato

In Italia non sono affatto pochi i lavoratori che si occupano di familiari con grave handicap ai sensi della legge 104, disabili o in condizioni di non autosufficienza. 

Queste persone vengono chiamate caregiver, o caregiver familiari, e il loro compito è più che oneroso, non solo perché, di per sé, prendersi cura di un familiare disabile o non autosufficiente implichi molto lavoro e fatica, ma anche per il carico psicologico ed emotivo che deriva da queste situazioni. 

Per questo motivo, lo Stato italiano prevede delle agevolazioni per i lavoratori che si prendono cura dei loro familiari, alcune dirette, altre meno come, ad esempio, l’indennità di accompagnamento in favore di persone con invalidità totale al 100%. 

Sull’indennità di accompagnamento e sulle modalità con le quali è possibile richiederla, consigliamo la visione del seguente video dell’avvocato Stefano Di Giacomo che sul suo canale YouTube e sul sito Risarcimenti & Rimborsi fornisce preziosi consigli sul tema dell’invalidità: 

Ma quali sono le agevolazioni previste per i caregiver durante la vita lavorativa?

A essere previsti dalla Legge 104, in favore dei caregiver, ci sono i permessi retribuiti dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Tali permessi consentono al lavoratore che si prende cura di un familiare con grave disabilità di assentarsi da lavoro per tre giorni al mese, senza perdere la retribuzione che passa in carico all’INPS. 

Nel contesto dei congedi disponibili per caregiver, previsto dalla Legge 104 è anche il congedo straordinario, per parenti o coniuge della persona affetta da disabilità, che viene concesso per un periodo massimo di due anni all’interno dell’intera carriera lavorativa. 

Inoltre, per i lavoratori che si occupano di familiari disabili o non autosufficienti, è possibile scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio del familiare che richiede l’assistenza così come, in caso di necessità di trasferimento a un’altra sede di lavoro, lo stesso non può avvenire se non previo consenso del caregiver. 

Legge 104 e caregiver: come uscire anticipatamente dal mondo del lavoro

Abbiamo fornito una breve panoramica di quelle che sono le agevolazioni ad oggi in vigore per i lavoratori che si prendono cura di un familiare disabile oppure non autosufficiente. 

Ma esistono formule pensionistiche create appositamente per questa così vasta categoria di lavoratori nel nostro Paese? 

Alcune soluzioni esistono. In particolare, quelle che analizzeremo più da vicino in questo articolo sono: 

la pensione per i lavoratori precoci (o anche detta Quota 41); l’Ape Sociale, l’anticipo pensionistico erogato dall’INPS. 

Stiamo parlando di due trattamenti pensionistici ben diversi tra loro. Chi matura i requisiti per uscire da lavoro con Quota 41 non potrà far valere gli stessi requisiti per poter usufruire dell’Ape Sociale e viceversa. 

Entrambe le soluzioni, però, possono rivelarsi fondamentali per coloro che si prendono cura di un familiare affetto da disabilità ai sensi della Legge 104, consentendo di uscire dal mondo del lavoro prima di aver maturato i requisiti necessari per la pensione di vecchiaia (67 anni di età anagrafica e almeno 20 anni di contributi).

Vediamo quali sono i requisiti per poter accedere a queste formule di pensionamento e come presentare richiesta per usufruirne.

Legge 104 e caregiver: come andare in pensione con Quota 41

Una prima opzione da vagliare se si intende uscire anticipatamente dal mondo del lavoro e ci si occupa di un familiare disabile ai sensi della Legge 104 è valutare di andare in pensione in anticipo con Quota 41

Si tratta della pensione per lavoratori precoci che spetta a coloro che hanno maturato un intero anno di contribuzione prima di aver compiuto il diciannovesimo anno di età (come deducibile dal nome, si tratta di un trattamento pensionistico a favore dei lavoratori precoci). 

In sostanza, con Quota 41 si ha la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro a qualsiasi età, ma avendo maturato 41 anni di contributi.

Se in possesso di tali requisiti, c’è la possibilità di usufruire di questo trattamento pensionistico. Quota 41, oltre a essere accessibile da parte di soggetti in stato di disoccupazione, invalidità al 74% o oltre e lavoratori che hanno svolto attività usuranti o faticose è infatti rivolta anche a: 

lavoratori che assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap oppure un parente o affine di secondo grado convivente se i genitori o il coniuge dello stesso abbiano un’età pari o superiore ai 70 anni, siano affetti da malattia, siano deceduti o mancanti. 

Inoltre, per poter richiedere il pensionamento anticipato con Quota 41, è necessario che il lavoratore presti assistenza al familiare affetto da disabilità da un periodo di almeno sei mesi prima di effettuare richiesta di pensione per lavoratori precoci. 

Per accedere al beneficio è necessario inviare apposita domanda entro il 1° marzo di ogni anno o comunque non oltre il 30 novembre, ma in questo caso quest’ultima potrebbe essere presa in considerazione solo qualora vi fossero risorse finanziarie residue.

La richiesta può essere inviata tramite l’apposito servizio online dell’INPS oppure affidandosi a CAF e patronati. 

Legge 104 e caregiver: come andare in pensione con l’Ape Sociale

Di tutt’altra natura, ma pur sempre un’alternativa per il caregiver di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, è l’Ape Sociale

In questo caso, si tratta di un anticipo pensionistico a totale carico dello Stato. Ciò significa che l’indennità viene erogata dall’INPS, ma che, non appena il caregiver raggiunge i requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia, l’Istituto ne cesserà l’erogazione. 

Inoltre, è bene ricordare che l’Ape Sociale è un anticipo pensionistico sperimentale. Ciò significa che, almeno per il momento (approfondiremo questo punto più avanti) la misura può essere richiesta fino alla fine dell’anno. 

L’Ape Sociale è riservata a: 

soggetti in determinate condizioni che abbiano raggiunto i 63 anni di età e che siano iscritti all'Assicurazione Generale Obbligatoria dei lavoratori dipendenti, a forme sostitutive della stessa, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, alla Gestione Separata.

Tra le “determinate condizioni” che danno accesso all’Ape Sociale, oltre allo stato di disoccupazione o alla riduzione della capacità lavorativa, la normativa prevede che possano avere accesso a tale anticipo pensionistico coloro che si occupano di un familiare in stato di disabilità grave ai sensi della Legge 104. 

Il grado di parentela e la durata del periodo di assistenza alla data di presentazione della domanda sono gli stessi che consentono l’accesso alla pensione per lavoratori precoci descritta nel precedente paragrafo. 

Per avere accesso all’Ape Sociale, però, oltre ai 63 anni di età anagrafica sono necessari almeno 30 anni di contributi.

Anche in questo caso, la richiesta può essere inviata in autonomia effettuando l’accesso al sito dell’INPS con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS) oppure tramite CAF e patronati. 

Legge 104, caregiver e Ape Sociale: possibile estensione della platea dei beneficiari

Tra i temi più caldi nell’agenda del governo in questo periodo c’è sicuramente la riforma delle pensioni. 

Riforma che rappresenta una vera e propria urgenza, considerando che, se non verrà presa una decisione, tra la notte del 31 dicembre 2021 e la mattina del 1° gennaio 2022, si concretizzerà la possibilità di assistere al temuto scalone. 

Con la fine di Quota 100, però, il governo non sembra affatto voler tornare alla Legge Fornero e, benché al momento non sembra che si siano prese decisioni definitive, sono allo studio diverse alternative per il post Quota 100. 

Tra le ipotesi, quella che vede l’Ape Sociale diventare una misura strutturale. L’anticipo pensionistico è infatti, ad oggi, una misura sperimentale introdotta nel 2017, ma prorogata negli anni, fino all’ultima proroga nel 2021. 

Con l’intenzione di un allargamento della platea, la decisione di far uscire l’Ape dal periodo di sperimentazione potrebbe interessare sia i lavoratori che si prendono cura di disabili ai sensi della Legge 104, sia molte altre categorie di lavoratori intenzionati ad anticipare la propria uscita dal mondo del lavoro. 

Per il momento si rimane nel campo delle ipotesi. L’intenzione parrebbe essere rafforzare l’Ape Sociale ed estendere la platea dei beneficiari, per esempio includendo altre categorie di lavori gravosi.

Ma nulla è ancora deciso in merito alla riforma delle pensioni. Al vaglio ancora nuove proposte, tra quella di una pensione anticipata a partire da 63 anni ma con tagli ingenti all’assegno, fino all’intenzione di rendere strutturale anche trattamenti pensionistici come Opzione Donna.