Grazie alla Legge 104 i richiedenti possono avere la garanzia di poter accedere a diverse detrazioni e anche ad una pensione più idonea per la propria condizione. Ciò ha aiutato diverse famiglie, che, a causa del destino, si sono ritrovati con notevoli problemi, oltre che a spese impreviste

In questi tempi, però, a causa dell'imminente riforma delle pensioni, il Governo Draghi vorrebbe valutare di apportare alcune modifiche in merito non solo alle pensioni ordinarie o a diverse opzioni di anticipo pensionistico, come Quota 100 e Opzione Donna, entrambi a rischio di venire cancellati e non riproposti dopo la scadenza del 31 dicembre 2021, ma anche alla Legge 104, nella speranza invece di deviare i flussi assistenziali per favorire proprio le categorie più fragili. Nella speranza che i fondi siano disponibili.

Potrebbe succedere anche alla Legge 104? Vediamo insieme intanto di cosa si tratta.

Legge 104: come funziona dal 1994 fino ad oggi

Quando si parla di la legge 104, ci si deve fare riferimento alla l. 104/1992, ovvero alla legge che tutt'ora disciplina l'accesso a detrazioni e alla pensione per le persone sofferenti di patologie disabilitanti, così come certificate dalla commissione medico-legale delle USL locali.

Come legge ha migliorato la condizione delle famiglie che si sono ritrovate a non poter più essere completamente autosufficienti e a garantire alla propria famiglia un fabbisogno economico, oltre che a provvedere alle spese dettate dalla malattia e dall'assistenza.

Il funzionamento della Legge 104 è relativo alla tutela dela persona che, come detto, ha avuto la certificazione di soggetto con patologia disabilitante da parte delle autorità sanitarie preposte alla verifica. 

Tale funzionamento, a seguito della pandemia da Covid, non ha garantito a tutti l'accesso, oppure ha aumentato i tempi di lavorazione ed elaborazione delle domande a causa delle problematiche riscontrate dall'INPS durante i primi lockdown. 

D'altra parte, proprio per via della pandemia, il Governo Draghi ha valutato di fare delle modifiche, a favore di questa legge e di tutti coloro che ne beneficiano per garantire a se stessi e a chi è a suo carico un sostegno dignitoso.

Però prima precisiamo a chi spetta l'accesso alla Legge 104

Legge 104: ecco a chi spettano pensione e/o detrazioni

Come cita la Legge 104, scopo principale della norma tutelante le persone con stato di disabilità grave è appunto:

l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.

Pertanto, senza alcun equivoco, il principale richiedente è appunto una persona "handicappata", per utilizzare il termine in uso nel 1994 (oggi è decisamente meglio usare termini un po' più sensibili).

Oltre a ciò, va detto che la Legge tutela anche la famiglia, e non poteva non essere così, specie se la persona che ha subito la patologia era quella che garantiva il fabbisogno economico a tutto il nucleo familiare.

Anche se nel tempo, come tutte le leggi importanti, ha subito delle modifiche, attualmente è garantita anche una disposizione per il convivente, che potrebbe essere sia il figlio o la figlia, sia il coniuge, che può essere anche convivente o maritato/a.

La legge prevede comunque che si parli sempre di un tutore legale, che garantisca la sua disponibilità ad affrontare tutto ciò che serve per il supporto della persona.

Ma a parte questi ultimi, che devono oltre ad essere iscritti anagraficamente nello stesso nucleo familiare o garantire legalmente la propria disponibilità alle cure del soggetto con disabilità, il richiedente deve appunto dimostrare l'handicap di cui è sofferente presso le autorità sanitarie, locali e poi quelle predisposte all'erogazione dei benefit, cioè l'INPS. 

Legge 104: non a tutti spetta la pensione anticipata

Sulla Legge 104 c'è la possibilità di avere la pensione anticipata, ma non a tutti spetta, perché deve comunque avere a che fare con la carriera lavorativa del richiedente. 

Già nel 1993 l'INPS, con la circolare numero 50, aveva riconosciuto una pensione anticipata per alcune categorie, tutte relative ad un handicap riscontrato nel corso del tempo, e ausa volta certificato dalle autorità sanitarie locali, quali:

  • le persone disabili con handicap riconosciuto all'80% hanno la pensione anticipata a 61 anni (uomini) o a 56 anni (donne);
  • i lavoratori con 10 anni di contributi maturati dopo che la cecità sia insorta hanno la pensione anticipata a 56 anni (uomini) o a 51 anni (donne); 
  • i lavoratori senza i 10 anni di contributi maturati dopo che la cecità sia insorta hanno la pensione anticipata a 61 anni (uomini) o a 56 anni (donne).

Si parla pertanto di un anticipo che si rapporta con le altre pensioni a:

  • dai 6 agli 11 anni in meno rispetto al requisito anagrafico previsto dall'attuale Riforma delle Pensioni Fornero se per lavoratori di genere maschile;
  • dagli 11 ai 16 anni in meno rispetto al requisito anagrafico previsto dall'attuale Riforma delle Pensioni Fornero se per lavoratori di genere femminile;
  • da 1 ai 6 anni in meno rispetto al requisito anagrafico previsto dall'attuale Quota 100 se per lavoratori di genere maschile;
  • dai 6 agli 11 anni in meno rispetto al requisito anagrafico previsto dall'attuale Quota 100 se per lavoratori di genere femminile.

Però è una condizione che va comunue dimostrata, non tanto a livello di autorità sanitarie, ma anche di contributi. 

Legge 104: servono anche i contributi oltre alla disabilità

Citando appunto la Riforma delle Pensioni Fornero, anche per la Legge 104 è richiesta una quota di contributi pari eguale a quest'ultima: 20 anni. 

In alternativa alla mancanza del raggiungimento del requisito contributivo, le uniche due possibilità sarebbero:

  • l'assegno ordinario d'invalidità, 
  • la pensione di inabilità di tipo previdenziale.

Per queste ultime, i requisiti sono i seguenti:

  • per l'assegno ordinario d'invalidità, l'invalidità deve essere acclarata tra il 74% ed il 99%;
  • per la pensione di inabilità di tipo previdenziale l'invalidità deve essere acclarata del 100%.
  • per entrambe è richiesto un requisito contributivo di 5 anni, di cui 3 almeno condotte negli ultimi 5 anni.

Almeno si hanno anche diverse agevolazioni e detrazioni, anche se qualcosa dovrebbe cambiare con Draghi

Legge 104: attenti a detrazioni ed agevolazioni

Sulle agevolazioni e le detrazioni per la Legge 104 bisogna stare attenti, perché ci sono state delle modifiche nel tempo per queste ultime

Le principali agevolazioni riguardano per lo più:

  • quelle relative all'acquisto dell'auto;
  • quelle relative all'acquisto di supporti informatici e tecnici;
  • quelle relative ai permessi retribuiti sul lavoro per l'assistenza;
  • quelle relative alle spese mediche;
  • quelle relative ai mezzi di trasporto sanitari e di deambulazione;
  • quelle relative alla sicurezza igienica e sanitaria del soggetto.

Andando a vedere nel particolare, ci sono i casi riguardo all'acquisto dell'auto. Si potrebbe avere l'agevolazione dell'IVA al 4%, sia sl prezzo di listino sia sui lavoro per l'adattamento, a cui si aggiunge quella della detrazione al 19% sul costo di acquisto dell'auto, ma fino a 18.076 euro, e per macchine con cilindrata non superiore a 2.000 cm cubi (o 2.800 se benzina o ibrido), con limite di potenza a 150 KW.

Inoltre, come già raccontanto nel mio articolo sul bollo auto e sui chi lo deve pagare, quelli che usufruiscono della Legge 104 possono avere l'esenzione del pagamento del bollo auto, più l'esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà dovuta al PRA.

Mentre per le agevolazioni sui parenti, grazie alla legge Cirinna (76/2016) si è aggiunta alla figura generica del convivente quella invece del convivente di fatto o derivante dall’unione civile, fino all'aggiunta delle più conosciute figure familiari o parentali del disabile (coniuge, parenti, affini).

Infatti, prima della legge, erano riconosciute solo i conviventi quali marito/moglie o figli, cioè quelli tradizionalmente considerati come appartenenti al nucleo familiare.

Però in merito a ciò ci sono delle particolarità. Per saperne di più vi consiglio questo video a cura di Invalidità Immediata.

Mentre in merito alle spese mediche e agli strumenti sanitari, si parla di detrazioni fino al 19% e deducibilità dalla dichiarazione del reddito, che comprendono anche il trasporto:

  • in ambulanza,
  • tramite servizi dell'Onlus (con regolare fattura per il servizio di trasporto).

E a queste si aggiungono anche le spese:

  • per l’acquisto di poltrone in caso di inabili o non capaci alla deambulazione;
  • apparecchi per contenere fratture, ernie o correggere difetti della colonna vertebrale
  • dispositivi medici per l’accompagnamento, deambulazione, locomozione e sollevamento delle persone (es. stampelle). 

Legge 104: cosa cambia con Draghi per caregiver e Ape Sociale

Relativamente alla Legge 104, il Governo Draghi sta valutando appunto a cambiare pensione e detrazioni, ma in senso buono. 

La figura del caregiver è diventata cruciale durnte il periodo della pandemia da Covid, in particolare per aiutare chi, a causa di quarantene o limitazione di mobilità, oltre che al rallentamento dei servizi essenziali, si è trovato in gravissime difficoltà, e non poteva che farsi supportare totalmente da questi ultimi. 

Per questi ultimi si sta valutando un'estensione e un rafforzamento, così da garantire uno scivolo, cioè un'anticipazione, tramite l'Anticipo Pensionistico Sociale, cioè Ape Sociale.

Ovviamente nella condizione in cui garantiscano di essere assistenti di un familiare avente una disabilità grave.

Già la sola Ape Sociale garantirebbe alle persone sofferenti di disabilità grave, cioè gli invalidi civili, l'accesso anticipato se:

  • riscontrato almeno il 74% della invalidità denunciata per la persona a cui si assiste.
  • il caregiver garantisca almeno dieci anni in più di contributi versati previsti dall'attuale Legge 104, cioè 30 anni.
  • il caregiver dimostri che assiste il familiare da almeno 6 mesi

Legge 104: con Draghi ci sono nuove agevolazioni

Già alcune agvolazione erano disponibili in merito a chi ha avuto accesso alla Legge 104, come nel caso del Decreto Rilancio, che permetteva al richiedente e al suo convivente/caregiver, la possibilità di beneficiare di dodici giorni mensili di permesso retribuito.

Si parla di un aumento considerevole, constatando che precedentemente erano permessi solo tre giorni al mese o addirittura due sole ore al giorno

Questo ovviamente si aggiunge anche al fatto che col Governo Draghi tutti i soggetti con disabilità grave hanno la possibilità di lavorare in smart working fino al 31 ottobre 2021

E questo è solo per quel che riguarda fino ad ottobre. Vediamo come va avanti anche per fine 2021.