Il Governo presieduto da Mario Draghi ha deciso di introdurre alcune novità alla disciplina della Legge 104, ossia quella fondamentale (benché abusata) norma che, tra le altre cose, consente ai parenti di soggetti con disabilità di ottenere dei permessi retribuiti per assistere questi ultimi.

Gli ultimi due anni, come è noto, hanno messo a dura prova il tessuto sociale ed economico del paese. Per limitare i disagi derivanti dalla crisi sanitaria, la quale si è appunto andata propagando al piano economico e sociale, il Governo Draghi ha voluto intervenire sulle modalità di funzionamento della Legge 104, specificando in modo più preciso quali sono le modalità di accesso al cosiddetto smartworking (o, per meglio dire, il telelavoro) per i lavoratori fragili o affetti da grave disabilità.

Se infatti la pandemia ha certamente provocato enormi disagi, d’altro canto è pur vero che essa ha accelerato i processi di digitalizzazione del lavoro che erano già in atto. Favorendo così la possibilità, per quelle professioni che lo consentono, di svolgere la propria attività comodamente seduti alla scrivania della propria abitazione. Il telelavoro è infatti divenuta una modalità di collaborazione ormai collaudata, grazie alla quale dipendenti e professionisti possono risparmiare sui costi degli spostamenti e lavorare in una postazione nella quale si sentono a loro agio.

Tuttavia, considerata l’esplosione del numero di lavoratori che si avvalgono di questa opportunità, era opportuno che il legislatore intervenisse per aggiornare la normativa in materia. Nell’articolo spieghiamo nel dettaglio in che cosa consiste la Legge 104, come funziona, quali sono i criteri per accedervi, e infine quali sono le novità introdotte dal Governo Draghi.

Legge 104: che cos’è?

La cosiddetta Legge 104 fu introdotta nel 1992, nel corso della decima legislatura del Parlamento della Repubblica Italiana, durante il settimo Governo Andreotti. Il titolo — “legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” — indica già di per sé in modo piuttosto chiaro l’oggetto della normativa in questione.

Essa ha infatti la funzione di disciplinare i principi e le modalità che consentono alle persone affette da disabilità l’accesso ai diritti garantiti dallo Stato, nonché gli strumenti che garantiscono una più agevole fruizione di tali diritti in egual misura che per i soggetti non affetti da disabilità.

Si definisce soggetto persona affetta da disabilità (che la legge chiama ancora “persona handicappata” non avendo ancora recepito una terminologia adatta ad evitare discriminazioni e stigmatizzazioni) ogni individuo il quale presenti una minorazione che determini delle difficoltà tali da causare uno svantaggio di carattere sociale e che determini la necessità di una assistenza permanente a causa della riduzione dell’autonomia personale. Sono incluse le menomazioni di carattere fisico, ma anche psichico o sensoriale. Inoltre, vengono considerate anche le invalidità che abbiano uno status sia statico che progressivo.

Chi può beneficiare della Legge 104?

Come detto, per poter accedere alle agevolazioni concesse dalla Legge 104 occorre essere affetti da invalidità civile o essere parenti di un soggetto affetto da disabilità. In particolare, si possono distinguere

  • i soggetti affetti da una invalidità al lavoro superiore al 33%;
  • i soggetti non occupati che siano affetti da menomazioni di carattere psichico, intellettivo o fisico che determinino una invalidità superiore al 45%;
  • i soggetti non vedenti, tra i quali si possono distinguere coloro che sono affetti da cecità totale e coloro i quali la visibilità si ridotta a non più di un decimo per entrambi gli occhi;
  • i soggetti affetti da sordità a partire dalla nascita o comunque da prima di un compiuto apprendimento della lingua parlata;
  • i soggetti affetti da invalidità a seguito di conflitti bellici;
  • i soggetti vittime di terrorismo o di criminalità organizzata;
  • coloro che siano orfani, profughi, o vedove.

Come accedere alle agevolazioni stabilite della Legge 104?

Per poter beneficiare delle agevolazioni stabilite dalla Legge 104 è innanzitutto necessario un certificato di disabilità, rilasciato da un medico competente, il quale dopo un’attenta analisi valuti la tipologia di menomazione, la percentuale di invalidità civile e le misure di assistenza adeguate alla condizione psicofisica del soggetto.

Una volta acquisito il certificato, esso andrà inoltrato presso l’INPS, in forma telematica sul portale dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale o in alternativa tramite un intermediario autorizzato (patronati, associazioni di categoria). Unitamente al certificato che attesti l’invalidità civile occorrerà inoltre provvedere all’inoltro della domanda per il riconoscimento delle agevolazioni stabilite appunto dalla Legge 104.

Fatto ciò, occorrerà successivamente presentarsi presso la Commissione Medico legale nel giorno indicato al fine di appurare lo status di invalido civile.

Quali sono le agevolazioni previste dalla Legge 104?

Molti sono i benefici stabiliti dalla Legge 104 per tutti coloro i quali siano affetti da disabilità o per i parenti stretti.

Questi ultimi (se sono lavoratori dipendenti) hanno infatti diritto a tre giorni di permesso retribuito ogni mese, finalizzati ad assistere il parente affetto da disabilità. Occorre precisare che questi tre giorni, per un totale di 24 ore lavorative, possono anche essere suddivise in permessi non giornalieri, grazie ai quali è possibile, ad esempio, assistere il soggetto disabile per sei mattine (quattro per sei ore), un’ora al pomeriggio per ventiquattro giorni del mese e così via. 

Occorre qui precisare che la Legge 104 stabilisce per ogni soggetto affetto da disabilità può godere dei tre giorni di permesso retribuito una e una sola persona, la quale si occuperà di assistere il parente grazie alle ore di cui si è detto. Al tempo stesso, non vale il contrario. Ossia, un medesimo lavoratore, il quale sia incaricato di assistere più di una persona affetta da disabilità può beneficiare di una cumulazione dei giorni di permesso retribuito.

Un’altra agevolazione riguarda la possibilità di beneficiare di un anticipo pensionistico per tutti coloro i quali siano affetti da un grado di disabilità superiore al 75%. Questo, infatti, garantisce che ai propri contributi annuali vengano aggiunte due ulteriori mensilità che permettono di accumulare un’anzianità contributiva tale da permettere il raggiungimento dei requisiti necessari per andare in pensione con un certo anticipo rispetto ai soggetti non affetti da invalidità civile. 

Anche in questo caso è bene puntualizzare che tale anticipo sul raggiungimento dei requisiti pensionistici non può essere superiore ai 60 mesi (ossia 5 anni).

Altre agevolazioni previste dalla Legge 104 per i soggetti affetti da disabilità sono quelle che riguardano la materia fiscale. Molte imposte, sia dirette che indirette, sono infatti soggette a sgravi o vera e propria eliminazione. Tra le misure più importanti possiamo citare l’imposta agevolata sulle successioni o sulle donazioni, la riduzione dell’Iva per i mezzi di ausilio, i sussidi tecnici e informatici, nonché la riduzione delle spese sanitarie e le detrazioni per gli addetti all’assistenza. Un’altra importante serie di agevolazioni fiscali sono quelle inerenti al settore auto: la detrazione Irpef per i mezzi di locomozione, l’esenzione dal pagamento del bollo auto, l’esenzione dall’imposta sul passaggio di proprietà e via dicendo.

Legge 104: quali sono le novità?

A causa della pandemia, come già detto, molte sono state le misure messe in atto per ridurre i disagi derivanti dalla crisi economica, da un lato, e dalle limitazioni alla circolazione necessarie a impedire la diffusione del contagio, dall’altro. Queste misure riguardano anche la Legge 104.

Tra questi provvedimenti vi è senza dubbio l’importante estensione dei giorni di permesso retribuito concessi dalla Legge 104 ai parenti di soggetti affetti da disabilità. Il Decreto Cura Italia, infatti, già l’anno passato estese per il periodo di lockdown i giorni di permesso retribuito da 3 a ben 12, in modo che anche durante l’aggravarsi della pandemia i soggetti più fragili potessero ricevere l’assistenza necessaria.

Indiscrezioni sembrano andare nella direzione di una riproposizione di tale misura, o comunque di una estensione dei giorni di permesso retribuito oltre i tre stabiliti tradizionalmente dalla Legge 104.

Legge 104: le novità volute dal Governo Draghi

Un altro tema che il Governo si è trovato a dover fronteggiare è l’imponente ricorso di lavoratori e datori di lavoro al cosiddetto smartworking (ma sarebbe più opportuno parlare di telelavoro). Grazie a questa possibilità, infatti, molti dipendenti e professionisti hanno potuto continuare a esercitare la propria attività anche durante i mesi più difficili della pandemia, semplicemente trasferendo la propria postazione dall’ufficio alla propria abitazione.

Se in passato il telelavoro non era contemplato tra i benefici riconosciuti dalla Legge 104, dopo l’esplosione di questa modalità lavorativa il legislatore si è trovato costretto a esprimersi. Per il momento, tramite il Decreto n° 105 del 23 luglio 2021, ci si è limitati a prorogare fino al 31 ottobre 2021 il diritto allo smartworking per tutti i lavoratori fragili o che, appunto, abbiano accesso ai benefici concessi dalla Legge 104.

Ciò significa, di fatto, che tutti i lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico che di quello privato), i quali dispongano di una certificazione che attesti la loro fragilità dal punto di vista immunologico, oncologico o per l’effettuazione di terapie salvavita, nonché appunto i lavoratori con grave disabilità, possono richiedere e ottenere il diritto a lavorare da casa.