Tra le varie novità presenti nella Legge di Bilancio 2021 ( L. n° 178 del 30 dicembre 2020) troviamo, all’articolo 1 comma 481, la previsione di una tutela rafforzata i lavoratori disabili che, ex legge 104/1992, sono portatori di handicap grave e per i lavoratori considerati fragili.

Stando alla legge di Bilancio emanata all'inizio del nuovo anno, i lavoratori che rientrano nelle categorie che abbiamo appena citato, qualora dovessero allontanarsi dal posto di lavoro a seguito di una malattia, vedranno la loro assenza uguagliata al ricovero ospedaliero. Questo, come ovvio, comporta che tali lavoratori abbiano diritto alla copertura economica erogata dall'INPS a sostegno di coloro che, sulla base dell'inquadramento e delle dinamiche aziendali, rientrano nella schiera di coloro che ne possono beneficiare.

Legge 104 e tutela economica: chi sono i destinatari

Poiché a volte i testi normativi non hanno la capacità di semplificare un concetto che dovrebbe essere interpretato con chiarezza da tutti, l'INPS ( ISTITUTO NAZIONALE PER LA PREVIDENZA SOCIALE) ha emanato, nel corso dello scorso mese, una nota che sia in grado di rendere accessibili i contenuti normativi. La Legge n° 104 del 5 febbraio 1992, che da ora in avanti nomineremo semplicemente come Legge 104, stabilisce che:

1) ex articolo 3, comma 3, i lavoratori portatori di disabilità in condizione di gravità siano coloro per i quali  "[...]  la  minorazione,  singola  o  plurima,   abbia   ridotto l'autonomia   personale,  correlata  all'età,  in  modo  da  rendere necessario un intervento  assistenziale  permanente,  continuativo  e globale  nella  sfera  individuale  o  in  quella  di  relazione,  la situazione   assume   connotazione   di   gravità.   Le   situazioni riconosciute  di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.";

2) I lavoratori fragili sono invece coloro che, a seguito di un'attestazione proveniente dagli professionisti degli organi medico-legali operanti nelle ALS di competenza territoriale, vengano considerati a rischio di immunodepressione, a seguito della scoperta di patologie oncologiche o perché sottoposti a terapie che abbiano come conseguenza la riduzione delle capacità intrinseche del sistema immunitario.

I destinatari della tutela appena vista, sono tutti i lavoratori - dipendenti pubblici e privati - purché non aderiscano alla gestione separata dell'INPS.

Legge 104 e indennità INPS: il certificato medico

Una volta stabilito quali siano i soggetti che possano usufruire di tale tutela normativa, passiamo ad esaminare nel dettaglio le procedure necessarie per accedervi e le indennità che sono riconosciute a questi lavoratori. Ovviamente, per ottenere che i giorni di allontanamento dal lavoro vengano equiparati ad un ricovero ospedaliero, è necessario che venga rilasciato un idoneo certificato medico che deve essere successivamente trasmesso ad opera del medesimo soggetto - attraverso canali telematici - all'Istituto nazionale della previdenza sociale. Sarà necessario che tale certificato attesti:

  • la condizione di fragilità;
  • gli estremi del provvedimento dal quale risulta sussistere la condizione di disabilità grave che rientri nei parametri stabiliti ex art. 3, comma 3, della legge 104;
  • qualora invece non si sia nella situazione di una condizione di handicap grave ma di un soggetto a rischio di immunodepressione, sarà in questo caso necessario fornire gli estremi del documento che attesta la presenza di una patologia oncologica (o, in alternativa, che attesti lo svolgimento di terapie salvavita).

Esaminando questa normativa con un occhio un po' più tecnico dobbiamo considerare che tali eventi di malattie, con la conseguente erogazione delle indennità, saranno a carico dell'INPS. Qualora sia previsto dal Contratto Collettivo però, potrebbe essere disposta un'integrazione come onere del titolare del lavoro. L'indennità oggetto del nostro articolo, ed erogata dall'INPS, è riservata a:

  • lavoratori salariati di aziende che rientrano nell'ambito dei servizi di credito, assicurativi e tributari appaltati;
  • operari e lavorati c.d. a domicili, per quelle aziende che rientrano nel settore industriale e commerciale;
  • OTI, OTD, salariati e braccianti fissi, nonchè piccoli coloni per le aziende del settore agricolo;

Un dettaglio di cui forse non tutti sono a conoscenza riguarda il fatto che la tutela economica prevista a carico dell'Istituto nazionale della previdenza sociale sarà elargita dal quarto giorno di malattia: notiamo infatti come i primi tre giorni ( il c.d. periodo di carenza) vengono esclusi dal computo. Tuttavia, sempre sulla base dei Contratti Collettivi, potrebbe succedere che il periodo di carenza sia disposto a carico dell'azienda.

Come calcolare l'indennità ex legge 104 del 1992

Ma come si calcola l'indennità economica erogata dall'INPS per queste categorie di lavoratori in caso di malattia?Proviamo a semplificare il più possibile i calcoli che sono necessari affichè sia possibile fare una stima veloce di tale somma e calcolare subito la c.d. RMG ( Retribuzione media giornaliera). Iniziamo prendendo in esame la categoria degli impiegati.

  1. Bisogna inanzitutto prendere come punto di riferimento la retribuzione lorda percepita dal dipendente nel mese precedente all'inizio della malattia;
  2. Successivamente consideriamo l'importo mensile della tredicesima e della quattordicesima (c.d. rateo) che viene calcolato dividendo la retribuzione contrattuale lorda per le dodici mensilità annuali di lavoro;

A questo punto, per calcolare la RMG sarà sufficiente effettuare la somma di cui al punto 1) e al punto 2) e dividere la cifra ottenuta per 30.

Qualora, invece, fossimo in presenza della categoria di impiegati, diverso sarà il calcolo da effettuare:

  1. La retribuzione lorda mensile del mese precedente l'inizio della malattia sarà suddivisa per 26;
  2. Il rateo mensile sarà diviso per il numero 25.

La somma ottenuta, ancora una volta, ci darà l'importo corrispondente alla retribuzione media giornaliera.

Legge 104: la Retribuzione media giornaliera e il calcolo dell'indennità

Ora, cosa faremo con questi importi? Per giungere all'importo della nostra indennità sarà necessario effettuare ancora qualche passaggio. In primo luogo convertiremo la nostra RMG in percentuale, sulla base della durata dell'assenza dal posto di lavoro e dalla tipologia di tale assenza.

  • In caso di ordinaria malattia il tasso percentuale sarà pari al cinquanta percento della retribuzione media giornaliera per le giornate indennizzabili comprese tra il quarto e il ventesimo giorno di assenza, valore innalzato al 66,66% dal ventunesimo al centottantesimo giorno;
  • Se invece dovessimo essere in presenza di un ricovero ospedaliero, il tasso percentuale sarà  pari al 20% dal quarto al ventesimo giorno, aumentato al 26,66% a partire dal ventunesimo giorno.

L'ultimo passaggio necessario per calcolare la nostra indennità erogata dall'INPS sarà più semplice. Ottenuta la percentuale della RMG, il risultato dovrà essere calcolato compiendo una moltiplicazione di tale tasso per  per il numero di giorni indennizzabili che rientrano nel periodo di assenza:

Per gli impiegati consideriamo i giorni racchiusi nel periodo di malattia, ma verranno escluse le festività qualora dovessero capitare di domenica.

Per gli operai, invece, verranno conteggiati i giorni feriali compresi nel periodo di assenza per malattia, ma verranno escluse sia le domeniche che le festività.

Legge 104 e malati oncologici: tutele e indennità

Poiché la legge 104 fa riferimento ai lavoratori fragili, possiamo operare un focus ed analizzare delle ulteriori agevolazioni previste per coloro che risultano essere malati oncologici.

Ebbene, questa categoria di lavoratori ha a disposizione ulteriori tutele ad opera dell'INPS.

  1. In primo luogo i malati oncologici, sulla base di quanto definito dai Contratti collettivi, hanno il diritto alla conservazione del posto di lavoro per tutta la durata del c.d. periodo di comporto.
  2. Prendendo in considerazione dipendenti pubblici, qualora i giorni di assenza dal posto di lavoro dovessero essere utilizzati per sottoporsi alle cure, quest'ultimi verranno esclusi dal numero di giorni utilizzati per malattia.
  3. La legge n° 104 del 1992  riconosce  anche ai pazienti oncologici la possibilità di assentarsi dal lavoro 3 giorni durante ogni mese (con la possibilità che vengano frazionati in ore) o 2 ore al giorno (diminuita ad una se l’orario lavorativo dovesse essere inferiore a 6 ore).

In questo caso i periodi di assenza del lavoratore vengono retribuiti al 100% dall’Istituto nazionale della previdenza sociale.

Sempre in riferimento alle tutele garantire dalla legge del 1992 nei confronti dei malati oncologici, possiamo trovare:

  1. il diritto ad un permesso straordinario di 30 giorni stipendiato dall'azienda, in caso di invalidità civile con ridotta capacità lavorativa che sia superiore al 50%.
  2. se invece dovesse essere il lavoratore dipendente ad assistere un familiare disabile (grave, oppure un malato oncologico ex d.lgs n° 151/2001) in questo caso ha diritto ad un congedo retribuito di 2 anni. A colui che si prende cura del familiare malato, c.d. caregiver, il trattamento economico è completamente a carico dell'INPS.

Legge 104 e pensione di invalidità

Chiudiamo questo argomento con la possibilità che, ai malati oncologici, possa essere erogato un assegno o la pensione di invalidità.

In presenza di prestabilite condizioni, i malati oncologici hanno diritto a:

  1.  sussidio ordinario di invalidità per lavoratori dipendenti che siano privati, autonomi oppure che risultino iscritti alla Gestione separata e che hanno raggiunto almeno 260 contributi settimanali (5 anni) e in presenza di una diminuzione della capacità lavorativa che non sia inferiore ad un terzo (parliamo, in questo caso, di infermità fisica oppure mentale);
  2. pensione di inidoneità statale per quei dipendenti pubblici che sono caratterizzati dalla più assoluta e permanente impossibilità di adempiere alla mansione lavorativa ad oggetto e che abbiano almeno cinque anni di anzianità contributiva;
  3. pensione di inidoneità ordinaria per quei lavoratori pubblici inabili in via assoluta e permanente agli incarichi da svolgere ( e che possiedano un'anzianità contributiva pari almeno a diciannove anni) oppure a qualsiasi favorevole lavoro (in questo caso sono richiesti almeno quattordici anni di contributi);
  4. pensione di inidoneità per quei dipendenti privati e autonomi che risultano iscritti all’Istituto nazione di previdenza sociale e che abbiano un'assoluta e immutabile impossibilità a svolgere l’attività lavorativa (in questo caso vengono richiesti gli stessi requisiti che permettono di accedere all'assegno di invalidità).