Dal 1992, ossia dalla sua entrata in vigore, la Legge 104 è l’ancora di salvezza delle persone che si trovano in uno stato di grave disabilità accertata dall’ASL territoriale di competenza. 

Da circa 30 anni dalla sua introduzione, infatti, continua ad assolvere a tutto tondo l’obiettivo alla base del suo ingresso in scena: garantire e tutelare i diritti delle persone più fragili e dei membri della famiglia che si occupano della loro cura ed assistenza.

L’aiuto a favore di tali soggetti si sostanzia nella concessione di agevolazioni economiche, garantite a livello statale, ma anche di sostegno psicologico e psichico.

Agli interessati alla tematica consigliamo la visione di una video guida dettagliata fornita dal canale YouTube “Mondo Pensioni”.

In tal senso, sono molteplici le agevolazioni economiche e non che la Legge 104 prevede a supporto dei portatori di handicap e, in alcuni casi, del coniuge convivente che lo ha a carico. Con l’entrata in scena dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, importanti novità hanno interessato la Legge 104 sia in tema di agevolazioni e lavoro, sia di pensioni.

Nel corso dell’articolo forniremo una breve guida dove si spiegherà dettagliatamente quali sono i vantaggi che un soggetto con disabilità può trarre dalla Legge 104, in termini di agevolazioni, per poi soffermarci sui cambiamenti adottati dal Governo guidato dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, in epoca pandemica per garantire un maggior sostegno, non solo economico, ai soggetti tutelati dalla legge.

Legge 104: a chi si rivolge?

Sono molto lontani i tempi dell’entrata in vigore della Legge 104, eppure a distanza di circa 30 dalla sua introduzione continua ad assolvere egregiamente il suo compito: tutelare e preservare diritti e doveri delle persone con gravi disabilità, seppur con ritocchi e modifiche effettuate nel corso degli anni per migliorarne qualche aspetto.

D’altra parte, non poteva essere diversamente. È passato molto tempo da quando la Legge 104 è entrata nel panorama legislativo italiano come norma voluta per garantire l’integrazione sociale, l’assistenza e i diritti delle persone handicappate.

Principali beneficiari della legge sono dunque i disabili, ma non mancano i casi in cui la norma si estende anche a chi vive con loro sotto lo stesso tetto

La normativa, insomma, abbraccia un po' tutti i soggetti a stretto contatto con chi versa in una condizione di disabilità garantendo, per questa via, sostegno e tutele ai componenti del nucleo familiare che con premura si occupano della loro cura ed assistenza.

L’obiettivo da perseguire è rimasto, invece, immutato nel corso del tempo.

Permettere ai disabili di raggiungere l’autonomia, non solo nel movimento, e provvedere alla loro integrazione sociale, allontanando il pericolo di isolamento, è lo scopo che deve muovere qualsiasi Governo per permettere alle persone fragili un’esistenza quanto più dignitosa possibile.

Sul fronte lavoro, non mancano gli aiuti della Legge 104 verso i membri del nucleo familiare che provvedono all’assistenza del soggetto disabile convivente.

A questi la normativa offre la possibilità di richiedere un certo numeri di permessi lavorativi (retribuiti) al mese per motivazioni legate alla cura del familiare disabile, figlio o coniuge non fa differenza alcuna.

L’iter per il riconoscimento della 104 al soggetto disabile, però, è piuttosto lungo e si articola in diversi step. Si parte dalla richiesta avanzata da un medico di medicina generale o pediatra fino a giungere al rilascio del documento attestante la condizione di disabilità e la percentuale di gravità. Ma vediamo i dettagli.

Legge 104: come ottenerla?

Come anticipato in chiusura del precedente paragrafo, il percorso per ottenere il riconoscimento della Legge 104 è fatto di diverse fasi.

Innanzitutto, va comunicata al medico curante o al pediatra l’intenzione di voler richiedere la Legge 104 per sé stessi o per un familiare disabile. Sarà premura di quest’ultimo inoltrare l’apposito modello all’INPS.

In tale documento, il medico è tenuto ad indicare tutte le patologie a carico del soggetto invalido, sia stabilizzate che in via di peggioramento, l’eventuale presenza di patologie oncologiche in corso, oltre ai dati personali riguardanti la sfera anagrafica dell’assistito.

In un secondo momento, va richiesta la verifica della condizione di invalidità alla commissione medico legale dell’INPS del territorio di residenza. Tale richiesta va fatta dalla persona fisica a cui il medico curante ha provveduto a comunicare un codice.

Quest’ultimo può, a sua discrezione, presentare richiesta oltre che per la Legge 104 anche per l’invalidità lavorativa.

Va però precisato che un’invalidità totale (100%) non comporta automaticamente il riconoscimento dell’handicap.

Controllata dettagliatamente la documentazione fatta pervenire alla commissione medico legale, verrà fissata una data per una visita medica necessaria a confermare o meno quanto dichiarato nelle certificazioni specialistiche. In soggetto disabile dovrà, dunque, sottoporsi a visita alla data comunicata.

Se la persona disabile ha difficoltà negli spostamenti, la visita potrà tenersi al suo stesso domicilio.

Completata la fase di verifica delle sue condizioni, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS) invia i certificati di invalidità, se presente e richiesta, e di handicap più o meno grave.

Su tali documenti si troverà un codice QR che scansionato offrirà un resoconto sulle condizioni mediche del disabile.

Quali agevolazioni si possono ottenere con la Legge 104?

La Legge 104/1992 mette a disposizione dei soggetti beneficiari una vasta gamma di agevolazioni economiche ed assistenziali.

Frequente è il caso in cui la norma viene utilizzata per risparmiare sull’acquisto di un’auto. Ma non è tutto. Il suo riconoscimento permette di godere una serie di vantaggi economici anche sull’acquisto di dispositivi informatici e tecnicologici, come personal computersmartphonetelefoni fissimodem, apparecchi domestici e via dicendo.

C’è spazio anche per i permessi dal lavoro retribuiti. Ci si potrà assentare dal lavoro per ragioni strettamente connesse all’assistenza di un familiare o figlio gravemente disabile, così come confermato dal comma 3, dell’articolo 3 della stessa Legge 104.

Consistenti agevolazioni si segnalano anche sul fronte spese mediche. Questa potranno essere detratte dal reddito se riguardanti la specifica assistenza. Ci sono poi delle spese, sempre mediche, che possono essere portate in detrazione al 19%altre invece per intero senza tener conto della franchigia di 129,11 euro.

Fanno parte di tali spese quelle legate al trasporto del disabile in ambulanza, di acquisto di dispositivi medici compresi negli strumenti necessari ad assicurare la deambulazione del disabile, oltre all’accompagnamento dello stesso. 

E ancora le spese per apparecchi per il sollevamento fisico di tali soggetti, comprese le stampelle, degli apparecchi necessari a garantirne la locomozione, unitamente a quelle connesse al trasporto a carico della Onlus che rilascia specifica fattura, al disabile o ad altri soggetti, per aver usufruito del servizio di trasporto.

Anche sull’acquisto di particolari tipi di poltrone si ravvisano importanti agevolazioni a favore delle persone minorate e/o agli inabili con problemi di deambulazione. 

Altre agevolazioni sono previste dalla Legge 104 sull’acquisto di apparecchi utili a contenere fratture, ernie e difetti vertebrali.

Novità Legge 104: Draghi conferma la pensione anticipata al 2022

In attesa della Riforma delle Pensioni che non dovrebbe tardare ad arrivare, l’esecutivo guidato dal premier Mario Draghi ha già riconfermato al 2022 alcune formule di pensione anticipata. Fra queste spicca la già attiva APE Sociale fruibile anche per i possessori di Legge 104 e conviventi.

Per chi non lo sapesse, la Legge 104 permette al disabile, e al familiare che si occupa della sua assistenza, un’uscita anticipata dal mondo del lavoro purché siano rispettati una serie di requisiti.

Nei dettagli, potranno beneficiare della pensione anticipata i soggetti che assistono, da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado con disabilità (articolo 3, comma 3, della Legge 104) alla condizione che abbiano un’età anagrafica di 63 anni e una contributiva di 35 anni.

Stessa sorte spetta a quanti sia stata certificata una riduzione della capacità lavorativa in misura uguale o superiore al 74% con almeno 30 anni di contributi alle spalle.

A conferma dal sito diritto.it si legge: “La Legge di Stabilità 2017 stabilisce che per accedere all'Ape sociale i lavoratori che convivono con un parente di primo grado in condizione di handicap grave devono aver maturato 30 anni di contribuzione”.

Questi potranno accedere alla pensione anticipata senza alcun vincolo anagrafico con Quota 41. In questo caso, a prescindere dall’età anagrafica, sarà sufficiente aver versato 41 anni di contributi, di cui almeno 12 mesi prima del compimento del diciannovesimo anno di età, per godere dell’indennità di pensione.

Legge 104: c i permessi di lavoro?

L’emergenza epidemiologica da Coronavirus che imperversa ancora sul territorio italiano ha portato il Governo ad introdurre una serie di nuovi sussidi e contributi per offrire un valido aiuto economico ai cittadini italiani letteralmente messi in ginocchio dalla crisi economica causata dalle limitazioni agli spostamenti e dal fermo delle attività lavorative, purtroppo indispensabili per placare i contagi.

Oltre ai bonus per le famiglie, lavoratori, imprese e partita IVA sono stati elaborati alcuni provvedimenti a favore di quei cittadini in possesso dei requisiti per accedere alla Legge 104

Più nei dettagli, tanto il Decreto Rilancio quanto il Decreto Cura Italia sono intervenuti sui permessi di lavoro retribuiti estendendone i termini

Il titolare di Legge 104 o il familiare che si occupa della cura e dell’assistenza del soggetto con grave handicap possono beneficiare di 12 giorni di permesso retribuito in più rispetto ai tradizionali 3 giorni al mese (in alternativa 2 ore al giorno).

Qualora si presentasse la necessità di assistere più persone con gravi handicap, si potrà godere separatamente delle ore di lavoro di permesso previste per ciascun assistito.

Per andare ulteriormente incontro ai soggetti con disabilità, al fine di preservarne le già precarie condizioni di salute è stato permesso loro di lavorare in modalità smart working almeno fino alla fine del mese di ottobre 2021.