La nuova Legge di Bilancio per il 2022, come era prevedibile dalla bozza della Manovra, contiene moltissime novità. Le misure introdotte in materia fiscale, del lavoro, degli ammortizzatori sociali, bonus e misure di sostegno al reddito, sono davvero tante. Si tratta di provvedimenti che, ovviamente, impattano - per così dire - sul lavoro, sulle famiglie e sulle imprese.

Infatti, si tratta di una Manovra molto consistente, da ben 36,5 miliardi di euro.

Ma un capitolo molto importante e anche molto discusso, riguarda il mondo delle pensioni. Sono stati prorogati, nel dubbio iniziale, i trattamenti pensionistici di uscita dal lavoro anticipato Opzione Donna e Ape Sociale. Oltre alla proroga, le due misure hanno subito qualche cambiamento.

Ma, soprattutto, come era auspicabile, è stata superata e non rifinanziata la tanto discussa Quota 100 e, al suo posto, è stata inserita Quota 102, ma durerà soltanto un anno.

Questo articolo ha l’obiettivo di analizzare tutte le novità sulle pensioni, come Opzione Donna e Ape Sociale e, naturalmente, Quota 102. Proprio su quest’ultima, l’Inps, nella giornata del 10 gennaio 2022, ha pubblicato le istruzioni per presentare la domanda, contenute nel messaggio numero 97.

Legge di Bilancio 2022 e pensioni: tutte le novità!

Tra le tante novità contenute nella nuova Legge di Bilancio del 2022, una parte importante e molto sostanziosa è occupata dall’argomento delle pensioni.

Innanzitutto bisogna dare il benvenuto alla nuovissima Quota 102, che prende il posto della tanto discussa Quota 100. Tuttavia, dobbiamo specificare sin da subito che Quota 102 resta in vigore soltanto per il 2022.

Sempre all’interno del capitolo delle pensioni, sono inserite anche due proroghe molto attese da tutti coloro che sperano di poter andare in pensione in anticipo: si tratta di Opzione donna e dell’Ape Sociale

Ci sono stati cambiamenti su Opzione donna e Ape Sociale? Non molti, in realtà, ma Ape Sociale è stata estesa a molti altri beneficiari - che vedremo, successivamente.

Ebbene, è arrivato il momento di passare all’analisi dei trattamenti pensionistici, partendo proprio dall’introduzione di Quota 102.

Legge di Bilancio 2022: introdotta Quota 102

Con l’addio a Quota 100, la nuova Legge di Bilancio del 2022 ha introdotto Quota 102, ma solo per il 2022. Si tratta, infatti, di una misura “ponte”, prima dell’istituzione di un nuovo sistema pensionistico.

Ma chi potrà accedere a Quota 102 per l’uscita anticipata dal lavoro? I lavoratori appartenenti al settore pubblico e privato, per poter richiedere il trattamento pensionistico di Quota 102, durante il 2022 devono avere un’età di sessantaquattro anni e devono maturare trentotto anni di contributi

Come si legge sul sito pensionioggi.it:

“A condizione che la maturazione dei requisiti avvenga nel corso dell'anno, l'accesso alla pensione è consentito anche successivamente al 31 dicembre 2022”.

Sostanzialmente, i requisiti richiesti sono questi appena elencati. Pertanto, possiamo sintetizzare dicendo che Quota 102 si riferisce ai lavoratori nati entro il 1958 e che, come abbiamo detto poc’anzi, tra il 1° gennaio del 2022 e il 31 dicembre del 2022, raggiungano i trentotto anni di contribuzione.

Quota 102: come fare domanda? Ecco le istruzioni dall’Inps!

L’Inps ha pubblicato le istruzioni per la presentazione delle domande di accesso al trattamento pensionistico di Quota 102.

Le istruzioni sono inserite nel messaggio n. 97, pubblicato il 10 gennaio del 2022. Ma quali sono le modalità di presentazione delle domande?

Innanzitutto, per tutti coloro che sono in possesso di una identità digitale tra Spid, Cie o Cns, è possibile compilare e inoltrare la domanda, direttamente sul sito dell’Inps. Dopo essersi autenticati, bisogna accedere alla sezione “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.

Una volta entrato nella sezione indicata, il cittadino non deve far altro che scegliere e cliccare sulla voce “Nuova prestazione pensionistica”; successivamente, su “Anzianità/Anticipata/Vecchiaia”, “Pensione di anzianità/anticipata” e, infine, su “Requisito quota 102”.

Completati i passaggi sopra elencati, è necessario indicare il Fondo di appartenenza e la Gestione di liquidazione

Dobbiamo fare, infine, un’ultima precisazione. Possono avvalersi della modalità sopra indicata i seguenti lavoratori:

  • Iscritti alle Gestioni Private;
  • Iscritti alla Gestione Pubblica;
  • Iscritti alla Gestione spettacolo e sport.

Come si legge nel messaggio dell’Inps, si può utilizzare questa modalità anche:

“[…] al fine di chiedere il cumulo dei periodi assicurativi per il conseguimento del diritto alla pensione “quota 102””.

Infatti, per poter arrivare ai trentotto anni di contributi previsti per accedere a Quota 102, è possibile anche cumulare i contributi versati a casse previdenziali diverse con una sola esclusione: quella presso le gestioni dei liberi professionisti.

In alternativa, alla trasmissione telematica diretta, è possibile presentare domanda anche recandosi presso Patronati o altri professionisti abilitati. Infine, è possibile anche utilizzare il servizio di Contact Center.

Legge di Bilancio 2022: come cambia l'Ape Sociale?

Passiamo adesso ad analizzare un altro trattamento pensionistico prorogato al 2022: Ape Sociale. Quella dell’Ape Sociale si tratta di una proroga molto importante e molto interessante, in quanto la platea dei beneficiari, cioè dei lavoratori gravosi, a cui si riferisce si è notevolmente ampliata.

L’Ape Sociale non è altro che un anticipo pensionistico, riservato, come ben si può comprendere da quanto appena detto, soltanto ad una categoria di lavoratori. Si tratta di lavoratori gravosi o usuranti.

Pertanto, per tutti coloro che fanno parte di questa categoria che, con la nuova Legge di Bilancio è stata ampliata, e che rispettano alcune condizioni, è possibile andare in pensione in anticipo.

Facendo qualche cenno storico, si ricorda che l’Ape Sociale è stata introdotta dalla Legge di Stabilità del 2017 (Legge n. 232 del 2016). Si tratta di un trattamento pensionistico che consente una uscita più flessibile dal lavoro. È una pensione garantita dallo Stato ed è erogata dall’Inps.

Inizialmente, l’Ape Sociale è stata istituita come forma sperimentale, ma, come abbiamo visto, è stata prorogata anche a quest’anno.

Si ricorda che l’Ape Sociale è un trattamento pensionistico che è possibile ricevere in attesa del raggiungimento dell’età per beneficiare della pensione di anzianità.

A chi si rivolge, quindi, l’Ape Sociale? Come già detto, l’elenco delle categorie di lavoratori usuranti si è ampliato. Sul sito pmi.it, si legge che:

“La categoria degli addetti ai lavori gravosi annette coloro che hanno svolto (per almeno 6 anni negli ultimi 7 oppure 7 anni negli ultimi 10) un’attività particolarmente pesante […]”.

Ma quali sono i lavori gravosi aggiunti? L’ampliamento comprende gli insegnati delle scuole elementari, i ceramisti, i magazzinieri, i portantini, gli autisti di mezzi pesanti e così via. Per leggere l’elenco completo si consiglia si visualizzare il seguente link.

Inoltre, per potervi accedere bisogna aver compiuto sessantatré anni di età e bisogna aver versato contributi per trentasei anni. Ovviamente, bisogna aver cessato l’attività lavorativa. 

In riferimento ai contributi, dobbiamo menzionare alcune eccezioni. Per esempio, per gli operai edili, i ceramisti e i lavoratori che si occupano della conduttura di impianti per formare articoli in ceramica e in terracotta, è sufficiente aver maturato trentadue anni di contributi.

Come si legge sul sito ipsoa.it:

“[…] per coloro che si trovino in stato di disoccupazione l’eliminazione, ai fini dell’accesso alla misura, della condizione che siano passati 3 mesi dalla fine del godimento dell'intera prestazione previdenziale di disoccupazione”.

Legge di Bilancio 2022: proroga Opzione Donna. Cosa cambia?

Infine, dobbiamo occuparci anche di un altro trattamento pensionistico, che consente l’uscita flessibile e anticipata dal lavoro. Si tratta di Opzione Donna, della cui proroga si era temuto fino alla fine.

Ci sono stati cambiamenti? No, e non è stata neppure innalzata l’età per accedere alla misura come, invece, era stato inizialmente previsto. 

Per poter accedere a Opzione Donna, sostanzialmente, è necessario aver maturato l’anno scorso trentacinque anni contributivi, sia per le lavoratrici autonome che per le lavoratrici dipendenti.

Tuttavia, tra le due categorie di lavoratrici vi è una differenza. Per l’uscita anticipata con Opzione Donna, le lavoratrici dipendenti devono aver un’età anagrafica di almeno cinquantotto anni; mentre, le lavoratrici autonome devono aver compiuto cinquantanove anni.

Entrambi i requisiti, contributivo e anagrafico, si devono possedere al 31 dicembre del 2021.

Naturalmente, si tratta di un’uscita flessibile dal lavoro e, quindi, presenta qualche limite che potrebbe disincentivare alcune donne lavoratrici ad accedervi. 

In primo luogo, dobbiamo menzionare il meccanismo di calcolo: viene utilizzato il calcolo contributivo e non retributivo. Il calcolo contributivo è più svantaggioso perché viene effettuato soltando sui contributi versati; in questa maniera, si va a percepire un assegno pensionistico minore.

In secondo luogo, bisogna tenere presente la decorrenza dell’assegno. Per le lavoratrici dipendenti, l’erogazione dell’assegno pensionistico avviene dopo un anno; mentre, le lavoratrici autonome dovranno attendere diciotto mesi.

Come si presenta la domanda per accedere ad Opzione Donna? La domanda, aggiornata, deve essere presentata all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, tramite i servizi telematici. In alternativa, è possibile recarsi presso Patronati o utilizzare il servizio di Contact Center.

Per quanto riguarda il personale scolastico in possesso dei requisiti, è possibile accedere a Opzione Donna dal 1° settembre 2022; mentre, per le lavoratrici degli Istituti AFAM, è possibile accedervi a partire dal 1° novembre del 2022.

L'Inps ha pubblicato, sul proprio portale, il messaggio n. 169, il 13 gennaio 2022, nel quale fornisce tutte le istruzioni sulla proroga.