Non tutti (forse) sanno che i principi che regolano la Legge 104 contengono delle disposizioni a favore dell’assistenza e cura della suocera affetta da una forma di disabilità grave.

Nel merito, va detto, che è presente una sentenza del Tribunale di Palermo, in cui vengono spiegati i principali elementi che ruotano sull’assistenza e cura a favore della suocera affetta da disabilità grave secondo la norma contenuta nella legge 104. 

La novità è stata introdotta a giugno 2020, una sentenza che ha aperto lo spiraglio per quanti sono impegnati nell’assistenza del familiare non autosufficiente. 

Occorre, spiegare, che secondo l’articolo 3 comma 3 presente nella legge 104, spetta il trasferimento sul lavoro in favore del lavoratore impegnato attivamente nella cura e assistenza rivolta al familiare disabile, anche se questi risulta essere un parente. 

In particolare, la causa è stata introdotta da un docente che aveva richiesto un trasferimento secondo la normativa Legge 104, finalizzato alla cura e assistenza della suocera. Sfugge, spesso, che la legge quadro riguarda l’ampia sfera dei familiari, quindi, rientrano anche coloro che vengono considerati parenti congiunti fuori dalla linea di primo grado. 

 Legge 104, c’è chi può ottenere i permessi per l’assistenza della suocera 

Sicuramente, si tratta di una sentenza che apre le porte a tante possibilità non sfruttate per la mancanza della valutazione degli aspetti normativi su vasta scala familiare. La legge 104/92 rappresenta l’unica forma di tutela delle persone disabili e dei loro familiari. 

Appare, chiaro, che la sentenza non solo ha un impatto mediatico decisivo, ma funge da apripista per tanti lavoratori che si occupano della cura e dell’assistenza dei familiari che non rientrano nel primo grado, quindi di coloro consideranti fuori dalla sfera dei parenti stretti. 

Come spiegato da Informazionefiscale.it, la sentenza del Tribunale ha accolto la richiesta del docente al trasferimento per occuparsi della cura e assistenza della suocera applicando le disposizioni contenute nell’articolo 33, comma 5 legge 104, finalizzato all’esercizio del diritto di scelta di una sede più consona per consentire l’assistenza alla persona non autosufficiente.

Il riferimento legislativo cade sui permessi normativi che comprendono il diritto al trasferimento presso altra sede lavorativa, oltre a spiegare la presenza del diritto alla cura e assistenza dei congiunti “affini”. 

Il Giudice nell’emettere la sentenza, ha spiegato nella motivazione che il concetto della “persona da assistere” deve essere estrapolato in tutta la sua ampiezza. Ma, soprattutto, ha chiarito uno degli aspetti fondamentali della legge 104, facendo prevalere su tutto il diritto alla salute del disabile.

In nessun modo, un vincolo può interferire con le disposizioni previste dall’articolo 32 della Costituzione italiana.  

I permessi legati ai diritti della suocera disabile 

La stessa Corte Costituzionale ha sottolineato la presenza di particolari tutele contenute nella legge quadro 104 a favore delle persone con disabilità grave o non autosufficienti. 

Ecco, perché, rientra a pieno titolo il diritto di colui che richiede un trasferimento lavorativo per mantenere, stabile il cammino di cura e assistenza della persona disabile non autosufficiente che non rientra necessariamente nella classifica dei parenti affini. 

Fortunatamente, la normativa in materia di diritti dei disabili ha ampliato il quadro, non permettendo a vincoli o limitazione capaci di ledere le possibilità di assistenza e cura.

I congiunti che siano anche i suoceri affetti da disabilità grave individuata nell’articolo 3, comma 3 legge 104, hanno la precedenza assoluta su ogni azione ritenuta indispensabile per la tutela della loro salute. 

Permessi legge 104 per i suoceri, ecco come richiederli 

 L’INPS nella circolare n. 38/2017 ha spiegato come procedere per le richieste avanzata dai lavoratori per i permessi legge 104. 

In sostanza, l’Istituto ha fornito le indicazioni per poter richiedere e utilizzare i permessi legati all’assistenza o cura della suocera affetta da una forma di disabilità grave. 

È, importante, comprendere che non si tratta di linee guide individuali, solo rivolte ai congiunti non affini, ma il discorso è generale e riguarda la possibilità di richiedere tre giorni di permessi lavorativi legati alla presenza delle disposizioni contenute nella legge 104. Oltre, anche alla possibilità di richiedere il congedo straordinario. 

Prima di dover poter usufruire dei permessi lavoratori, occorre avanzare una richiesta all’INPS. Si tratta, della compilazione del modulo SR08 indicato dall’Istituto per i permessi legge 104, mentre per il congedo straordinario bisogna compilare il modulo SR64.

La richiesta compitata in tutte le sue parti dovrà essere inoltrata all'Istituto nazionale della previdenza sociale di competenza territoriale.

È possibile inoltrare il modulo, ovvero la richiesta per il rilascio dei permessi o del congedo straordinario attraverso il canale di Posta elettronica certificata o, ancora, attraverso altra modalità ammessa dall’Istituto, come ad esempio posta raccomandata o consegna a mano presso gli uffici INPS adibiti alla ricezione degli atti amministrativi. 

Posso cumulare congedo straordinario e permessi legge 104 per l’assistenza alla suocera, ecco le disposizioni INPS 

Spesso si ignorano tanti aspetti legati ai permessi e alla forma di congedo straordinario. Il punto, non sempre si conosce la normativa il che porta a commettere degli errori. In questo caso, secondo quanto regolamentato dall’articolo 33 della legge 104, non è ammissibile utilizzare entrambi gli strumenti per la medesima persona nel medesimo giorno. 

In sostanza, il problema nasce se vengono sfruttati i permessi e il congedo straordinario nello stesso momento, inteso come giornata.